IL TEATRO CHE NON C'E'presenta“BUENOS AIRES NON FINISCE MAI”di Elio Turno Arthemalle e Vito BiolchiniInterprete: Martina SiddiMusiche dal vivo: Andrea AngiusRegia: Dario SiddiIspirato al romanzo “Le Irregolari” di Massimo Carlotto, scritto per Ottavia Piccolo e da lei interpretato per la prima volta a Milano nell’anno 2000.SABATO 11 AGOSTO - ORE 21.30 ARENA FENICIA - SANT'ANTIOCOSi tratta di un suggestivo monologo della durata di circa 90 minuti, corredato da immagini, video e musiche alla chitarra, eseguite dal vivo. E’ la storia di una donna che ha avuto la vita spezzata da quando suo marito è “desaparecido”. E’ la storia della solitudine e della paura che da allora hanno dominato la sua esistenza - e del suo tentativo di uscirne. E’ la storia del suo viaggio dentro la dimensione collettiva del dramma di cui è rimasta vittima (le donne della Plaza de Mayo), per approdare alla consapevolezza del vuoto cui è stata comunque condannata: quello della sua stessa esistenza di donna (negata), di madre (negata), di moglie e di vedova (negata). Lo spettacolo non celebra eroi, non sventola bandiere, non agita slogan. Ci rende partecipi di una storia vera attraverso gli strumenti semplici e fantastici del teatro: ci accompagna dentro una realtà (ancora) taciuta, in un susseguirsi di scene volta per volta intime ed epiche, realistiche e poetiche, sognanti e disperate, ingenue e spietate.
TEATRO A SANT'ANTIOCO
IL TEATRO CHE NON C'E'presenta“BUENOS AIRES NON FINISCE MAI”di Elio Turno Arthemalle e Vito BiolchiniInterprete: Martina SiddiMusiche dal vivo: Andrea AngiusRegia: Dario SiddiIspirato al romanzo “Le Irregolari” di Massimo Carlotto, scritto per Ottavia Piccolo e da lei interpretato per la prima volta a Milano nell’anno 2000.SABATO 11 AGOSTO - ORE 21.30 ARENA FENICIA - SANT'ANTIOCOSi tratta di un suggestivo monologo della durata di circa 90 minuti, corredato da immagini, video e musiche alla chitarra, eseguite dal vivo. E’ la storia di una donna che ha avuto la vita spezzata da quando suo marito è “desaparecido”. E’ la storia della solitudine e della paura che da allora hanno dominato la sua esistenza - e del suo tentativo di uscirne. E’ la storia del suo viaggio dentro la dimensione collettiva del dramma di cui è rimasta vittima (le donne della Plaza de Mayo), per approdare alla consapevolezza del vuoto cui è stata comunque condannata: quello della sua stessa esistenza di donna (negata), di madre (negata), di moglie e di vedova (negata). Lo spettacolo non celebra eroi, non sventola bandiere, non agita slogan. Ci rende partecipi di una storia vera attraverso gli strumenti semplici e fantastici del teatro: ci accompagna dentro una realtà (ancora) taciuta, in un susseguirsi di scene volta per volta intime ed epiche, realistiche e poetiche, sognanti e disperate, ingenue e spietate.