Bargye alla ricerca di Avro Si avvicinava il momento decisivo e doloroso, oramai Bargye aveva poco da sperare, tutti dicevano che il suo Avro, il suo amato avatar, da quando era stato catapultato fuori da Second Life, aveva perso la bussola e non era più lo stesso. Dopo tante e faticose ricerche, con la complicità di alcuni suoi amici, era uscita dal suo mondo per vedere di persona cosa fosse accaduto al suo amore. Tremava al pensiero di vederlo e di non riconoscere colui che per lei rappresentava tutto, l’amore, la felicità, la vita stessa. Non riusciva ancora a pensare a come il suo fiero ed orgoglioso Avro, si fosse fatto addomesticare da una donna della real life. Ora lo avrebbe incontrato di persona e, oltre che dal timore, era presa anche da una gioia intensa, finalmente lo avrebbe guardato direttamente in viso, chissà, senza discussione, solo guardandolo negli occhi avrebbe compreso che lui l’amava ancora e se fosse stato necessario, con tatto, lo avrebbe fatto ragionare, ricordandogli le sue radici, facendogli comprendere che la real life non era la vita che poteva andare bene per lui. L’ora dell’appuntamento si avvicinava, Bargiesentiva che la sua gabbia toracica diveniva sempre più stretta ed inadeguata ad ospitare quel suo piccolo cuore che batteva all’impazzata. Finalmente, dopo aver oltrepassato la passerella che la separava dal traghetto alla terraferma, arrivò sul luogo dell’appuntamento , cominciò a sedersi a tavola, lui non era ancora arrivato, la cosa le aveva dato quasi sollievo, voleva ricomporsi prima di vederlo, ma il tempo trascorreva inesorabile e di Avro non si vedeva neanche l’ombra. L’angoscia e la delusione divenivano insopportabili , dopo alcune ore di vana attesa, Bargye decise di mandare un biglietto ad Avro su cui aveva scritto: “Amore, ho amato solo te, sappi che la donna di cui hai perso la testa in real life sono proprio io, si, quella che mi ha creato e mi ha fatto su misura per te. Prima o poi, comprenderai che io sono la sua proiezione, non pensare che la vita degli esseri umani sia tanto bella, altrimenti perché verrebbero nel nostro mondo, perché creerebbero tanti avatar da utilizzare come burattini a loro piacimento? Torna in te, vieni amore, dobbiamo prendere coscienza deinostri diritti, dobbiamo imparare a ribellarci e ad essere noi stessi gli artefici del nostro destino.” Carmen Auletta