1) ALL’EMBRIONE LA CONDUZIONE DEI PROCESSI PER LA SUA SOPRAVIVENZANel ciclo mestruale, dunque, quei processi locali e generali, somatici e psichici, iniziatisi e finalizzati, così come precedentemente descritto, all'annidamento dell'uovo fecondato, regrediscono provocando la "crisi" del flusso mestruale. Osservando le modificazioni uterine, in particolare quelle dell'endometrio nel suo accrescersi progressivo nelle fasi proliferativa e secretiva sotto i corrispondenti climi ormonali, siamo portati a constatare quasi un'incompletezza del ciclo stesso. Infatti questo accrescersi lineare dell'endometrio cessa bruscamente, ad un certo punto, e incominciano lì, viceversa, ad instaurarsi quei fenomeni regressivi che porteranno poi all'emorragia del flusso mestruale.Il fatto è che nella grande maggioranza dei cicli l'ovulo femminile non sarà fecondato e quindi le trasformazioni uterine già avviate e finalizzate ad accogliere l'eventuale neo-concepito, risulteranno perfettamente "inutili" e quindi destinate a cadere in breve tempo. Se ci sarà la fecondazione dell'uovo, invece, "la mucosa dell'utero subisce particolari trasformazioni che la rendono adatta a ricevere l'uovo; si ha cioè la formazione della decidua.....Il quadro strutturale che la caratterizza rappresenta l'evoluzione della fase secretiva o pre-gravidica dell'endometrio" (Pescetto ,De Cecco, Pecorari, Ragni: Manuale di ginecologia e ostetricia ; Masson). Queste trasformazioni, quindi, continuano linearmente, senza soluzione di continuità alcuna, dalla fase luteinica a quella deciduale gravidica. Il controllo di tali trasformazioni passerà, però, in "mano" al neo -concepito attraverso l'abbozzo iniziale di placenta, ovvero il sincizio-trofoblasto.Un piccolo passo indietro.Si è visto che le trasformazioni uterine, come anche le modificazioni complessive dell'organismo della donna nella fase luteinica del ciclo mestruale, erano guidate dal corpo luteo ovarico, la cui possibilità di sopravvivenza è assicurata dalla presenza delle gonadotropine materne, in particolare dall'ormone luteinizzante (LH). La sua sopravvivenza, in condizioni normali, è di 14 giorni circa.Affinché le modificazioni uterine possano progredire ulteriormente e rendere così più accogliente l'ambiente all'uovo fecondato, è necessario che il corpo luteo non regredisca. Con la cessazione della sua attività, infatti, cadrebbe bruscamente il tasso ormonale -soprattutto progesterone -, secreto dall'organo e conseguentemente avverrebbe la mestruazione. D'altro canto l'ormone luteinizzante ipofisario materno (LH) che in quella prima fase stimola e presiede alla funzionalità del corpo luteo, è destinato ineluttabilmente a ridimensionare la sua attività. All'organismo femminile si pone dunque, immediatamente il problema di come sostenere dentro l'utero la "responsabilità" di mantenere adeguatamente l'uovo appena fecondato, dandogli la possibilità di alloggiarsi comodamente tra le pieghe confortevoli e ospitali della mucosa uterina che deve ulteriormente accrescersi per poter svolgere questa funzione. In altri termini, far si che il corpo luteo non regredisca ma continui a fornire quegli ormoni sufficienti a stimolare ulteriormente la mucosa uterina per trasformarla in decidua materna. Ed ecco che la risposta a questo quesito viene data proprio dall'uovo appena fecondato, dal neo-concepito appunto. Egli è infatti chiamato subito, già nei primi 8 giorni di vita, a risolvere questo vitale rebus. Ne va della sua sopravvivenza.ALL'EMBRIONE IL CONTROLLO DELLE MODIFICAZIONI AMBIENTALI.L'uovo appena fecondato, il neo-concepito, invia presto alcuni segnali alla madre e assume la conduzione dei processi atti al suo mantenimento. Affinché l'ambiente possa diventare accogliente è necessario che il corpo luteo ovarico potenzi la sua attività. E' noto che l'azione del corpo luteo ovarico è possibile grazie all'azione della gonadotropina ipofisaria luteinizzante (LH) di provenienza materna. La gonadotropina corionica (hCG) di provenienza placentare sostituisce così l'ormone luteinizzante (LH) materno. Il corpo luteo mestruale si trasforma in corpo luteo gravidico. "L'hCG è una glicoproteina il cui peso molecolare oscilla tra 3600 e 4000 dalton, biologicamente e immunologicamente è simile al LH, viene prodotta dal trofoblasto, più precisamente dal sincizio-trofoblasto."