CSMinforma

L'incontro


Dalla follia al palcoscenico … con la follia(a.f. & p.b.)) Essere lì, dove regna la follia, viverla, sentirla dentro. E poi tirarla fuori, circondandosi di altri folli e raccontandola a folli e folletti. Ci vuole almeno un pizzico di follia per stare lì, seduti, e rendersi permeabili alle emozioni, vivendole e non gestendole. Ci vuole un pizzico di follia per inventarsi un tempo, immaginare uno spazio, raccontare un sentimento. Ci vuole più di un pizzico di follia, e molta presunzione, per scrivere ciò che andate leggendo fidandosi di una penna, di dieci minuti di incontro vero, di un racconto e quattro appunti, parzialmente inventandosi letteralmente ciò che è stato. “Ciò che è stato” è l’incontro tra l’Accademia della Follia di Trieste, che domani mattina al Teatro Centrale di Carbonia alle 11,00 metterà in scena il lavoro teatrale “Dottor Semmelweis”, e il Gruppo Teatro Albeschida di Carbonia, che integrerà coi suoi attori gli assenti dell’Accademia. I fondi sono quelli che sono ed è stato giù un miracolo portare in città sette attori sui venti che normalmente l’Accademia della Follia utilizza per l’andata in scena. A far gli “onori di casa” nel salone del Centro di Salute Mentale di Carbonia è Dario Kuzma (“Sarebbe Darko, ma Dario va bene lo stesso”) che con la sua presenza “scenica” tanto possente quanto agile mette in fila i suoi per la foto di rito. “Lui, quello al telefonino, è Claudio Misculin, il capo (ciccia di lana in testa, con la mente altrove, ad assicurarsi, via telefono, delle condizioni di salute di uno dei suoi, rimasto a Trieste), poi qui vicino a me c’è Gabriele Palmano, venti anni sul palcoscenico con me (e Gabriele pensa, si vede quasi il fumetto, alla moglie, attrice anche lei, lasciata a casa con l’influenza … le farà dieci telefonate nel corso della serata); lei è Valentina Sussi (la “prima” e unica donna della compagnia, occhi meravigliosi che sanno piangere lacrime vere anche senza provare tristezza); lui invece è Gabriele Denti (verrebbe da definirlo il “primo uomo”, introverso, un po’ per conto suo) e infine ci sono Pino Feminiano e Marco Festuccia, gli ultimi due arrivari rispetto agli altri. Ma bravissimi”. Ce lo garantisce, con la sua voce da tenore e la gentilezza di chi sa farsi voler bene, il “gigante buono” Darko Kuzma che con mossa felina si siede per terra per non allargare troppo il campo fotografico. Via allo scatto, tutti insieme, con i ragazzi di Albeschida. Poi, di corsa a Villarios dove si svolge la prima riunione “tecnica”. Claudio Misculin, cofondatore, regista e attore della compagnia, mette la follia dentro un percorso che parla di un folle che, di per sé, teatralmente, ha una sua capacità scenica. Ma affinché si passi da un piano pietistico (“poverino!”) ad uno professionale è necessaria la tecnica. L’unione di tecnica e follia crea momenti di arte forte. Misculin: “l’attore è un ‘cosa’ fatta di fasce tendinee e muscoli. Bisogna lavorare sul corpo per dar voce alle emozioni ed esprimerle in teatro, indipendentemente dal fatto che l’attore le provi o meno. L’importante non è provarle ma comunicarle”. Stasera, a VIllarios, ci saranno le prove dello spettacolo, domani, alle 11, al Teatro Centrale di Carbonia, il grande appuntamento … con …. follia ed emozioni. Io c’erodi Deborak Scerbo PerrucciSono molto felice di aver avuto l'opportunità di conoscere Claudio Misculin e una parte del suo gruppo teatrale del Teatro della follia. E' la prima volta che sento parlare di loro, e ascoltando le parole di Claudio, mi sono resa conto di quanto lavoro di cervello, anima e corpo ci vuole per arrivare al loro livello.Le personalità che spiccano nel gruppo sono, Claudio e Valentina, il regista e la prima attrice. Claudio comunica con un linguaggio libero e colorato, una straordinaria mimica facciale e spontanea gestualità con le quali rapisce l'attenzione e trasmette tutto il suo carisma. Ci ha spiegato l'impegno, lo studio e la preparazione che viene richiesta agli attori professionali teatrali negli altri paesi europei: disciplina, conoscenza di più lingue, saper cantare e ballare, comunicare attraverso tutto il corpo, il canale emozionale e le parole. Valentina ci ha mostrato la sua straordinaria capacità di piangere da un singolo occhio. Mi ha emozionato vedere una ragazza che si veste da "dark", dai vistosi capelli fucsia, con i piercing e un forte trucco che indurisce gli occhi, trasformarsi in un angelo. Mi ha divertito vedere il Dott. Gerini, rapito dalle parole di Claudio e confessare la sua paura di collaborare con lui, di non sentirsi all'altezza; mentre mi ha sconcertato il fatto di constatare come l'arte sia in grado di sconvolgere la realtà. Ammiro la loro preparazione, la ricerca, lo studio che fanno per essere in grado di trasmettere la pura essenza delle emozioni, attraverso il sacrificio del corpo e la violenza cui sottopongono la propria anima facendole provare emozioni che non le appartengono.Vera arte, perfezione, genialità e follia.