Il primo Campionato Nazionale di Soft Air specialità Pattuglie Combat a Scenari (PCS) si accinge ad entrare nella fase clou archiviando la 4° e penultima tappa, naturale preludio al gran finale che nel giro di un mese assegnerà il Campionato Piemontese CSAP, il 16 e 23 ottobre con la 5° ed ultima tappa in programma e poi il13 novembre a Bologna l’ambito primo titolo italiano di categoria. Ospitati dall’ASD dei T.N.T. nella cornice di Gassino Torinese, nell’ormai consueto doppio appuntamento, questa volta l’11 settembre il girone A ed il 18 il girone B; i team si sono cimentati con una gara dallo storyboard classico ma mai scontato. Ambientata nell’intricata giungla equatoriale della Repubblica Democratica del Congo, la traccia narrativa delinea le vicende di otto uomini fedeli al governo legittimo, che al crepuscolo dell’ennesimo golpe militare cleptocratico, sono incaricati di “recuperare” l’ultimo capo degli insorti allo scopo di mettere definitivamente fine alle violenze esplose nella parte orientale del paese. Privati, come spesso è accaduto quest’anno, di un book puntiglioso da imparare a memoria, i team ospiti di “Colpo di mano in Congo” sono sbarcati da un furgone alle porte di una cava di ghiaia con informazioni generali, integrate di settore in settore, con una buona verosimiglianza rispetto a quanto avverrebbe in caso di un’urgente (leggasi improvvisata) azione COIN in terra africana. 1° Settore Obj - L’attacco attraverso le montagne artificiali di ghiaia costituisce senz’altro uno dei setting più inconsueti ed affascinanti affrontati quest’anno, spostando seppur temporaneamente il fulcro del gioco sulle capacità di movimento dei team piuttosto che sulla mera capacità di tiro. Decidiamo subito di agganciarci ad un cumulo particolarmente alto e percorribile, inviando un operatore in cima per darci supporto. La mossa da immediatamente i suoi frutti, mettendo la squadra in grado di controllare un’area assai ampia, comprendente anche un veicolo abbandonato, segnalato dalla consueta bandiera rossa, come OBJ primario. Mettendo in atto consolidate tattiche di movimento e comunicazione, la squadra conquista il piccolo altopiano-bersaglio e con una macchinosa manovra a tenaglia si chiude sulle forze appostate a difesa. Recuperata una valigia di denaro e diamanti, necessaria per un’astuta opera di corruzione, ci s’ingegna per trovare il punto di esfiltrazione dal settore “OUT” in mezzo ai sinistri torrioni di sfasciumi. Abbandonati dal GPS che da valori fuori scala in ogni direzione. Capita sovente di sentire i tuttologi mediatici inveire contro la nostra dipendenza dalla tecnologia, ma sia consentito constatare quale realismo e soddisfazione si ricavi dalla navigazione GPS in ambito di simulazioni militari. In fondo la nostra disciplina, in particolare in ambito PCS, si basa sull’improvvisazione tattica ed una problematica del genere non è poi così rara anche utilizzando equipaggiamento militare. Ci si raggruppa al termine del primo settore con un misto di soddisfazione per un settore affascinante e ben giocato ed il profondo sconforto per i punti persi. Il debriefing è poco allegro, ma meno tecnico del solito, a freddo si comprende che il GPS non è danneggiato ma che ci sono dei problemi di segnale dalla costellazione satellitare. Veniamo a sapere poi a fine gara, che tutti i team in gioco hanno avuto i stessi problemi di ricezione satellitare. Consapevoli di ciò ci si concentra su aspetti motivazionali, ci si ricompatta e dopo uno sguardo truce rivolto al cielo azzurro ci s’incammina verso il secondo obiettivo.2° Settore Obj - Inoltrandosi nella vegetazione fiorente sembra impossibile essere a pochi km dalla periferia industrializzata del capoluogo piemontese: lunghi filamenti rampicanti simili a liane si dipartono a raggiera dagli