C.S.A.P.

Coordinamento Soft Air Piemonte

 

VIDEOCLIPS CSAP GAME

Videoeclip Seconda Tappa Campionato Italiano Soft Air PCS 2013 - L'Ultimo VoPoS - Il Ritorno di Kranz - Rocca d'Arazzo - Asti - Regia dei Cinghius.

 

 

PALMARES CSAP

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Giugno 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30          
 
 

CSAP PARTNER TELETHON

 

SAD & PAINTBALL

 

 

« Riunione di Assemblea CS...Convocazione Riunione di... »

TORNEO COBRA - La Storia Step by Step

Post n°84 pubblicato il 16 Aprile 2011 da presidenza.csap
 

Nelle domeniche del 27 febbraio e del 6 marzo e si è aperto ufficialmente il primo Campionato Nazionale Soft Air di Specialità (specialità PCS, ovvero: Pattuglie Combat a Scenari). La manifestazione, che costituisce un unicum non solo nella categoria ma per tutto il movimento del tiro tattico ludico/sportivo, si articolerà nei prossimi mesi su due gironi distinti sino alla finale unica, che si svolgerà nel mese di novembre 2011, in fase organizzativa da parte dei Berretti Verdi di Bologna. La qualificazione per l’ambita kermesse emiliana sarà garantita ai primi sei team qualificati per ognuno dei due gironi, che seguiranno vie parallele fino alla finalissima.

Il Girone A, costituito dalle squadre aderemti allo CSAP (Coordinamento Soft Air Piemonte) si sfideranno in un calendario di cinque gare (quattro effettive ed una di riposo/organizzazione), analogamente a quanto fatto negli anni scorsi per il Campionato Piemontese. Il Girone B è stato invece concepito specificamente per le squadre provenienti dall’esterno dello CSAP e come tale, pur articolandosi sulle medesime cinque prove del Girone A, ai team è consentito partecipare a due (o più) gare ed ai fini della classifica verranno considerati solo i due migliori risultati ottenuti.

L’onore di aprire i giochi, nel vero senso della parola, è stato conferito al binomio Cinghius/Phoenix, nel campo di Rocca d’Arazzo (Asti), che hanno creato un book di missione fluido e divertente, capace di mettere alla prova i team in un ampio spettro di capacità.

I numerosi club intervenuti, svestita una volta tanto la stereotipata immagine dei “buoni”, hanno impersonato le tenebrose squadre Cobra, spietati mercenari al servizio del miglior offerente, (in questo caso del capo del cartello colombiano) impegnati in una missione “search and destroy” a danno degli ambiziosi programmi antidroga statunitensi.

Il primo stage costituisce un archetipo di missione poi rispettato nel corso della gara: la ricerca e distruzione della stazione radio nemica (come da manuale in caso d’attacco a sorpresa) si svolge su un terreno vario, con buone possibilità d’aggiramento e ripidi costoni rocciosi capaci di conferire un elemento verticale troppo spesso assente nelle competizioni. Il combattimento è il massimo del realismo consentito allo stato della tecnica, che conduce a scontri rapidissimi e violenti, che se mal gestiti portano ad uno stillicidio di perdite per le squadre avanzanti.

Ogni OBJ viene intelligentemente equipaggiato di un buzzer, che segnala il conseguimento dell’obiettivo primario, eccellente scelta per una prospettiva di trasparenza dell’arbitraggio ed un espediente intuitivo anche per gli operatori meno navigati che nulla toglie al realismo dell’azione.

 

Resoconto step by step

 

La partenza è immediata, dal test armi si attacca immediatamente il versante roccioso e spoglio di una collina; raggiunta la sommità sotto il tiro avversario, la nostra squadra perde qualche giocatore in fase di approccio, poi consegue l’obiettivo primario con un aggiramento e con la medesima e faticosa procedura ripulisce e distrugge simulatamene la trasmittente (vera e propria), mettendo così a tacere le pericolose comunicazioni radio. Come da copione, gli scontri sono brevi ma di rara intensità, l’uno contro uno pare abolito; per avere ragione di una decisa, ma mai feroce, resistenza è necessaria la vecchia e sempre valida tattica del “tiro e movimento” con il suo corollario di corsa, tuffi e scivolate.

