Creato da: je_est_un_autre il 04/11/2008
Date la colpa alla mia insonnia

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Zum-pa-pÓ (II)

Post n°107 pubblicato il 06 Ottobre 2010 da je_est_un_autre

LUI: "Nulla"? Non sto facendo "nulla"? Hai mai fatto caso a quanto può far male la noncuranza con cui si usano le parole? Guardati in giro, è proprio a causa di questa faciloneria che stiamo per finire nel baratro.

LEI: Beh, sicuramente tu nel baratro ci finirai ben riposato.

LUI: Ah-ah. Davvero divertente. Piuttostosto ascoltami. Al di là dell'ironia, ma anche di ogni considerazione morale, anzi direi piuttosto moralista, si deve avere il coraggio e la lucidità per essere obiettivi e considerare che esistono diversi tipi di nulla. Non mi guardare così, dico sul serio. Ci sono studi, prove provate, addirittura episodi storici a comprovare ciò che dico. Non scherzo. Quindi prima di giudicare vorrei che ti soffermassi sul fatto, ad esempio, che anche il vecchio Karl Marx se ne stava a casa a pensare. Hai mai sentito che in famiglia gli facessero rimostranze? Che la moglie lo redarguisse con parole del tipo "Alzati da quella scrivania, Karl, e vai a respirare un po' d'aria, santo cielo! Vattene almeno al Circolo, se proprio non  sai come trovarti un lavoro!". Se si fosse messo a passeggiare per Londra oppure a giocare a bridge, avrebbe forse cambiato il corso della storia?

LEI: Probabilmente sarebbe stato meglio, visti i risultati.

LUI: Ah! La tua...inerzia culturale è imperdonabile.

LEI: Avrebbe dovuto cantargliele chiare, al marito. Probabilmente la intimidiva. Sfido io, con quella barba!

LUI: La barba? Ma dico io, si può essere più superficiali? Parliamo di Marx e tutto quello che ti viene in mente cos'è? la sua barba. Santapace.

LEI: Aveva un aspetto minaccioso, non puoi negarlo. Povera donna. Comunque se qui c'è qualcuno malato di inerzia, quello sei tu, caro il mio rivoluzionario sdraiato.

LUI: Eccola qua, la riprova della tua incapacità di sentire. Non sei in grado di fiutare il fermento, la vibrazione di cui è permeata questa casa, piena, densa della mia presenza pensante.

LEI: Il fermento che si sente qui in giro so ben io a cosa è dovuto.

LUI: E sarebbe?

LEI: Ho dato un'occhiata al bagno. E' in uno stato orribile. Da quanto tempo non pulisci?

LUI: Mioddìo, morirai di questa ossessione igienista, lo sai? Non voglio nemmeno indagare a che cosa sia dovuta. Ci sono motivazioni terrificanti, incubi e traumi di ogni tipo dietro a queste monomanie. Devi avere avuto un'infanzia disperata, mi riempie di pena questa constatazione.

LEI: Ecco che abbiamo trovato una bella cosa da farti fare, che ne dici? Una bella ripassata al bagno.

LUI: Impossibile. Ho un progetto in mente della più grande importanza. Il bagno può attendere.

LEI: Sì, lo stesso progetto che prometti da anni, certo. Senti, io esco, cosa che dovresti fare anche tu, tra l'altro. Cerca di farmi almeno trovare il bagno pulito, per quando tornerò. E magari fatti anche la barba, cominci ad avere un aspetto minaccioso, così conciato.

LUI: Aspetta!...volevo almeno metterti in guardia.

LEI: Da cosa?

LUI: T'ho già detto di quello spettro che s'aggira?

LEI: (esce)

 

 

 

 
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