Chiarissimo Direttore,a lei mi rivolgo perché mi pare di cogliere la sua “penna” nella recensione sullo spettacolo teatrale Fuga in Pizzicata Minore pubblicata senza firma sul blog CSMinforma. Se invece lei non ne fosse l’autore la prego di inoltrare quanto scrivo al legittimo estensore della suddetta recensione. Ho assistito con grande piacere alla manifestazione teatrale per me fonte di emozioni che posso distinguere in tre momenti: inizialmente la sensazione di essere a teatro davanti a delle attrici e ad una rappresentazione; poi la sensazione di essere coinvolta a tal punto nelle vicende da sentirmi quasi rappresentata, immedesimandomi nelle loro storie e condividendone i significati; infine la sorprendente scoperta di cogliere in quelle attrici le donne che portavano in scena la loro vita e le loro emozioni, cosa che chiaramente mi ha ancor di più avvicinato a loro e al testo non più, a quel punto, meramente teatrale. Sono pienamente d’accordo con lei nell’affermare che tali emozioni non possono essere facilmente descritte con le parole.Non sono invece per niente d’accordo sul riferimento alquanto riduttiva del movimento femminista, che non si pone al suo nascere e neppure al suo divenire, come semplice (e semplicisticamente proposta nella recensione) contrapposizione del sesso femminile a quello maschile, come semplice azione di contrasto proposta dalla Donna all’Uomo, tanto meno come movimento – cito dalla recensione – “intento a mettersi in competizione col lato maschile dell’esistenza”. Auguro a chi ha scritto tale ingenuità e luogo comune purtroppo, come leggo, ancora diffuso un approfondimento del tema senza filtri “maschilisti”. FirmatoLa Sua Diletta Consorte
LETTERE AL DIRETTORE
Chiarissimo Direttore,a lei mi rivolgo perché mi pare di cogliere la sua “penna” nella recensione sullo spettacolo teatrale Fuga in Pizzicata Minore pubblicata senza firma sul blog CSMinforma. Se invece lei non ne fosse l’autore la prego di inoltrare quanto scrivo al legittimo estensore della suddetta recensione. Ho assistito con grande piacere alla manifestazione teatrale per me fonte di emozioni che posso distinguere in tre momenti: inizialmente la sensazione di essere a teatro davanti a delle attrici e ad una rappresentazione; poi la sensazione di essere coinvolta a tal punto nelle vicende da sentirmi quasi rappresentata, immedesimandomi nelle loro storie e condividendone i significati; infine la sorprendente scoperta di cogliere in quelle attrici le donne che portavano in scena la loro vita e le loro emozioni, cosa che chiaramente mi ha ancor di più avvicinato a loro e al testo non più, a quel punto, meramente teatrale. Sono pienamente d’accordo con lei nell’affermare che tali emozioni non possono essere facilmente descritte con le parole.Non sono invece per niente d’accordo sul riferimento alquanto riduttiva del movimento femminista, che non si pone al suo nascere e neppure al suo divenire, come semplice (e semplicisticamente proposta nella recensione) contrapposizione del sesso femminile a quello maschile, come semplice azione di contrasto proposta dalla Donna all’Uomo, tanto meno come movimento – cito dalla recensione – “intento a mettersi in competizione col lato maschile dell’esistenza”. Auguro a chi ha scritto tale ingenuità e luogo comune purtroppo, come leggo, ancora diffuso un approfondimento del tema senza filtri “maschilisti”. FirmatoLa Sua Diletta Consorte