Presenteremo qui alcune semplici riflessioni fatte, nel corso della sua vita professionale più che trentennale, da un medico che ha lavorato in campo ostetrico ginecologico e psichiatrico di Antonio C.Gerini Mentre la tendenza ormai diffusa in ambiente scientifico per ciò che riguarda la contraccezione ormonale - la pillola - è quella di considerarla pressoché priva di rischi per la salute della donna, al contrario la bassa percentuale di donne che in Italia ne fa uso dimostra la presenza di un "sentimento" popolare abbastanza contrario a tale pratica. Si è tentato di giustificare questa avversione popolare come effetto, in primo luogo, dell'ignoranza e disinformazione delle donne stesse, come dimostrerebbe il fatto, secondo questa visione delle cose, che maggiori fruitrici della pillola siano appunto quelle del ceto medio - alto borghese e quindi maggiormente istruite e informate; poi, in secondo luogo, tale rifiuto a far uso di contraccezione orale, causato dalle posizioni professate dalla Chiesa cattolica in fatto di morale sessuale, notoriamente fortemente contrarie alla contraccezione. Quando però un sentire popolare diventa così diffuso e radicato ed esprime con tale decisione la propria determinazione nonostante una massiccia propaganda in senso contrario portata avanti con ogni mezzo dalla cultura dominante, allora diventa necessario interrogarsi con più rigore - anche da parte della comunità scientifica - sulle ragioni di tale avversità, affinché non accada che la patente di ignoranza e superstizione data a coloro che osteggiano tale pratica, non ricada invece proprio su quelle frange di comunità scientifica, tanto decise e sicure, oggi, nell'esportare il "verbo" contraccettivo.Io cercherò di esaminare, qui, il problema, in modo semplice, da un punto di vista medico-psicologico, sintetizzando alcune riflessioni che negli anni della mia professione sono andato approfondendo, soprattutto riguardo al significato del ciclo mestruale.E' noto che il ciclo mestruale si compone sostanzialmente di due eventi fondamentali, che poi sono l'ovulazione e la mestruazione. La mestruazione è direttamente osservabile dall'"esterno" e quindi visibile appunto nel flusso sanguigno periodico. L'ovulazione, invece, è occulta, invisibile nel senso che non è direttamente percepibile dal senso della vista, in quanto avviene all'interno del corpo e in proporzioni microscopiche. Non mi soffermerò qui sui segni fisici, né della mestruazione, né dell'ovulazione (come è noto anche in questo evento sono presenti dei segni molto evidenti, solo che vi si presti loro attenzione, valutabili dalla donna se saputi ricercare).Però oltre ai segni fisici evidenti, il periodo mestruale si porta sovente appresso, come è noto, uno stato di fastidiosa irritabilità, un malumore che rende la donna, in quel tempo, meno disponibile al rapporto con gli altri. Qualche volta la "contrazione " dell'umore è secondaria a fastidi di ordine fisico, altre volte non appare ad essi collegata. E' noto che l'esasperazione di tale sintomatologia può portare, in certe donne, ad un vero e proprio disturbo chiamato " Sindrome da tensione premestruale".Il periodo ovulatorio, al contrario, dal punto di vista del tono dell'umore non è stato così accuratamente studiato. Le difficoltà risalgono soprattutto al fatto che l'ovulazione, come si accennava precedentemente, è un evento "invisibile" e passa perlopiù inosservato . Forse anche vi si è posta minore attenzione perché dominati da una cultura interessata soprattutto alla soppressione dell'ovulazione stessa. Il periodo ovulatorio è comunque generalmente vissuto dalla donna, che non abbia altri problemi particolari, come momento di maggiore apertura, di disponibilità, di espansione affettiva e aumentata propensione sessuale. Considerando quindi il tono dell'umore in tutto l'arco del ciclo mestruale, lo vediamo, normalmente, oscillare tra due poli affettivi distinti: uno positivo, espansivo nel periodo ovulatorio; l'altro più negativo, costrittivo, nel periodo mestruale . Quasi come il muscolo cardiaco che riconosce nelle sue due fasi , la sistole e la diastole, i punti di massima costrittività o di maggior dilatazione dell'organo; così, stabilite