Il Cinecaffettino

I vampiri di Praga (1935)


 Chi l'ha detto che per gustare un buon film dell'orrore serva necessariamente un profluvio di effetti speciali od un bagno di emoglobina? Il Cinecaffettino sicuramente no. Battute a parte, oggi la cinetazzina che può riscaldare una serata - anche quando la finestra di casa porta i segni dell'umidità e della bruma autunnale - andiamo a toglierla dagli scaffali cinematografici del XX secolo.Quel periodo che tanto ha dato per qualità e quantità in fatto di vampiri. I VAMPIRI DI PRAGA (Mark of the vampire, 1935), va detto senza ambagi, è un finto horror, meglio ancora sarebbe definirlo un giallo en travesti. Perché è sì vero che siamo al cospetto di un omicidio la cui vittima porta sul collo i segni di un'aggressione canina degna dei peggiori succhiasangue. Ma è altrettanto pacifico che la parte conclusiva ribalta le certezze di un percorso che, fino a quel momento, sembra marciare verso direzioni ben conosciute, soprattutto se in cabina di regia siede uno come Tod Browning (il suo Dracula del 1931 è storia del cinema con la lettera esse maiuscola). Quello che balza agli occhi è la maestria nel saper condurre una storia in precario equilibrio tra farsa e terrore, con attori talmente espressivi da costruire una situazione con il sol volgere del loro sguardo. Si aggiunga che l'ottima fotografia di James Wong Howe è in grado di regalare sequenze molto suggestive.Una per tutte quella della prima apparizione della coppia di vampiri, impersonati da Bela Lugosi (e chi sennò...) e Carol Borland, in un contesto che più orrorifico non potrebbe essere (tra pipistrelli, ragnatele, scale polverose...). Per gli amanti del genere vi è altresì la curiosità di scoprire che le creature della notte possono essere allontanate con il biancospino, con buona pace delle classiche corone d'aglio. La durata esigue (un'oretta) si confà alla bisogna e lo pseudo Van Helsing Lionel Barrymore (qui nella veste di professore in odor di occultismo), con la panoplia dei suoi atteggiamenti, merita di essere ammirato nel pieno della su attività. Va da sé che coloro che conservano un'idea di paura legata a colpi ad effetto, vocine malefiche od ancora a sangue sparso in ogni dove non troveranno pane per i loro denti (sic...). Ma chi ama il buon cinema dell'orrore, al contrario... Buona degustazione!