(ivi). E' opportuno qui, per inciso, ricordare che l'LH di provenienza materna è funzionalmente in rapporto con le zone encefaliche più elevate della donna, ipotalamo e regioni telencefaliche e probabilmente corteccia cerebrale, dove vengono elaborate le sintesi mentali superiori. "L'Lh è stato ritrovato in regioni telencefaliche, come ippocampo e l'amigdala. Si fa strada anche l'ipotesi che le gonadotropine possano essere sintetizzate dallo stesso tessuto nervoso" (Candiani, Danesino, Gastaldi; La Clinica Ostetrica e Ginecologica; Masson). La gonadotropina corionica (hCG) è un segnale che subentra a quello di natura centrale materna. Lo stesso ormone placentare potrebbe avere, oltreché sul corpo luteo, effetti sul sistema nervoso centrale della madre, data la somiglianza con l'ormone LH. Comunque, tutte queste osservazioni di tipo prevalentemente tecnico hanno invece un significato molto importante che oggi è bene sottolineare. Si considera, infatti, molto spesso, l'uovo appena fecondato nei suoi primissimi atti di vita come un'appendice della madre, un agglomerato di cellule biologiche quasi privo di valore in se, negando così allo zigote la sua prerogativa essenziale, quella di essere, cioè, la prima espressione della vita umana. Ed ecco, invece, che già questi suoi primissimi "atti" dimostrano che l'uovo fecondato, il neo-concepito, prende subito il posto della madre nella conduzione dei processi biologici atti al suo mantenimento.Una dimostrazione importante di autonomia. Uno dei primi atti di autonomia del figlio nei confronti della madre.Naturalmente il valore in se dell'embrione come forma autonoma di vita all'inizio della gravidanza, può essere sostenuto con argomentazioni più complete, non pertinenti strettamente il discorso che qui si sta svolgendo. "Si può concludere, con ogni certezza scientifica provata, che lo zigote è dotato di una nuova ed esclusiva struttura di informazione genetica - il suo "genoma" - che gli conferisce una identità specifica e singolare nella specie umana, e che, come tale, incomincia a operare come unità individuale. Il neo-concepito umano mantiene in ogni fase evolutiva l'unità ontologica con la fase precedente, senza soluzione di continuità, senza salti di qualità o di natura. Non c'è uno stadio del processo di sviluppo che sia più importante dell'altro: il fatto cronologico, infatti, non cambia il valore ontologico del neo-concepito umano. Quindi, dal primo momento del concepimento come in ogni stadio di sviluppo successivo siamo sempre di fronte al medesimo uomo."(Si alla vita; Periodico del Movimento per la vita.)Esaminando il problema dal lato della madre, dalla modificazione dei tessuti uterini, nel passaggio, cioè, dalla fase luteinica a quella deciduale gravidica presieduta dall'attività del corpo luteo, sostenuta prima dall'ormone luteinizzante (LH) poi dalla gonadotropina corionica (hCG) di provenienza placentare, si potrebbe anche considerare questo fenomeno come il completamento nella madre di quanto il lei non era giunto a compimento nel ciclo mestruale a causa della "crisi" mestruale. Su questo punto si può osservare, anticipando un poco le conclusioni di queste riflessioni, che se il ciclo mestruale è la forma biologica dell'istinto sessuale dove, come si è visto, gli aspetti unitivi e quelli generativi sono inscindibilmente uniti tra di loro; la prosecuzione lineare