le debite proporzioni, riconosciamo nel ciclo mestruale, relativamente all'umore, la sua maggior costrittività in coincidenza col periodo premestruale e la massima espansività affettiva nei pressi dell'ovulazione. Si presenta a questo punto spontanea un'osservazione a cui, anche se molto sinteticamente, è necessario rispondere; che cosa sia ciò che è stato chiamato umore. L'umore può essere definito come quello stato affettivo di base che "impregna" la personalità, che l'accompagna come tono di fondo per tutto l'arco della vita e che muta e oscilla a seconda delle diverse esperienze interiori o esteriori che la persona stessa vive. L'umore è anche uno degli elementi, il più importante tra di essi, che determina il contatto immediato, "empatico" con la realtà. Esso è l'elemento di "presa diretta" del reale e fa si che la realtà che ci circonda sia vissuta interiormente, esperimentata dall'individuo stesso. Alla formazione dell'umore concorrono molteplici componenti: biologiche, psicologiche, educative, motivazionali, ereditarie, acquisite ecc. E' certo comunque che le componenti fisiche, biologiche, senza esaurirne naturalmente tutte le problematiche, hanno un ruolo molto importante, per certi versi determinante nella costituzione e mantenimento dell'umore. Allo stato delle conoscenze attuali si può affermare che le componenti di ordine squisitamente psicologico si inseriscono direttamente e sorgono da quelle più propriamente biologiche, facendosi da esse determinare per poi, a loro volta, condizionarle esse stesse, in un magnifico e complesso gioco di reciproche corrispondenze. Non si tratta qui di ridurre tutto al biologico, ma soltanto di metterlo in evidenza nel suo ruolo più proprio.Le diverse fasi del ciclo mestruale, con le sopraevidenziate escursioni del tono dell'umore, ci dimostrano abbastanza bene la presenza di questo legame profondo e inscindibile fra biologico e psicologico. Tutta l'attività neuro-ormonale dell'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi è sicuramente parte in causa nel determinare quelle oscillazioni affettive. Queste fluttuazioni dell'umore, soltanto per il fatto che ci sono, rivestono particolare importanza nella vita della donna. Questo assunto così evidente di per se stesso, per il momento non abbisogna di ulteriore dimostrazione (per lo meno in questa sede). Ebbene, l'azione contraccettiva degli estro-progestinici orali (la pillola), bloccando centralmente l'ovulazione, modifica anche conseguentemente il tono proprio dell'umore; più precisamente modifica, sopprimendole, quelle oscillazioni tipiche delle fasi ovulatoria e premestruale. Questo è da considerarsi un fatto grave e da giudicarsi severamente sotto il profilo medico -psicologico. Le oscillazioni dell'umore hanno evidentemente una loro precisa ragione d'essere e sul loro significato possono essere dette tante cose e svolte complesse analisi. Una su tutte: si sa che è anche attraverso il tono dell'umore, nelle sue diverse fasi, che l'individuo si pone in relazione con se stesso , con gli altri e con la realtà nel suo complesso. La comprensione e l'esperienza che si ha del " mondo " non è un fatto "monotonale", "mono-tono". " E' solo in questa visione instabile, emotivamente tonalizzata e ondeggiante del "mondo", che l'utilizzabile si manifesta nella sua mondità caratteristica, diversa di volta in volta. La semplice contemplazione teoretica appiattisce anticipatamente il mondo nella uniformità della semplice-presenza, anche se è vero che in virtù sua nasce il nuovo dominio di ciò che è scopribile solo in base alla determinazione definitoria". (Martin Heidegger - Essere e tempo - UTET).Dalle diverse sue modulazioni la stessa "realtà" è sentita e poi valutata da diverse angolature, giudicata pertanto in tutta la sua ricchezza. La comprensione e il "possesso" poi del "mondo" avviene nell'integrazione il più possibile armonica delle varie componenti della personalità. Più in particolare, nel nostro caso, una comprensione più approfondita della sessualità, nella donna, passa necessariamente anche attraverso l'integrazione e il controllo di fasi affettive sfumate e diverse come quelle che si verificano nel corso del ciclo mestruale. L'essere