alberi, disegnando scenografie molto adatte al setting del book. Queste cupole, che pur seccando resistono anche nei mesi invernali, costituiscono veri e propri fortilizi da temere e conquistare con grande attenzione. Il secondo settore inizia su uno stretto sentiero che conduce ad un imbuto in prossimità di una grossa cupola verdeggiante. Inchiodati quasi subito da un tiro di ASG rado ma preciso, gli operatori sopravvissuti al primo impatto si allargano per quanto possibile nella vegetazione, raggiungendo non senza fatica una posizione da cui stendere una valida copertura e conquistare di conseguenza un piccolo accampamento. Mentre la squadra rastrella e mette in sicurezza la zona circostante, una piccola aliquota esamina il materiale informatico ed acquisisce l’identità di un mercenario disposto a vendere alcune delle informazioni necessarie al team.Si procede dunque all’esfiltrazione, “misericordiosamente” aiutati dal GPS che per qualche secondo indica la direzione corretta, s’ingaggia ed elimina l’ultimo difensore e si esce finalmente dalla zona di gioco. 3° Settore Obj - Appurato con un pizzico di soddisfazione che a mente lucida e con un po’ d’aiuto si può superare l’empasse tecnologica, ci si butta a capofitto nel seguente game, incocciando immediatamente in una tenacissima mezzaluna di difensori che si supera solo a carissimo prezzo. Scardinata la difesa, un piccolo team penetra nella tenda del mercenario, acquisendo informazioni circa la presenza di una bomba all’interno di una miniera d’uranio poco distante ed altre informazioni secondarie utili nel prosieguo delle operazioni. In ambito PCS non c’è nessun compito che metta un’ansia paragonabile a quella che un operatore prova quando deve mettere un prigioniero in sicurezza.Per fortuna il mercenario si rivela pienamente collaborativo dopo aver ricevuto la valigetta piena di valori (recuperata al primo settore) e tirando un sospiro di sollievo si possono ritirare nel tattico fascette e nastro adesivo. La squadra cerca dunque l’uscita con metodo, eliminando finalmente l’ultimo cecchino rimasto ed eseguendo una semplice prova sniper con la propria ASG individuale.4° Settore Obj - Nella penultima frazione, la storia prende velocità e si avvicina al gran finale: i team devono liberare l’accesso della miniera d’uranio, disinnescare la bomba e sabotare una batteria missilistica. Non sono certo compiti da poco dovendo affrontare agguerriti “mercenari congolesi” che conoscono e sfruttano bene il terreno a proprio vantaggio. Il primo ingaggio è confuso tanto nello sviluppo quanto negli esiti. Un solitario AK apre ci inonda di pallini da pochi passi ottenendo una pesante risposta di squadra. Quando l’adrenalina chiama a questi livelli spesso si scatena una variante minore della ben nota “fissazione sul bersaglio” e, complice la disponibilità di BB, si flagella la vegetazione con una micidiale “frusta” bianca. Intervenuto l’arbitro a chiarire chi e cosa fosse stato colpito nel rapidissimo scontro, la squadra scala rapidamente per sostituire gli eliminati e penetra da un’angusta finestrella nell’edificio bersaglio. Una mossa azzardata o un passo troppo pesante fanno scattare il sensore di movimento della bomba prima che si abbia tempo di rimuoverla dall’involucro.I superstiti, fallito l’OBJ primario, mantengono la concentrazione e scivolano tra le maglie della difesa per piazzare il simulacro di C4 alla base di una rampa missilistica nemica per poi esfiltrare fortunosamente e raggiungere le bandiere gialle dell’OUT.5° Settore Obj - L’ultima frazione si apre all’insegna del recupero del capo dei ribelli, il terribile Shramme.Egli è tenuto prigioniero in un piccolo campo fortificato protetto da corrente ad alta tensione.Il team affronta con buona consapevolezza tattica l’intricata “giungla pluviale