Molto interessante ed ingegnoso il sistema di altoparlanti che durante tutta la fase di gioco nel primo stage, emettendo i tradizionali suoni di una vera stazione radio, arricchivano di un eccezionale effetto realistico tutta la scena.

Il primo trasferimento è tradizionalmente il momento caldo d’ogni competizione. Si analizzano gli errori del primo stage, si corregge qualche assetto (mentale o tattico) e si pongono le premesse per la riuscita (o meno) della gara.

Il secondo stage prevedeva il superamento di un check-point in modalità facoltativa stealth o d’assalto e la presa di un piccolo avamposto incassato in una ripida valletta, al fine di recuperare dei codici d’accesso informatici necessari sul finir della missione.

Si valuta il terreno e si propende dopo una piccola deviazione per un impatto frontale; la reazione al posto di blocco è rapida e viene necessariamente sostenuta dagli scout e dai loro supporti. Nel frattempo le ali cercano invano di allargarsi, contenute dal terreno e da una difesa più accanita e ben disposta del previsto. Superato un solitario cecchino in cima al costone con un bel tiro dalla lunga distanza, la squadra si addentra verso l’obiettivo, ma la vegetazione secca e numerosa si rivela traditrice e un solo nostro attaccante arriva sul bersaglio a difensori eliminati e non può conseguire il bonus in quanto prevede l’utilizzo di due chiavi contemporaneamente in un sistema elettronico, quindi la presenza di almeno due giocatori.

Anche qui molto ingegno da parte degli organizzatori, nel realizzare un sistema elettrico/elettronico capace di azionare l’apertura della cassetta contenete i codici tramite un’azione da svolgere simultaneamente per girare le chiavi, luce verde sui due display, con soli tre tentativi a disposizione ed un sistema tarato al decimo di secondo, fatto sta che da quello che si è saputo in seguito, non tutti i team nelle due domeniche di gioco, sono stati brillanti nell’acquisizione di questo bonus.

C’è un po’ d’amarezza nel ripercorrere il vallone d’andata, la squadra non è soddisfatta della prestazione, ma è determinata a dimostrarsi all’altezza nello stage successivo, che si attendeva come la grande prova della gara e non ha tradito le aspettative.

Il terzo settore inizia con la laboriosa e comica vestizione con maschere antigas misericordiosamente private del pesante filtro ai carboni attivi.

Se a prima vista il problema maggiore pare essere l’appannamento dei robusti vetri circolari di protezione, si comprende dopo il primo scatto che la respirazione non solo è più faticosa, ma che si dovrà combattere contro un fastidioso senso di spossatezza e nausea dati da un minore livello di ossigeno nel sangue. Difficile fare un resoconto obiettivo del settore, nella mente di chi vi ha partecipato rimane solo traccia della fatica, dello sforzo di continuare a muoversi in maniera tatticamente sensata, mentre si lotta con l’ancestrale ed impellente pulsione di strapparsi la maschera dal viso. Tiro, copertura, ultimo scatto, recupero del campione di droga obiettivo di missione e gran rientro di corsa alla bandierina dell’out. Gli ultimi metri con le gambe pesanti ed il cervello appannato, poi l’uscita a pochi secondi dallo scadere e finalmente l’aria fresca, che sa di buono e di risultato messo in cascina. Esausti ma rincuorati da un’azione  ben condotta ci si rinfranca, per alcuni minuti, osservare con un misto di compassione e divertimento la squadra successiva che inizia la vestizione con le maschere; giusto il tempo di un occhiolino beffardo e ci s’incammina per il nuovo obiettivo.

