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CINEMA PARADISO

Blog di cinema, cultura e comunicazione

 

 

Diretta quarta serata festival di Sanremo (1a parte)

Post n°14897 pubblicato il 09 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

 

22.33: E’ il momento di Rose viola – Ghemon con Diodato e i Calibro 35

22.28: Break all’Ariston

22.27: Presenza quasi impalpabile del componente dei Club Dogo, ha cantato per non più di 30 secondi

22.25: Cambiata la base, giacca alla Michael Jackson di Guè Pequeno

22.24: GUE’ PEQUENO: E’ un rapper e produttore discografico italiano, membro del gruppo musicale hip hop Club Dogo. Si avvicina al rap intorno ai 17 anni con lo pseudonimo de Il Guercio e collabora con l’amico Jake La Furia e il compagno di classe Dargen D’Amico. I tre danno vita al collettivo le Sacre Scuole, il gruppo si scioglie nel 2002 dando vita, poi, ai Club Dogo che diventano uno dei nomi di riferimento più importanti per il rap italiano. Per molti sono l’anello di congiunzione tra la cosiddetta “vecchia scuola” del rap anni “90” e una nuova ondata di artisti che porteranno il genere a diventare davvero mainstream e di massa. Parallelamente Gue Pequeno sperimenta la carriera solista e apre l’etichetta discografica Tanta Roba insieme a DJ Harsh con cui produce gli album di artisti ai tempi emergenti ma che poi diventeranno più che affermati (alcuni nomi: Fedez, Emis Killa, Salmo, Gemitaiz e altri). Dal 2013 collabora con N.T.T.L. Group alla linea di abbigliamento Zen. Nel 2016 è tra i giudici della terza edizione del programma televisivo TOP DJ.
Durante la sua carriera Gue Pequeno ha pubblicato sette album con i Club Dogo (“Mi fist”, “Penna”, “Vile denaro”, “Dogocrazia”, “Che bello essere noi”, “Noi siamo il club” e “Non siamo più quelli di Mi fist”) e quattro album solisti (“l ragazzo d’oro”, “Bravo ragazzo”, “Vero”, “Gentleman”) Nel 2016 ha anche dato vita al progetto “Santeria”, un album congiunto pubblicato insieme al rapper Maracash e cui è seguito anche il disco dal vivo “Santeria Live”.

22.22: E’ il momento di Soldi – Mahmood con Guè Pequeno

22.21: Il pezzo di Arisa è trascinante. Sembra un musical… Le evoluzioni dei Kataklo hanno impreziosito la performance, anche se il palco forse era un po’ troppo pieno

22.20: Grande voce di Tony Hadley che canta in italiano!

22.19: Bella la coreografia dei Kataklo alle spalle di Arisa

22.18: TONY HADLEY: La band degli Spandau Ballet, formatasi nel 1979, si sciolse dopo dieci anni esatti, e dopo la pubblicazione dell’ultimo album di studio, intitolato Heart Like a Sky, che non riuscì a ottenere lo stesso successo commerciale e di critica degli album precedenti, soprattutto True del 1983 (la cui title track, True, rappresenta l’unica N° 1 britannica del gruppo) e Parade del 1984 (da cui è tratto il loro ultimo successo USA, Only When You Leave, brano d’apertura e primo singolo estratto dall’LP). Heart Like a Sky non uscì nemmeno negli Stati Uniti, dove la band, per un periodo abbastanza lungo, si divise praticamente il pubblico con i rivali pop rock Duran Duran. Nell’aprile del 1999, Tony Hadley, con due ex compagni della band, il sassofonista e percussionista Steve Norman e il batterista John Keeble, fecero causa al chitarrista Gary Kemp, principale autore dei brani del gruppo, per una più equa divisione delle royalties, senza però spuntarla (in séguito, nonostante l’esito negativo dell’azione legale intentata, Steve Norman è tornato in buoni rapporti sia con Gary che con suo fratello, Martin Kemp, bassista del quintetto, rendendo meno difficile un’eventuale futura reunion)[3]
Dopo lo scioglimento degli Spandau Ballet nel 1989, Tony continuò la carriera musicale come solista, ottenendo però molto meno successo. In passato e più di recente, Tony Hadley ha anche collaborato con diversi artisti e gruppi musicali della scena dance e di altri generi, nonché DJ come Tin Tin Out, Eddie Lock, Marc et Claude, Regi Penxten (dei Milk Inc.) e i Disco Bros., suonando con musicisti quali Alice Cooper, Paul Young, Jon Anderson e Brian May. Nel 1999 Alan Parsons lo sceglie per cantare il brano Out of the Blue nell’album The Time Machine. Dopo lo scioglimento degli Spandau Ballet, per il suo primo lavoro solista del 1992, Hadley aveva ricreato un quintetto base simile a quello del gruppo, portandosi dietro i due membri più fedeli della vecchia band, il batterista ufficiale John Keeble e il tastierista e programmatore Toby Chapman, turnista fisso in quasi tutti gli album e i concerti live degli Spandau Ballet. L’attuale formazione della band che accompagna Tony Hadley, oltre a lui e a John Keeble, sempre rispettivamente alle voci e alla batteria, comprende invece: Phil Taylor alle tastiere, Phil Williams al basso, Richie Barrett alla chitarra ed Angie Grant ai cori.
Il 25 marzo 2009 gli Spandau Ballet dopo 20 anni dal loro scioglimento si sono riformati, e in uscita il 19 ottobre il loro primo album dopo 20 anni intitolato Once More dove gli Spandau Ballet ripropogono i loro più grandi successi rivisitati in chiave contemporanea con l’aggiunta di due nuove canzoni. Il 3 luglio 2017 dopo 8 anni dalla reunion, si separa definitivamente dal gruppo. Nel gennaio 2011 canta assieme al rapper italiano Caparezza per la realizzazione del singolo Goodbye Malinconia, anteprima del disco Il sogno eretico.

22.17: Bisio e Anna Foglietta presentano Mi sento bene – Arisa con Tony Hadley e i Kataklò

22.16: Si chiude un intermezzo che non ha esaltato

22.14: Virginia Raffaele litiga con la chitarra. Uno sketch che ricordiamo nel 1974 fatto da Mario e Pippo Santonastaso… Non particolarmente originale

22.12: Virginia Raffaele e Claudio Baglioni con due chitarre. Dicono di voler eseguire “Giochi proibiti”. Gag in arrivo

22.09: Break all’Ariston

22.08: Anche Il Volo ha giovato della collaborazione con Quarta. Stiamo notando che la qualità anche delle performance si è elevata

22.07: Che performance di Alessandro Quarta con il violino. Che energia sul palco dell’Ariston. Prevediamo una standing ovation

22.06: Assolo clamoroso di violino in apertura di pezzo!

22.05: ALESSANDRO QUARTA: E’ un attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano. Rilevante la sua attività di doppiatore nei cartoni animati: è il doppiatore ufficiale del personaggio Disney Topolino dal 1995 in poi, personaggio per cui ha ricevuto il prestigioso riconoscimento “Premio Speciale Mickey 90 – Voce Ufficiale di Topolino” da Walt Disney Company in occasione del 90° anniversario di Topolino [2], e il premio “Voce d’O” Miglior Voce Cartoon 2018 [3] [4]. Attualmente sue sono le voci di Miss Piggy nei Muppet (in seguito alla scomparsa di Roberto Del Giudice) e di Chris McLean nel franchise canadese di A tutto reality.
Al cinema è noto per aver dato la voce a Casey Affleck, Ethan Hawke, Jeremy Renner, Paul Rudd, Ed Helms, Mark Wahlberg, Peter Sarsgaard. In TV è noto per il doppiaggio di Pedro Alonso in La casa di carta per cui ha vinto il premio Anello d’Oro come Miglior voce maschile 2018 categoria TV al Festival del doppiaggio Voci nell’Ombra[5], Michael Weatherly in NCIS – Unità anticrimine e Bull, e di Zach Braff in Scrubs – Medici ai primi ferri.
Specializzatosi in repertori medioevali, frequentando corsi e seminari di paleografia e filologia musicale a Cremona presso l’Università degli studi di Pavia, collabora per 15 anni con l’Ensemble Micrologus, gruppo di musica medioevale, con il quale ha svolto attività concertistica in Italia e all’estero. Collabora anche con Giovanna Marini, realizzando concerti, incisioni discografiche e spettacoli teatrali, e dirige nel corso degli anni diversi gruppi vocali, come Vox Canora, Non-netto, Musica In Canto. Nel 2006 fonda Quarta Dimensione, vocal group per il quale scrive composizioni originali e rielaborazioni musicali (a cappella e strumentali) e con cui si esibisce in concerti e spettacoli teatrali, incide due dischi e l’arrangiamento del brano Brennero ‘66 nel disco Voci per Valerio dei Pooh inserito nel cofanetto Pooh Box.[1]

22.05: Si prosegue con Musica che resta – Il Volo con Alessandro Quarta

22.04: Interviene la giuria d’onore a spezzare il ritmo incalzante della musica

22.03: Meraviglioso l’assolo di tromba nel finale di Roy Paci

22.00: Ancora una volta il duetto funziona! Ruggeri e Pau se la giocano alla grande e danno grande energia ad un pezzo che era apparso un po’ smorto nelle prime due interpretazioni

21.59: L’introduzione di Roy Paci con la tromba dà più vervem piace il colletto rosso di Pau, il cantante dei Negrita

21.58: ENRICO RUGGERI: Leader del gruppo dei Decibel, nel 1979 pubblica l’album “Vivo da Re”. L’anno successivo Ruggeri trascina i Decibel sul palco del Festival di Sanremo con il brano “Contessa”: il successo è notevole.
nell’agosto del 1980 registra il suo primo album da solista “Champagne Molotov”. Comincia ad affermarsi anche come autore con “Tenax” interpretata da Diana Est e incide i successivi dischi: “Polvere” è del 1983. Scrive “Il mare d’inverno”, che conoscerà un grande successo con Loredana Berté.
Torna a Sanremo nella categoria “big” nel 1984 con “Nuovo swing”. Nel 1985 esce l’album “Tutto scorre” e Ruggeri partecipa all’annuale rassegna della canzone d’autore, il prestigioso Premio Tenco. L’anno successivo vince il premio della critica al Festival di Sanremo, con “Rien ne va plus”. L’edizione di Sanremo 1987 vede vittoriosa una delle più belle canzoni italiane di sempre: “Si può dare di più” firmata e interpretata dal trio Enrico Ruggeri, Gianni Morandi e Umberto Tozzi. Nella stessa edizione il premio della critica viene assegnato a “Quello che le donne non dicono”, scritta da Ruggeri e interpretata da Fiorella Mannoia.
Nel 1993 Enrico Ruggeri compie l’impresa e vince per la seconda volta il Festival di Sanremo con “Mistero”. Nel 1996 Enrico Ruggeri festeggia i 3 milioni di dischi venduti in carriera: partecipa al festival di Sanremo con “L’amore è un attimo”.
Dopo il doppio live “La Vie En Rouge” (2001) partecipa a San Remo 2003 in coppia con Andrea Mirò, presentando il brano “Nessuno tocchi Caino”. Partecipa al Festival di Sanremo 2010 con il brano “La notte delle fate”, a cui segue un nuovo album dal titolo “La ruota”. Nel 2017 pubblica la sua autobiografia dal titolo “Sono stato più cattivo”. Torna ancora a Sanremo nel 2018, questa volta con il suo gruppo storico, i Decibel, presentando il brano “Lettera dal duca”.
ROY PACI: Rosario Paci, meglio conosciuto come Roy Paci, nasce ad Augusta, in provincia di Siracusa, in Sicilia, il 16 settembre del 1969. Trombettista, compositore e arrangiatore italiano, apprezzato soprattutto per le sue sonorità latin-jazz e per aver dato vita con la formazione degli Aretuska ad una delle contaminazioni musicali più vive e seguite non solo a livello nazionale.
Il 1990 è l’anno della svolta. Poco più che ventenne Roy si trasferisce in Sud America, alla ricerca di una maturità e di una crescita musicale e compositiva che si rivelerà importantissima.
Nel 1999, Roy Paci incontra Manu Chao, che lo vuole per il suo fortunatissimo “Proxima Estacion? Esperanza”. Il trombettista siciliano lo accompagna nel trionfale tour mondiale di Radio Bemba, per poi suonare anche con un’altra formazione spagnola, quella dei Macaco, capitanati da Dani El Mono Loco. Con loro, arriva l’album “Rumbo Submarino”.
Il 2000 però, è un altro anno di svolta, perché il musicista di Augusta, dà vita al suo progetto più amato, quello che ha portato il suo nome in giro per il mondo, a rappresentare lo ska e il latin jazz italiano. Nascono i “Roy Paci & Aretuska”: formazione di giovani talenti siciliani, diretta dal bravo e ormai esperto trombettista.
Il 2003 è l’anno di “Tuttapposto”, secondo disco firmato “Roy Paci & Aretuska”. Con loro, come special guest, ci sono anche Tony Scott e Chicco Montefiori. Con la sua band, Roy Paci suona in tutta Europa. Sempre nel 2003, Leonardo Pieraccioni vuole una colonna sonora speciale per il suo film “Il paradiso all’improvviso” e Paci e gli Aretuska realizzano per lui una versione speciale del brano “Besame mucho”. Intanto, prendono parte al FestivalBar e Roy si aggiudica il “Premio Carosone”.
Nel giugno del 2007, dopo tre album, Roy Paci & Aretuska realizzano “Suonoglobal”. Il disco contiene alcuni duetti importanti, come quelli che Roy realizza con Manu Chao e con Pau dei Negrita. Nell’album, suona anche con Caparezza e i Sud Sound System. Il singolo trainante è “Toda Joia Toda Beleza”, che diventa la colonna sonora dell’estate.

21.56: Bisio e la Raffaele sul palco. Nuovo concorrente sul palco: I ragazzi stanno bene – Negrita con Enrico Ruggeri e Roy Paci

21.53: La serata è iniziata bella sostenuta. Bene tutti i duetti, sarà perchè inizia ad essere il terzo ascolto e i pezzi iniziano ad entrare in testa

21.52: Break all’Ariston

21.50: Virginia Raffaele imita Patty Pravo di fronte a Patty Pravo! Che coraggio!

21.47: Suggestiva l’interpretazione di Caccamo. L’inserimento del piano funziona. Anche questo pezzo, il quarto sul quattro, rende di più conm la collaborazione esterna

21.46: Caccamo è al piano e sta duettando con Patty Pravo

21.45: GIOVANNI CACCAMO: Siciliano di Modica, è stato scoperto da Franco Battiato. Ha vinto nella sezione Nuove proposte il Festival di Sanremo 2015 con il brano Ritornerò da te, scritto da lui stesso, ed è giunto al terzo posto al Festival di Sanremo 2016 nella categoria Big con il brano Via da qui, cantato insieme a Deborah Iurato. Nel 2018 ha preso parte alla 68ª edizione del Festival di Sanremo con il brano Eterno, classificandosi decimo.

21.44: Riparte la gara! è il momento di Un po’ come la vita – Patty Pravo con Briga con Giovanni Caccamo

21.42: Il tormentone qua è la mancanza degli ospiti internazionali. Chiara Sani chiede a chi è collegato di esprimere un parere su quale ospite internazionale avrebbe voluto a Sanremo

21.41: E’ Baglioni ad attaccare “Dio è morto”…

21.40: Il pubblico non  smette più di urlare “Liga, Liga”

21.38: Sale Baglioni sul palco dell’Ariston. Tutto è pronto per il duetto annunciato con “Dio è morto” di Guccini

21.37: Pubblico dell’Ariston in piedi! Ovazione per Ligabue, con tanto di coro del pubblico

21.36: Si nota un tono di arancio nel trucco di presentatori e ospiti. Oggi le truccatrici si sono scatenate!

21.35: Ligabue mette a posto tutti anche qua. Stanno cantando tutti!

21.34: E adesso si fa sul serio. Ligabue attacca “Urlando contro il cielo”. A breve l’Ariston si trasformerà in una bolgia

21.32: Prosegue la gag, lunghissima, con Ligabue che riesce ed entra con We will rock you dei Queen vestito da re

21.30: Bisio ripresenta Ligabue che rientra con la base di Back in black degli AC/DC. Ligabue ha al collo una chitarra enorme!

21.28: Tra poco Bisio presenterà Claudio Baglioni, al momento fa la presentazione di Ligabue con la base di Balliamo sul mondo

21.27: C’è Bisio sul palco dell’Ariston. Applauso fragoroso per Ligabue

21.25: Giacca striata per Ligabue, a sfondo nero

21.23: Ligabue irrompe sul Festival. Senza presentazioni! Sta cantando il suo ultimo pezzo “Luci d’America”

21.22: Chiara Sani si sta chiedendo ripetutamente perchè non c’è un ospite internazionale a Sanremo. In effetti i suoi dubbi sono condivisibili

21.20: Applausi dell’Ariston per Noemi e Irama che potrebbe essere il trampolino di lancio per uno dei grandi favoriti del Festival

21.18: I duetti funzionano: anche Noemi riesce a migliorare il pezzo di Irama che resta in testa. Non è sicuramemnte un capolavoro ma dal punto di vista musicale la seconda parte è trascinante

21.17: NOEMI: E’ diventata famosa nel 2009 in seguito alla partecipazione alla seconda edizione di X Factor, nella quale, pur non vincendo, risultò la cantante di maggior successo, firmando successivamente un contratto con l’etichetta discografica Sony Music.
Ha partecipato a cinque Festival di Sanremo, rispettivamente nel 2010 con Per tutta la vita, vincitore di un Sanremo Hit Award, nel 2012 con Sono solo parole, classificatosi al terzo posto, nel 2014 con Un uomo è un albero e Bagnati dal sole che le hanno fruttato un Telegatto di Sanremo Social, nel 2016 ottenendo una Targa PMI per aver presentato il brano La borsa di una donna ed arrivando finalista nella gara delle cover con Dedicato e nel 2018 con il brano Non smettere mai di cercarmi. Nel 2012 è stata scelta dalla Walt Disney per comporre la colonna sonora italiana del film d’animazione Ribelle – The Brave con i brani Il cielo toccherò e Tra vento ed aria. La sua particolare timbrica vocale è stata anche oggetto di lusinghiere considerazioni da parte di alcuni psicologi di università inglesi e canadesi.[2]
Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, inclusi cinque Wind Music Awards ed un Premio TV – Premio regia televisiva oltre a varie nomination ai World Music Awards, ai TRL Awards, all’OGAE e una al Nastro d’argento.

