(a.f.) Arriva oggi a Carbonia l’Accademia della Follia, la compagnia teatrale che venerdì alle 11,00 sarà sul palcoscenico del Teatro Centrale del capoluogo minerario per rappresentare il Dottor Semmelweis, il lavoro che narra la vicenda del medico ungherese che per primo riuscì a capire l'origine delle infezioni puerperali nosocomiali. Claudio Misculin, Valentina Sussi, Gabriele Palmano, Giuseppe Denti e Dario Kuzma si intratterranno al Centro Diurno presso l’Ospedale Sirai per un pasto frugale. Di sicuro sarà frugale, è sempre frugale quando ci sono io a pranzo, non vedo perché oggi dovrebbero cambiare le cose: cpr (commento paranoide del redattore). Quindi nel tardo (forse medio) pomeriggio il gruppo triestino si sposterà a Villarios, nella struttura decentrata del Centro di Salute Mentale dove è stata allestita una (anche questa frugale) foresteria. Nel salone principale avverrà l’incontro con il Gruppo Teatro Albeschida, la compagnia locale. Chissà se qualcuno userà carta e penna per descrivere questo momento topico. Intanto, prima di incontrarli di persona, leggiamo insieme questo breve stralcio del regista-attore Claudio Misculin sul metodo di lavoro dell’Accademia della Follia: Parlando di “metodo di lavoro”, mi sento in dovere da affermare che non esiste metodo in arte, esiste l’esperienza.Io ho fatto un’esperienza alla quale ci si può riferire. L’arte è un’apertura permanente che non si può vivere senza l’accettazione e la ricerca lucida e deliberata del rischio (Kantor)Ebbene il fattore rischio che ho scelto per giocare all’interno dell’arte è la “follia”.E’ una ricerca che tiene aperti, spesso faticosamente, spazi che si vanno rapidamente omologando, sfere che tendono ad automizzarsi, nella schizzofrenia del singolo e in quella più generale.Quindi il teatro diventa anche mezzo, strumento di concreta quotidiana mediazione d’oggetto con altri soggetti, sani o malati che siano. Luogo di produzione di cultura, attività di formazione alla relazione con uomini e donne e cose.Siccome parliamo di una ricerca tra teatro e follia, che non esclude, ma travalica il mero aspetto terapeutico, per cogliere sino in fondo nel profondo l’essenza e la validità di tale metodo di lavoro, cominceremo a viverlo e a pensarlo come strumento efficace per un buon approccio al teatro, non solo per il matto, il disgraziato, il differente, ma anche per il normale che intende cimentarsi nel teatro.E per finire sul “metodo di lavoro” vorrei dire due parole sull’eccesso, e cioè il sistema dell’eccesso.Viviamo nella dimensione dell’anticipazione dei desideri. Cioè i miei desideri non nascono più da pulsioni interne, ma dalla scelta delle soluzioni fornitemi.Faccio un esempio: posso scegliere tra mille tipi di dentifricio, ma non posso scegliere l’aria pura: non c’è più.Viviamo già nell’eccesso: eccesso di mezzi, di strumenti, di ignoranza. Il risultato è incomprensione della realtà, incomprensione di se stessi, incomprensione.Il palco è per convenzione il luogo deputato all’eccesso. E nel mio teatro questo è.E’ il luogo magico, il luogo del delirio che offre le valenze alla ricomposizione immediata del soggetto, mentre oggettivamente è una finestra che permette la visione delle contraddizioni. L’ingresso allo spettacolo teatrale è gratuito (o a offerta, non so bene). PER L’ISCRIZIONE AL CONVEGNO DEL POMERIGGIO (ORE 15,30) RIVOLGERSI ALLA SEGRETERIA ORGANIZZATIVA: Tel.0781 6683430Fax. 0781 6683626Albeschida 3383169047Simona 3472954399 Link utili: http://www.psichiatriasirai.org/csm-menu.htm http://www.psichiatriasirai.org/csmTeatro.htm http://www.accademiadellafollia.it/
ARRIVANO!!!!