Al quarto settore ci aspetta l’altra grande prova messa in atto dall’organizzazione: il nostro team dovrà infiltrarsi in un vallone sbarrato da un campo minato, azionare un buzzer e rientrare sull’out nel termine di dieci minuti. Ancora una volta è il realismo a farla da padrone: chi si aspettava un piccolo corridoio bandellato si è trovato di fronte a mine a strappo e pressione ben distribuite in un vallone, presidiato da difensori e guardato a vista da una ronda.

Disinnescata una mina a strappo, il team entra fortuitamente in contatto con la ronda, eliminandola al prezzo di una sola perdita, quindi supera fortunosamente gli ultimi metri ed ingaggia un furioso confronto con una difesa ben schierata che sfrutta il terreno a proprio vantaggio.

Premuto l’immancabile buzzer si rientra senza ulteriori difficoltà al punto d’uscita, suscitando qualche sorriso nell’arbitro che rischia di incappare egli stesso in una mina a pressione che noi tutti scavalchiamo inconsapevolmente. Finalmente la fortuna comincia a girare.

Il quinto stage ci rinfranca con un andamento orografico meno tormentato ed il team si allarga in un ampio vallone, entrando a contatto con la difesa in una strozzatura ben protetta dalla vegetazione; è il genere di situazione in cui la coordinazione di squadra, lo slancio individuale, le comunicazioni ed un briciolo di fortuna devono concatenarsi alla perfezione, pena: la perdita del punteggio. Ci si frammenta sotto un tiro avversario preciso e difficile da rilevare, si gioca a terne, a coppie o da soli, ma si avanza per forza, in quanto l’iniziativa è l’unica strategia pagante in questo genere di situazioni.

Subiamo inevitabilmente delle eliminazioni, ma raggiungiamo il computer, raccogliamo i files necessari ed installiamo il virus nel sistema della DEA. L’obiettivo è raggiunto e i cinque “superstiti” raggiungono finalmente le bandierine gialle d’uscita.

Sesto ed ultimo stage: la fatica accumulata nelle due ore e mezza di gioco precedenti si fa sentire e come sempre alla prima gara dell’anno è più difficile gestire le energie. Dall’in si vede già che non sarà una passeggiata: ci tocca rimontare una collina, distruggere un’installazione SAM ed esfiltrare definitivamente.

Con un bunker che biancheggia solitario in cima al primo costone, c’è solo una strategia valida: si corre a perdifiato in un rapido movimento a tenaglia cercando di non sguarnire i fianchi, si prende un cecchino abilmente celato a fianco della struttura e si prosegue nella salita. Gli scout aprono la via lungo la strada, ingaggiando un conflitto a lunga distanza che non pare decisivo. Le ali si concentrano a destra lungo la linea di massima pendenza e mettono in campo quella poca  energia  rimasta nelle gambe. Le ASG faticano a stare in puntamento e dopo i precedenti fiancheggiamenti sono i muscoli delle cosce a ricordarci perché i soldati regolari si allenino in maniera che alcuni giudicano maniacale. Ci si ferma, si stringono i denti quando partono i primi crampi, ci si ferma giusto il tempo di far passare lo spasmo, i compagni urlano, sparano, c’è agitazione nell’aria, siamo bloccati serve urgentemente che qualcuno intervenga dall’alto a portare un po’ di copertura. Ci si sblocca finalmente sul fronte e si sale verso la postazione SAM, le ali si sono finalmente riunite, si tenta un primo approccio ma l’avversario ha un eccellente campo di tiro e veniamo respinti.

Ci si organizza ma nell’attimo decisivo un fucile gira a vuoto, un rovinoso tuffo a terra mentre una “frusta bianca” schiocca sopra la testa. Per un attimo nessuno parla, c’è poco da dire, evidentemente la concentrazione va riportata ai livelli necessari prima di fare inutili danni al tabellino dei punteggi.

I compagni capiscono l’antifona, un finto “ricarico!” da un lato, un’ala fa da esca dalla parte opposta, il cecchino ruota sulla pancia quanto basta a concedersi alla nutrita raffica del fucile prima inceppato. Preso!