21.16: Ora La ragazza con il cuore di latta – Irama con Noemi

21.15: Grande finale con ritmo incalzante e il duetto funziona! Applausi!

21.14: Sound molto folk-country per Motta, con Nada che riesce ad impreziosire un pezzo che ad ogni ascolto migliore

21.13: NADA: a soli quindici anni debutta al Festival di Sanremo 1969 con Ma che freddo fa (in abbinamento con i Rokes), singolo inciso per la RCA Talent che la spinge al primo posto in hit-parade per cinque settimane regalandole un’enorme e improvvisa popolarità in Italia, Spagna, Giappone e altri paesi; viene soprannominata Il pulcino del Gabbro per la sua giovanissima età.
Nel 1970 canta Pa’, diglielo a ma’ in abbinamento con Ron sempre a Sanremo, mentre nel 1971 vince con Il cuore è uno zingaro in abbinamento con Nicola Di Bari, per poi classificarsi terza nel ’72 con Re di denari. In quella edizione vinse di nuovo Di Bari con I giorni dell’arcobaleno. I due tirarono a sorte, con una moneta da 100 lire, su chi dovesse partecipare all’Eurovision Song Contest: la fortuna le girò le spalle e vi andò il suo collega.
Nel 1983 passa alla EMI ed esce l’album Smalto, trainato dalla celeberrima Amore disperato, che diventa immediatamente uno dei tormentoni dell’anno, nonché uno dei brani italiani simbolo degli anni ottanta. Torna al Festival di Sanremo nel 1987 con Bolero ed è ultima classificata.
Nel 1999 presenta al Festival di Sanremo il brano Guardami negli occhi, da lei scritto e composto, ottenendo una certa visibilità e riscuotendo anche l’attenzione di Adriano Celentano che la vuole per il duetto Il figlio del dolore, uscito nel 2000 all’interno del disco Esco di rado e parlo ancora meno di Adriano Celentano. Nel 2007 partecipa nuovamente al Festival di Sanremo con il brano Luna in piena

21.12: E’ il momento di Dov’è l’Italia – Motta con Nada.

21.10: Nel finale Cristina D’Avena mette da parte l’emozione e riesce a chiudere in bellezza anche se la sua voce non può non ricordare una delle tante sigle che ha cantato in carriera

21.09: Apprezzabile, secondo Raffaele Montanari, il nuovo arrangiamento del pezzo che lo rende più rock

21.08: In rosso Shade, In corto Federica Carta, con il cappello Cristina D’Avena che però non è particolarmente precisa con la voce

21.07: CRISTINA D’AVENA: Vera e propria star delle sigle per bambini. E’ stata a cavallo degli anni ottanta e novanta la assoluta protagonista del panorama delel sigle dei cartoni animati e ora è una vera icona per tutti quelli che hanno dai 40 ai 50 anni, che conservano i ricordi delle musiche che accompagnavano le serie preferite della loro infanzia. Il 23 novembre 2018 esce il suo ultimo album Duets Forever – Tutti cantano Cristina, contenente altri 16 duetti con altrettanti big della musica italiana. Le sue pubblicazioni sono suddivise in 86 album ufficiali su etichetta Five Record, poi RTI Music, di cui 22 della collana Fivelandia; 21 dal titolo I tuoi amici in tv; 12 album monografici dedicati alle serie animate, dei quali 8 su 33 giri e 4 su CD; 8 album monografici dedicati ai telefilm della serie Licia e Cristina; altri 13 album e 28 ristampe e 2 con Warner Music.
Sono stati pubblicati 12 Greatest Hits, di cui 6 solo in musicassetta e 5 promossi direttamente dall’artista; 84 singoli, di cui 74 in vinile, suddivisi a loro volta in 70 ufficiali, 3 promozionali ed uno per il mercato francese e 10 singoli digitali. La cantante è comparsa in 123 compilation, di cui 16 per altre etichette e 6 per il mercato francese; pubblicazioni discografiche che, ad oggi, hanno venduto oltre 7 milioni di copie.

21.07: E’ il momento di Senza farlo apposta – Federica Carta  e Shade con Cristina D’Avena

21.05; Bisio e la Raffaele presentano il regolamento del televoto

21.03: Vi racconteremo qui, all’inizio del pezzo, chi sono i protagonisti dei duetti. Ci sono ex vincitori di Sanremo, cantanti di altissimo livello, attori, doppiatori e grandi protagonisti dello spettacolo

21.00: Bisio e Virginia Raffaele spiegano il regolamento, introducendo la giuria d’onore che sarà composta da Mauro Pagani (presidente di giuria), Fernando Ozpetek, Camila Raznovich, Claudia Pandolfi, Elena Sofia Ricci, Beppe Severgnini, Serena Dandini e Joe Bastianich. Saranno loro ad assegnare il premio al miglior duetto

20.58: Saranno 56 gli artisti sul palco dell’Ariston. Presentati Raffaele e Bisio. Per lei abito nero a sirena con profondo spacco laterale con una manica argentata che riprende l’argentato di Baglioni. Bisio elegante con giacca di velluto bordeaux

20.55: L’applauso del pubblico per Claudio Baglioni che saluta e presenta la quarta serata

20.52: Bella la coreografia sul palco dell’Ariston con i ballerini che seguono in tournèe il cantante romano

20.49: Inizia la quarta serata del Festival e Claudio Baglioni in lurex attacco con “Acqua dalla luna”

20.47: Dopo tre serate gli unici ad essere entrati sempre nella zona blù sono Cristicchi, Silvestri, Irama, Ultimo e Loredana Bertè

20.45: Grande attesa all’Ariston per l’unico ospite musicale di questa sera, Ligabue

20.40: Iniziato il pre-festival

20.37: Con noi questa sera il titolare della etichetta discografica PMS Studio Raffaele Sani, l’attrice e conduttrice Chiara Sani, l’esperto di musica Marcello Romeo, Margherita Ventura e Claudio Bolognesi

20.35: Ecco il regolamento della quarta serata.

Interpretazione-esecuzione di tutte le 24 canzoni in gara degli Artisti, eventualmente con diverso arrangiamento musicale, ognuno insieme ad un Artista Ospite.
VOTAZIONE MISTA: TELEVOTO + SALA STAMPA + GIURIA D’ONORE (CON PESO 50%, 30%, 20%).
Televoto con Sessione Unica in cui sarà possibile votare tutti i 24 Artisti in gara che si esibiranno
durante la Serata.
Giuria della Sala Stampa: ciascun giornalista esprime 4 preferenze singole, ossia da attribuire a 4
Artisti differenti.
Giuria d’Onore: Ciascun giurato avrà a disposizione 24 preferenze e:
– avrà l’obbligo di attribuire tutte le 24 preferenze;
– avrà la possibilità di distribuire le preferenze tra un minimo di 10 ed un massimo di 16 Artisti.
Il risultato del Televoto sarà trasformato in percentuale e sommato al voto percentualizzato della
Giuria della Sala Stampa e della Giuria d’Onore: i tre distinti risultati avranno rispettivamente peso
per il 50%, 30%, 20%.
La media tra le percentuali di voto ottenute in Serata ed il consolidato ottenuto nelle Serate
precedenti determinerà una classifica delle 24 canzoni/Artisti.
In caso di ex-aequo, dopo 4 cifre decimali, si farà riferimento alla graduatoria risultante dalla
votazione del Televoto e, in caso di ulteriore persistenza di ex-aequo, alla graduatoria risultante dalla
votazione della Giuria d’Onore.
Rai-Direzione Rai Uno si riserva la facoltà di assegnare un premio speciale all’interpretazioneesecuzione con artista Ospite designata dalla Giuria d’Onore con separata votazione.

20.30: Molto interessanti alcuni binomi di questa serata. L’ospite più atteso tra coloro che faranno i duetti probabilmente è Tony Hadley, leader storico degli Spandau Ballet, in coppia con Arisa

 
 
 

Il professore cambia scuola

Post n°14896 pubblicato il 08 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 
Tag: trailer

 
 
 

Programma della quarta serata

Post n°14895 pubblicato il 08 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

Nella quarta serata sono in programma i duetti con tutti i 24 partecipanti che si susseguiranno sul palco. Questi i duetti in ordine di uscita sul palco: Senza farlo apposta – Federica Carta  e Shade con Cristina D’Avena. Dov’è l’Italia – Motta con Nada. La ragazza con il cuore di latta – Irama con Noemi. Un po’ come la vita – Patty Pravo con Briga con Giovanni Caccamo. I ragazzi stanno bene – Negrita con Enrico Ruggeri e Roy Paci. Musica che resta – Il Volo con Alessandro Quarta. Mi sento bene – Arisa con Tony Hadley e i Kataklò. Soldi – Mahmood con Guè Pequeno. Rose viola – Ghemon con Diodato e i Calibro 35. Aspetto che torni – Francesco Renga con Bungaro ed Eleonora Abbagnato. I tuoi particolari – Ultimo con Fabrizio Moro. Mi farò trovare pronto – Nek con Neri Marcorè. Per un milione – BoomDaBash con Rocco Hunt. L’amore è una dittatura – The Zen Circus con Brunori Sas. L’ultimo ostacolo – Paola Turci con Giuseppe Fiorello. Le nostre anime di notte – Anna Tatangelo con Syria. Solo una canzone – Ex-Otago con Jack Savoretti. Nonno Hollywood – Enrico Nigiotti con Paolo Jannacci. Cosa ti aspetti da me – Loredana Bertè con Irene Grandi. Argento vivo – Daniele Silvestri con Manuel Agnelli. Parole nuove – Einar con Biondo. Abbi cura di me – Simone Cristicchi con Ermal Meta. Un’altra luce – Nino D’Angelo e Livio Cori con I Sottotono. Rolls Royce – Achille Lauro con Morgan. 

 
 
 

Terze serata festival (terza parte)

Post n°14894 pubblicato il 08 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

0.51: Si è chiusa un po’ in anticipo rispetto ai primi due giorni la terza serata del Festival di Sanremo. Bella serata, la migliore di quelle viste finorta. Appuntamento a domani alle 20.30 per il live della quarta e penultima giornata con i duetti 0.50: Ricordiamo che questi sono i voti relativi alla sala stampa che valgono per il 30%. Nell’area blù ci sono Cristicchi, Ultimo, Irama e Mahmood. Nell’area gialla Nigiotti, Motta, Renga, Zen Circus. Nell’area rossa ci sono Patty Pravo e Briga, Tatangelo, Nino D’Angelo e Livio Cori e Boomdabash 0.49: Irama nel blù, Zen Circus giallo, Boomdabash rosso, Ultimo blù, Patty Pravo rosso e Renga giallo 0.48: Nigiotti nell’area gialla, Tatangelo nella rossa, Cristicchi nella blù, Motta nel giallo, Mahmood nel blù, Nino D’Angelo nel rosso 0.47: Ci sono i tre presentatori sul palco, collegamento con il DopoFestival. Siamo in attesa di sapere la classifica parziale della serata 0.45: Tra pochi minuti sapremo la classifica parziale di questa sera 0.40: Chiuso il televoto 0.39: Sul palco del Festival ci sono i protagonisti del Pre Festival 0.37: Applausi a fiume anche per Claudio Baglioni che ha regalato l’ennesima emozione di una serata musicale strepitosa 0.34: E’ Baglioni, chitarra a tracolla, a cantare “E tu”. Magia… 0.31: Rocco Papaleo chiede di poter cantare “E tu” con Baglioni per riscattare un rifiuto femminile 0.29: C’è Rocco Papaleo sul palco assieme a Baglioni 0.28: Baglioni è sul palco con la chitarra in mano 0.26: Il break si sta prolungando. Tra poco arriverà la classifica della serata. 0.21: Accorata la presentazione della fiction in onda martedì su Raiumo da parte di Serena Rossi, una delle rivelazioni del Festival 0.19: Sorprendente l’interpretazione di Serena Rossi. La ritroveremo a Sanremo il prossimo anno? A livello delle migliori cantanti italiane. Serena Rossi piange, il pubblico è in delirio 0.15: Quella di oggi è la serata migliore tra le prime tre. Anche Serena Rossi sfodera una perfomance indimenticabile, valorizzando al massimo uno dei pezzi più importanti del repertorio di Mimì. Stasera livello altissimo 0.14: Sul palco Serena Rossi, che interpreta Mia MArtini nella fiction che andrà in onda martedì. Canta “Almeno tu nell’universo” 0.13: E’ il momento del ricordo di Mia Martini. Virginia Raffaele legge il testo di Oltre La Collina, scritta da Baglioni per Mimì. Baglioni è al piano 0.12: Rovazzi chiude salutando il padre che non c’è più. La sua presenza leggera. Performance da applausi del giovane cantante/presentatore 0.10: Baglioni sale sul palco e canta “Canto quello che voglio” e la chiusura, al posto di Al Bano, spetta a Fausto Leali 0.08: Rovazzi parte con “Faccio quello che voglio” 0.07: Fausto Leali impersonifica Cavallo Pazzo gridando “Il Festival è truccato, lo vince Fausto Leali!” Viene portato via a braccia… 0.06: Rovazzi recita con il violino in sottofondo. “Mi fa volare…” 0.04: Bella la gag con il maestro dell’orchestra che nega la possibilità di un altro pezzo a Rovazzi, lasciando il palco 0.02: E’ “Andiamo a comandare”, in versione remix, con effetti da discoteca. Pubblico in piedi che batte le mani 0.01: Rovazzi canta un pezzo costruito per il Festival di Sanremo 23.57: Riparte il Festival con Rovazzi sul palco. Giacca bianca per lui e gag di apertura con Bisio 23.54: Bfreak all’Ariston. Si è chiusa la gara. Ora inizia la lunga attesa per i risultati 23.48: Ora il riepilogo delle canzoni in gara 23.46: Livio Cori assomiglia un po’ a Liberato. La canzone non decolla. Un lungo dialogo tra i due… ,a senza costrutto… 23.45: LIVIO CORI E NINO D’ANGELO “UN’ALTRA LUCE” FASCIA ROSSA La canzone è un duetto in tutto e per tutto e vede dialogare un ragazzo con un uomo più adulto di lui. Uno guarda al più adulto come un esempio, l’altro guarda al più giovane con l’affetto di uno “zio”. 23.44: Tocca a Nino D’Angelo e Livio Cori. Ecco il testo: Nino D’Angelo e Livio Cori Un’altra luce di N. D’Angelo – L. Cori – F. Fogliano – M. Dagani M. M. G. Fracchiolla – L. Cori Je te veco accussì Luce nel tuo sorriso Anche quando c’è il vento contro Quando il buio si fa profondo Je te veco accussì E sembra che il paradiso Si nasconda anche in questo mondo Dove un giorno dura un secondo Curre ‘ngopp a nu filo senza mai cade’ Si ‘a rint tien a guerra nun o faje vedè Pare ca l’abitudine nun fa pe te Quando dici sti cose tu assumiglie a me Tu assumiglie a me Tu assomigli a me Tu assomigli a me Mai nessuno ha mai capito come Scaldarmi quanto il sole Ma tu sicuro sai illuminarmi dove L’ombra raffredda il cuore Famme vedè (famme vedè) addo arriva sta luce famme vedè (famme vedè) Famme vedè (famme vedé) addo arriva sta luce famme vedè Famme vedè Te posso da ogni luce ca nun tieni Na luna ngopp o mare ca t’accumpagna a sera Te posso da cient’ uocchie che t’appicciano ‘a vita Quanno nun ce crire Quanno nun ce crire Je te veco accussì Quella faccia pulita Si è sporcata coi graffi del tempo che fugge Che colpisce ma non ci distrugge Je te veco accussì Mentre passa una vita E io non me ne accorgo perché mi ha distratto Quell’idea di non essere adatto ‘E vote na parola ca nun vuo sentì È a chiave e na raggione ca nun saie capì E vote na parola te po fa vedè O bello ca nun vide ma sta attuorno a te Attorno a te Attorno a te Mai nisciuno (mai nessuno) te po arrubà nu suonno Si tu nun ‘o raccunte Stai sicuro (stai sicuro) Ca si rispiette l’onne o’ mare nun t’affonna Famme vedè (famme vedè) addo arriva sta luce famme vedè (famme vedè) Famme vedè (famme vedè) addo arriva sta luce famme vedè Famme vedè (famme vedè) addo arriva sta luce famme vedè (famme vedè) Famme vedè (famme vedè) addo arriva sta luce famme vedè Te posso da ogni luce ca nun tieni (ca nun tieni) Na luna ngopp o mare ca t’accumpagna a sera Pe te fa ascì a stu scur ca te ten prigiuniero Te posso da cient’ uocchie che t’appicciano ‘a vita Ma sarà sempe scuro si nun ce crire si nun ce crire Si nun ce crire 23.43: Applausi per Paolo Cevoli che ha tenuto un ritmo elevatissimo, qualche parolaccia qua e là ma va bene… 23.42: “Le due più gnocche sono la Bertè e Patty Pravo!” 23.41: Cevoli vorrebbe fare il Festival di Sanremo in Romagna e chiede un preventivo 23.38: Funziona la gag tra Bisio e Cevoli. Ritmo alto 23.36: Paolo Cevoli si presenta con il trombone perchè dice di non essere più assessore e di essere stato “trombato”, appellativo usato per chi perde le elezioni 23.36: Sul palco di Sanremo sale Paolo Cevoli nei panni dell’assessore Palmiro Cangini 23.33: Incalzante, quasi paranoico il ritmo del pezzo degli Zen Circus. Stasera c’è anche la performance! L’emozione ha lasciato spazio alla grinta del gruppo toscano 23.32: Questo è Indie! Mantengono l’identità che hanno ma sono leggermente edulcorati 23.31: ZEN CIRCUS “L’AMORE E’ UNA DITTATURA” FASCIA ROSSA L’amore è una dittatura è una canzone che parla d’amore seppur in modo anomalo e non convenzionale. “Cerchiamo la donna della vita o l’uomo della morte/Strade interrotte, eterni sorrisi, figli sangue del nostro lavoro/Non ci somiglieranno, figli ormai del mondo intero/E perdere la monotonia di quando tutto era al suo posto” 23.30: Tocca agli Zen Circus. Ecco il testo: The Zen Circus L’amore è una dittatura di A. Appino – G. P. Cuccuru – M. Schiavelli – A. Appino Ci hanno visti nuotare in acque alte fino alle ginocchia Ed inchinarci alle zanzare pregandole di non mescolare Il nostro sangue a quello dei topi arrivati in massa con le maree Le porte aperte, i porti chiusi, e sorrisi agli sconosciuti Che ci guardano attoniti mentre ci baciamo, Da uomo a uomo, mano nella mano Una sigaretta non lo racconta ci vuole forse una vita intera O una canzone non certo questa, Altri maestri, altri genitori Che non rinfacciano quello che sei, quello che vuoi Quello che eri Esistere è giusto un momento Chi vive nel tempo muore contento E sì, ci hanno visti contare le pietre di questo deserto Pazienza, perdere tempo con il cielo, farlo di lavoro Pagati per immaginare qualcosa che non puoi fotografare Mi spiego meglio, senza nascondermi dietro a cazzate Scritte per caso in questa palestra dell’orrore Ecco la pietra, ecco il peccato, Un cane pastore lo fa per amore, Non per denaro, non per rancore, Non per la lana esiste il gregge Né per la legge Siamo delle antenne, dei televisori Emettiamo storie che fanno rumore Cerchiamo la donna della vita o l’uomo della morte Strade interrotte, eterni sorrisi, figli sangue del nostro lavoro Non ci somiglieranno, figli ormai del mondo intero E perdere la monotonia di quando tutto era al suo posto I topi cacciati, debellati, mostri tutti sotto al letto E lasciar volare via quell’abbraccio conosciuto Di chi in nome del tuo bene ha distrutto il tuo passato Quando arrivi tu se ne vanno gli altri Sai che non va bene ma ti piace arrangiarti Come fanno in quei paesi che non sappiamo pronunciare Ma che ci piace addomesticare a parole Ero presente al momento dei fatti Il fatto non sussiste Mettetelo agli atti Ma non hai paura di nessuno Se non della tua statura Hai la democrazia dentro al cuore Ma l’amore è una dittatura Fatta di imperativi categorici Ma nessuna esecuzione Mentre invece l’anarchia la trovi dentro ogni emozione Tu stammi vicino, anzi lontano abbastanza Per guardarti il viso dalla stanza dei miei occhi Aperti o chiusi, non importa Sono occhi quindi comunque una porta aperta Il tempo passa lo senti da questo orologio Mentre lavori dentro un bar, ad una pressa o in un ufficio e… E speri ancora che qualcuno sia lì fuori ad aspettarti, Non per chiederti dei soldi, neanche per derubarti, Non per venderti la droga e soffiarti il posto di lavoro Ma per urlarti in faccia, che sei l’unica, sei il solo Sei l’unica, sei il solo 23.29: Dopo il break riparte la gara. Bisio e Raffaele ricordano le modalità del voto 23.23: Pezzo più incisivo rispetto a tante altre del Festival. Il ritornello resta in testa, la base Indie commerciale incalza 23.22: Aria “emo” per Motta. Il pezzo, al secondo ascolto, ha qualcosa in più rispetto a due giorni fa… Arrangiamento interessante e lo stile è il suo 23.21: MOTTA “DOV’E’ L’ITALIA” FASCIA ROSSA Amore ma anche politica nel testo di Francesco Motta, uno dei cantautori più freschi e interessanti dell’ultima nidiata. Si parla di mare e come non pensare alle storie dei migranti che lottano per giorni per salvare le proprie vite nella speranza di un mondo migliore. 23.20: Tocca a Motta, ecco il testo: Motta Dov’è l’Italia di F. Motta Perché nascosto sono stato quasi sempre Tra chi vince e chi perde A carte scoperte Mentre qualcuno mi guarda E qualcun altro mi consuma Per ogni vita immaginata C’è la mia vita che sfuma E in un secondo penso a chi mi è stato accanto In un pensiero lontano Ma nello stesso momento Tu su un tappeto volante Tra chi vince e chi perde E chi non se la sente Dov’è l’Italia amore mio? Mi sono perso Dov’è l’Italia amore mio? Mi sono perso Dov’è l’Italia amore mio? Mi sono perso anch’io Come quella volta a due passi dal mare Fra chi pregava la luna E sognava di ripartire L’abbiamo vista arrivare Con l’aria stravolta di chi non ricorda cos’era l’amore E non sa dove andare Da quella volta nessuno l’ha più vista Da quella volta nessuno l’ha più vista E in un momento penso a te che mi stai accanto In quella notte d’estate Che mi hai insegnato a ballare E mi immagino lei Fra le stelle ed il sole Sul tappeto volante Tra chi vince e chi perde E chi non se la sente Dov’è l’Italia amore mio? Mi sono perso Dov’è l’Italia amore mio? Mi sono perso Dov’è l’Italia amore mio? Mi sono perso anch’io Mi sono perso anch’io Dov’è l’Italia amore mio? Mi sono perso Dov’è l’Italia amore mio? Mi sono perso 23.19: Probabilmente il momento più bello delle prime tre serate di Sanremo. C’è emozione per Raf e Tozzi con “Gente di Mare” che partecipò e salì sul podio all’Eurofestival. Cantano tutti! Bellissimo 23.15: Baglioni, Bisio, Raffaele, Raf e Tozzi intonano “Gente di Mare” 23.14: Il pubblico di Sanremo festeggia Tozzi intonando “Si può dare di più” che vinse Sanremo con Morandi e Ruggeri 23.13: Pubblico dell’Ariston in delirio per Raf e Tozzi che hanno infiammato la platea 23.12: E adesso “Gloria” di Umberto Tozzi, un successo mondiale che tutti conoscono 23.11: C’è l’Ariston in piedi a ballare 23.11: Avanti con “Ti pretendo” 23.10: Si canta a squarciagola! Anche da voi? 23.09: Si prosegue con “Tu ” di Umberto Tozzi 23.08: Inizia Raf con “Il battito animale” 

