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ANORESSIA & c.


INFORMAZIONISabato prossimo 17 febbraio, presso l’ex Casa del Fascio, in via Porcella a Terralba, si terrà il corso di aggiornamento per Servitori-Insegnanti di Club, organizzato dall’ARCAT Sardegna (Associazione Regionale dei Club degli Alcolisti in Trattamento) dal tema: IL SERVITORE INSEGNANTE E L’ETICA DELL’ECOLOGIA SOCIALEDocente Pier Maria Pili, Servitore-Insegnante di Club, Psichiatra, Responsabile del Ser.T. di Portogruaro (VE).Comunicazione iscrizioni possibilmente entro oggi ai numeri 070 9808536 o 328 5748934 o per posta elettronica a teoremauno@tiscali.it o acatsenorbi@tiscali.it.C’E’ POSTA PER NOICarissimi, ho partecipato alle attività della casa famiglia,ma senza apportare mai contributi. Mi piacerebbe ritornare a farne parte. Ma nella mia vita sono cambiate tante cose,e purtroppo non ho il tempo materiale per fare volontariato. Mi piacerebbe anche scrivere, ma non ho più la capacità di descrivere le mie sensazioni. E poi mi devo laureare, mi manca solo la tesi. Ma non sto bene. Sia fisicamente che emotivamente. Mi sembra di essere tornata indietro di sei anni, quando è cominciato tutto. Maledetta depressione. Nessuno sa più di un depresso che cosa significhi. Si parla di volontà. E' molto semplice quando "non tocca a noi" dire "tira fuori le palle". E' la frase classica. La peggiore. Tutti credono di essere forti. In questo cammino, in questi sei anni di malattia, ho notato che le persone che mi dicevano "sollevati da quel letto, esci da quella stanza buia", al primo problemuccio sono entrate in crisi. E parlo di "problemini", non di tragedie, come quelle che molti di noi depressi hanno vissuto. Non sempre è facile andare avanti. I farmaci sono fondamentali, non ho più dubbi in merito. La volontà fa la sua parte. Ma in stato depressivo, con disturbo bipolare, fasi up e down che si alternano alla velocità della luce, si può ancora parlare di volontà? Ho i miei dubbi. Spero di fare una chiaccherata a voce, magari un giorno quando vado in reparto passo al CSM. Per ora grazie, continui ad inviarmi il notiziario (si chiama così?). A presto. LETTUREda LA GABBIA D’ORO (L’enigma dell’anoressia mentale) , dI Hilde Bruch, Universale Economica Feltrinelli(pagg. 57-58): “Al primo incontro, le anoressiche che recisamente respingono qualsiasi suggerimento di mangiare e rilassarsi danno impressione di grande vigore, orgoglio e caparbietà. Ma quando si conoscono più da vicino, quest’impressione è sostituita da un quadro di inefficacia di fondo, incapacità di prendere una decisione e timore costante di non essere rispettate o considerate abbastanza. Queste giovani sembrano prive di una convinzione circa la loro sostanza e il loro valore intrinseco e sono tutte tese a confermare l’immagine che altri si fanno di loro. Tutta l’infanzia della futura anoressica ha per sfondo il bisogno di indovinare il pensiero altrui e fare ciò che altri sembrano aspettarsi. …” (pagg 60-61): “Le anoressiche di solito brillano nelle loro prestazioni scolastiche e ciò è stato interpretato come indizio di notevole intelligenza e grandi doti; era perciò inaspettata la scoperta, che ora abbiamo fatto, di vere lacune nella capacità di interpretazione concettuale. Non è raro che le eccellenti prestazioni accademiche siano il risultato di grandi sforzi. … Più grave è lo sviluppo disarmonico del pensiero di ogni giorno e la rigida in6terpretazione dei rapporti umani, ivi compreso il giudizio su se stesse. … Il disturbo quasi delusionale del loro concetto di immagine corporea, l’incapacità di vedersi realisticamente, debbono considerarsi il riflesso di questi gravi errori di percezione. Queste ragazze sono costrette a essere brave, a vivere secondo le regole, a evitare di suscitare critiche e scontentezza nei loro genitori e insegnanti; deficit, questi, che si manifestano drammaticamente nell’adolescenza, ….” . (pag. 63): “Anche le amicizie rivelano un eccessivo adattamento agli altri, analogo a quello che caratterizza tutta la vita di queste giovani. Spesso hanno avuto tutta una serie di amicizie, ma sempre una sola amica per volta e con ogni nuova amica sviluppano interessi diversi e una diversa personalità. Loro stesse si considerano degli zeri che si limitano a seguire i gusti e le iniziative dell’amica e non viene loro mai in mente che hanno una propria individualità con cui contribuire all’amicizia. …”. (pag. 103): “… l’anoressia mentale è qualcosa di molto più complesso dell’osservanza assurda di una dieta. Il suo vero inizio si trova nel bambino che partecipa alla vita passivamente e assorbe le cose del mondo circostante senza integrarle in modo attivo. Superficialmente il rapporto coi genitori si presenta affettuoso; in realtà è troppo stretto, privo della necessaria separazione, individualità e differenziazione. Questa armonia viene raggiunta attraverso un eccessivo conformismo della figlia, la quale si adatta sempre, fa sempre ciò che ci si aspetta da lei e il prezzo di tutto questo è la rinuncia a una progresso attivo verso lo sviluppo di un’autonomia interiore. …”. (pag. 107): “… per la terapia dell’anoressia mentale non basta provocare un aumento ponderale; la correzione del peso corporeo deve far parte di un’impostazione terapeutica integrata. Occorre spiegare alla paziente – e ai suoi familiari – che, malgrado le apparenze, i cardini della malattia non sono il peso e l’aspetto, bensì i dubbi interiori e la mancanza di fiducia in sé. Tuttavia, se si vuole aiutare le malate a risolvere questi problemi interiori, bisogna che l’organismo sia in una condizione migliore. La paziente è di solito terrorizzata all’idea di dover ingrassare ed è importante darle una spiegazione significativa del perché una nutrizione più adeguata è una premessa essenziale se si vuole aiutarla a comprendere i suoi problemi psicologici. Bisogna anche rassicurarla che le si darà una buona dieta che la proteggerà da un aumento ponderale troppo rapido e permissivo. E’ invece controproducente il regime troppo permissivo con assoluta mancanza di disciplina nel mangiare”.