torinese” e raggiunge il luogo di detenzione con perdite minime, dimostrando di aver metabolizzato bene le difficoltà tecniche ed ambientali. Abbattuta a lunghissima distanza l’ultima sentinella del complesso, il team mette in sicurezza il complesso e si prepara ad una prova inconsueta. In cima ad una piccola altana si provvede ad imbracare il caposquadra (in quanto il più leggero) e lo si aggancia tramite una carrucola ad una piccola teleferica lunga una decina di metri, con non poca ilarità dei compagni di squadra ed arbitri nel vedere Igor Marchionni presidente del CSAP penzolare dall’albero come un salame. Dopo un primo tentativo andato a vuoto, finalmente il lancio è calibrato perfettamente e il “prezioso operatore” scivola di misura sopra il filo spinato elettrificato, raggiungendo una seconda altana all’interno dell’area proibita. Aggravato dal peso non indifferente di un manichino zavorrato, il caposquadra viene riportato indietro con una fune di recupero e, finalmente, rimesso a terra.Sul finire la tensione e la stanchezza cominciano a farsi sentire in maniera significativa e ci si incanala in un sistema di sentieri assai insidiosi, che portano a scontri a fuoco intensi e ravvicinati. Eliminata la maggior parte dei difensori, trovandosi nell’impossibilità numerica di stanare gli ultimi cecchini, ai componenti rimasti non resta che esfiltrare rapidamente, raggiungere l’agognata bandiera dell’OUT e porre quindi termine ufficialmente alla 4° Tappa del Campionato. Agli occhi di chi vi ha partecipato, la gara è parso un tentativo riuscito di bordeggiare sulla sottile linea rossa che divide le gare in technicolor, imbrillantinate ma impossibili, da quelle carine e facili ma, prive di spunti significativi. La struttura degli OBJ, l’applicazione del ben rodato regolamento CSAP e gli standard arbitrali diffusi quest’anno inseriscono “Colpo di mano in Congo” nel contesto assai ramificato e coeso di uno sport che, ormai maturo per il passo, preme per assurgere a livello nazionale come una disciplina ludico-sportiva aperta e moderna.Ed a dimostrazione di quanto detto, in varo il progetto dell’ampliamento del Campionato Italiano PCS per l’anno venturo 2012, che vedrà quasi sicuramente l’introduzione di altri quattro gironi della fase di qualificazione alla finale nazionale, gironi che vedranno, grazie all’aiuto organizzativo di ASD extra-Piemonte, il coinvolgimento di Lombardia ed Emilia Romagna. Insomma, grandi progetti futuri per il circuito PCS e per tutti i suoi praticanti. In conclusione… I TNT di Gassino Torinese vogliono caldamente ringraziare l’ASD ACSA di Castelnuvo Nigra (To) e l’ASD, I Guardiani del Po di San Raffaele Cimena (To) che hanno fornito un prezioso contributo logistico, sovraccaricandosi col sempre delicato compito della difesa degli obj, consegna a loro assegnata che hanno saputo onorare con grande spirito sportivo, fair play ed onestà, quindi merito anche loro della buona riuscita dell’evento. Ottimo come sempre il lavoro degli arbitri della Sezione CSAP, ormai “professionalmente competenti” ed esperti. Ed in ultimo, una ringraziamento a tutte e 21 le ASD che hanno partecipato con loro team. Per gli amanti delle statistiche vanno in archivio la vittoria dei Dark Eagles di Torino per il girone A (11/09/11) e dei Pretoriani per il girone B (25/09/11). Il prossimo e decisivo appuntamento per stabilire le dodici partecipanti alla finale di Bologna di domenica 13 novembre 2011 intitolata “Bon Voyage” (organizzata dai Berretti Verdi) ed assegnare il titolo del Campionato Piemontese (per i partecipanti al girone A dei team CSAP) sarà l’”Operazione Colombia II” (16/10/11 e 23/10/11) che si svolgerà a Bastia Mondovì sotto la regia dell’ASD “X Sparta”.In bocca al lupo a tutti e che vinca il migliore !