 
 
 

Terze serata festival (seconda parte)

Post n°14893 pubblicato il 08 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

23.08: E’ il momento di Raf e Umberto Tozzi, due grandi dela musica italiana sul palco dell’Ariston dove sono stati anche in gara 23.05: Ci sono Baglioni e Raffaele sul palco che si lanciano in uno sketch 23.02: Boomdabash portano l’allegria, questo già è un pezzo estivo e aspettiamone altri. Il brano divide il nostro gruppo. Si va da “mi piace” a “non ho parole” 23.01: BOOMDABASH “PER UN MILIONE” FASCIA GIALLA La canzone affronta il tema della paternità. Per un milione esalta proprio la gioia di questa attesa, un’attesa che, come dice il testo, aumenta il desiderio. Il significato è che non c’è cifra che possa equivalere alla gioia di avere un figlio. 22.59: Bisio è sul palco, gag “ecumenica”, poi arrivano Baglioni e Raffaele che presentano i Boomdabash. Ecco il testo: BoomDaBash Per un milione di F. Abbate – R. Pagliarulo – Cheope – A. Cisternino – Takagi – Ketra – F. Abbate – Cheope – R. Pagliarulo Ti aspetterò Perché sei tu che porti il sole E non c’è niente al mondo Di migliore di te Nemmeno vincere un milione Ti giuro che l’attesa aumenta il desiderio È un conto alla rovescia Col tempo a rilento Però ti sto aspettando come aspetto un treno Come mia nonna aspetta un terno Aspetterò che torni come aspetto il sole Mentre sto camminando sotto un acquazzone Come una mamma aspetta quell’ecografia Spero che prenda da te Ma con la testa mia Ti aspetto come i lidi aspettano l’estate Come le mogli dei soldati aspettano i mariti Ti aspetto come i bimbi aspettano il Natale Come i signori col cartello aspettano agli arrivi E non è mai per me Ti aspetterò Come il caffè a letto a colazione Come ad un concerto dall’inizio Si aspetta il ritornello di quella canzone Ti aspetterò Perché sei tu che porti il sole E non c’è niente al mondo Di migliore di te Nemmeno vincere un milione Non c’è niente al mondo Che vorrei di più di te Di più di quel che adesso c’è già fra di noi Nemmeno un milione Non c’è niente al mondo che farei io senza te Perché io non ti cambierei nemmeno per… Nemmeno per un milione Se mi cercherai io ti aspetto qui Ti mando la posizione Così se poi mi raggiungi E poi ti stringo forte Questa volta non sfuggi Non ti perderò più Aspetterò che torni come aspetto il mare Mentre sto camminando sotto il temporale Come una mamma aspetta il figlio fuori scuola Ti aspetto come chi vorrebbe riabbracciarlo ancora Ti aspetto come il gol che sblocca la partita Come le mogli dei soldati aspettano i mariti Ma già l’attesa è fantastica Noi come benzina In questo mondo di plastica Ti aspetterò Come il caffè a letto a colazione Come ad un concerto dall’inizio Si aspetta il ritornello di quella canzone Ti aspetterò Perché sei tu che porti il sole E non c’è niente al mondo Di migliore di te Nemmeno vincere un milione Non c’è niente al mondo Che vorrei di più di te Di più di quel che adesso c’è già fra di noi Nemmeno un milione Non c’è niente al mondo che farei io senza te Perché io non ti cambierei nemmeno per… Nemmeno per un milione 22.57: Scena abbastanza inusuale con Cristicchi che si commuove e il pubblico che si scatena in una standing ovation. Emozione forte all’Ariston 22.56: Potrebbe essere un candidato al premio per la critica. Nel finale l’orchestra aggiunge qualcosa, c’è pathos 22.55: Intensità, con un pizzico di rap all’inizio. L’arrangiamento è calzante. L’apertura del ritornello ricorda Fossati e Battiato. Nel testo c’è sicuramente qualcosa di autobiografico. E’ emozionante 22.54: SIMONE CRISTICCHI “ABBI CURA DI ME” FASCIA BLU’ Pezzo filosofico che parla della fragilità, che spesso rivela non tanto la debolezza di una persona, quanto la sua dolcezza e tenerezza. Cristicchi dice che il suo testo parla di bellezza, felicità, sofferenza e perdono, ma anche di fragilità e della capacità di chiedere aiuto agli altri. A volte si è più reticenti nel farlo perché si teme di sembrare deboli. 22.53: Riparte la gara con Simone Cristicchi presentato da Bisio. Il testo di Cristicchi: Simone Cristicchi Abbi cura di me di S. Cristicchi – N. Brunialti – S. Cristicchi – G. Ortenzi Adesso chiudi dolcemente gli occhi e stammi ad ascoltare Sono solo quattro accordi ed un pugno di parole Più che perle di saggezza sono sassi di miniera Che ho scavato a fondo a mani nude in una vita intera Non cercare un senso a tutto perché tutto ha senso Anche in un chicco di grano si nasconde l’universo Perché la natura è un libro di parole misteriose Dove niente è più grande delle piccole cose È il fiore tra l’asfalto lo spettacolo del firmamento È l’orchestra delle foglie che vibrano al vento È la legna che brucia che scalda e torna cenere La vita è l’unico miracolo a cui non puoi non credere Perché tutto è un miracolo tutto quello che vedi E non esiste un altro giorno che sia uguale a ieri Tu allora vivilo adesso come se fosse l’ultimo E dai valore ad ogni singolo attimo Ti immagini se cominciassimo a volare Tra le montagne e il mare Dimmi dove vorresti andare Abbracciami se avrò paura di cadere Che siamo in equilibrio Sulla parola insieme Abbi cura di me Abbi cura di me Il tempo ti cambia fuori, l’amore ti cambia dentro Basta mettersi al fianco invece di stare al centro L’amore è l’unica strada, è l’unico motore È la scintilla divina che custodisci nel cuore Tu non cercare la felicità semmai proteggila È solo luce che brilla sull’altra faccia di una lacrima È una manciata di semi che lasci alle spalle Come crisalidi che diventeranno farfalle Ognuno combatte la propria battaglia Tu arrenditi a tutto, non giudicare chi sbaglia Perdona chi ti ha ferito, abbraccialo adesso Perché l’impresa più grande è perdonare se stesso Attraversa il tuo dolore arrivaci fino in fondo Anche se sarà pesante come sollevare il mondo E ti accorgerai che il tunnel è soltanto un ponte E ti basta solo un passo per andare oltre Ti immagini se cominciassimo a volare Tra le montagne e il mare Dimmi dove vorresti andare Abbracciami se avrai paura di cadere Che nonostante tutto Noi siamo ancora insieme Abbi cura di me qualunque strada sceglierai, amore Abbi cura di me Abbi cura di me Che tutto è così fragile Adesso apri lentamente gli occhi e stammi vicino Perché mi trema la voce come se fossi un bambino Ma fino all’ultimo giorno in cui potrò respirare Tu stringimi forte e non lasciarmi andare. Abbi cura di me. 22.47: Non mancano gli applausi per Patty Pravo e Briga, ora un break all’Ariston 22.46: Il pezzo non è male, la voce di Briga copre troppo spesso quella di Patty Pravo 22.45: Punto luce spiccato sul volto di Patty Pravo che stona vistosamente nel momento in cui parte il duetto con Briga 22.43: Patty Pravo e Ornella Vanoni due grandi guerriere della musica italiana sul palco di Sanremo. Si abbracciano e Ornella Vanoni ci tiene a precisare che è venuta a Sanremo gratis 22.42: PATTY PRAVO E BRIGA “UN PO’ COME LA VITA” FASCIA GIALLA Si tratta di un pezzo riflessivo e filosofico che parla del senso della vita e si pone tutte le domande dell’essere umano aprendo a riflessioni sulle cose della vita, l’amore, gli errori che gli esseri umani continuano a fare. 22.41: Prosegue lo sketch Raffaele-Vanoni e sarà Ornela a presentare il prossimo duetto in gara. Patty Pravo e Briga Patty Pravo con Briga Un po’ come la vita di M. Rettani – D. Calvetti – S. Vallarino – M. Bellegrandi M. Rettani – D. Calvetti – S. Vallarino – L. Leonori Un po’ come la vita Senza più sognare Di esistenza e di ironia E scivolare… E scivolare via Come dire «ancora un po’» Andare a cercare Quella cosa che fa sempre un po’ più male Ma che porta in un momento A riconsiderare il vento E poi gridare a me che non credo Che il confine è l’unica cosa che non vedo Tu dove vuoi volare…? Hai tempo per pensare Ma intanto dimmi almeno dove il cielo va a finire Ricorda di giocare E di portarti altrove Io resto qui a capire come illuminarmi il cuore Come illuminarci il cuore Tu credi di volare Ma l’illusione della gioia toglie il fiato anche alla notte Magari prova a immaginare che sul retro della vita Ci sia un immagine più forte E non mi basterà il ricordo Vorrei trovarmi nell’esatta condizione Di una luce alla stazione Su un binario abbandonato Dove il viaggio non è mai iniziato Per poi gridare a me che non credo Che l’orizzonte è l’unica cosa che non vedo Tu dove vuoi volare…? Hai tempo per pensare Ma intanto dimmi almeno dove il cielo va a finire Ricorda di giocare E di portarti altrove Io resto qui a capire come illuminarmi il cuore Come illuminarci il cuore Ridammi una notte che brilla Invece di un cielo di corvi Non ti ricordi Quando eravamo due corpi Uniti nel prendere i colpi Noi sapevamo come illuminarci Prima di prenderci a calci Prima di metterci al collo Pure le croci degli altri Solo per assomigliarci E poi gridarmi ancora che non credo Ma in questo tunnel così buio io non guardo indietro E la fine è l’unica cosa che non vedo Tu dove vuoi volare…? Hai tempo per pensare Ma intanto dimmi almeno dove il cielo va a finire Ricorda di giocare E di portarti altrove Io resto qui a capire come illuminarmi il cuore Come illuminarci il cuore 22.39: Stanno cantando “LA gente e me”, una delle tante canzoni con ritmo brasilianeggiante di Ornella Vanoni, base samba 22.38: La Vanoni si è “calmata” e ora canterà con la Raffaele 22.36: Parte la gag tra Ornella Vanoni e Virginia Raffaele- La Vanoni le rimprovera animatamente di averla imitata e di avere messo in risalto i suoi difetti 22.33: Dopo il break riparte Virginia Raffaele che ricorda i codici degli artisti. Entra sul palco Ornella Vanoni con capelli pel di carota 22.28: Commossa Alessandra Amoroso, pubblico dell’Ariston in piedi. Standing ovation un po’ forzata ma gli applausi ci stanno 22.26: Può piacere o non piacere, sta di fatto che questo è un altro dei pezzi italiani più famosi al mondo e il duetto tutto sommato funziona 22.23: Alessandra Amoroso e Baglioni cantano “Io che non vivo” 22.22: Alessandra Amoroso conclude il suo pezzo e va ad abbracciare Claudio Baglioni 22.20: Sofisticato il look della Amoroso con un soprabito di piume, pantaloni stretti 22.19: Sul palco dell’Ariston, presemntata da Claudio Bisio, c’è Alessandra Amoroso che festeggia i dieci anni di carriera 22.17: Applausi per Irama. Può giocarsi la vittoria con Ultimo 22.15: Rap edulcorato per il prodotto di Amici. . Il pezzo è orecchiabile e radiofonico. Il finale il coro gospel aggiunge qualcosa al pezzo. Il ritornello resta nella testa 22.14: IRAMA “LA RAGAZZA COL CUORE DI LATTA” FASCIA BLU’ La violenza sessuale a Sanremo non è una novità. Irama riporta a galla questo tema scottante, in questo caso parlando di abusi in famiglia, che non mancherà di suscitare polemiche. Irama ha rivelato che il testo della canzone si ispira in parte alla storia vera di una ragazza da lui conosciuta. 22.13: Prosegue la gara con uno dei super favoriti, Irama. Ecco il suo testo: Irama La ragazza con il cuore di latta di F. M. Fanti – G. Colonnelli – F. M. Fanti – G. Nenna – A. Debernardi Fare l’amore è così facile credo Amare una persona fragile meno Linda è cresciuta con un cuore che non batte a tempo E quando era piccola sognava di aggiustarsi dentro Diceva di essere diversa Cercava le farfalle lì appoggiata alla finestra Vedeva i suoi compagni che correvano in cortile E lei che non poteva si sedeva e ci pensava bene a cosa dire E se ogni tanto le chiedevo come mai non giochi Diceva siediti qui affianco ed indicava su Io in quella nuvola ci vedo solo un cuore vero Perché il mio a volte si dimentica e non batte più Così cercando di salvarla A sedici anni il suo papà le regalò un cuore di latta Però rubò il suo vero cuore con freddezza In cambio della vita E non lo senti che Questo cuore già batte per tutti e due Che il dolore che hai addosso non passa più Ma non sei più da sola ora siamo in due Io ci sarò comunque vada Ci sarò comunque vada Fare l’amore è così facile credo Amare una persona fragile meno Linda è cresciuta così in fretta da truccarsi presto Talmente in fretta che suo padre non fu più lo stesso A scuola nascondeva i lividi A volte la picchiava e le gridava soddisfatta Linda sentiva i brividi quando quel verme entrava in casa sbronzo E si toglieva come prima cosa solo la cravatta E se ogni tanto le chiedevo come mai non esci Diceva siediti qui affianco ed indicava su Io in quella nuvola ci vedo solo un cuore vero Adesso dimmi in quella accanto cosa vedi tu Ma chi ha sofferto non dimentica Può solo condividerlo se incrocia un’altra strada Per ragazza più bella del mondo con il cuore di latta Sappi che io ci sarò Comunque vada E non lo senti che Questo cuore già batte per tutti e due Che il dolore che hai addosso non passa più Ma non sei più da sola ora siamo in due Io ci sarò comunque vada Ci sarò comunque vada Fare l’amore è così facile credo Amare una persona fragile meno Linda è cresciuta con un cuore che non batte a tempo Ma adesso dentro la sua pancia batte un cuore in più E non lo senti che Questo cuore già batte per tutti e due Che il dolore che hai addosso non passa più Ma non sei più da sola ora siamo in due Io ci sarò comunque vada Ci sarò comunque vada 22.11: Renga è coerente, fin troppo, con se stesso. Sembra rimasto a “Angelo”, sempre troppo simile 22.09: Il pezzo è sulla linea delle ultime canzoni di Renga. Combatte duramente e trascina, pur senza strabiliare 22.08: FRANCESCO RENGA “ASPETTO CHE TORNI” FASCIA BLU’ Renga racconta la sua vita, il suo percorso e fa un riferimento diretto alla morte della mamma Jolanda. La versione iniziale della canzone è stata scritta da Bungaro, e Renga ha raccontato che appena l’ha letta è rimasto stupito da quanto quel testo sembrasse raccontare la sua vita, tanto che ha dovuto riscriverne solo alcune parti per renderla un po’ più autobiografica. 22.06: E’ il momento di Francesco Renga che sale sul palco di Sanremo. Ecco il testo: Francesco Renga Aspetto che torni di Bungaro – C. Chiodo – Rakele – F. Renga Bungaro – C. Chiodo – G. Runco Io che guardo sempre il cielo E sogno ancora di volare Ogni volta più lontano e poi Non so più come tornare Con un poco di fortuna E due stelle da seguire Ho trovato le tue braccia ad aspettare. Cerco ancora nei miei occhi Il sorriso di mia madre Mi manca da trent’anni e Vorrei dirle tante cose Che mio padre adesso è stanco. E forse sta per arrivare Che la ama più di prima Ed è l’unica cosa che sa ricordare C’è un universo che mi riempie le mani Il mondo si perde Tu invece rimani C’è un mare dentro negli esseri umani Aspetto che torni stasera Per stare con te Oggi voglio camminare Come un treno sui binari Diventare un’emozione che attraversa i tuoi pensieri E seguirti tra le cose che ogni giorno devi fare Come vento per poterti accarezzare E guardarti mentre dormi Che mi sembra che sorridi Ed entrare nei tuoi sogni Di nascosto come i ladri Per rubarti la bellezza Che nemmeno sai di avere C’è un universo che mi riempie le mani Il mondo si perde Tu invece rimani C’è un mare dentro negli esseri umani Aspetto che torni stasera Sei l’ossigeno che cerco quando resto senza fiato Il coraggio che mi serve quando sono disperato La sorpresa che ogni volta Mi fa sentire vivo Tu sei Tu sei Tu sei Tu sei Un universo che mi riempie le mani Il mondo si è perso Tu invece rimani Un mare dentro nei nostri destini Io aspetto che torni stasera Aspetto che torni 22.03: Virginia e Claudio fingono di litigare sul palco, poi lui consola lei… Come tutte gli sketch di questa edizione è troppo lunga

