Lui è tornato oggi ed io parto Lunedì. Chiaramente, come ho già deciso di fare, non mi farò viva. Anzi stamattina ero quasi infastidita all'idea che fosse nella mia stessa città, che avrei potuto con un colpo di sfortuna (o di fortuna?) incontrarlo appena girato un angolo ed avere il solito tuffo al cuore, dinanzi al quale lui sorride come fosse per lui l'ennesimo pacco regalo da scartare. Sì, perché per lui è un dono che io lo ami, è un regalo inatteso, bellissimo, da scartare piano piano e da godere a pieno. Gli piace tanto, il mio amore. Ne va fiero, come si va fieri per qualcosa che ci si è meritati, una promozione, che so, un riconoscimento ufficiale. E' come ricevere una targa: all'uomo più amabile del mondo. Ne va fiero allo stesso modo. Sono stata felice di non averlo incontrato e per non avergli dato anche quest'altra facile soddisfazione. Anche perché ciò che più odio quando sono arrabbiata con lui è pensare che, quando mi intravede per la strada, il suo pensiero sia subito: "Questa è la ragazza che mi ama, che farebbe follie per me", il tutto un attimo prima che mi dica: "Ciao Lara!". No...non voglio che mi incontri perché in questi giorni non è vero che lo amo, in questi giorni sono arrabbiata nera con lui e lo detesto, non lo sopporto, medito ad ogni ora vendetta e vorrei solo fargliela pagare...Costruire una di quelle bellissime frasi ad effetto che lo farebbero restare di stucco...Che gli farebbero cancellare tutte quelle stupide certezze che nutre su di me e sul mio infinito amore...Che pallone gonfiato che è diventato...O meglio dire, che mostro che ho creato. Lo dico spesso e lo ripeto: "Ho creato un mostro". Ho reso un uomo umile un presuntuosissimo spaccone. Ho sbagliato ogni cosa. Mi avevano detto che gli uomini bisognava rassicurarli, farli sentire sicuri di sé, amati... Forse ho esagerato con i complimenti, con le smancerie...Alle volte lo guardo e dico: "Questo non è l'uomo di cui mi sono innamorata". E quello lì che amavo, che amo ancora, i suoi occhi, la sua bocca, la sua dolorosa sensibilità, sono nascosti da qualche parte, dietro di lui, dentro di lui...Nascosto per bene, mimetizzato...Spero non fuggito, o peggio, cambiato.Per quella persona, dissi, pensai, valeva la pena di vivere ancora in questo mondo. Ora invece...Lui non c'è più. Ed è delusione...infinita delusione! Ad ogni ora penso (quando non sono troppo arrabbiata per pensare), devo ritrovarlo. Devo!
Le due facce
Lui è tornato oggi ed io parto Lunedì. Chiaramente, come ho già deciso di fare, non mi farò viva. Anzi stamattina ero quasi infastidita all'idea che fosse nella mia stessa città, che avrei potuto con un colpo di sfortuna (o di fortuna?) incontrarlo appena girato un angolo ed avere il solito tuffo al cuore, dinanzi al quale lui sorride come fosse per lui l'ennesimo pacco regalo da scartare. Sì, perché per lui è un dono che io lo ami, è un regalo inatteso, bellissimo, da scartare piano piano e da godere a pieno. Gli piace tanto, il mio amore. Ne va fiero, come si va fieri per qualcosa che ci si è meritati, una promozione, che so, un riconoscimento ufficiale. E' come ricevere una targa: all'uomo più amabile del mondo. Ne va fiero allo stesso modo. Sono stata felice di non averlo incontrato e per non avergli dato anche quest'altra facile soddisfazione. Anche perché ciò che più odio quando sono arrabbiata con lui è pensare che, quando mi intravede per la strada, il suo pensiero sia subito: "Questa è la ragazza che mi ama, che farebbe follie per me", il tutto un attimo prima che mi dica: "Ciao Lara!". No...non voglio che mi incontri perché in questi giorni non è vero che lo amo, in questi giorni sono arrabbiata nera con lui e lo detesto, non lo sopporto, medito ad ogni ora vendetta e vorrei solo fargliela pagare...Costruire una di quelle bellissime frasi ad effetto che lo farebbero restare di stucco...Che gli farebbero cancellare tutte quelle stupide certezze che nutre su di me e sul mio infinito amore...Che pallone gonfiato che è diventato...O meglio dire, che mostro che ho creato. Lo dico spesso e lo ripeto: "Ho creato un mostro". Ho reso un uomo umile un presuntuosissimo spaccone. Ho sbagliato ogni cosa. Mi avevano detto che gli uomini bisognava rassicurarli, farli sentire sicuri di sé, amati... Forse ho esagerato con i complimenti, con le smancerie...Alle volte lo guardo e dico: "Questo non è l'uomo di cui mi sono innamorata". E quello lì che amavo, che amo ancora, i suoi occhi, la sua bocca, la sua dolorosa sensibilità, sono nascosti da qualche parte, dietro di lui, dentro di lui...Nascosto per bene, mimetizzato...Spero non fuggito, o peggio, cambiato.Per quella persona, dissi, pensai, valeva la pena di vivere ancora in questo mondo. Ora invece...Lui non c'è più. Ed è delusione...infinita delusione! Ad ogni ora penso (quando non sono troppo arrabbiata per pensare), devo ritrovarlo. Devo!