QUARTA TAPPA CAMPIONATO ITALIANO PCS - COLPO DI MANO IN CONGO by TNT
Il primo Campionato Nazionale di Soft Air specialità Pattuglie Combat a Scenari (PCS) si accinge ad entrare nella fase clou archiviando la 4° e penultima tappa, naturale preludio al gran finale che nel giro di un mese assegnerà il Campionato Piemontese CSAP, il 16 e 23 ottobre con la 5° ed ultima tappa in programma e poi il13 novembre a Bologna l’ambito primo titolo italiano di categoria. Ospitati dall’ASD dei T.N.T. nella cornice di Gassino Torinese, nell’ormai consueto doppio appuntamento, questa volta l’11 settembre il girone A ed il 18 il girone B; i team si sono cimentati con una gara dallo storyboard classico ma mai scontato. Ambientata nell’intricata giungla equatoriale della Repubblica Democratica del Congo, la traccia narrativa delinea le vicende di otto uomini fedeli al governo legittimo, che al crepuscolo dell’ennesimo golpe militare cleptocratico, sono incaricati di “recuperare” l’ultimo capo degli insorti allo scopo di mettere definitivamente fine alle violenze esplose nella parte orientale del paese. Privati, come spesso è accaduto quest’anno, di un book puntiglioso da imparare a memoria, i team ospiti di “Colpo di mano in Congo” sono sbarcati da un furgone alle porte di una cava di ghiaia con informazioni generali, integrate di settore in settore, con una buona verosimiglianza rispetto a quanto avverrebbe in caso di un’urgente (leggasi improvvisata) azione COIN in terra africana. 1° Settore Obj - L’attacco attraverso le montagne artificiali di ghiaia costituisce senz’altro uno dei setting più inconsueti ed affascinanti affrontati quest’anno, spostando seppur temporaneamente il fulcro del gioco sulle capacità di movimento dei team piuttosto che sulla mera capacità di tiro. Decidiamo subito di agganciarci ad un cumulo particolarmente alto e percorribile, inviando un operatore in cima per darci supporto. La mossa da immediatamente i suoi frutti, mettendo la squadra in grado di controllare un’area assai ampia, comprendente anche un veicolo abbandonato, segnalato dalla consueta bandiera rossa, come OBJ primario. Mettendo in atto consolidate tattiche di movimento e comunicazione, la squadra conquista il piccolo altopiano-bersaglio e con una macchinosa manovra a tenaglia si chiude sulle forze appostate a difesa. Recuperata una valigia di denaro e diamanti, necessaria per un’astuta opera di corruzione, ci s’ingegna per trovare il punto di esfiltrazione dal settore “OUT” in mezzo ai sinistri torrioni di sfasciumi. Abbandonati dal GPS che da valori fuori scala in ogni direzione. Capita sovente di sentire i tuttologi mediatici inveire contro la nostra dipendenza dalla tecnologia, ma sia consentito constatare quale realismo e soddisfazione si ricavi dalla navigazione GPS in ambito di simulazioni militari. In fondo la nostra disciplina, in particolare in ambito PCS, si basa sull’improvvisazione tattica ed una problematica del genere non è poi così rara anche utilizzando equipaggiamento militare. Ci si raggruppa al termine del primo settore con un misto di soddisfazione per un settore affascinante e ben giocato ed il profondo sconforto per i punti persi. Il debriefing è poco allegro, ma meno tecnico del solito, a freddo si comprende che il GPS non è danneggiato ma che ci sono dei problemi di segnale dalla costellazione satellitare. Veniamo a sapere poi a fine gara, che tutti i team in gioco hanno avuto i stessi problemi di ricezione satellitare. Consapevoli di ciò ci si concentra su aspetti motivazionali, ci si ricompatta e dopo uno sguardo truce rivolto al cielo azzurro ci s’incammina verso il secondo obiettivo.2° Settore Obj - Inoltrandosi nella vegetazione fiorente sembra impossibile essere a pochi km dalla periferia industrializzata del capoluogo piemontese: lunghi filamenti rampicanti simili a liane