 
 
 

Terze serata festival (prima parte)

Post n°14892 pubblicato il 08 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

 

21.59: E’ una gag. Prima Virginia Raffaele cantava “ci vuole un frutto”, poi “ci vuole il fluoro”

21.56: Ci sono Virginia Raffaele e Claudio Bisio sul palco. Cantano “Ci vuole un fiore” di Sergio Endrigo

21.49: Secondo Carlo Alberto Ultimo non vincerà, è da primi tre, per Claudio e Margherita è il favorito numero uno, Andrea non si sbilancia

21.48: In tuta Ultimo, non inizia al piano come l’altra sera. Il pezzo è bello, struggente, sanremese. C’è la tradizione ma anche la novità.

21.47: ULTIMO “I TUOI PARTICOLARI” FASCIA BLU’
Una storia d’amore ormai finita, che dentro ha lasciato un grande vuoto. Il rimpianto è per quei dettagli di tutti i giorni a cui non si fa mai caso se non quando non ci sono più. Anche gesti che al momento vengono vissuti con fastidio suscitano nostalgia e rimpianto.

21.46: Attenzione perchè in gara ora c’è uno dei grandi favoriti che prende subito un bell’applauso dall’Ariston, Ultimo. Ecco il testo:

Ultimo
I tuoi particolari
di N. Moriconi

È da tempo che non sento più
La tua voce al mattino che grida «bu»
E mi faceva svegliare nervoso ma
Adesso invece mi sveglio e sento che
Mi mancan tutti quei tuoi particolari
Quando dicevi a me
«Sei sempre stanco perché tu non hai orari…»
È da tempo che cucino e
Metto sempre un piatto in più per te
Sono rimasto quello chiuso in sé
Che quando piove ride per nascondere
Mi mancan tutti quei tuoi particolari
Quando dicevi a me
«Ti senti solo perché non sei come appari»
Oh, fa male dirtelo adesso
Ma non so più cosa sento
Se solamente Dio inventasse delle nuove parole potrei dirti che
Siamo soltanto bagagli
Viaggiamo in ordini sparsi
Se solamente Dio inventasse delle nuove parole potrei scrivere per te nuove canzoni d’amore e cantartele qui.
È da tempo che cammino e
Sento sempre rumori dietro me
Poi mi giro pensando che ci sei te
E mi accorgo che oltre a me non so che c’è
Che mancan tutti quei tuoi particolari
Quando dicevi a me
«Sei sempre stanco perché tu non hai orari…»
Oh, fa male dirtelo adesso
Ma non so più cosa sento
Se solamente Dio inventasse delle nuove parole potrei dirti che
Siamo soltanto bagagli
Viaggiamo in ordini sparsi
Se solamente Dio inventasse delle nuove parole potrei scrivere per te nuove canzoni d’amore e cantartele qui
Fra i miei e i tuoi particolari
Potrei cantartele qui
Se solamente Dio inventasse delle nuove parole potrei dirti che
Siamo soltanto bagagli
Viaggiamo in ordini sparsi
Se solamente Dio inventasse delle nuove parole potrei scrivere per te nuove canzoni d’amore e cantartele qui.

21.45: Anna Tatangelo sa fare il suo mestiere di cantante. Può piacere o no

21.43: Pezzo “pusineggiante” di Anna Tatangelo, vecchia maniera ma, seconda Andrea Dessì, nella media non altissima di questo Festival, un po’ si eleva. Buona la scrittura di Lorenzo Vizzini secondo Carlo Alberto

21.42: Abito monospalla di velluto color petrolio per Anna Tatangelo. Brano sanremese. Voce pulita, poca emozione

21.41: ANNA TATANGELO FASCIA GIALLA
Una storia d’amore che assomiglia molto a quella personale di Anna Tatangelo con Gigi D’Alessio. Il testo parla di una coppia che ha rischiato di perdersi, ma che decide di capire cosa fare per ricomporre la rottura.

21.40: Riprende la gara con Anna Tatangelo. Il testo:

Anna Tatangelo
Le nostre anime di notte
di L. Vizzini

Quante bugie ci siamo detti, amore
Quante parole da dimenticare
E continuare a negarlo è soltanto una fragilità
Allontanarsi non è mai la fine
Se si ha il coraggio di ricominciare
Ma non è facile quando si perde la complicità
E adesso siamo qui
Occhi negli occhi, senza nascondigli
Senza difendere più i nostri sbagli
O sfidarci tra noi
E finirà così
E forse è quello che vogliamo entrambi
Ma lo capisco da come mi guardi che in fondo lo sai
Che mai potremo perderci
E più ti guardo, e più vedo la parte migliore di noi
Ma ormai non serve illuderci
Non c’è bisogno di fingerci forti ed in fondo lo sai
Le nostre anime di notte
Quante bugie ci siamo detti, amore
E non è facile dimenticare
Che queste frasi in sospeso nascondono la verità
E adesso siamo qui
E siamo nudi per la prima volta
Senza il timore di fare una scelta e poi non scegliere mai
Mai potremo perderci
E più ti guardo e più vedo la parte migliore di noi
Ma ormai non serve illuderci
Non c’è bisogno di fingerci forti ed in fondo lo sai
Le nostre anime di notte
Sono più limpide che mai
Sono più limpide che mai
Mai
Potrei lasciarmi alle spalle la parte migliore di noi
Ma ormai non serve illuderci
Non c’è bisogno di fingerci forti ed in fondo lo sai
Le nostre anime di notte
Non si perderanno mai

21.39: Va sul palco Bisio che prende ancora in giro i leoni da tastiera come ieri

21.39: Pubblico in piedi. Applausi. Non c’è da dire altro

21.37: Incantevole la versione a due voci di Notte prima degli esami. Il silenzio regna nel nostro gruppo di ascolto…

21.35: “”Maturità ti avessi dato prima!” Entra Baglioni…

21.34: Suggestione con un pezzo che ha fatto la storia della musica italiana. Per ora canta Venditti

21.33: Due pianoforti sul palco dell’Ariston. Notte prima degli esami per Baglioni e Venditti

21.31: Venditti racconta di quando suonava il pianoforte da giovane. Dice che conosce Baglioni dal 1970

21.30: Venditti e Baglioni sono in mezzo al pubblico

21.29: Ovazione dell’Ariston per Antonello Venditti

21.27: Domijna il blù sul palco dell’Ariston: Venditti sta dando il meglio di sè

21.25: Venditti riempie il palco dell’Ariston con un pezzo che ha fatto la storia della musica italiana

21.23: Venditti al piano attacca Sotto il segno dei pesci “Ti ricordi quella strada, eravamo io e te”

21.22: C’è Virginia Raffaele che presenta Antonello Venditti che è pronto a cantare Sotto il segno dei pesci

21.21: Break sul palco dell’Ariston. E’ in arrivo Antonello Venditti

21.19: Secondo Carlo Alberto la Raffaele è il pilastro della parte dello spettacolo, Bisio è una buona spalla

21.18: Bello lo sketch di Raffaele e Bisio

21.15: La gag prevede qualche salto di puntina del grammofono, o rallentamento del disco e Virginia Raffaele è bravissima a mimare…

21.14: C’è un grammofono sul palco dell’Ariston, fiction pura con Virginia Raffaele che canta “Mamma”

21.12: Non precisissimo Nigiotti, soprattutto sulle note alte. L’impressione è di un’emozione forte per un cantante che si era distinto per la bravura ad X Factor

21.11: Intenso, Enrico Nigiotti. Stile italiano vecchia maniera senza particolare brio. E’ un po’ Grignani, un po’ Alex Baroni… Niente di originale

21.10: ENRICO NIGIOTTI FASCIA GIALLA
Le esperienze vissute assieme al nonno nella canzone del cantautore toscano e il senso di profonda mancanza nato in seguito alla sua perdita. Il cantante racconta anche i gesti, quelli di tutti i giorni, come le arrabbiature ai semafori, i discorsi su Livorno. Nigiotti, dice che si terrà stretti per sempre tutti i consigli dati dal nonno, sempre validi sebbene il mondo sia davvero molto cambiato.

21.09: Sul palco dell’Ariston Claudio Bisio che presenta Enrico Nigiotti. Ecco il testo:

Enrico Nigiotti
Nonno Hollywood
di E. Nigiotti

Certe cose fanno male
Mica le puoi trattenere
Non c’è modo di cambiare quello che non ti va bene
Dicono che con il tempo tutto quanto passa… ma quand’è che passa!?
Perché non mi passa…
E ricordo proprio adesso ogni volta che ridevi,
Ogni volta che per strada ti fermavi e litigavi con la gente che agli incroci ti suonava il clacson…
Nonno mi hai lasciato dentro ad un mondo a pile
Centri commerciali al posto del cortile
Una generazione con nuovi discorsi
Si parla più l’inglese che i dialetti nostri
Mi mancano i tuoi fischi mentre stai a pisciare
Mi manca la Livorno che sai raccontare
Stasera chiudo gli occhi ma non dormirò… non dormirò… non dormirò
Stasera chiudo gli occhi ma non dormirò… non dormirò… non lo so
Quanto è bella la campagna e quanto è bello bere vino
Quante donne abbiam guardato abbassando il finestrino
La ricchezza sta nel semplice… semplice…
Nel semplice sorridere in un giorno che non vale niente
Sembra un po’ il secondo tempo
Di una finale da scordare
Come un taxi alla stazione che non riesci a prenotare
Siamo ostaggi di una rete che non prende pesci… ma prende noi
Nonno sogno sempre prima di dormire
Cerco di trovare un modo per capire
Corriamo tra i sorrisi dei colletti «giusti»
Ma se cadiamo a terra poi son cazzi nostri
La vita adesso è un ponte che ci può crollare
La vita è un nuovo idolo da scaricare
Stasera chiudo gli occhi ma non dormirò… non dormirò… non dormirò
Stasera chiudo gli occhi ma non dormirò… Non lo so
E quindi…
Mi tengo stretto addosso i tuoi consigli
Perché lo sai che qua non è mai facile
Per chi fa muso contro, ancora
E quindi
Per ogni volta che vorrò sentirti
Chiuderò gli occhi su questa realtà
Nonno mi hai lasciato dentro ad un mondo a pile
Una generazione che non so sentire
Ma in fondo siamo storie con mille dettagli
Fragili e bellissimi tra i nostri sbagli
Mi mancano i tuoi fischi mentre stai a pisciare
Mi manca la Livorno che sai raccontare
Stasera chiudo gli occhi ma non dormirò… non dormirò… non dormirò
Stasera chiudo gli occhi ma non dormirò… non dormirò… non dormirò
Stasera chiudo gli occhi ma non dormirò… non dormirò… non lo so

21.07: Mahmood riesce a trascinare il pubblico dell’Ariston. Bell’applauso per lui

21.05: Il rap arabeggiante di Mahmood divide. E’ sicuramente orecchiabile, rivolto al pubblico giovanile ma con un testo comunque che fa riflettere

21.05: MAHMOOD “SOLDI” FASCIA ROSSA
La canzone parla di una persona che si sente ingannata perché il partner l’ha scelto solo per i suoi…soldi. Soldi parla di una delusione d’amore, dettata dal fatto che chi canta si è accorto che la persona che credeva lo amasse, o che comunque tenesse a lui, aveva in realtà intenzione di approfittarsene, puntando non tanto al cuore, quanto ai soldi.