donna è da intendersi così come processo in costante divenire che, partendo da un dato biologico immutabile e imprescindibile, integra, nella mediazione di moti psicologici diversi e variati, propri delle sue fasi di vita , conoscenze di ordine intellettuale, morale e soprattutto esperienziale. I contraccettivi orali trovano proprio qui la loro intrinseca, incorreggibile debolezza. Non è tanto questione di effetti periferici più o meno negativi, dato che questi possono essere ridotti in modo importante dai bassi dosaggi dei farmaci prodotti dalle case farmaceutiche. Non potrà mai essere abolita però la ragione della loro funzione che è la soppressione dell'ovulazione. E' questa la causa intrinseca della loro azione pesantemente iatrogena; la modificazione di un tratto fondamentale della personalità della donna, la sua affettività. Si dice, per contraddire la tesi su esposta, che nel periodo di fertilità la donna ha delle pause ovulatorie fisiologiche senza che ciò comporti soverchi problemi, e si porta come classico esempio la gravidanza. Durante la gestazione, infatti, l'ovulazione è soppressa senza che ciò comporti nocumento alla donna. Senza addentrarci, per il momento, ulteriormente in questi problemi, sembra opportuno però ricordare la produzione ormonale proveniente dall'ambito del neo-concepito ( placenta ecc.) che integra e sostituisce armonicamente quella mancante della madre e verificare che anche in gravidanza avvengono delle variazioni del tono affettivo, non più però secondo quei movimenti ciclici descritti nel ciclo mestruale, ma sostanzialmente più lineari e legati all'evolversi stesso della gestazione. Questa linearità, il superamento dell'oscillazione "contrazione - espansione", è proprio la base per un impatto affettivamente corretto e proporzionato al nascituro.Dunque, la soppressione dell'ovulazione in gravidanza, considerata sotto l'aspetto dell'umore, è un evento fisiologico e necessario, finalizzato al rapporto col figlio. (1. Continua)Trovi il lavoro intero all'indirizzo http://www.psichiatriasirai.org/signif-ciclo-mestr-libro.htm
UMORE, CICLO MESTRUALE E PILLOLA
Presenteremo qui alcune semplici riflessioni fatte, nel corso della sua vita professionale più che trentennale, da un medico che ha lavorato in campo ostetrico ginecologico e psichiatrico di Antonio C.Gerini Mentre la tendenza ormai diffusa in ambiente scientifico per ciò che riguarda la contraccezione ormonale - la pillola - è quella di considerarla pressoché priva di rischi per la salute della donna, al contrario la bassa percentuale di donne che in Italia ne fa uso dimostra la presenza di un "sentimento" popolare abbastanza contrario a tale pratica. Si è tentato di giustificare questa avversione popolare come effetto, in primo luogo, dell'ignoranza e disinformazione delle donne stesse, come dimostrerebbe il fatto, secondo questa visione delle cose, che maggiori fruitrici della pillola siano appunto quelle del ceto medio - alto borghese e quindi maggiormente istruite e informate; poi, in secondo luogo, tale rifiuto a far uso di contraccezione orale, causato dalle posizioni professate dalla Chiesa cattolica in fatto di morale sessuale, notoriamente fortemente contrarie alla contraccezione. Quando però un sentire popolare diventa così diffuso e radicato ed esprime con tale decisione la propria determinazione nonostante una massiccia propaganda in senso contrario portata avanti con ogni mezzo dalla cultura dominante, allora diventa necessario interrogarsi con più rigore - anche da parte della comunità scientifica - sulle ragioni di tale avversità, affinché non accada che la patente di ignoranza e superstizione data a coloro che osteggiano tale pratica, non ricada invece proprio su quelle frange di comunità scientifica, tanto decise e sicure, oggi, nell'esportare il "verbo" contraccettivo.Io cercherò di esaminare, qui, il problema, in modo semplice, da un punto di vista medico-psicologico, sintetizzando alcune riflessioni che negli anni della mia professione sono andato approfondendo, soprattutto riguardo al significato del ciclo mestruale.E' noto che il ciclo mestruale si compone sostanzialmente di due eventi fondamentali, che poi sono l'ovulazione e la