L'Illuminazione

Quando la guerra civile è una volontà politica


L’estrema sinistra romana sta gettando benzina sul fuoco. La pretesa di arrivare in corteo a Piazza Vescovio nonostante il saggio divieto della Questura ( divieto che sarebbe scattato analogamente se gruppi di estrema destra avessero chiesto di sfilare in corteo a Via dei Volsci); il sostegno di partiti che esprimono assessori nella giunta Veltroni come PRC, Comunisti Italiani e Verdi a questa richiesta con toni tutt’altro che pacifici; la violenta azione di questa mattina avallata dalle sconsiderate dichiarazioni di Touadì. Tutti elementi di un quadro che fa capire come ci sia in giro, da parte dell’estrema sinistra, la volontà di cercare lo scontro. Tutto il contrario di quello che servirebbe: alle violenze non si può rispondere con altra violenza. Tutti ci auguriamo che al più presto vengano identificati e arrestati gli aggressori di Villa Ada. Ma nel frattempo vanno respinti i processi sommari che qualcuno sta intentando, con metodi stalinisti, nei confronti di realtà associative di destra totalmente estranee ai fatti e alla cultura della violenza.E’ grave che Touadì abbia risposto a queste insinuazioni farneticando che “saranno monitorati gli spazi assegnati alle associazioni di destra”. E’ una risposta grave , perché rivela l’implicita convinzione che da tali spazi partirebbero azioni violente (almeno potenzialmente) per il semplice motivo che si tratta di associazioni vicine alla destra. Nessuno si deve più permettere, Tuoadì  compreso, di avallare questa equazione perversa tra destra e violenza. Pensi piuttosto a monitorare i tanti spazi assegnati alla sinistra estrema, dai quali la violenza parte per davvero, e non dimentichi che a Roma la destra politica ha pagato un tributo di sangue altissimo alla violenza dell’estrema sinistra. A cominciare dai fratelli Mattei (ai quali è dedicata una delle associazioni assegnatarie degli spazi che secondo Touadì andrebbero “monitorati”), o da Francesco Cecchin, caduto proprio in quella piazza Vescovio dove gli antifascisti militanti vorrebbero fare la loro provocazione. Comunicato stampaMarco Marsilio (Capogruppo AN al Comune di Roma)