21.04: E’ il momento di Mahmood: Ecco il testo del pezzo:

Mahmood
Soldi
di A. Mahmoud – Dardust – A. Mahmoud – Dardust – Charlie Charles

In periferia fa molto caldo
Mamma stai tranquilla sto arrivando
Te la prenderai per un bugiardo
Ti sembrava amore era altro
Beve champagne sotto Ramadan
Alla TV danno Jackie Chan
Fuma narghilè mi chiede come va
Mi chiede come va come va come va
Sai già come va come va come va
Penso più veloce per capire se domani tu mi fregherai
Non ho tempo per chiarire perché solo ora so cosa sei
È difficile stare al mondo quando perdi l’orgoglio lasci casa in un giorno
Tu dimmi se
Pensavi solo ai soldi soldi
Come se avessi avuto soldi
Dimmi se ti manco o te ne fotti
Mi chiedevi come va come va come va
Adesso come va come va come va
Ciò che devi dire non l’hai detto
Tradire è una pallottola nel petto
Prendi tutta la tua carità
Menti a casa ma lo sai che lo sa
Su una sedia lei mi chiederà
Mi chiede come va come va come va
Sai già come va come va come va
Penso più veloce per capire se domani tu mi fregherai
Non ho tempo per chiarire perché solo ora so cosa sei
È difficile stare al mondo
Quando perdi l’orgoglio
Ho capito in un secondo che tu da me
Volevi solo soldi
Come se avessi avuto soldi
Prima mi parlavi fino a tardi
Mi chiedevi come va come va come va
Adesso come va come va come va
Waladi waladi habibi ta’aleena
Mi dicevi giocando giocando con aria fiera
Waladi waladi habibi sembrava vera
La voglia la voglia di tornare come prima
Io da te non ho voluto soldi…
È difficile stare al mondo
Quando perdi l’orgoglio
Lasci casa in un giorno
Tu dimmi se
Volevi solo soldi soldi
Come se avessi avuto soldi
Lasci la città ma nessuno lo sa
Ieri eri qua ora dove sei papà
Mi chiedi come va come va come va
Sai già come va come va come va

21.03: Ora la presentazione dei 12 artisti in gara

21.01: Finalmente si chiude la gag del regolamento, come spesso accade un po’ lunga

20.58: Virginia Raffaele legge il regolamento e Bisio lo mima, in stile “Tic Toc Musically”

20.56: Che bella Virginia Raffaele! In bianco con un vestito lungo. Elegante anche Bisio in giacca di velluto damascata e farfallino

20.55: “Siamo vivi e siamo ancora qui” dice Baglioni prima di presentare Virginia Raffaele e Claudio Bisio

20.53: Acrobazie sul palco dell’Ariston

20.52: Ballerini in kilt, ballerine in completo scozzese

20.51: “Viva l’Inghilterra” di Claudio Baglioni in apertura del Festival. Il corpo di ballo è sul palco

20.50: E’ il momento della sigla dell’Eurovisione, vediamo cosa canterà questa sera Baglioni come aperturta

20.41: In corso il Pre-festival, tra poco scatta la terza serata

20.38: Curiosità per vedere allì’opera i tre presentatori, un po’ ingessati nella prima serata, più sciolti ieri sera

20.34: Altra serata dedicata alla musica italiana con tanti ospiti: Raf e Umberto Tozzi, Antonello Venditti, Ornella Vanoni e Alessandra Amoroso

20.29: Questa la classifica svelata ieri sera per i primi 12 cantanti in gara: Nella zona blù ci sono Silvestri, Arisa, Achille Lauro, Bertè. Nella zona gialla Ex Otago, Il Volo, Ghemon, Turci. Nella zona rossa Negrita, Einar, Carta e Shade e Nek

20.27: Per capire meglio i meccanismi della gara. Ecco il regolamento della terza serata:

VOTAZIONE MISTA: TELEVOTO + GIURIA DELLA SALA STAMPA + GIURIA DEMOSCOPICA (CON PESO 40%, 30%, 30%)
Televoto con Sessione UNICA in cui sarà possibile votare tutti i 12 Artista in gara della Serata.
Giuria della Sala Stampa: ciascun giornalista esprime 2 preferenze singole, ossia da attribuire a 2 Artisti differenti.
Giuria Demoscopica: Ciascun giurato avrà a disposizione 12 preferenze.
– avrà l’obbligo di attribuire tutte le 12 preferenze;
– avrà la possibilità di distribuire le preferenze tra un minimo di 5 ed un massimo di 8 Artisti.
Il risultato del Televoto sarà trasformato in percentuale e sommato al voto percentualizzato della Giuria della Sala Stampa e della Giuria Demoscopica: i tre distinti risultati avranno rispettivamente peso per il 40%, 30%, 30%.
Al termine della Serata, verrà stilata una classifica relativa a tutte le 24 canzoni nuove interpretate ed eseguite dagli artisti, risultante dalla media delle percentuali di voto ottenute dalle canzoni/Artisti nel corso della Prima Serata e di quelle ottenute nel corso della Seconda Serata e della Terza Serata. In caso di ex-aequo, dopo 4 cifre decimali, si farà riferimento alla graduatoria risultante dalla votazione del Televoto e, in caso di ulteriore persistenza di ex-aequo, alla graduatoria risultante dalla votazione della Giuria della Sala Stampa.

 
 
 

The mule

Post n°14891 pubblicato il 08 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 
Tag: trailer

 
 
 

Copperman

Post n°14890 pubblicato il 08 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 
Tag: trailer

 
 
 

Copperman

Post n°14889 pubblicato il 08 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

Copperman è un film di genere drammatico del 2019, diretto da Eros Puglielli, con Luca Argentero e Galatea Ranzi. Uscita al cinema il 07 febbraio 2019. Durata 94 minuti. Distribuito da Notorious Pictures.

Poster
  • TRAMA COPPERMAN:

 

Copperman, il film diretto da Eros Puglielli, è la storia di Anselmo (Luca Argentero), un uomo molto speciale che, nonostante la sua età, vede la realtà con gli occhi di un bambino. Per lui ogni cosa intorno a sé ha i colori delle fiabe e i magici poteri dei supereroi.
Inoltre, Anselmo è cresciuto con una purezza infantile, che non gli permette di diffidare degli altri e, sebbene la vita gli mostri più volte come sa essere cruda e dura, l'uomo riuscirà anche nei momenti più difficili a mantenere la sua limpida e unica visione del mondo.
Abbandonato dal padre, che lui crede un supereroe, Copperman/Anselmo vive con la madre (Galatea Ranzi) che a forza di ripetergli quanto sia "speciale", se ne è convinto anche lui. E proprio come Forrest Gump ha conservato nel tempo una purezza infantile e il candore disarmante di chi non conosce la diffidenza. Il suo grande amore è Titti (Angelica Bellucci/Antonia Truppo) conosciuta a scuola alle 10, 34 minuti e 12 secondi di un giorno speciale e poi inghiottita da un’assenza troppo lunga. E poi c’è Silvano (Tommaso Ragno), il fabbro del paese, arrivato non si sa da dove, suo padre putativo e mentore. Uno che ha poche parole e una pistola. E che è diventato suo amico dalle 11 e 47 minuti del 12 aprile 1991. Grazie a lui, Anselmo diventa Copperman.


PANORAMICA SU COPPERMAN:

 

Il film Copperman nasce da un progetto ideato intorno al 2003. Ha comprensibilmente faticato per decollare, visto che si propone di usare il genere supereroistico come metafora in una fiaba delicata e visionaria: non è la classica produzione media italiana.
Il film approda al cinema grazie a una giovane casa di produzione, Eliofilm, e al coinvolgimento di uno dei nostri registi tecnicamente più dotati, Eros Puglielli.
Dopo il suo esordio nel lungo con Tutta la conoscenza del mondo (2001), Puglielli ha toccato il cinema un'altra sola volta, con Occhi di cristallo (2004), prima di dedicarsi per più dieci anni alle fiction tv. Nonostante alla Festa di Roma 2018 sia stato presentato Nevermind, il suo ritorno al cinema, non essendo quest'ultimo stato ancora distribuito, è Copperman a rappresentare la sua ricomparsa sul grande schermo. Per prepararsi a interpretare il disturbo del suo protagonista Anselmo, Luca Argentero, contattato già nel 2015, si è confrontato con pazienti vicini al gruppo AITA di Roma, cercando di assorbire il loro modo di vedere il mondo.
Le riprese si sono svolte in Umbria, anche se la location del film è un'imprecisata cittadina italiana: i più attenti non mancheranno di riconoscere comunque notissime location di Spoleto, ben fotografate da Alfredo Betrò.
L'armatura di Copperman, ideata come assemblaggio di suppellettili ed elettrodomestici di uso comune, è stata concepita da Roberto Molinelli, specializzato in queste opere di arte moderna che vivono di una contaminazione di fonti.

 

FRASI CELEBRI:

 

Dal Trailer del Film:

Anselmo (Luca Argentero): La gente dice che sono scemo
Titti (Antonia Truppo): Perché la gente vuole sempre qualcosa da te, anche chi ti vuole bene!

Gianna (Galatea Ranzi): Tu ci tieni tanto alla tua amichetta, vero?
Anselmo: Sì, mamma! Tantissimo!

Anselmo: Sono tornato davanti casa tua 9123 volte: una volta al giorno. Ho pensato che tanto rimanere da soli è il destino dei supereroi!

Silvano (Tommaso Ragno): Se proprio vuoi fare il supereroe, cerca almeno di non farti male!
Anselmo: Non capisco...
Silvano: Non fare lo scemo con me che lo so che non sei scemo!

Anselmo: Copperman, il mio nome è Copperman!

 

IL CAST DI COPPERMAN:

 
 
 

frasi d'autore

Post n°14888 pubblicato il 08 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

"Non c'è popolo che sia più giusto degli americani. Anche se sono costretti a fare una guerra, per cause di forza maggiore, s’intende, non la fanno mica perché conviene a loro. No! È perché ci sono ancora dei posti dove non c’è né giustizia, né libertà. E loro, eccola lì, pum! Te la portano. Sono portatori, gli americani. Sono portatori sani di democrazia. Nel senso che a loro non fa male, però te l’attaccano".

 

Giorgio Gaber

 
 
 

Il Corriere - The Mule

Post n°14887 pubblicato il 08 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

Titolo originale: The Mule

Il Corriere - The Mule è un film di genere drammatico del 2019, diretto da Clint Eastwood, con Clint Eastwood e Bradley Cooper. Uscita al cinema il 07 febbraio 2019. Durata 116 minuti. Distribuito da Warner Bros. Pictures.

Poster

Il Corriere - The Mule, il film diretto da Clint Eastwood, vede protagonista l'ottantenne Earl Stone (Eastwood).
Costretto a chiudere la sua attività imprenditoriale, Stone si ritrova solo e senza soldi. La sua unica possibilità di salvezza sembra legata a un lavoro che gli viene offerto, un lavoro per il quale è richiesta unicamente l'abilità di guidare una macchina.
Il compito sembra dei più semplice, ma, a sua insaputa, Earl è appena diventato il corriere della droga di un cartello messicano.
Earl è molto bravo nel suo nuovo lavoro, talmente bravo che il volume di carico che trasporta aumenta sempre più, tanto che alla fine gli viene dato un assistente (Ignacio Serricchio), che ha il compito di aiutarlo ma anche di controllarlo.
Questi non è però l'unico a tenere d'occhio Earl: anche l'efficiente agente anti-droga della DEA Colin Bates (Bradley Cooper) tiene al centro del suo radar questo misterioso e anziano nuovo "mulo" della droga.
E anche se i problemi economici di Earl appartengono ormai al passato, gli errori commessi affiorano, portandolo a chiedersi se riuscirà a porvi rimedio prima che venga acciuffato dalla legge o, peggio ancora, da qualcuno del cartello stesso.

Nel film Laurence Fishburne e Michael Peña interpretano altri due agenti della DEA, mentre Dianne Wiest, Alison Eastwood e Taissa Farmiga sono rispettivamente l'ex moglie di Earl, sua figlia e sua nipote.


 

Con Il corriere - The Mule, una delle ultime leggende di Hollywood, Clint Eastwood (che quest'anno compie 89 anni) torna davanti alla macchina da presa a sette anni dalla sua ultima prova d'attore (quella di Di nuovo in gioco, nel 2012) e a dirigere sé stesso a undici dal bellissimo Gran Torino, del 2009. La storiache ha fatto tornare al vecchio Clint la voglia d'impegnarsi in questo modo è quella - vera e qui ovviamente romanzata dallo sceneggiatore del film, Nick Schenk - che venne resa celebre dal giornalista del New York Times Sam Dolnick in un articolo del 2014 intitolato "The Sinaloa Cartel's 90-Year-Old Drug Mule". Il pezzo raccontava la vicenda di Leo Sharp, un 87enne veterano della II Guerra Mondiale fermato e arrestato nel 2011 dalla DEA per traffico di droga. Sharp era stato avvicinato da alcuni lavoratori messicani quando ebbe difficoltà economiche con la sua azienda di orticultura che non riusciva a superare, e fu per dieci anni, fino al momento dell'arresto, uno dei migliori corrieri che il cartello di Sinaloa ebbe a disposizione, diventando una specie di leggenda. Dopo il processo, durante il quale la difesa chiese le attenuanti per una presunta demenza senile dell'imputato, Sharp fu condannato a tre anni di reclusione, ma ne scontò solo uno prima di essere rilasciato per motivi di salute. Morì per cause naturali nel dicembre del 2016 all'età di 92 anni. A interpretare il ruolo della figlia di Earl Stone (il nome del personaggio ispirato a Sharp) qui c'è Allison Eastwood, la vera figlia di Clint, che per la quarta volta lavora col padre, mentre è la seconda per Bradley Cooper, protagonista di American Sniper, cui Eastwood ha ceduto la regia di A Star is Born.

 

 

FRASI CELEBRI:

 

Dal Trailer Italiano del Film:

Agente: Serve una mano?
Earl Stone (Clint Eastwood): Oh, salve agente!
Agente: Serve una mano?
Earl Stone: No, no, tutto a posto, grazie!
Agente: Cosa porta?
Earl Stone: Noci pecan! Sto portando noci pecan a mia nipote!
Agente: Pecan?
Earl Stone: Sì, noci pecan! Fa la peggior torta di noci del mondo, mi dispiace per il marito, ma...e mi dispiace anche per le noci!

Earl Stone: La famiglia è la cosa più importante, non fate come me, ho anteposto il lavoro alla famiglia! Pensavo fosse più importante essere qualcuno da un'altra parte, invece del fallimento che ero a casa mia! Sono stato un pessimo padre...un pessimo marito...ho rovinato tutto! Non meritavo il perdono. Questa è l'ultima volta, perciò Dio aiutami...questa è l'ultima volta! Per quel che può valere, mi dispiace per tutto!

 

IL CAST DI IL CORRIERE - THE MULE:
  • MONTAGGIOJoel Cox
  • MUSICHEArturo Sandoval
  • PRODUZIONE: Warner Bros. Pictures, in associazione con Imperative Entertainment e Malpaso

 
 
 

Il professore cambia scuola

Post n°14886 pubblicato il 07 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

Titolo originale: Les grands esprits

 

Il professore cambia scuola è un film di genere commedia, drammatico del 2017, diretto da Olivier Ayache-Vidal, con Denis Podalydès e Abdoulaye Diallo. Uscita al cinema il 07 febbraio 2019. Durata 106 minuti. Distribuito da PFA Films e EMME.

Poster

Il professore cambia scuola, il film diretto da Olivier Ayache-Vidal, segue la storia di Francois Foucault (Denis Podalydès) insegnante nel più prestigioso liceo della Parigi bene. Per farsi bello con una funzionaria ministeriale, si lancia in dichiarazioni di principio che lo precipitano suo malgrado direttamente nella più disagiata scuola delle banlieue. Una realtà che tenta di dominare con i suoi metodi completamente inadeguati e fallimentari. Finché non capisce che deve rovesciare il suo punto di partenza.



  • MONTAGGIOAlexis Mallard
  • PRODUZIONE: Sombrero Films, Atelier de Production, France 3 Cinéma

 
 
 

Le nostre battaglie

Post n°14885 pubblicato il 07 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

Titolo originale: Nos batailles

Le nostre battaglie è un film di genere drammatico del 2018, diretto da Guillaume Senez, con Romain Duris e Lucie Debay. Uscita al cinema il 07 febbraio 2019. Durata 98 minuti. Distribuito da Parthénos.

Poster

Le nostre battaglie, il film diretto da Guillaume Senez, racconta la storia di Olivier Vallet (Romain Duris) un uomo che dedica tutto se stesso alla lotta contro le ingiustizie al fianco dei propri compagni di lavoro.
Quando, da un giorno all’altro, sua moglie Laura (Lucie Debay) abbandona la loro casa, Oliver dovrà imparare a trovare un nuovo equilibrio tra i bisogni dei figli, le sfide della vita quotidiana e il suo lavoro.



  • MONTAGGIOJulie Brenta
  • PRODUZIONE: Les Films Pelléas, Iota Production, Savage Film

 
 
 

Programma della terza serata

Post n°14884 pubblicato il 07 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

La terza serata prevede l’esibizione della seconda metà dei cantanti in gara e, come ieri permetterà il secondo ascolto, nel quale le giurie potranno cogliere particolari dei pezzi impossibili da notare al primo colpo.  Gli ospiti musicali sono Antonello Venditti, che non ha mai gareggiato a Sanremo ma torna come ospite per lanciare il suo Tour, legato ai 40 anni di “Nata sotto il segno dei pesci”, Alessandra Amoroso, che presenterà il pezzo Dalla tua parte, il nuovo singolo estratto dall’album 10 e due artisti italiani fra i più conosciuti del mondo, protagonisti più volte a Sanremo nel passato come Umberto Tozzi (che Sanremo lo ha vinto assieme a Morandi e Ruggeri con “Si può dare di più”) e Raf che si preparano alla Tournèe in coppia che scatterà a fine aprileLa serata sarà impreziosita anche dalla presenza di un’altra icona della musica italiana nel mondo, Ornella Vanoni che torna a Sanremo dopo la partecipazione dello scorso anno assieme a Bungaro e Pacifico. In programma anche la presenza di Serena Rossi,  che presenterà la fiction su Mia Martini in programma su Raiuno il 12 febbraio, e il comico romagnolo Paolo Cevoli, in tournèe nei teatri in questo periodo con la sua rivisitazione della Bibbia. Si potrebbe dunque ricreare la coppia con Claudio Bisio che ha fatto la storia del programma comico Zelig con Cevoli nei panni dell’assessore alle varie ed eventuali del comune di Roncofritto.

