MAGIC CLUB

Post N° 312


Voglio postare questo racconto perche' mi ha colpito profondamente.. E' una visione dolce di un tremendo fatto di cronaca.. Leggetelo..27 giugno 1980Ciao amore sono le 19,00, sono stato molto fortunato, all’ultimo minuto ho trovato un biglietto per tornare a Palermo, finalmente saremo di nuovo insieme, io, tu e la piccola vita che porti in grembo.A volte penso a noi tre insieme, mia madre insiste sul fatto che sia un  maschietto, un piccolo Salvatore, si proprio come mio padre, perché da noi è come una religione il primogenito deve essere chiamato come il nonno paterno, non sia mai…Certo che ne è passato di tempo da quando ci siamo conosciuti in quell’istituto per ragionieri, tu eri cosi bella, con il tuo viso così innocente, io ero una specie di scavezzacollo, dove c’era una rissa tra fascisti e comunisti c’ero io. Ricordi quella volta che a Piazza Castelnuovo un gruppo di ragazzi di estrema destra ci inseguì, quella vespa special forse per la paura per la prima volta parti a primo colpo, fu proprio quello il giorno in cui facemmo all’amore. Tu come tutte le donne hai sempre avuto la sindrome della crocerossina, cercando di cambiarmi, di addolcirmi, insomma cercando di rendermi più presentabile.Bologna è una bella città, ma non è Palermo, mi sei mancata tanto, ma purtroppo lo sai dalle nostre parti come si dice “cu niesci arriniesci” (chi va fuori fa fortuna), spero tanto di ingranare con il mio nuovo lavoro, così da portare anche te ed il nostro piccolo qui su al continente,Non so perché ti sto scrivendo questa lettera che forse non avrò mai il coraggio di consegnarti. Sto facendo progetti amore, tanti progetti, sai ho visto una macchina, una Renault 5, spero di comprarla con i primi risparmi.Si proprio una R5 rossa, come quella in cui due anni fa venne ritrovato Aldo Moro, ci pensavo proprio oggi, pensavo a quel 9 maggio, molti lo ricordano per la sua morte, io lo ricordo più per quella di Peppino.Il 10 maggio arrivò la notizia in facoltà, erano gli ultimi esami, lo ricordo come fosse ieri, mi si avvicinò Marco che con voce affannata mi informava che Peppino Impastato era morto durante il tentativo di piazzare una bomba, lungo i binari del treno,  si questa era la versione che i Carabinieri della stazione di Cinisi avevano dato dopo una prima ricostruzione. Io non ci credo, non ci ho mai creduto, Peppino aveva infastidito Don Tano, dalle nostre parti ai mafiosi fa più male lo sgarro di una sentenza di ergastolo.La mafia non perdona, e Peppino è una delle tante vittime, purtroppo non è stata l’unica.Anzi in questi giorni una vera  e propria mattanza è in corso nella nostra terra, non c’è pace, muoiono mariti, padri, figli, nessuno viene risparmiato. Ricordo le nostre passeggiate lungo la via libertà, vero e proprio salotto della nostra città, ricco di ville liberty ieri, oggi distrutte dalle bombe mafiose per “convincere” i proprietari a venderle, ed il comune a togliere il vincolo monumentale.Non riconosco più la mia Palermo, forse anche per questo ne sento meno la mancanza, adesso il posto di quelle ville è stato preso da quegli stupri edilizi, da quei palazzi anonimi, senza anima, senza poesia, senza storia .Credevo di potere cambiare il mondo, credevamo di potere cambiare il mondo… invece il mondo ha finito con il cambiare noi.Non so se era questa la vita che sognavo, non so se è questa la vita che sognavamo insieme.Ho paura di prendere l’aereo, ma il pensiero che l’alternativa siano 15 ore di treno mi fa passare tutte le paure. Non vedo l’ora di tornare, ti ho comprato un disco di De Gregori, W l’Italia, andiamo ad ascoltarlo da mio fratello che ha il gira dischi, ti prometto che quello sarà il prossimo regalo che ti farò, del resto fra qualche giorno prenderò la 14° mensilità.Adesso ti saluto, l’aereo sta partendo, ma tanto poi queste cose te le dirò io e probabilmente questa lettera farà parte di tutte quelle che non ti ho mai dato.Quella lettera arrivò a destinazione, ma non chi la scrisse, quell’aereo spari dalla vista dei radar di Ciampino alle 20,59 e 45 secondi per poi essere ritrovato a metà tra l’isola di Ponza e quella di Ustica, soltanto la mattina dopo, stranamente soltanto la mattina dopo (si sa i ritardi), diventando uno dei più grandi misteri della storia italiana.La lettera venne trovata tra i resti del protagonista di questa storia.By Consal '07Nota postuma ogni fatto qui sopra narrato è frutto di invenzione, ogni riferimento a fatti o a persone è di pura fantasia.Il testo che avete letto partecipa al gioco letterario Come eravamo promosso dal blogger falco58dgl, per ulteriori chiarimenti cliccate Qui