mestruazione. La mestruazione è direttamente osservabile dall'"esterno" e quindi visibile appunto nel flusso sanguigno periodico. L'ovulazione, invece, è occulta, invisibile nel senso che non è direttamente percepibile dal senso della vista, in quanto avviene all'interno del corpo e in proporzioni microscopiche. Non mi soffermerò qui sui segni fisici, né della mestruazione, né dell'ovulazione (come è noto anche in questo evento sono presenti dei segni molto evidenti, solo che vi si presti loro attenzione, valutabili dalla donna se saputi ricercare).Però oltre ai segni fisici evidenti, il periodo mestruale si porta sovente appresso, come è noto, uno stato di fastidiosa irritabilità, un malumore che rende la donna, in quel tempo, meno disponibile al rapporto con gli altri. Qualche volta la "contrazione " dell'umore è secondaria a fastidi di ordine fisico, altre volte non appare ad essi collegata. E' noto che l'esasperazione di tale sintomatologia può portare, in certe donne, ad un vero e proprio disturbo chiamato " Sindrome da tensione premestruale".Il periodo ovulatorio, al contrario, dal punto di vista del tono dell'umore non è stato così accuratamente studiato. Le difficoltà risalgono soprattutto al fatto che l'ovulazione, come si accennava precedentemente, è un evento "invisibile" e passa perlopiù inosservato . Forse anche vi si è posta minore attenzione perché dominati da una cultura interessata soprattutto alla soppressione dell'ovulazione stessa. Il periodo ovulatorio è comunque generalmente vissuto dalla donna, che non abbia altri problemi particolari, come momento di maggiore apertura, di disponibilità, di espansione affettiva e aumentata propensione sessuale. Considerando quindi il tono dell'umore in tutto l'arco del ciclo mestruale, lo vediamo, normalmente, oscillare tra due poli affettivi distinti: uno positivo, espansivo nel periodo ovulatorio; l'altro più negativo, costrittivo, nel periodo mestruale . Quasi come il muscolo cardiaco che riconosce nelle sue due fasi , la sistole e la diastole, i punti di massima costrittività o di maggior dilatazione dell'organo; così, stabilite le debite proporzioni, riconosciamo nel ciclo mestruale, relativamente all'umore, la sua maggior costrittività in coincidenza col periodo premestruale e la massima espansività affettiva nei pressi dell'ovulazione. Si presenta a questo punto spontanea un'osservazione a cui, anche se molto sinteticamente, è necessario rispondere; che cosa sia ciò che è stato chiamato umore. L'umore può essere definito come quello stato affettivo di base che "impregna" la personalità, che l'accompagna come tono di fondo per tutto l'arco della vita e che muta e oscilla a seconda delle diverse esperienze interiori o esteriori che la persona stessa vive. L'umore è anche uno degli elementi, il più importante tra di essi, che determina il contatto immediato, "empatico" con la realtà. Esso è l'elemento di "presa diretta" del reale e fa si che la realtà che ci circonda sia vissuta interiormente, esperimentata dall'individuo stesso. Alla formazione dell'umore concorrono molteplici componenti: biologiche, psicologiche, educative, motivazionali, ereditarie, acquisite ecc. E' certo comunque che le componenti fisiche, biologiche, senza esaurirne naturalmente tutte le problematiche, hanno un ruolo molto importante, per certi versi determinante nella costituzione e mantenimento dell'umore. Allo stato delle conoscenze attuali si può affermare che le componenti di ordine squisitamente psicologico si inseriscono direttamente e sorgono da quelle più propriamente biologiche, facendosi da esse determinare per poi, a loro volta, condizionarle esse stesse, in un magnifico e complesso gioco di reciproche corrispondenze. Non si tratta qui di ridurre tutto al biologico, ma soltanto di metterlo in evidenza nel suo ruolo più proprio.Le diverse fasi del ciclo mestruale, con le sopraevidenziate escursioni del tono dell'umore, ci dimostrano abbastanza bene la presenza di questo legame profondo e inscindibile fra biologico e psicologico. Tutta l'attività neuro-ormonale dell'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi è sicuramente parte in causa nel determinare quelle oscillazioni affettive. Queste