degli stessi fenomeni somatici dalla fase luteinica del ciclo, ad esempio, in quella deciduale gravidica altro non è che la forma biologica dell'istinto materno.Tra istinto sessuale e istinto materno c'è una importante continuità, perlomeno sotto il profilo biologico. Se senza l'embrione c'è già, all'interno del ciclo mestruale, dentro la sua struttura somatica, specificamente nella sua fase luteinica, come un "pensiero" inconscio, un desiderio, un anelito alla maternità, con la sua presenza si esaudisce quel desiderio e si determina nel corpo della madre una vera e propria continuità tra i processi somatici del ciclo e quelli iniziali della gravidanza.Si è precedentemente visto, a proposito della sostituzione dell'LH con l'hGC, secondo l'interpretazione in quell'occasione data, il neo-concepito prendere subito "in mano" il suo destino. Questa autonomia, che è bene valorizzare, è naturalmente una autonomia limitata -ma in natura non esiste autonomia assoluta- dipendente dalla madre in tutto e per tutto, ma pur sempre primo abbozzo di autonomia vera. La presenza dell'embrione e la sua etero e parziale autonomia rispetto alla madre è importante anche per un altro aspetto. Cioè: la presenza di una nuova vita in fase iniziale, nella donna, considerata anche la rassomiglianza di alcuni elementi che si sostituiscono tra di loro nella conduzione di alcuni processi biologici e a cui si è dato, tra gli altri, una certa importanza nella determinazione della forma biologica degli istinti sessuali e di quelli materni; la rassomiglianza, cioè, soprattutto tra l'ormone luteinizzante (LH) e la gonadotropina corionica (hCG) e la loro affinità per il sistema nervoso centrale, può forse contribuire già all'inizio della gravidanza a modificare i processi di coscienza della madre in funzione del figlio. O meglio, ci si chiederà, può il figlio indurre la madre a rivolgersi a lui "istintivamente"? (1. continua)
Istinto (parte prima)
1) ALL’EMBRIONE LA CONDUZIONE DEI PROCESSI PER LA SUA SOPRAVIVENZANel ciclo mestruale, dunque, quei processi locali e generali, somatici e psichici, iniziatisi e finalizzati, così come precedentemente descritto, all'annidamento dell'uovo fecondato, regrediscono provocando la "crisi" del flusso mestruale. Osservando le modificazioni uterine, in particolare quelle dell'endometrio nel suo accrescersi progressivo nelle fasi proliferativa e secretiva sotto i corrispondenti climi ormonali, siamo portati a constatare quasi un'incompletezza del ciclo stesso. Infatti questo accrescersi lineare dell'endometrio cessa bruscamente, ad un certo punto, e incominciano lì, viceversa, ad instaurarsi quei fenomeni regressivi che porteranno poi all'emorragia del flusso mestruale.Il fatto è che nella grande maggioranza dei cicli l'ovulo femminile non sarà fecondato e quindi le trasformazioni uterine già avviate e finalizzate ad accogliere l'eventuale neo-concepito, risulteranno perfettamente "inutili" e quindi destinate a cadere in breve tempo. Se ci sarà la fecondazione dell'uovo, invece, "la mucosa dell'utero subisce particolari trasformazioni che la rendono adatta a ricevere l'uovo; si ha cioè la formazione della decidua.....Il quadro strutturale che la caratterizza rappresenta l'evoluzione della fase secretiva o pre-gravidica dell'endometrio" (Pescetto ,De Cecco, Pecorari, Ragni: Manuale di ginecologia e ostetricia ; Masson). Queste trasformazioni, quindi, continuano linearmente, senza soluzione di continuità alcuna, dalla fase luteinica a quella deciduale gravidica. Il controllo di tali trasformazioni passerà, però, in "mano" al neo -concepito attraverso l'abbozzo iniziale di placenta, ovvero il sincizio-trofoblasto.Un piccolo passo indietro.Si è visto che le trasformazioni uterine, come anche le modificazioni complessive dell'organismo della donna nella fase luteinica del ciclo mestruale, erano guidate