si dipartono a raggiera dagli alberi, disegnando scenografie molto adatte al setting del book. Queste cupole, che pur seccando resistono anche nei mesi invernali, costituiscono veri e propri fortilizi da temere e conquistare con grande attenzione. Il secondo settore inizia su uno stretto sentiero che conduce ad un imbuto in prossimità di una grossa cupola verdeggiante. Inchiodati quasi subito da un tiro di ASG rado ma preciso, gli operatori sopravvissuti al primo impatto si allargano per quanto possibile nella vegetazione, raggiungendo non senza fatica una posizione da cui stendere una valida copertura e conquistare di conseguenza un piccolo accampamento. Mentre la squadra rastrella e mette in sicurezza la zona circostante, una piccola aliquota esamina il materiale informatico ed acquisisce l’identità di un mercenario disposto a vendere alcune delle informazioni necessarie al team.Si procede dunque all’esfiltrazione, “misericordiosamente” aiutati dal GPS che per qualche secondo indica la direzione corretta, s’ingaggia ed elimina l’ultimo difensore e si esce finalmente dalla zona di gioco. 3° Settore Obj - Appurato con un pizzico di soddisfazione che a mente lucida e con un po’ d’aiuto si può superare l’empasse tecnologica, ci si butta a capofitto nel seguente game, incocciando immediatamente in una tenacissima mezzaluna di difensori che si supera solo a carissimo prezzo. Scardinata la difesa, un piccolo team penetra nella tenda del mercenario, acquisendo informazioni circa la presenza di una bomba all’interno di una miniera d’uranio poco distante ed altre informazioni secondarie utili nel prosieguo delle operazioni. In ambito PCS non c’è nessun compito che metta un’ansia paragonabile a quella che un operatore prova quando deve mettere un prigioniero in sicurezza.Per fortuna il mercenario si rivela pienamente collaborativo dopo aver ricevuto la valigetta piena di valori (recuperata al primo settore) e tirando un sospiro di sollievo si possono ritirare nel tattico fascette e nastro adesivo. La squadra cerca dunque l’uscita con metodo, eliminando finalmente l’ultimo cecchino rimasto ed eseguendo una semplice prova sniper con la propria ASG individuale.4° Settore Obj - Nella penultima frazione, la storia prende velocità e si avvicina al gran finale: i team devono liberare l’accesso della miniera d’uranio, disinnescare la bomba e sabotare una batteria missilistica. Non sono certo compiti da poco dovendo affrontare agguerriti “mercenari congolesi” che conoscono e sfruttano bene il terreno a proprio vantaggio. Il primo ingaggio è confuso tanto nello sviluppo quanto negli esiti. Un solitario AK apre ci inonda di pallini da pochi passi ottenendo una pesante risposta di squadra. Quando l’adrenalina chiama a questi livelli spesso si scatena una variante minore della ben nota “fissazione sul bersaglio” e, complice la disponibilità di BB, si flagella la vegetazione con una micidiale “frusta” bianca. Intervenuto l’arbitro a chiarire chi e cosa fosse stato colpito nel rapidissimo scontro, la squadra scala rapidamente per sostituire gli eliminati e penetra da un’angusta finestrella nell’edificio bersaglio. Una mossa azzardata o un passo troppo pesante fanno scattare il sensore di movimento della bomba prima che si abbia tempo di rimuoverla dall’involucro.I superstiti, fallito l’OBJ primario, mantengono la concentrazione e scivolano tra le maglie della difesa per piazzare il simulacro di C4 alla base di una rampa missilistica nemica per poi esfiltrare fortunosamente e raggiungere le bandiere gialle dell’OUT.5° Settore Obj - L’ultima frazione si apre all’insegna del recupero del capo dei ribelli, il terribile Shramme.Egli è tenuto prigioniero in un piccolo campo fortificato protetto da corrente ad alta tensione.Il team affronta con buona consapevolezza tattica