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I cento anni di Rita Levi Montalcini


    Scienziata, senatrice a vita della Repubblica italiana, ricercatrice e Premio Nobel per la Medicina nel 1986 grazie agli studi sulfattore di crescita del sistema nervoso (NgF) scoperto nel 1951. Rita Levi Montalcini dopo essere riuscita a mantenere il cervellocostantemente attivo, nonostante che il corpo possa lentamente decadere, festeggerà i suoi cento anni il 22 aprile.Con il coraggio di servirsi del proprio intelletto, il suo stile elegante, il pensare non convenzionale, il suo impegno socialee umanitario è il ritratto di un'epoca, ma soprattutto il ritrattodella sua attività di scienziata.
La Montalcini è nata a Torino il 22 Aprile 1909 da Adamo Levi, ingegnere elettrotecnico e matematico e da Adele Montalcini,una pittrice di talento. In questa città dopo aver trascorso un'adolescenza in perfetto stile "vittoriano" decise di iscriversialla facoltà di medicina e di abbandonare il cammino delmatrimonio e della maternità. Già si prefigurava il suo progettodi vita e infatti ha detto:"A vent'anni volevo andare in Africa percurare la lebbra. Ci sono andata più in là con gli anni, ma per curare l'analfabetismo, che è molto più grave della lebbra."
  La lunga permanenza di ricerca e di lavoro fatta nella Washington University di Saint Louis, negli Stati Uniti, tra gli anni Quaranta e Sessanta le ha permesso di scoprire le cellule staminali e studiare il fattore di crescita delle cellule nervose noto come Ngf (Nerve Growth Factor), che gioca un ruolo essenziale nello sviluppo e differenziazione delle cellule nervose sensoriali. Le possibili applicazioni del Nfg sono numerose: riparazione dellelesioni nervose provocate dal diabete, glaucoma, morbo di Alzheimer e Parkinson, ulcere cutanee, malattie renali e asma infantile. Recentiricerche hanno incontrato questa molecola nella neurobiologia dell'amore e della passione.
 Rita con la sua figura minuta, la sua grande mente e i suoi capelli bianco azzurri diventati familiari a tutti gli italiani ha scritto: "Nell'epoca attuale, testimone di un formidabile sviluppo delle facoltàintellettuali, come dimostrato dai progressi in ogni campo dello scibileumano, il divario tra facoltà cognitive e capacità emotive è andato aumentando. Le prime hanno investito l'uomo di un potere quasi assoluto di controllo del globo terreste, mentre le seconde sono rimaste al livello di quelle dell'uomo preistorico." In realtà, abbiamo due cervelli uno più arcaico e l'altro più evoluto,ma non tutti gli esseri umani sono in grado di usare al massimo grado le capacità raziocinanti e a volte capita a qualcuno, purtroppo, che il cervello più primitivo prenda il sopravvento.