dal corpo luteo ovarico, la cui possibilità di sopravvivenza è assicurata dalla presenza delle gonadotropine materne, in particolare dall'ormone luteinizzante (LH). La sua sopravvivenza, in condizioni normali, è di 14 giorni circa.Affinché le modificazioni uterine possano progredire ulteriormente e rendere così più accogliente l'ambiente all'uovo fecondato, è necessario che il corpo luteo non regredisca. Con la cessazione della sua attività, infatti, cadrebbe bruscamente il tasso ormonale -soprattutto progesterone -, secreto dall'organo e conseguentemente avverrebbe la mestruazione. D'altro canto l'ormone luteinizzante ipofisario materno (LH) che in quella prima fase stimola e presiede alla funzionalità del corpo luteo, è destinato ineluttabilmente a ridimensionare la sua attività. All'organismo femminile si pone dunque, immediatamente il problema di come sostenere dentro l'utero la "responsabilità" di mantenere adeguatamente l'uovo appena fecondato, dandogli la possibilità di alloggiarsi comodamente tra le pieghe confortevoli e ospitali della mucosa uterina che deve ulteriormente accrescersi per poter svolgere questa funzione. In altri termini, far si che il corpo luteo non regredisca ma continui a fornire quegli ormoni sufficienti a stimolare ulteriormente la mucosa uterina per trasformarla in decidua materna. Ed ecco che la risposta a questo quesito viene data proprio dall'uovo appena fecondato, dal neo-concepito appunto. Egli è infatti chiamato subito, già nei primi 8 giorni di vita, a risolvere questo vitale rebus. Ne va della sua sopravvivenza.ALL'EMBRIONE IL CONTROLLO DELLE MODIFICAZIONI AMBIENTALI.L'uovo appena fecondato, il neo-concepito, invia presto alcuni segnali alla madre e assume la conduzione dei processi atti al suo mantenimento. Affinché l'ambiente possa diventare accogliente è necessario che il corpo luteo ovarico potenzi la sua attività. E' noto che l'azione del corpo luteo ovarico è possibile grazie all'azione della gonadotropina ipofisaria luteinizzante (LH) di provenienza materna. La gonadotropina corionica (hCG) di provenienza placentare sostituisce così l'ormone luteinizzante (LH) materno. Il corpo luteo mestruale si trasforma in corpo luteo gravidico. "L'hCG è una glicoproteina il cui peso molecolare oscilla tra 3600 e 4000 dalton, biologicamente e immunologicamente è simile al LH, viene prodotta dal trofoblasto, più precisamente dal sincizio-trofoblasto."(ivi). E' opportuno qui, per inciso, ricordare che l'LH di provenienza materna è funzionalmente in rapporto con le zone encefaliche più elevate della donna, ipotalamo e regioni telencefaliche e probabilmente corteccia cerebrale, dove vengono elaborate le sintesi mentali superiori. "L'Lh è stato ritrovato in regioni telencefaliche, come ippocampo e l'amigdala. Si fa strada anche l'ipotesi che le gonadotropine possano essere sintetizzate dallo stesso tessuto nervoso" (Candiani, Danesino, Gastaldi; La Clinica Ostetrica e Ginecologica; Masson). La gonadotropina corionica (hCG) è un segnale che subentra a quello di natura centrale materna. Lo stesso ormone placentare potrebbe avere, oltreché sul corpo luteo, effetti sul sistema nervoso centrale della madre, data la somiglianza con l'ormone LH. Comunque, tutte queste osservazioni di tipo prevalentemente tecnico hanno invece un significato molto importante che oggi è bene sottolineare. Si considera, infatti, molto spesso, l'uovo appena fecondato nei suoi primissimi atti di vita come un'appendice della madre, un agglomerato di cellule biologiche quasi privo di valore in se, negando così allo zigote la sua prerogativa essenziale, quella di essere, cioè, la prima espressione della vita umana. Ed ecco, invece, che già questi suoi primissimi "atti" dimostrano che l'uovo fecondato, il neo-concepito, prende subito il posto della madre nella conduzione dei processi biologici atti