Cinema & Co.

TI AMERO' SEMPRE


Rieccomi alle prese con uno scrittore, stavolta francese, che esordisce dietro la macchina da presa: Philippe Claudel. Un'opera che srotola i meccanismi affettivi di due donne in cui, inaspettatamente, ciò che ha il privilegio sono i silenzi. Sono i piccoli gesti, gli sguardi, i movimenti impercettibili delle labbra, il passo silenzioso, la pioggia, il fumo di una sigaretta. Dove la scelta è  quella di sottolineare i brevi tratti, di enfatizzare la sineddoche, di lasciare a lungo immaginare, senza spiegare troppo.  E finchè il film si muove su questo terreno si rivela vincente. Pura poesia visiva. Putroppo però non mantiene sempre queste premesse. Così la scrittura talvolta si gonfia di altro e il novello regista si limita a seguire la narrazione.  Per quanto mi riguarda, se avessi potuto scegliere,  non avrei svelato il mistero che conduce il film a un finale forse un po' affrettato. Non ce n'era bisogno. I tempi del cuore sono più lunghi dei tempi del cervello. Si sa. La storia avrebbe funzionato lo stesso. Senza spiegazioni.  Solo attraverso il volto e le scelte stilistiche dedicate soprattutto a Kristin Scott Thomas, una persona nel senso più bergmaniano del termine, qui in una  interpretazione eccellente (non di meno la deuteragonista Elsa Zylbersein, forse un personaggio troppo sognante e senza traccia di ombre). 
 E gli uomini? Qui fanno una pessima figura...vabbè...ma ormai ci siamo abituate!
 Voto 7-