 

I CANTANTI IN GARA NELLA TERZA GIORNATA DEL 69. FESTIVAL DI SANREMO IN ORDINE DI USCITA SUL PALCO
Mahmood con «Soldi», Enrico Nigiotti con «Nonno Hollywood»,  Anna Tatangelo con «Le nostre anime di notte»,Ultimo con «I tuoi particolari», Francesco Renga con «Aspetto che torni»,  Irama con «La ragazza col cuore di latta», Patty Pravo con Briga in «Un po’ come la vita», Simone Cristicchi con «Abbi cura di me», Boomdabashcon «Per un milione», Motta con «Dov’è l’Italia?», Zen Circus con «L’amore è una dittatura», Livio Cori e Nino D’Angelo con «Un’altra luce».

 
 
 

Film nelle sale da oggi

Post n°14883 pubblicato il 07 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

 
 
 

L’ARTE DI TOLKIEN – ALLA RISCOPERTA DELLA TERRA DI MEZZO da staynerd

Post n°14882 pubblicato il 07 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

I due mondi del professore

Non si ripeterà mai abbastanza quanto l’universo creato da J.R.R. Tolkien abbia segnato un’epoca nel mondo della letteratura, gettando le basi di quella che sarà poi ufficialmente definita la narrativa fantasy. L’estro creativo del professore è sempre stato un torrente senza fine che lo ha accompagnato per tutta la vita, manifestandosi nelle maniere più variegate e dando vita a una vera e propria mitologia dell’epoca contemporanea. Dobbiamo molto alla penna di Tolkien, una penna che però ha sempre avuto una fedele compagna: la matita. Tra bozzetti, cartoline e scarabocchi, il disegno è sempre stato un binario parallelo alla sua scrittura. Nel saggio con cui Agenzia Alcatraz  inaugura la collana summoning, L’arte di Tolkien – Colori, visioni e suggestioni dal creatore della Terra di Mezzo, si affronta l’altro lato della creatività del professore, con un’attenta analisi delle sue illustrazioni. L’autrice Roberta Tosi, critica d’arte e giornalista, ha dedicato molti anni allo studio dell’opera di Tolkien, concentrandosi principalmente sulle arti visive legate all’autore britannico. Questo saggio si pone quindi in una prospettiva del tutto diversa rispetto ai canonici studi tolkeniani, mostrando al pubblico un’immagine meno nota del nostro amato professore.

Esistono un’infinità di tomi che analizzano le opere del padre del fantasy parola per parola, ma non sempre è stata data la dovuta attenzione alle illustrazioni che accompagnano i suoi scritti, e in questa missione, la ricerca dell’autrice è oltremodo ineccepibile. Come nelle più classiche impostazioni accademiche, il saggio si divide in tre parti partendo dalla giovinezza dell’autore e la sua formazione accademica, passando poi per la creazione de Lo Hobbit e Il Signore degli anelli, per arrivare infine ai suoi ultimi anni di vita, al Silmarillion e le “opere minori”. L’esposizione ha una base principalmente biografica con riferimenti di comparatistica legati strettamente alle arti figurative. Fin dalle prime descrizioni viene fatta notare la spiccata capacità di osservazione di Tolkien e il suo amore indiscusso per la natura, la meticolosità per i dettagli e l’uso calibrato della prospettiva. Come accade anche nella sua poetica, le figure umane passano in secondo piano in confronto alla meraviglia dei verdi paesaggi, la maestosità delle montagne e l’immensità del mare, anche se non mancano scene di più domestica intimità, dai quali si percepiscono gli elementi di convivialità che si ritroveranno anni dopo nell’atmosfera casalinga di casa Baggins.

Parole e immagini

L’autrice ci racconta che le immagini che scaturivano dalle parole […] non si limitavano a prendere la forma del racconto ma diventavano colore e matita, inchiostro e acquerello sulla carta che aveva a disposizione; ciò rende l’idea di come determinati scenari riuscissero a prendere forma nella mente di Tolkien e di come la sua immaginazione fosse influenzata non solo dai luoghi visitati, ma anche dalle forme d’arte che ha avuto occasione di conoscere e apprezzare. Per esempio, ci viene fatto notare quante similitudini avesse con i preraffaeliti, sia per quanto riguarda lo stile che la linea di pensiero. Inoltre, paragonando varie illustrazioni de Lo Hobbit all’essenzialità del soggetto di Hokusai, viene evidenziata la tendenza al giapponismo del professore. Tuttavia non possiamo dimenticarci che ciò su cui sono costruite le fondamenta della Terra di Mezzo è la sua enorme raccolta cartografica. Assieme alla lingua parlata e scritta, infatti, ciò che rende vero un universo narrativo – nel fantasy ma non solo –  è la geografia del suo territorio che, legata alla storia del luogo, farà da base per la costruzione della cultura dei suoi abitanti. Tale elemento ci aiuta a capire meglio il processo attraverso cui Tolkien ha costruito i luoghi che ci hanno fatto sognare, scoprendo peculiarità che magari ci erano sfuggite tra un drago avido e un oscuro signore.

È risaputo che un testo di saggistica potrebbe rivelarsi piuttosto pesante per il lettore medio, sia per linguaggio che per i riferimenti esterni. A tal proposito Tosi è riuscita a rendere il suo saggio fruibile attraverso una scrittura scorrevole, chiara e tutt’altro che tediosa; inoltre, gli inserti “bianco su nero” in cui vengono esposte brevi biografie dei principali artisti che vengono nominati, rende le nozioni fruibili anche a un pubblico sprovvisto di una conoscenza artistica enciclopedica, che può comprendere i riferimenti senza cercare altrove le informazioni mancanti.

Si percepisce l’immenso amore che Tosi prova per tutta l’opera tolkeniana e quanto meticoloso sia il suo studio di comparazione tra scrittura e arti visive. Il fine ultimo di questo libro è quello di dimostrare quanto la creatività di Tolkien muova simultaneamente narrativa e disegno, come essi si completino tra loro e come si compenetrino l’uno con l’altro per creare una visione a tutto tondo di un universo frutto del lavoro di una vita intera.

L’arte di Tolkien è un viaggio nella Terra di Mezzo che passa attraverso una strada alternativa che va oltre la parola scritta, che la completa e senza la quale non avrebbe mai potuto esistere.

Stay Nerd consiglia…

Per poter apprezzare al meglio un buon saggio su Tolkien una lettura (o rilettura) de Il medioevo e il fantastico è sempre la scelta migliore, in quanto base fissa di ogni studio legato alle sue opere. Se invece vi piacerebbe approfondire la parte legata alla sua narrativa Il maestro della Terra di Mezzo di Paul H. Kocher è un saggio tanto interessante quanto fruibile che vi aiuterà a comprendere al meglio la complessa quanto straordinaria opera letteraria di Tolkien.

 
 
 

Seconda serata festival di SanRemo (3a parte)

Post n°14881 pubblicato il 07 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

1.05: Si è chiusa la seconda serata del Festival di Sanremo. Poche sorprese anche oggi nelle classifiche, serata troppo lunga per soli 12 concorrenti. Comunque è sempre uno spettacolo! Grazie per averci seguito, buonanotte e appuntamento a domani alle 20.35

1.03: Quella svelata è la classifica della sala stampa che vale per il 30% di questa serata. Nel blù ci sono Silvestri, Arisa, Achille Lauro, Bertè. Nel giallo Ex Otago, Il Volo, Ghemon, Turci. Nel rosso Negrita, Einar, Carta e Shade e Nek

1.02: Achille Lauro nel blù, Ghemon nel giallo, Negrita rosso. Bertè blù, Turci giallo, Einar rosso

1.01: Federica Carta nel rosso, Ex Otago nel giallo, Silvestri nel blù, Arisa nel blù, Il Volo nel giallo e Nek clamorosamente nel rosso

1.00: Ecco la classifica

0.57: Sono le due figlie di Pino Daniele a ritirare il premio

0.55: Baglioni, Bisio e Raffaele sono sul palco per consegnare il premio alla carriera a Pino Daniele

0.51: Si torna sul palco dell’Ariston con Bisio che presenta Michele Riondino e Laura Chiatti che presenteranno il film Un’avventura. I due cantano proprio “Un’avventura”

0.47: Dopo la pubblicità verrà comunicata la classifica di questa sera

0.46: Applausi del pubblico per Cocciante e Baglioni ma l’errore c’è stato ed è piuttosto eclatante

0.45: La standing ovation dell’Ariston, Cocciante riparte con Margherita acapella

0.43: Errore nel testo di Cocciante… Un pizzico di imbarazzo tra Baglioni e Cocciante

0.41: Entra in scena Baglioni in duetto. Un pianoforte nero per Cocciante, uno bianco per Baglioni

0.40: Applausi per Riccardo Cocciante che attacca Margherita

0.36: Gio di Tonno in borghese (non vestito da Quasimodo) sta cantando Bella, uno dei pezzi più struggenti di Notre Dame de Paris in trio con Matteucci e Cocciante

0.35: C’è sul palco il cast di Notre Dame del Paris che intona Bella

0.34: Dopo il break ci sono Bisio e Virginia Raffaele sul palco dell’Ariston. E’ il momento di Riccardo Cocciante

0.28: Break pubblicitario: 20′ di sketch di Pio e Amedeo

0.25: Francamente, anche per i fans più sfegatati, 17′ di Pio e Amedeo sono troppi

0.18: Ancora sul palco Pio e Amedeo che la stanno tirando un po’ lunga… 10′ di sketch, tutto su Claudio Baglioni

0.11: Pio e Amedeo imvitano Baglioni a cantare ai matrimoni e al suo rifiuto dicono “Non ci sono più i Gigi D’Alessio  di una volta…”

0.08: “Dopo i pezzi con Al Bano e Morandi e la presentazione con Pippo Baudo, Rovazzi è il botulino del mondo dello spettacolo italiano”

0.07: “La ragazza con la maglietta fina adesso ha la pancera…”

0.06: Cellulari accesi all’Ariston e standing ovation. Entrano Pio e Amedeo, i comici di Mediaset

0.04: Arrangiamento discutibile, soprattutto nell’incipit per “Questo piccolo grande amore” che non esalta fino in fondo le doti vocali di Baglioni e non rispetta l’atmosfera della canzone

0.03: Questi Federica Carta e Shade sul palco di Sanremo

 

 

0.00: Claudio Baglioni canta “Questo piccolo grande amore”

23.57: Pippo Baudo presenta Claudio Baglioni ricordando che nel 1985 a chiusura di uno dei suoi tanti Fantastico aveva premiato Baglioni per “Questo piccolo grande amore” come canzone del secolo

23.55; C’è Pippo Baudo sul palco dell’Ariston che risponde all’applauso del pubblico dicendo che si presenterà nelle presidenziali

23.50: Vestito a metà fra il robotico e l’armatura per Virginia Raffaele che cade sull’outfit proprio nel finale

23.48: In onda un medley dei pezzi in gara questa sera

23.46: Mano nella mano Shade e Federica Carta, stile Lady Oscar, salutano il pubblico che probabilmente non sentirà la loro mancanza

23.44: Il pezzo assomiglia molto, forse troppo, al loro primo successo, “Irraggiungibile”…

23.43: Look discutibile per Federica Carta in stile Michael Jackson, occhiali con le lenti rosa per Shade

23.42: FEDERICA CARTA E SHADE “SENZA FARLO APPOSTA”
Si parla di un amore non corrisposto. I due hanno spiegato che descrive un modo di fare che entrambi hanno in comune: innamorarsi facilmente, essere un po’ “zerbini” e puntualmente non essere corrisposti.

23.41: Baglioni e Bisio presentano Federica Carta e Shade. Ecco il testo:

Federica Carta e Shade
Senza farlo apposta
di Shade – J. Ettorre – Jaro

A volte dirsi ti amo
È più finto di un «dai ci sentiamo»
Ho il tuo numero ma non ti chiamo
A te fa bene, a me fa strano
Che parli con me ma non sono qui
E non ci credo ai tuoi «fidati»
Prima facevi monologhi
Ora parli a monosillabi
E ti sei messa quei tacchi
Per ballare sopra al mio cuore
Da quando hai buttato le Barbie
Per giocare con le persone
Dicono che non capisci il valore
Di qualcuno fino a quando non l’hai perso
Tu non capiresti lo stesso
Quindi non dirlo nemmeno per scherzo
E scusa ma, non me ne importa
E sono qua, un’altra volta
Ci finisco sempre senza farlo apposta
Aspetto ancora una risposta
E scusa ma, non me ne importa
E sono qua, un’altra volta
Ci finisco sempre senza farlo apposta
Passavo a prendermi la colpa
E ti ho detto ti amo
Non eri il regalo che immaginavo
Noi piano piano ci roviniamo
Dammi il mio panico quotidiano
Quando ti vedo con gli altri
Tu non sai quanto vorrei essere via
Sei troppo bella per essere vera
Ma anche troppo bella per essere mia
E io ho finito l’autonomia
Per sopportare ogni tua bugia
Se avessi modo dentro la testa
Cancellerei la cronologia
E non so quanto sbagliato sia
Fingere di essere un bravo attore
È ora che io me ne vada via
Scomparirò in un soffio al cuore
E scusa ma, non me ne importa
E sono qua, un’altra volta
Ci finisco sempre senza farlo apposta
Aspetto ancora una risposta
E scusa ma, non me ne importa
E sono qua, un’altra volta
Ci finisco sempre senza farlo apposta
Passavo a prendermi la colpa
Scusa ma, non ci riesco mi hai lasciato un po’ di te
Ma hai preso tutto il resto
E sono qui stasera, ancora un’altra volta
Che c’è la luna piena, ma tu hai la luna storta
E scusa ma, non me ne importa
E sono qua, un’altra volta
Ci finisco sempre senza farlo apposta
Aspetto ancora una risposta
E scusa ma, non me ne importa
E sono qua, un’altra volta
Ci finisco sempre senza farlo apposta
Passavo a prendermi la colpa

23.40: E’ piaciuto comunque il pezzo dei Negrita che portano a casa un bell’applauso dell’Ariston

23.36: Niente di nuovo sul fronte Negrita. E’ un pezzo in classico stile Negrita, anche al secondo ascolto non decolla. Pau ci mette tutto l’impegno ma manca l’energia, il loro solito tiro

23.35: NEGRITA “I RAGAZZI STANNO BENE” FASCIA GIALLA
Il malessere della società di oggi, le ferite che ci procura l’attualità. Gli sbarchi, gli schermi che ci riempiono la giornata, il male di vivere e cosa non va nel nostro mondo. ma il finale è ottimista.

23.34: Bisio riprende la linea e ha cambiato giacca. Completo grigio più chiaro per lui, calcia grigia. Presenta i Negrita. Ecco il testo:

Negrita
I ragazzi stanno bene
di P. Bruni – C. Petricich – E. Salvi – F. Barbacci – L. Cilembrini
P. Bruni – C. Petricich – E. Salvi – F. Barbacci – G. Ridolfo Gagliano

Tengo il passo sul mio tempo concentrato come un pugile
Sarà il peso del mio karma o la mia fortitudine
Con in mano una chitarra e un mazzo di fiori distorti
Per far pace con il mondo dei confini e passaporti
Dei fantasmi sulle barche e di barche senza un porto
Come vuole un comandante a cui conviene il gioco sporco
Dove camminiamo tutti con la testa ormai piegata
E le dita su uno schermo che ci riempie la giornata
Ma non mi va
Di raccogliere i miei anni dalla cenere
Voglio un sogno da sognare e voglio ridere
Non mi va
Non ho tempo per brillare voglio esplodere
Ché la vita è una poesia di storie uniche
E poi trovarsi qui sempre più confusi e soli
Tanto ormai non c’è più tempo che per essere crudeli
E intanto vai, vai che andiamo dentro queste notti di stelle
Con il cuore stretto in mano e con i tagli sulla pelle
Ma i ragazzi sono in strada, i ragazzi stanno bene
Non ascoltano i consigli e hanno il fuoco nelle vene
Scaleranno le montagne e ammireranno la pianura
Che cos’è la libertà? Io credo: è non aver più paura
Di piangere stasera, di sciuparvi l’atmosfera
E di somigliare a quelli come me
Non mi va…
Di lasciarmi abbandonare, di dovermi abituare
Di dovermi accontentare
Sopra di noi la gravità
Di un cielo che non ha pietà
Pezzi di vita che non vuoi perdere
Giorni di festa e altri da lacrime
Ma ho visto l’alba e mette i brividi, i brividi…

23.28: Break all’Ariston

23.26: Un filo lungo lo sketch di una spumeggiante Virginia Raffaele che che conclude fischiettando alcune arie liriche e da film. Divertente comunque

23.23: Divertente la gag lirica di Virginia Raffaele vestita di rosso

23.19: Baglioni presenta Virginia Raffaele che si cimenta nella Carmen di Bizet

23.18: Peccato per i problemi di gola di Paola Turci. Il pezzo rende ancora più di ieri. Potrebbe essere un’altra sorpresa. I veterani stanno stupendo

23.17: Scollatura generosa per Paola Turci, anche lei in completo nero. La canzone è bella. Struggente ma allo stesso tempo graffiante, ottimo arrangiamento, costruito su misura per Paola Turci che però denota un abbassamento di voce

23.16: PAOLA TURCI “L’ULTIMO OSTACOLO” FASCIA GIALLA
Una canzone dedicata al padre della cantante che non c’è più. La Turci ha spiegato che il testo della sua canzone parla della vita e degli ostacoli che dobbiamo affrontare, e il significato del testo è che non bisogna mai arrendersi. L’insegnamento del padre scomparso.