Il caposquadra guida un ROV terrestre dotato di carica C4 (in realtà un bel modello radiocomandato) fino al punto previsto, il sistema missilistico è così minato, si procede all’uscita, sempre in salita, con le gambe di piombo, si fiancheggia ancora ma ormai è cautela inutile, al margine della vegetazione si intravedono le agognate bandierine gialle e la prima tappa del Campionato Nazionale è conclusa al termine del sentiero.

 

In conclusione…

 

Tracciare, a freddo, un resoconto attendibile dell’esperienza appare un processo ampiamente riduttivo; impossibile relazionare tutti i requisiti e le piccole operazioni necessarie per raggiungere ogni obiettivo, poco rilevanti a livello narrativo, ma fondamentali per testare le capacità tecniche dei team impegnati. L’uso di GPS, bussola, capacità informatiche e rudimenti militari quali lo sminamento o l’uso delle maschere (a titolo di mero esempio) ha aumentato il tasso di realismo, ma, soprattutto, si è trattato d’elementi “secondari” da integrare senza soluzione di continuità all’interno di un personale sistema di gioco fatto di movimento tattico e scontri a base di pallini.

Pur tracciando un book interessante e scorrevole, va rimarcato un lodevole tentativo da parte degli organizzatori di ricondurre la gara ai fondamenti della disciplina, quindi all’elemento uomo (con le sue peculiarità), all’affiatamento del team ed all’applicazione sul campo della propria tattica.

Terminate le due giornate di gara si segnalano le vittorie dei Seals di Mondovì (Girone A) e degli Iena Korps di Bologna (Girone B) e si rimanda il confronto al doppio impegno del 3 e del 10 aprile a Busca (CN) presso il campo degli Hunters di Saluzzo.

Comunque, posso dire tranquillamente: “Buona la prima” !

 

 

 

La URL per il Trackback di questo messaggio è:
https://blog.libero.it/CSAP/trackback.php?msg=10121337

I blog che hanno inviato un Trackback a questo messaggio:
Nessun trackback

 
Commenti al Post:
Nessun commento
 
 
 

INFO


Un blog di: presidenza.csap
Data di creazione: 10/02/2009
 

AREA PERSONALE

 

FACEBOOK

 
 

FACEBOOK

 
 
 

TAG

 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

DIRECTORY CSAP

CINGHIUS, HUNTERS, PHOENIX , SEALs , TNT, TROLL SF, CENTURIA, X° SPARTA,
GUARDIANI DEL PO , ANDROIDS , BK ARMY, TEAM NOVAK , VIPERE, GAMBLER GUNS , NEMESI .

 

DIRETTIVO CSAP

Il DIRETTIVO CSAP coordina e gestisce tutte le attività sportive e ricreative che il Coordinamento Soft Air Piemonte svolge nell'ambito del gioco del Soft Air, è democraticamente eletto ogni tre anni dai presidenti delle ASD (associazioni dilettantistiche sportive) aderenti.

IGOR Marchionni > PRESIDENTE

MANNI Antonio > VICE PRESIDENTE

PINO Pellitteri > SEGRETARIO

DENIS Boido > TESORIERE

GIULIO Fissore > CONSIGLIERE

RENZO Brenta > CONSIGLIERE

ANDREA Ricci > CONSIGLIERE

 

ASSEMBLEE CSAP

PROSSIMA RIUNIONE DI ASSEMBLEA CSAP

MERCOLEDI' 28 MAGGIO 2014 a Carmagnola (To)

 

TROLL SF DI POIRINO (TO)

 

CINGHIUS DI ROCCA D'ARAZZO (AT)

 

HUNTERS DI SALUZZO (CN)

 

SEALS DI MONDOVI' (CN)

 

GUARDIANI DEL PO DI S. RAFFAELE CIMENA (TO)

 

T.N.T. DI GASSINO TORINESE (TO)

 

PHOENIX SOFT AIR CLUB TORINO

 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963