l’intricata “giungla pluviale torinese” e raggiunge il luogo di detenzione con perdite minime, dimostrando di aver metabolizzato bene le difficoltà tecniche ed ambientali. Abbattuta a lunghissima distanza l’ultima sentinella del complesso, il team mette in sicurezza il complesso e si prepara ad una prova inconsueta. In cima ad una piccola altana si provvede ad imbracare il caposquadra (in quanto il più leggero) e lo si aggancia tramite una carrucola ad una piccola teleferica lunga una decina di metri, con non poca ilarità dei compagni di squadra ed arbitri nel vedere Igor Marchionni presidente del CSAP penzolare dall’albero come un salame. Dopo un primo tentativo andato a vuoto, finalmente il lancio è calibrato perfettamente e il “prezioso operatore” scivola di misura sopra il filo spinato elettrificato, raggiungendo una seconda altana all’interno dell’area proibita. Aggravato dal peso non indifferente di un manichino zavorrato, il caposquadra viene riportato indietro con una fune di recupero e, finalmente, rimesso a terra.Sul finire la tensione e la stanchezza cominciano a farsi sentire in maniera significativa e ci si incanala in un sistema di sentieri assai insidiosi, che portano a scontri a fuoco intensi e ravvicinati. Eliminata la maggior parte dei difensori, trovandosi nell’impossibilità numerica di stanare gli ultimi cecchini, ai componenti rimasti non resta che esfiltrare rapidamente, raggiungere l’agognata bandiera dell’OUT e porre quindi termine ufficialmente alla 4° Tappa del Campionato. Agli occhi di chi vi ha partecipato, la gara è parso un tentativo riuscito di bordeggiare sulla sottile linea rossa che divide le gare in technicolor, imbrillantinate ma impossibili, da quelle carine e facili ma, prive di spunti significativi. La struttura degli OBJ, l’applicazione del ben rodato regolamento CSAP e gli standard arbitrali diffusi quest’anno inseriscono “Colpo di mano in Congo” nel contesto assai ramificato e coeso di uno sport che, ormai maturo per il passo, preme per assurgere a livello nazionale come una disciplina ludico-sportiva aperta e moderna.Ed a dimostrazione di quanto detto, in varo il progetto dell’ampliamento del Campionato Italiano PCS per l’anno venturo 2012, che vedrà quasi sicuramente l’introduzione di altri quattro gironi della fase di qualificazione alla finale nazionale, gironi che vedranno, grazie all’aiuto organizzativo di ASD extra-Piemonte, il coinvolgimento di Lombardia ed Emilia Romagna. Insomma, grandi progetti futuri per il circuito PCS e per tutti i suoi praticanti. In conclusione… I TNT di Gassino Torinese vogliono caldamente ringraziare l’ASD ACSA di Castelnuvo Nigra (To) e l’ASD, I Guardiani del Po di San Raffaele Cimena (To) che hanno fornito un prezioso contributo logistico, sovraccaricandosi col sempre delicato compito della difesa degli obj, consegna a loro assegnata che hanno saputo onorare con grande spirito sportivo, fair play ed onestà, quindi merito anche loro della buona riuscita dell’evento. Ottimo come sempre il lavoro degli arbitri della Sezione CSAP, ormai “professionalmente competenti” ed esperti. Ed in ultimo, una ringraziamento a tutte e 21 le ASD che hanno partecipato con loro team. Per gli amanti delle statistiche vanno in archivio la vittoria dei Dark Eagles di Torino per il girone A (11/09/11) e dei Pretoriani per il girone B (25/09/11). Il prossimo e decisivo appuntamento per stabilire le dodici partecipanti alla finale di Bologna di domenica 13 novembre 2011 intitolata “Bon Voyage” (organizzata dai Berretti Verdi) ed assegnare il titolo del Campionato Piemontese (per i partecipanti al girone A dei team CSAP) sarà l’”Operazione Colombia II” (16/10/11 e 23/10/11) che si svolgerà a Bastia Mondovì sotto la regia dell’ASD “X Sparta”.In bocca al lupo a tutti e che vinca il migliore !