Inizio a pensarla come certi popoli antichi, che paragonano il Denaro al Demonio.Il Denaro corrompe.Lo tocco con mano, quotidianamente.Dove arriva lui, s'instaura subito una monarchia assoluta, dove l'unico valore che conta è il profitto, e per raggiungerlo si mette da parte tutto il resto.L'ultima conferma l'ho avuta recentemente.Nella Sanità.Da quando USL (Unità Sanitarie Locali) non ci son più, trasformate in ASL (Aziende Sanitarie Locali).Dove c'è azienda, ci deve essere un management che dirige ed indirizza.E dove c'è un management, di solito, si guardano più i bilanci che la qualità e l'efficacia del servizio svolto.Così, capita di dover fare una visita specialistica, od un esame diagnostico. E ti si aprono due scenari.Con la mutua, l'appuntamento te lo danno dopo quattro mesi.Privatamente (o semi-privatamente, con IntraMoenia), dopo quindici giorni.Pur con qualche sacrificio economico (una visita = 140 euro), scegli la via più veloce.Giunge il giorno fatidico.Entri in ospedale, ed aspetti.Le visite sono cadenzate ad intervalli di venti minuti.Arriva il tuo turno.Entri, ti siedi, ed il dottore, senza guardarti, inizia a digitare sul PC domandandoti Nomecognomedatadinascitaetasessoprofessione.Nel frattempo, cerchi di spiegarli il motivo per cui sei li ma, dall'altra parte, hai la sensazione (fondata) che non c'è nessuno che ti ascolta. Il medico continua la schedatura, e grugnisce ogni tanto, per darti un minimo di soddisfazione al monologo che stai esibendo.Finisce la schedatura.Il medico guarda l'orologio e t'invita a sederti sul lettino, iniziando a toccare, auscultare, palpare, verificare.Cinque minuti di indagine.Poi si rimette al proprio posto.Riprende a digitare sul PC.Alla domanda "dottore, quale pensa che sia la causa del mio malessere?", il medico si trincera dietro un silenzio.Dice che, per fare una diagnosi seria, servono dei supplementi di esami per avere un quadro più chiaro (i due kg di risultati degli esami pregressi, che ti eri portato dietro, evidentemente, non bastavano).Quindi, ordina un esame più approfondito.Sarà lui in persona a seguire tutta la procedura.Ti congeda, senza appello.Guardi l'orologio: son passati venti minuti esatti. Avanti un altro.Il giorno dell'esame, effettivamente, c'è anche il dottore.Che segue e analizza i dati, durante tutta la durata dell'indagine.Al termine, chiedi speranzoso lumi al luminare.Ma lui, sintetico e frettoloso come sempre, ti dice che c'è poco da fare, e che l'unica cosa è, quando senti dolore, di prendere degli antidolorifici.La delusione (e la rabbia) si appropria della tua persona.Per non saltargli direttamente al collo, guardi il medico e gli elenchi tutto quello che avevi cercato di dirgli durante la visita, mentre lui digitava sul computer: dalla terapia farmacologica in atto alla serie di problemi che avevi avuto, dall'inizio ad oggi.Il medico casca dalle nuvole.Non aveva ascoltato.Non c'era tempo e, forse, nemmeno bisogno, secondo la sua logica (e superbia).Una logica fatta di numeri, non di persone.Così ti ritrovi punto ed a capo.Con la certezza di una Sanità fatta non più per il paziente, ma solo per il cliente.E con un messaggio ben chiaro: ognun per se, Dio (o chi per lui) per tutti...
Il Valore della Salute
Inizio a pensarla come certi popoli antichi, che paragonano il Denaro al Demonio.Il Denaro corrompe.Lo tocco con mano, quotidianamente.Dove arriva lui, s'instaura subito una monarchia assoluta, dove l'unico valore che conta è il profitto, e per raggiungerlo si mette da parte tutto il resto.L'ultima conferma l'ho avuta recentemente.Nella Sanità.Da quando USL (Unità Sanitarie Locali) non ci son più, trasformate in ASL (Aziende Sanitarie Locali).Dove c'è azienda, ci deve essere un management che dirige ed indirizza.E dove c'è un management, di solito, si guardano più i bilanci che la qualità e l'efficacia del servizio svolto.Così, capita di dover fare una visita specialistica, od un esame diagnostico. E ti si aprono due scenari.Con la mutua, l'appuntamento te lo danno dopo quattro mesi.Privatamente (o semi-privatamente, con IntraMoenia), dopo quindici giorni.Pur con qualche sacrificio economico (una visita = 140 euro), scegli la via più veloce.Giunge il giorno fatidico.Entri in ospedale, ed aspetti.Le visite sono cadenzate ad intervalli di venti minuti.Arriva il tuo turno.Entri, ti siedi, ed il dottore, senza guardarti, inizia a digitare sul PC domandandoti Nomecognomedatadinascitaetasessoprofessione.Nel frattempo, cerchi di spiegarli il motivo per cui sei li ma, dall'altra parte, hai la sensazione (fondata) che non c'è nessuno che ti ascolta. Il medico continua la schedatura, e grugnisce ogni tanto, per darti un minimo di soddisfazione al monologo che stai esibendo.Finisce la schedatura.Il medico guarda l'orologio e t'invita a sederti sul lettino, iniziando a toccare, auscultare, palpare, verificare.Cinque minuti di indagine.Poi si rimette al proprio posto.Riprende a digitare sul PC.Alla domanda "dottore, quale pensa che sia la causa del mio malessere?", il medico si trincera dietro un silenzio.Dice che, per fare una diagnosi seria, servono dei supplementi di esami per avere un quadro più chiaro (i due kg di risultati degli esami pregressi, che ti eri portato dietro, evidentemente, non bastavano).Quindi, ordina un esame più approfondito.Sarà lui in persona a seguire tutta la procedura.Ti congeda, senza appello.Guardi l'orologio: son passati venti minuti esatti. Avanti un altro.Il giorno dell'esame, effettivamente, c'è anche il dottore.Che segue e analizza i dati, durante tutta la durata dell'indagine.Al termine, chiedi speranzoso lumi al luminare.Ma lui, sintetico e frettoloso come sempre, ti dice che c'è poco da fare, e che l'unica cosa è, quando senti dolore, di prendere degli antidolorifici.La delusione (e la rabbia) si appropria della tua persona.Per non saltargli direttamente al collo, guardi il medico e gli elenchi tutto quello che avevi cercato di dirgli durante la visita, mentre lui digitava sul computer: dalla terapia farmacologica in atto alla serie di problemi che avevi avuto, dall'inizio ad oggi.Il medico casca dalle nuvole.Non aveva ascoltato.Non c'era tempo e, forse, nemmeno bisogno, secondo la sua logica (e superbia).Una logica fatta di numeri, non di persone.Così ti ritrovi punto ed a capo.Con la certezza di una Sanità fatta non più per il paziente, ma solo per il cliente.E con un messaggio ben chiaro: ognun per se, Dio (o chi per lui) per tutti...