ChioggiaTv

Basta un poco di zucchero...


....e l’umore va su! Capita a volte di trascorrere delle calde serate in solitaria con i propri pensieri più intimi, o magari in compagnia di un buon libro, o di un block notes bianco che attende emozioni blu; o di una gatta nera che, incurante dei 30 gradi esterni e della sua tempertura corporea (pari a quella di una borsa dell’acqua calda dimenticata sul fuoco), trova la sua felicità solo quando si sdraia sulla tua pancia. E’ in questi momenti che una vaschetta di gelato diventa il tuo migliore amico. 
 Non lesinate, va benissimo quella da un chilo. Gusti misti alla crema, ovviamente. Da assaggiare con generose cucchiaiate “tolleranti” che mescolano senza problemi i vari gusti, per una esperienza nuova e più intensa, in un melting pot culinario*.Se avete paura che, oltre all’umore, vada su anche l’ago della bilancia, mangiate solo mezza vaschetta e passate ai ghiaccioli che sono più salutari.. come no, ma non sono acqua allo stato solido?.....Chi di voi non ha mai provato a fare dei ghiaccioli artigianali con qualsiasi liquido commestibile (e non) trovato in casa? Io da piccola ero specializzata in ghiaccioli al sapone. Forse non saranno stati granchè da leccare, ma se aveste potute sentire che profumo emanavano... Alle volte uscivano anche delle cose più gradevoli, come il ghiacciolo al succo di limone o al succo di albicocca. Poi, crescendo, ho imparato che ognuno ha i propri talenti, ed il mio non era di certo fare ghiaccioli, bensì mangiarli. 
Oggi chi apre il mio congelatore pensa all’istante che io sia pazzamente innamorata di qualche gelataio... ve la ricordate no la storia della Signora Pina e il panettiere (Diego Abatantuono) in Fantozzi contro Tutti? Pazza e innamorata lo sono, ma del ghiacciolo ai sugoli, e anche di quello alla ricotta. Quelli che posso trovare solo da Sottozero. Pure di quello alla liquirizia, lo ammetto. Non ci può essere un unico amore nella vita, suvvia!Annamaria Di Giovanni mi spiega come nascono i ghiaccioli alla liquirizia, un procedimento artigianale che va avanti dal 1951, quando il nonno dava vita ai primi “blocchi” gustosi di ghiaccio, i primi di una lunga tradizione portata poi avanti con passione e creatività da Annamaria, il fratello Giovanni e la loro bellissima famiglia al completo. Panetti di liquirizia che arrivano dal Sud Italia e vengono sciolti in zucchero e acqua, con pazienza e amore, per due ore e mezza, per poi essere congelati singolarmente negli stampini, già uniti al loro stecchetto di legno. Una volta divenuti glaciali vengono staccati e confezionati uno a uno. 
 Se poi siete come me, eternamente indecisa come tutte le Bilance, provate i Cremini che sono una via di mezzo tra il gelato ed il ghiacciolo. Solo Annamaria, moderna strega del Nord-Est, ne conosce e custodisce la ricetta. 
 Ciocco-cocco, banana, after eight, sorbetto limone e arancia, fragola ricoperto di galak, nocciola ricoperto di pistacchi e noccioline. Solo a nominarli mi sento già più felice.  Il gelato non è un rimedio per combattere la solitudine. Perchè stare da soli non significa essere soli. Chissà perchè il trinomio donna, divano e gelato richiama subito l’immagine di una triste Bridget Jones che canta All By Myself aspettando l’amore della sua vita... 
 L’amore della nostra vita dobbiamo essere prima di tutto noi stessi. Perchè è solo quando noi ci vogliamo bene che siamo poi in grado di amare ed essere amati. Ed ecco che il gelato diventa non una medicina bensì un regalo che facciamo a chi amiamo. Noi.  Oscar Wilde diceva che nella vita si può “resistere a tutto, tranne che alle tentazioni”. La vita spesso è fatta di sacrifici, fatevi questi piccoli regali senza troppi pensieri, cedete senza troppi rimorsi. Forse però, nel caso del cremino ciocco-menta, un ri-morso ci sta tutto.Sara Ferrofoto di Elisa Boscolo  Un "caloroso saluto  glaciale" dallo staff ChioggiaTv e la Gelateria Sottozero!! 
 ps. Non azzardatevi a gettar via i bastoncini di legno dei cremini ... usateli con un po’ di immaginazione...non manca poi così tanto a Natale.....