fluttuazioni dell'umore, soltanto per il fatto che ci sono, rivestono particolare importanza nella vita della donna. Questo assunto così evidente di per se stesso, per il momento non abbisogna di ulteriore dimostrazione (per lo meno in questa sede). Ebbene, l'azione contraccettiva degli estro-progestinici orali (la pillola), bloccando centralmente l'ovulazione, modifica anche conseguentemente il tono proprio dell'umore; più precisamente modifica, sopprimendole, quelle oscillazioni tipiche delle fasi ovulatoria e premestruale. Questo è da considerarsi un fatto grave e da giudicarsi severamente sotto il profilo medico -psicologico. Le oscillazioni dell'umore hanno evidentemente una loro precisa ragione d'essere e sul loro significato possono essere dette tante cose e svolte complesse analisi. Una su tutte: si sa che è anche attraverso il tono dell'umore, nelle sue diverse fasi, che l'individuo si pone in relazione con se stesso , con gli altri e con la realtà nel suo complesso. La comprensione e l'esperienza che si ha del " mondo " non è un fatto "monotonale", "mono-tono". " E' solo in questa visione instabile, emotivamente tonalizzata e ondeggiante del "mondo", che l'utilizzabile si manifesta nella sua mondità caratteristica, diversa di volta in volta. La semplice contemplazione teoretica appiattisce anticipatamente il mondo nella uniformità della semplice-presenza, anche se è vero che in virtù sua nasce il nuovo dominio di ciò che è scopribile solo in base alla determinazione definitoria". (Martin Heidegger - Essere e tempo - UTET).Dalle diverse sue modulazioni la stessa "realtà" è sentita e poi valutata da diverse angolature, giudicata pertanto in tutta la sua ricchezza. La comprensione e il "possesso" poi del "mondo" avviene nell'integrazione il più possibile armonica delle varie componenti della personalità. Più in particolare, nel nostro caso, una comprensione più approfondita della sessualità, nella donna, passa necessariamente anche attraverso l'integrazione e il controllo di fasi affettive sfumate e diverse come quelle che si verificano nel corso del ciclo mestruale. L'essere donna è da intendersi così come processo in costante divenire che, partendo da un dato biologico immutabile e imprescindibile, integra, nella mediazione di moti psicologici diversi e variati, propri delle sue fasi di vita , conoscenze di ordine intellettuale, morale e soprattutto esperienziale. I contraccettivi orali trovano proprio qui la loro intrinseca, incorreggibile debolezza. Non è tanto questione di effetti periferici più o meno negativi, dato che questi possono essere ridotti in modo importante dai bassi dosaggi dei farmaci prodotti dalle case farmaceutiche. Non potrà mai essere abolita però la ragione della loro funzione che è la soppressione dell'ovulazione. E' questa la causa intrinseca della loro azione pesantemente iatrogena; la modificazione di un tratto fondamentale della personalità della donna, la sua affettività. Si dice, per contraddire la tesi su esposta, che nel periodo di fertilità la donna ha delle pause ovulatorie fisiologiche senza che ciò comporti soverchi problemi, e si porta come classico esempio la gravidanza. Durante la gestazione, infatti, l'ovulazione è soppressa senza che ciò comporti nocumento alla donna. Senza addentrarci, per il momento, ulteriormente in questi problemi, sembra opportuno però ricordare la produzione ormonale proveniente dall'ambito del neo-concepito ( placenta ecc.) che integra e sostituisce armonicamente quella mancante della madre e verificare che anche in gravidanza avvengono delle variazioni del tono affettivo, non più però secondo quei movimenti ciclici descritti nel ciclo mestruale, ma sostanzialmente più lineari e legati all'evolversi stesso della gestazione. Questa linearità, il superamento dell'oscillazione "contrazione - espansione", è proprio la base per un impatto affettivamente corretto e proporzionato al nascituro.Dunque, la soppressione dell'ovulazione in gravidanza, considerata sotto l'aspetto dell'umore, è un evento fisiologico e necessario, finalizzato al rapporto col figlio. (1. Continua)Trovi il lavoro intero all'indirizzo http://www.psichiatriasirai.org/signif-ciclo-mestr-libro.htm