23.15: Claudio Bisio presenta Paola Turci. Ecco il testo:

Paola Turci
L’ultimo ostacolo
di P. Turci – L. Chiaravalli – S. Marletta – L. Chiaravalli – E. Roberts

Fermati
Che non è l’ora dei saluti
Vieni qui
E abbracciami per due minuti
Guardaci
Da fuori siamo la fotografia del giorno di un mio compleanno
Ricordo quando tu mi hai detto «non aver paura di tremare»
Che siamo fiamme in mezzo al vento, fragili ma sempre in verticale
Magari no non è l’ultimo ostacolo
Ma è bellissimo pensare di cadere insieme
Piove però siamo fuori pericolo
Riusciremo a respirare
Nel diluvio universale
Vetri che
Si appannano dal nostro lato
Scriverci
Parole grandi con un dito
Lettere
Che sbiadiranno solo per metà ma che riscriveremo ancora
Che siamo fiamme in mezzo al vento
Fragili ma sempre in verticale
Magari no, non è l’ultimo ostacolo
Ma è bellissimo pensare di cadere insieme
Piove però siamo fuori pericolo
Riusciremo a respirare
Nel diluvio universale
E cambieremo mille volte forma e lineamenti per non sentire l’abitudine
Ci saranno appuntamenti che sarai obbligato a perdere
E ci impegneremo a stare meglio quando far di meglio non si può
Magari no, non è l’ultimo ostacolo
Piove però siamo fuori pericolo
Riusciremo a respirare
Nel diluvio universale
Ci vedranno attraversare
Nel diluvio universale

23.14: Standing ovation per Loredana Bertè. Pubblico in piedi!!! C’è il podio in vista per Loredana Bertè che resta sul palco con in mano i fiori

23.11: Il pezzo è trascinante, la voce di Loredana è graffiante. Pezzo solido che può avere grande successo. Il ritornello rimane in testa

23.10: LOREDANA BERTE’ “COSA TI ASPETTI DA ME” FASCIA BLU’
L’inquietudine di un amore. Brandelli di vita vissuta da Loredana che si presenta con un pezzo scritto anche da Gaetano Curreri. Il disincanto ma allo stesso tempo il trascinamento. La dolcezza e la rabbia tipiche di un amore travolgente e burrascoso.

23.10: Entra sul palco dell’Ariston una vistosa Loredana Bertè… Ecco il testo:

Loredana Bertè
Cosa ti aspetti da me
di G. Curreri – P. Romitelli – G. Pulli

C’è qualcosa che non va
Per essere seduti qui
Per dirsi almeno
E dire almeno le cose inutili
Che ti sembra vero solo se
Doveva andare poi così
Che vuoi dare tutto
Vuoi dare tutto e resti lì
Ed io ci credevo
Ed io ci credevo sì
Ci vuole soltanto una vita
Per essere un attimo
Perché ci credevi
Perché ci credevi sì
Ti aspetti tutta una vita
Per essere un attimo
Che cosa vuoi da me
Che cosa vuoi da me
Cosa ti aspetti dentro te
Che tanto non lo sai
Tanto non lo vuoi
Quello che cerchi tu da me
Che cosa vuoi per me
Che cosa vuoi per te
Cosa ti aspetti in fondo a te
C’è qualcosa che non va
E tutto poi finisce qui
Puoi fare a meno
Di fare almeno le cose facili
Se è vero poi più vero è
Se va bene va bene così
E fragile fragile resti lì
E io ci credevo
Io ci credevo sì
Ci vuole soltanto una vita
Per essere un attimo
E tu ci credevi
Tu ci credevi sì
Ti aspetti tutta una vita
Per essere un attimo
Che cosa vuoi da me
Che cosa vuoi da me
Cosa ti aspetti dentro te
Che tanto non lo sai
Tanto non lo vuoi
Quello che cerchi tu da me
Che cosa vuoi per me
Che cosa vuoi per te
Cosa nascondi dentro di te
Ma io non posso credere che
Che esista un altro amore
Che esista un altro amore come te
Ma io non posso credere che
Esista un altro amore
Esista un altro amore
Che cosa vuoi da me
Che cosa vuoi da me
Cosa ti aspetti tu da me?
Che tanto non lo sai
Tanto non lo vuoi
Quello che cerchi tu da me
Che cosa vuoi per me
Che cosa vuoi per te
Cosa nascondi negli occhi te
Che cosa vuoi da me?

23.06: L’r’n’b di Ghemon con impermeabile beige convincde leggermente di più rispetto a ieri ma l’interpretazione non è impeccabile. Qualche imperfezione soprattutto sulle note alte. In radio può funzionare. Sara suggerisce un duetto con Mengoni

23.05: GHEMON “ROSE VIOLA” FASCIA ROSSA
Il cantante avellinese si mette nei panni di una ragazza alle prese con una storia d’amore difficile. Amopre e originalità, soprattutto per il fatto che la protagonista e io narrante è una donna.

 
 
 

Seconda serata festival di SanRemo (2a parte)

Post n°14880 pubblicato il 07 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

 

23.04: Dopo il collegamento con Radio Due tocca a Ghemon. Ecco il testo:

Ghemon
Rose viola
di G. L. Picariello – S. Tognini – G. L. Picariello

Dieci fori di proiettile nell’anima
Ed il cuore ricolmo di sassi
La strada del ritorno
L’ho segnata sulla mappa dei miei passi falsi
Frasi squisite, quelle tue,
Che ora sanno di cibo per gatti
Ma sta nel gioco delle parti
Accarezzerò le tue mille spine
Sarò fragile
Rose viola
Stese sulle lenzuola
Come tutte le notti in cui
Te ne stai da sola
Nodi in gola
Ed il trucco che cola
Come tutte le notti in cui
Proprio lui ti trova
Lo sguardo segue fiero
Nello specchio questa linea curva lungo i fianchi
Mi fai sentire nuda ancora prima di spogliarmi
Tu sei il pensiero nero che mi culla
E anche stanotte scapperai su un taxi
Com’è difficile salvarsi
Rose viola
Stese sulle lenzuola
Come tutte le notti in cui
Te ne stai da sola
Nodi in gola
Ed il trucco che cola
Come tutte le notti in cui
Proprio lui ti trova
Gli occhi perdonano
Per uno come te
Anche se dico no
Resti dentro di me
Rose viola
Stese sulle lenzuola
Come tutte le notti in cui
Te ne stai da sola
Nodi in gola
Ed il trucco che cola
Come tutte le notti in cui
Proprio lui ti trova

23.02: Ovazione dell’Ariston per Baglioni e Mengoni che hanno omaggiato Lucio Battisti e Mogol

23.00: Due fuoriclasse della musica italiana rendono omaggio al numero uno

22.59: Baglioni attacca “Emozioni” di Lucio Battisti

22.57: Bellissimo il pezzo che ha vinto Sanremo nel 2013 eseguito in acustico da Mengoni con Baglioni al piano e alla seconda voce

22.55: Si riparte con Baglioni al piano e Mengoni che canta L’Essenziale

22.50: Mengoni, intervistato da Bisio, appare visibilmente emozionato. Lo attendiamo dopo il break per un’altra performance

22,48: Emozioni a Sanremo per il duetto Mengoni-Walker: il pezzo è uno dei più ascoltati per radio del momento

22.46: Mengoni in completo nero con camicia bianca… un po’ anonimo. Copricapo per Tom Walker

22.44: E’ il momento di Marco Mengoni che sale sul palco dell’Ariston con Tom Walker per cantare il suo ultimo hit “Hola (I say)”

22.43: Come ieri, Baglioni, Raffaele e Bisio fanno una parodia della Famiglia Addams, prendendo spunto dalle prese in giro sui social

22.42: E’ una versione edulcorata ed asciugata degli Ex Otago… Una canzone d’amore dolce: la sufficienza c’è ma non convince fino in fondo

22.39: Secondo Raffaele Montanari questa è una canzone orecchiabile che potrebbe avere grande successo in radio…

22.38: Non sono gli Ex Otago di Tutto Bene: riflessivi, sanremesi, non particolarmente coraggiosi. Di sicuro questo non è un brano classico del gruppo che è sul palco dell’Ariston

22.37: Michelle Hunziker presenta gli Ex Otago. Questo il testo:

Ex-Otago
Solo una canzone
di M. Carucci – S. Bertuccini – F. Bacci – O. Martellacci
R. Bouchabla – M. Carucci

Resta con me
Perché la notte mi fa perdere
Poi non ho voglia di sognare
Perché domani è uguale
Resta con me
Anche se è una vita che usciamo insieme
Dormir con te stanotte è importante
Perché ci vogliamo bene
Non è semplice
Restare complici
Un amante credibile
Quando l’amore non è giovane
Non è semplice
Scoprire nuove tenebre
Tra le tue cosce dietro le orecchie
Quando l’amore non è giovane
È solo una canzone
Abbracciami per favore
A te posso dire tutto
Tutto ciò che sento
Tutti cantano l’amore
Quando nasce quando prende bene
Quando tremano le gambe
Quando non c’è niente che lo può fermare
Ma tutte quelle storie
Che hanno visto almeno dieci primavere
Cento casini cento grandi scene
Mille pagine attaccate ancora insieme
Non è semplice
Restare complici
Un amante credibile
Quando l’amore non è giovane
Non è semplice
Scoprire nuove tenebre
Tra le tue cosce dietro le orecchie
Quando l’amore non è giovane
È solo una canzone
Abbracciami per favore
A te posso dire tutto
Tutto ciò che sento
È solo una canzone
Abbracciami per favore
Con te voglio fare tutto
Tutto ciò che sento
Resta con me
Perché da solo non ho fame
Poi non è bello cucinare
Solo per me
Solo per me
È solo una canzone
Abbracciami per favore
A te posso dire tutto
Tutto ciò che sento
È solo una canzone
Abbracciami per favore

22.36: Michelle Hunziker fa il riepilogo degli artisti da votare e incontra Claudio Baglioni

22.35: C’è Virginia Raffaele sul palco che chiama Michelle Hunziker al suo fianco

22.29: Break all’Ariston

22.28: Messaggio di fratellanza nel pezzo cantato e ballato da Bisio e Hunziker che parla di “Lega dell’amore”

22.25: Duetto tra Bisio e Hunziker

22.23: La Hunziker c’è eccome! Voce troppo squillante per un’influenza. Bisio invita a chiudere gli occhi e la Hunziker sale sulla scala dell’Ariston. Vestito meraviglioso di Michelle Gonna ampia con spacca che lascia trasparire i pantaloni e top tempestata di paillettes senza spalline

22.21: Potrebbe essere una gag…

22.20: Collegamento telefonico con Michelle Hunziker che non può essere al Festival per un’influenza

22.19: “Ho sedici anni e vivo in un carcere”… Pezzo di impatto, radiofonico, c’è l’applauso dell’Ariston

22.17: Funziona anche la scenografia dove domina il rosso e l’insert del rapper Rancore, che rende l’idea del disagio

22.16: Ritmo trascinante, incalzante, crea pathos e Silvestri è un rapper inusuale ma efficace

22.16: DANIELE SILVESTRI “ARGENTO VIVO” FASCIA BLU’
Il brano parla della vita di un adolescente e per la precisione di un sedicenne, che si sente chiaramente ingabbiato nel proprio quotidiano. Il rapporto con l’universo virtuale, con tutto ciò che si muove in rete, ma anche il senso di ingiusta predestinazione ad un futuro che non si è scelto.

22.15: E’ il momento di Daniele Silvestri, uno dei favoriti per la vittoria finale, ecco il suo testo

Daniele Silvestri
Argento vivo
di D.Silvestri – T. Iurcich – D. Silvestri – F. Rondanini – M.Agnelli

Ho sedici anni
Ma è già da più di dieci
Che vivo in un carcere
Nessun reato commesso là
Fuori
Fui condannato ben prima di nascere
Costretto a rimanere seduto per ore
Immobile e muto per ore
Io, che ero argento vivo
Signore
Che ero argento vivo
E qui dentro si muore.
Questa prigione corregge e
Prepara una vita
Che non esiste più da
Almeno vent’anni
A volte penso di farla finita
E a volte penso che dovrei vendicarmi
Però la sera mi rimandano a casa
Lo sai
Perché io possa ricongiungermi a tutti i miei cari
Come se casa non fosse una gabbia anche lei
E la famiglia non fossero i domiciliari
Ho sedici anni ma è già da più di dieci
Che vivo in un carcere
Nessun reato commesso là
Fuori
Fui condannato ben prima di nascere
E il tempo scorre di lato ma
Non lo guardo nemmeno
E mi mantengo sedato per
Non sentire nessuno
Tengo la musica al massimo
E volo
Che con la musica al massimo
Rimango solo
E mi ripetono sempre che devo darmi da fare
Perché alla fine si esce e non saprei dove andare
Ma non capiscono un cazzo, no
Io non mi ci riconosco
E non li voglio imitare
Avete preso un bambino che
Non stava mai fermo
L’avete messo da solo
Davanti a uno schermo
E adesso vi domandate se sia normale
Se il solo mondo che apprezzo
È un mondo
Virtuale
Io che ero argento vivo
Dottore
Io così agitato, così sbagliato
Con così poca attenzione
Ma mi avete curato
E adesso
Mi resta solo il rancore
Ho sedici anni
Ma è già più di dieci
Che ho smesso di credere
Che ci sia ancora qualcosa là
Fuori
E voi lasciatemi perdere
Così facile da spiegare
Come si nuota in mare
Ma è una bugia, non si può imparare
A attraversare
Quel che sarò
Nella testa girano pensieri
Che io non spengo
Non è uno schermo
Non interagiscono se li tocchi
Nella tasca un apparecchio
Specchio di quest’inferno
Dove viaggio, dove vivo, dove mangio
Con gli occhi
Sono fiori e scarabocchi in un quaderno
Uno zaino come palla al piede
Un’aula come cella
Suonerà come un richiamo
Paterno il mio nome dentro l’appello
E come una voce materna la
Campanella suonerà
È un mondo nato dall’arte
Per questo artificiale
In fondo è un mondo
Virtuoso
Forse per questo virtuale
Non è una specie a renderlo
Speciale
E dicono
Che tanto è un movimento
Chimico
Un fatto mentale
Io che non mentivo
Che ringraziavo ad ogni mio
Respiro
Ad ogni bivio, ad ogni brivido
Della natura
Io che ero argento vivo in
Questo mondo vampiro
Mercurio liquido se leggi la
Nomenclatura.
Ho, sedici anni ma già da
Più di dieci vivo in un
Carcere
E c’è un equivoco nella
Struttura
E fingono ci sia una cura
Un farmaco ma su misura
E parlano parlano parlano
Parlano
Mentre mio padre mi spiega
Perché è importante studiare
Mentre mia madre annega
Nelle sue stesse parole
Tengo la musica al massimo
Ancora
Ma non capiscono un cazzo, no
E allora
Ti dico un trucco per
Comunicare
Trattare il mondo intero
Come un bambino distratto
Con un bambino distratto
Davvero
È normale
Che sia più facile spegnere
Che cercare un contatto
Io che ero argento vivo
Signore
Io così agitato
Così sbagliato
Da continuare a pagare in
Un modo esemplare
Qualcosa che non ricordo di
Avere mai fatto
Ho sedici anni
Ho sedici anni e vivo in un carcere
Se c’è un reato commesso là
Fuori
È stato quello di nascere

22.13: Break all’Ariston

22.12: Duetto Pippo Baudo-Virginia Raffaele, che escono assieme di scena

22.10: Appare a sorpresa il re dei presentatori di Sanremo: PIPPO BAUDO. Ennesima ovazione di Sanremo per lui

22.08: Scatta il duetto con Virginia Raffaele e Claudio Baglioni che ricordano Lelio Luttazzi

22.06: Poltrona da pianoforte per “anziani” per Baglioni…

22.04: Bell’applauso per Nek. C’è Baglioni sul Palco che preannuncia un duetto in memoria di un grande della musica italiana, Lelio Luttazzi. Entra Virginia Raffaele con una sedia non proprio adatta per il pianoforte

22.02: E’ il prolungamento virtuale di “Fatti avanti amore”: canzone radiofonica che però, al momento, non decolla. Esalta la voce di Nek ma non supera la sufficienza perchè non brilla per fantasia

22.01: NEK “MI FARO’ TROVARE PRONTO” FASCIA BLU’
Brano sanremese per Nek che parla, come da tradizione, di amore. Secondo il cantautore di Sassuolo una sorta di sequel di “Fatti avanti amore”, ultimo suo brano presentato a Sanremo. Il brano inneggia all’amore come sentimento supremo. Un sentimento che stravolge tutto nella vita delle persone. Il brano è scritto assieme al figlio di Biagio, Paolo Antonacci.