(a.f.) Arriva oggi a Carbonia l’Accademia della Follia, la compagnia teatrale che venerdì alle 11,00 sarà sul palcoscenico del Teatro Centrale del capoluogo minerario per rappresentare il Dottor Semmelweis, il lavoro che narra la vicenda del medico ungherese che per primo riuscì a capire l'origine delle infezioni puerperali nosocomiali. Claudio Misculin, Valentina Sussi, Gabriele Palmano, Giuseppe Denti e Dario Kuzma si intratterranno al Centro Diurno presso l’Ospedale Sirai per un pasto frugale. Di sicuro sarà frugale, è sempre frugale quando ci sono io a pranzo, non vedo perché oggi dovrebbero cambiare le cose: cpr (commento paranoide del redattore). Quindi nel tardo (forse medio) pomeriggio il gruppo triestino si sposterà a Villarios, nella struttura decentrata del Centro di Salute Mentale dove è stata allestita una (anche questa frugale) foresteria. Nel salone principale avverrà l’incontro con il Gruppo Teatro Albeschida, la compagnia locale. Chissà se qualcuno userà carta e penna per descrivere questo momento topico. Intanto, prima di incontrarli di persona, leggiamo insieme questo breve stralcio del regista-attore Claudio Misculin sul metodo di lavoro dell’Accademia della Follia: Parlando di “metodo di lavoro”, mi sento in dovere da affermare che non esiste metodo in arte, esiste l’esperienza.Io ho fatto un’esperienza alla quale ci si può riferire. L’arte è un’apertura permanente che non si può vivere senza l’accettazione e la ricerca lucida e deliberata del rischio (Kantor)Ebbene il fattore rischio che ho scelto per giocare all’interno dell’arte è la “follia”.E’ una ricerca che tiene aperti, spesso faticosamente, spazi che si vanno rapidamente omologando, sfere che tendono ad automizzarsi, nella schizzofrenia del singolo e in quella più generale.Quindi il teatro diventa anche mezzo, strumento di concreta quotidiana mediazione d’oggetto con altri soggetti, sani o malati che siano. Luogo di produzione di cultura, attività di formazione alla relazione con uomini e donne e cose.Siccome parliamo di una ricerca tra teatro e follia, che non esclude, ma travalica il mero aspetto terapeutico, per cogliere sino in fondo nel profondo l’essenza e la validità di tale metodo di lavoro, cominceremo a viverlo e a pensarlo come strumento efficace per un buon approccio al teatro, non solo per il matto, il disgraziato, il differente, ma anche per il normale che intende cimentarsi nel teatro.E per finire sul “metodo di lavoro” vorrei dire due parole sull’eccesso, e cioè il sistema dell’eccesso.Viviamo nella dimensione dell’anticipazione dei desideri. Cioè i miei desideri non nascono più da pulsioni interne, ma dalla scelta delle soluzioni fornitemi.Faccio un esempio: posso scegliere tra mille tipi di dentifricio, ma non posso scegliere l’aria pura: non c’è più.Viviamo già nell’eccesso: eccesso di mezzi, di strumenti, di ignoranza. Il risultato è incomprensione della realtà, incomprensione di se stessi, incomprensione.Il palco è per convenzione il luogo deputato all’eccesso. E nel mio teatro questo è.E’ il luogo magico, il luogo del delirio che offre le valenze alla ricomposizione immediata del soggetto, mentre oggettivamente è una finestra che permette la visione delle contraddizioni. L’ingresso allo spettacolo teatrale è gratuito (o a offerta, non so bene). PER L’ISCRIZIONE AL CONVEGNO DEL POMERIGGIO (ORE 15,30) RIVOLGERSI ALLA SEGRETERIA ORGANIZZATIVA: Tel.0781 6683430Fax. 0781 6683626Albeschida 3383169047Simona 3472954399 Link utili: http://www.psichiatriasirai.org/csm-menu.htm http://www.psichiatriasirai.org/csmTeatro.htm http://www.accademiadellafollia.it/