al suo mantenimento.Una dimostrazione importante di autonomia. Uno dei primi atti di autonomia del figlio nei confronti della madre.Naturalmente il valore in se dell'embrione come forma autonoma di vita all'inizio della gravidanza, può essere sostenuto con argomentazioni più complete, non pertinenti strettamente il discorso che qui si sta svolgendo. "Si può concludere, con ogni certezza scientifica provata, che lo zigote è dotato di una nuova ed esclusiva struttura di informazione genetica - il suo "genoma" - che gli conferisce una identità specifica e singolare nella specie umana, e che, come tale, incomincia a operare come unità individuale. Il neo-concepito umano mantiene in ogni fase evolutiva l'unità ontologica con la fase precedente, senza soluzione di continuità, senza salti di qualità o di natura. Non c'è uno stadio del processo di sviluppo che sia più importante dell'altro: il fatto cronologico, infatti, non cambia il valore ontologico del neo-concepito umano. Quindi, dal primo momento del concepimento come in ogni stadio di sviluppo successivo siamo sempre di fronte al medesimo uomo."(Si alla vita; Periodico del Movimento per la vita.)Esaminando il problema dal lato della madre, dalla modificazione dei tessuti uterini, nel passaggio, cioè, dalla fase luteinica a quella deciduale gravidica presieduta dall'attività del corpo luteo, sostenuta prima dall'ormone luteinizzante (LH) poi dalla gonadotropina corionica (hCG) di provenienza placentare, si potrebbe anche considerare questo fenomeno come il completamento nella madre di quanto il lei non era giunto a compimento nel ciclo mestruale a causa della "crisi" mestruale. Su questo punto si può osservare, anticipando un poco le conclusioni di queste riflessioni, che se il ciclo mestruale è la forma biologica dell'istinto sessuale dove, come si è visto, gli aspetti unitivi e quelli generativi sono inscindibilmente uniti tra di loro; la prosecuzione lineare degli stessi fenomeni somatici dalla fase luteinica del ciclo, ad esempio, in quella deciduale gravidica altro non è che la forma biologica dell'istinto materno.Tra istinto sessuale e istinto materno c'è una importante continuità, perlomeno sotto il profilo biologico. Se senza l'embrione c'è già, all'interno del ciclo mestruale, dentro la sua struttura somatica, specificamente nella sua fase luteinica, come un "pensiero" inconscio, un desiderio, un anelito alla maternità, con la sua presenza si esaudisce quel desiderio e si determina nel corpo della madre una vera e propria continuità tra i processi somatici del ciclo e quelli iniziali della gravidanza.Si è precedentemente visto, a proposito della sostituzione dell'LH con l'hGC, secondo l'interpretazione in quell'occasione data, il neo-concepito prendere subito "in mano" il suo destino. Questa autonomia, che è bene valorizzare, è naturalmente una autonomia limitata -ma in natura non esiste autonomia assoluta- dipendente dalla madre in tutto e per tutto, ma pur sempre primo abbozzo di autonomia vera. La presenza dell'embrione e la sua etero e parziale autonomia rispetto alla madre è importante anche per un altro aspetto. Cioè: la presenza di una nuova vita in fase iniziale, nella donna, considerata anche la rassomiglianza di alcuni elementi che si sostituiscono tra di loro nella conduzione di alcuni processi biologici e a cui si è dato, tra gli altri, una certa importanza nella determinazione della forma biologica degli istinti sessuali e di quelli materni; la rassomiglianza, cioè, soprattutto tra l'ormone luteinizzante (LH) e la gonadotropina corionica (hCG) e la loro affinità per il sistema nervoso centrale, può forse contribuire già all'inizio della gravidanza a modificare i processi di coscienza della madre in funzione del figlio. O meglio, ci si chiederà, può il figlio indurre la madre a rivolgersi a lui "istintivamente"? (1. continua)