 
 
 

Diretta seconda serata festival di SanRemo (1a parte)

Post n°14879 pubblicato il 07 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

 

22.00: Questo il testo del pezzo di Nek:

Nek
Mi farò trovare pronto
di L. Chiaravalli – P. Antonacci – F. Neviani

Mi farò trovare pronto
A certi strani mutamenti
Con la guardia sempre alta
Anche con i sentimenti… anche con i sentimenti
Sono pronto sono pronto
A non esser pronto mai
Per essere all’altezza dell’amore
Sono pronto sono pronto
Come non ho fatto mai
Per essere all’altezza dell’amore
Mi farò trovare pronto
All’impatto col tuo nome
La tua firma sulla pelle
È la mia rivoluzione
Mi farò trovare pronto
Ad ogni regola che inverti
Ogni legge, ogni principio non saranno più gli stessi
Con la guardia sempre alta
Anche con i sentimenti… anche con i sentimenti
Libri di milioni di parole
Ce ne fosse almeno una
Per essere all’altezza dell’amore
Frasi di chissà quale canzone
Ne venisse adesso una
Per essere all’altezza dell’amore
Sono pronto sono pronto
A non esser pronto mai
Per essere all’altezza dell’amore
Sono pronto sono pronto
Come non ho fatto mai
Come non ho fatto mai… mai
Scene del più grande film d’autore
Non c’è trama né copione
Per essere all’altezza dell’amore
Libri di milioni di parole
Ce ne fosse almeno una
Per essere all’altezza dell’amore
Frasi di chissà quale canzone
Ne venisse adesso una
Per essere all’altezza dell’amore
Mi farò trovare pronto
Con l’amore in mezzo ai denti
Con la guardia sempre alta
Anche con i sentimenti… anche con i sentimenti
Sono pronto sono pronto
A non esser pronto mai
Per essere all’altezza dell’amore
Sono pronto sono pronto
Come non ho fatto mai
Come non ho fatto mai… mai

21.59: Tornano sul palco dell’Ariston Claudio Bisio e Virginia Raffaele

21.55; Break pubblicitario su Raiuno, break anche sull’Ariston

21.52: Seconda ovazione per Fiorella Mannoia e Claudio Baglioni che hanno regalato una grande emozioni a pubblico

21.51: Fiorella Mannoia protagonista all’Ariston

 

 

21.50: Sara e Margherita stanno cantando a squarciagola. Bel momento sul palco dell’Ariston

21.49: Baglioni alla chitarra accompagna Fiorella Mannoia in “Quello che le donne non dicono” di Ruggeri

21.48: Il racconto di Claudio Baglioni sul video di Amore Bello al quale, nel 1973, partecipò anche Fiorella Mannoia cadendo da cavallo

21.46: Non è il massimo dell’originalità il pezzo di Fiorella Mannoia che comunque spicca sempre per carisma, personalità e bravura. Scatta la standing ovation dell’Ariston e addirittura il coro “Fiorella, Fiorella”

21.44: Tailleur nero anche per Fiorella Mannoia, suggestivo e struggente il suo pezzo

21.42: Dopo il monologo di Bisio che prende in giro i leoni da tastiera, è il momento di Fiorella Mannoia che anticipa il suo prossimo album con “Il peso del coraggio”

21.41: Ecco Arisa in total black sul palco di Sanremo

21.40: Bella battuta di Bisio che dice che per la sua giacca di ieri non è stato maltrattato nessuno divano

21.38: La chiusura lenta di Arisa impreziosice il pezzo. Questa sera l’abbiamo capita e apprezzata di più e dobbiamo dire che il pezzo acchiappa e potrebbe essere la sorpresa

21.36: E’ trascinante il pezzo di Arisa. Pezzo difficile da cantare ma con quella voce la cantante lucana può fare quello che vuole

21.35: ARISA “MI SENTO BENE” FASCIA GIALLA
Canzone autobiografica che riflette lo stato attuale della cantante. “Mi sento bene, perché rinnovarsi e stupire fa bene a tutti ed è giusto ogni tanto esplorare strade nuove e proporsi in veste inedita al pubblico che ascolta” ha dichiarato.

21.34: E’ il momento di Arisa sul palco dell’Ariston. Questo il testo:

Arisa
Mi sento bene
di M. Buzzanca – L. Vizzini – R. Pippa
M. Buzzanca – L. Vizzini – A. Flora

Credere all’eternità è difficile
Basta non pensarci più e vivere
E chiedersi che senso ha? È inutile
Se un giorno tutto questo finirà
Ritrovare un senso a questo assurdo controsenso
È solamente la più stupida follia
Se non ci penso più mi sento bene
Guardo una serie alla tv e mi sento bene
Leggo un giornale, mi sdraio al mare
E prendo la mia vita come viene
Se non ci penso più mi sento bene
Cosa ne sarà
Dei tanti giuramenti degli amanti
Di tutti i miei rimpianti
Dell’amore e della crudeltà?
Cosa ne sarà
Dei sogni nei cassetti, poveretti
Dei grandi amori persi
Quando questo tempo finirà?
Se non ci penso più mi sento bene
Mi sveglio presto il lunedì e mi sento bene
Le strade piene quando è Natale
Magari non è niente di speciale
Ma tutto questo mi fa stare bene
Se non ci penso più mi sento bene
Se sto al telefono con te mi sento bene
I baci in corsa, le calze a rete
Gli inviti a cena per fare l’amore
Sentirmi bella mi fa stare bene
Cosa ne sarà
Dei pomeriggi al fiume da bambina
Degli occhi di mia madre
Quando questo tempo finirà?
Se non ci penso più mi sento bene
Se faccio quello che mi va mi sento bene
Balliamo un tango sotto la neve
Non penso a niente e tutto mi appartiene
E più non penso e più mi sento bene
E non pensare più a cosa dire
Sentirmi libera da me, come i bambini
Restare nudi, lasciarsi andare
E non aver paura di invecchiare
Accarezzare tutto e stare bene
Forse è tutto qui il mio vivere
Quasi elementare, semplice
Ridere non è difficile
Se cogli il buono di ogni giorno
Ed ami sempre fino in fondo
Adesso voglio vivere così

21.32: Virginia Raffaele scova le somiglianze con i vip nell’orchestra e scherza con il chitarrista storico di Sanremo

21.31: Seconda standing ovation consecutiva per Il Volo. Claudio Baglioni chiama l’applauso per l’orchestra

21.29: Non si discute la qualità delle voci dei tre componenti de Il Volo che abbracciano quasi tutte le generazioni

21.28: Scarpe da ginnastica per Il Volo che, anche al secondo ascolto, evidenziano una somiglianza rispetto ai loro pezzi precedenti

21.27: IL VOLO “MUSICA CHE RESTA” FASCIA BLU’
Testo classico e sanremese. Si parla d’amore con la mano di una grande della musica italiana come Gianna Nannini. “Un pezzo che rispecchia le nostre personalità” hanno dichiarato i tre ragazzi

21.25: Torna sul palco Claudio Bisio che presenta Il Volo. Questo il testo:

Il Volo
Musica che resta
di G. Nannini – E. Munda – P. Romitelli – P. Mammaro – A. Carozza G. Nannini – E. Munda – P. Romitelli – P. Mammaro

Leggo in fondo ai tuoi pensieri
Cerco in un sospiro i tuoi desideri
Mostrami la parte del tuo cuore che
Nascondi nel profondo
Ascolto tutti i tuoi silenzi
Come è bello perdermi dentro ai tuoi occhi
Sono io il tuo sogno? Quando resti sveglia
E senza niente intorno
Tu che sei la forza e il coraggio
La meta in un viaggio
Il senso dei giorni miei
Io ci sarò da ora e per sempre
Amore abbracciami
Voglio proteggerti
Siamo il sole in un giorno di pioggia
Stanotte stringimi
Baciami l’anima
Siamo musica vera che resta
Tra miliardi di persone
Ti ho riconosciuta nella confusione
Sciogli quel sorriso dal tuo viso e
Andiamo via lontano
Tu che sei davvero importante
In ogni mio istante
Sei la melodia
E non passerai, mai
Amore abbracciami
Voglio proteggerti
Siamo il sole in un giorno di pioggia
Stanotte stringimi
Baciami l’anima
Siamo musica vera che resta
Non siamo un soffio di vento
Non siamo un momento
Lo sai che il tuo posto è per sempre qui
Amore abbracciami
Voglio proteggerti
Siamo il sole in un giorno di pioggia
Stanotte stringimi
Baciami l’anima
Siamo musica vera che resta
Siamo musica vera che resta

21.21: C’è il primo break di serata

21.20: Prosegue la gag (che si allunga un po’ troppo) con Tu come stai

21.18: Ora tocca a Bisio cantare Porta Portese e Baglioni “mette” la punteggiatura…

21.17: Baglioni intona Signora Lia e Bisio mette la punteggiatura con versi e gesti. Divertente la gag fra i due

21.16: Lungo dialogo sulla punteggiatura nella musica tra Bisio e Baglioni

21.13: Sara trova una somiglianza con “Something just like it” dei Coldplay e ce la intona live: uno spettacolo! Il pezzo non decolla. Piuttosto melenso, almeno c’è l’intonazione che non è poco

21.12: EINAR FASCIA ROSSA
Il cantante non sa cosa scegliere, perché è diviso tra l’amore per la musica e per la fidanzata. Il giovane cantante non è tra gli autori, ma lui stesso ha confermato ai microfoni di Tv Sorrisi e Canzoni di rivedersi molto nel protagonista dei versi.

21.10: E’ il momento di Einar, Questo il testo:

Einar
Parole nuove
di A. Maiello – E. Palmosi – N. Marotta – A. Maiello

Parlo poco lo sai, soprattutto di te
Scrivo solo canzoni cosa vuoi sentirti dire
Che sono stanco di tutto e forse anche di me
Mi devi ancora un ritorno molto più di mille parole
Io che cerco una risposta anche quando non c’è
La superficialità dei tuoi sguardi mi uccide
E tu non lo sai, no tu non lo vedi
Quanto amore lasci mentre ti allontani
E giuro che se te ne vai non ti verrò a cercare
Camminerò lontano dal tuo cuore
E giuro che se te ne vai cancellerò il tuo nome
Riscriverò l’amore con parole nuove
Riscriverò l’amore con parole nuove
Riscriverò l’amore con parole nuove
C’è chi dice che il tempo anestetizzi un ricordo
Ma qui c’è ancora il tuo odore che ricorda ogni notte il tuo corpo
E cerco ancora una risposta anche quando non c’è
La superficialità dei tuoi sguardi mi uccide
E tu non lo sai, no tu non lo vedi
Quanto amore lasci mentre ti allontani
E giuro che se te ne vai non ti verrò a cercare
Camminerò lontano dal tuo cuore
E giuro che se te ne vai cancellerò il tuo nome
Riscriverò l’amore con parole nuove
Riscriverò l’amore con parole nuove
Riscriverò l’amore con parole nuove
Confonderemo i passi tra la neve
Senza far rumore, senza far rumore
Camminerò lontano dal tuo cuore
E scriverò l’amore con parole nuove
E giuro che se te ne vai non ti verrò a cercare
Camminerò lontano dal tuo cuore
E giuro che se te ne vai cancellerò il tuo nome
Riscriverò l’amore con parole nuove

21.09: Tutto sommato apprezzabile la volontà del trapper romano di cimentarsi con la melodia. Il ritmo c’è, l’intonazione un po’ meno

21.08: Occhiali da sole stile John Lennon, vestito in nero elegante, una spilla a tarantola sul collo. Uso dell’autotune nel ritornello

21.06: Questo il testo di Rolls Royce:

Achille Lauro
Rolls Royce
di L. De Marinis – D. Petrella – D. Dezi – D. Mungai – E. Manozzi

Sdraiato a terra come i Doors
Vestito bene via del Corso
Perdo la testa come Kevin
A ventisette come Amy
Rolls Royce
Si come Marilyn Monroe
Chitarra in perla Billie Joe
Suono per terra come Hendrix
Viva Las Vegas come Elvis
Oh Rolls Royce
Rolls Royce
Rolls Royce
Rolls Royce
Rolls Royce
Rolls Royce
No non è vita è Rock’n Roll
No non è musica è un Mirò
È Axl Rose
Rolling Stones
No non è un drink è Paul Gascoigne
No non è amore è un sexy shop
Un sexy shop si si è un Van Gogh
Rolls Royce
Rolls Royce
Voglio una vita così
Voglio una fine così
C’est la vie
Non è follia ma è solo vivere
Non sono stato me stesso mai
No non c’è niente da capire
Ferrari bianco si Miami Vice
Di noi che sarà
Rolls Royce Rolls Royce
Di noi che sarà
Rolls Royce Rolls Royce
Rolls Royce
Rolls Royce
Voglio una vita così
Voglio una fine così
C’est la vie
Amore mio sei il diavolo
Che torni ma
Solo per dare fuoco al mio cuore di carta
Dio ti prego salvaci da questi giorni
Tieni da parte un posto e segnati sti nomi
Rolls Royce
Rolls Royce
Rolls Royce

21.05: E’ il momento di ACHILLE LAURO “ROLLS ROYCE” FASCIA ROSSA
Una vita spericolata, tipica dei “rapper” o dei “trapper”. Achille Lauro racconta se stesso, in modo trasgressivo e irriverente, il tutto citando una serie di personaggi discussi della storia del rock, dello spettacolo e dello sport: da Amy Winehouse a Marily Monroe, da Jimi Hendrix a Paul Gascoigne passando per Elvis Presley.

21.04: C’è la schermata dei partecipanti di questa sera e Bisio cerca di aizzare il pubblico con una presentazione sopra le righe

21.02: Lunga spiegazione del regolamento da parte dei tre presentatori che appaiono molto meno ingessati rispetto a ieri

21.00: La gag riguarda il fatto che il Festival è stato trending topic in Norvegia. Traduzione improbabile di Virginia Raffaele sulla spiegazione del regolamento di Claudio Bisio

20.58: Bisio ironizza sulle paillettes del bavero della giacca di Claudio Baglioni

20.57: Claudio Baglioni presenta Virginia Raffaele e Claudio Bisio. Lei abito nero, lungo, stile Impero con una spilla nell decolletè, Bisio con giacca di velluto e farfallino

20.55: Spettacolare la coreografia studiata per la sigla “Noi no” di Claudio Baglioni che accoglie in piedi la standing ovation dell’Ariston

20.53: Sul palco il corpo di ballo di Baglioni. Una ventina di ballerini con felpa e cappuccio in testa

20.52: Smoking classico con il farfallino per Baglioni che sta cantando fra un fascio di luci. Fondo in rosso

20.51: La sigla di questa sera è “Noi no” di Claudio Baglioni che è da solo sulla scala

20.50: Parte la sigla dell’Eurovisione. Ci siamo! Inizia la seconda serata di Sanremo

20.45: Tra pochissimi istanti il via della serata. Attenzione all’inizio e agli outfit dei tre presentatori, Bisio, Baglioni e Raffaele

20.42: In onda su Raiuno il pre-festival, mentre all’Ariston fervono i preparativi per la seconda serata del Festival

20.38: Attesa anche per la presenza a Sanremo di Michele Riondino e Laura Chiatti che presenteranno il film Un’avventura su Lucio Battisti

20.35: Un po’ di ritardo sull’inizio del pre-festival

20.31: Attesa anche per il premio alla carriera a Pino Daniele

20.28: E’ una serata che si preannuncia diversa da quella di ieri. Molto più spazio agli ospiti che stasera saranno Marco Mengoni, Fiorella Mannoia e Riccardo Cocciante

20.25: Questo il regolamento della seconda serata:

VOTAZIONE MISTA: TELEVOTO + GIURIA DELLA SALA STAMPA + GIURIA DEMOSCOPICA (CON
PESO 40%, 30%, 30%)
Televoto con Sessione UNICA in cui sarà possibile votare per tutti i 12 Artisti in gara della Serata.
Giuria della Sala Stampa: ciascun giornalista esprime 2 preferenze singole, ossia da attribuire a 2 Artisti differenti.
Giuria Demoscopica: Ciascun giurato avrà a disposizione 12 preferenze.
– avrà l’obbligo di attribuire tutte le 12 preferenze;
– avrà la possibilità di distribuire le preferenze tra un minimo di 5 ed un massimo di 8 Artisti.
Il risultato del Televoto sarà trasformato in percentuale e sommato al voto percentualizzato della Giuria della Sala Stampa e della Giuria Demoscopica: i tre distinti risultati avranno rispettivamente peso per il 40%,30%,30%. In caso di ex-aequo, dopo 4 cifre decimali, si farà riferimento alla graduatoria risultante dalla votazione del Televoto e, in caso di ulteriore persistenza di ex-aequo, alla graduatoria risultante dalla votazione della Giuria della Sala Stampa

 
 
 

Seconda serata festival di SanRemo

Post n°14878 pubblicato il 06 Febbraio 2019 da Ladridicinema
 

Vi raccontiamo tutto, dallo stile della presentazione di Claudio Bisio e Virginia Raffaele, supervisionati da Claudio Baglioni, agli ospiti: questa sera tre mostri sacri della musica italiana, vi terremo aggiornati su classifiche, votazioni, immancabili polemiche e novità, fino ad arrivare alla proclamazione del vincitore dell’edizione 2019 al termine della serata finale di sabato.

Nella seconda serata si esibiscono i primi dodici dei 24 cantanti e gruppi in gara. In ordine di apparizione: Achille Lauro con Rolls Royce, Einar con Parole nuove, Il Volo con Musica che resta,  Arisa con Mi sento bene, Nek con Mi farò trovare pronto, Daniele Silvestri con Argento vivo, Ex Otago con Solo una canzone, Ghemon con Rose viola, Loredana Bertè con Cosa ti aspetti da me, Paola Turci con L’ultimo ostacolo,  Negrita con I ragazzi stanno bene, Federica Carta e Shade con Senza farlo apposta.  E’ prevista una votazione mista per decretare la classifica al termine della terza serata: TELEVOTO (40%)+ GIURIA DELLA SALA STAMPA (30%)+ GIURIA DEMOSCOPICA (30%). Gli ospiti musicali sono Fiorella Mannoia, Riccardo Cocciante e Marco Mengoni. E’ prevista anche la presenza sul palco dell’Ariston anche di Michelle Hunziker, degli attori Laura Chiatti e Michele Riondino e dei comici Pio e Amedeo. Sarà inoltre consegnato alla famiglia il premio alla carriera di Pino Daniele

 
 
 

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