Creato da: je_est_un_autre il 04/11/2008
Date la colpa alla mia insonnia

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Dicembre 2020 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31      
 
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Guarda, a dir molto siete in:

 
Citazioni nei Blog Amici: 128
 

Ultime visite al Blog

gianor1je_est_un_autreguf_guf.dcassetta2medusaurticantesofya_mpoem67amistad.siempreVasilissaskunkil_tempo_che_verraufewuoltre.lo.specchioormaliberacarloreomeo0
 

Ultimi commenti

Niko il barboncino nero è la mia controparte ludica....
Inviato da: gianor1
il 02/12/2020 alle 17:36
 
Sai, del resto una volta il tipo in questione non si...
Inviato da: Maura
il 02/12/2020 alle 15:54
 
Ma guarda un po' quanto movimento oggi, nel mio...
Inviato da: je_est_un_autre
il 01/12/2020 alle 18:43
 
Mi riferivo a Enzo Rasi, con la gramigna
Inviato da: cristiana marzocchi
il 01/12/2020 alle 18:05
 
Sei come la gramigna.
Inviato da: cristiana marzocchi
il 01/12/2020 alle 18:02
 
 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

 
« Uno.Benvenuti in Paradiso »

Retrospettiva (Terza Parte)

Post n°63 pubblicato il 17 Novembre 2009 da je_est_un_autre

Quando, da ragazzo, ti sei scoperto addosso gli stessi odori di tuo padre, sei rimasto sgomento: e il fastidio che ne derivava ti sconvolgeva, anche se non potevi e non volevi ammetterlo.
E' la tua stessa storia, una storia di rimozioni, silenzi e sensi di colpa.
Allora ti sei armato di tutto punto e, pronto ad andare, hai dichiarato guerra a tutte le reticenze.
Ma la guerra la fa solo chi è in grado di farla.
E così, non sei mai veramente partito.

I primi ricordi non sono miracolosamente precoci: nè bacinelle d'ottone, nè asciugamani, nè balie.
Ci sono, piuttosto: un'aula di scuola elementare dal soffitto straordinariamente alto (lo era davvero?) con le lettere dell'alfabeto appese al muro (ti ricordi con precisione la "I", con un imbuto disegnato a fianco), l'odore dei cessi, ed una biciclettina color ruggine. O forse era ruggine.
Il mondo padano, fuori, sembrava immutabile e rassicurante. Dalle finestre più alte i rami dei tigli te li ricordi neri e scheletrici, e novembre non finiva mai.
Nei lunghi pomeriggi d'estate ti lanciavi su un viottolo di campagna fino a quello che chiamavate "il ponte rotto" (ed era un piccolo ponticello fatto di pietre sopra un fosso), e da lì una volta cadesti sulle ortiche.
Poi vi spingevate ancora più in là, dai pioppi e sull'argine.
E ogni giorno era un'avventura da ricordare a casa, da solo, da vivere ancora, ancora una volta prima di dormire.
Dov'è finita, la tua capacità di stupirti?

L'adolescenza ti ha sorpreso inadeguato, goffo, impaurito. Odiavi tutto quello che vedevi, ma in verità avresti fatto come tutti (e lo facevi!), qualunque cosa, per mendicare amore o affetto o amicizia; e avresti fin rinnegato te stesso per ottenere un minimo di riconoscibilità, per essere accettato dagli altri, da chiunque.
La sera chiudevi la tua stanza senza possibilità di appello, e ti raccontavi ogni cosa.
Ti sentivi unico e solo.
Se pensi al silenzio di cui facevi trincea, nella luce del giorno e in famiglia, ti vengono i brividi.
Tuo padre non riusciva nemmeno a parlarti - ma tu lo guardavi, eccome se lo guardavi - e smoccolava tra sè nell'impossibilità di capire. Come somiglia a te, adesso.
Avevi messo un sistema solare, un universo intero fra di voi, e non potevi più tornare indietro.

La mancanza di senso di ogni cosa, il vuoto che ne proviene, mi dà i capogiri.
Ecco come sono. Mi attacco a un rimpianto per non andare alla deriva.


 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
Rispondi al commento:
megliounsorriso
megliounsorriso il 17/11/09 alle 22:05 via WEB
è sorprendente come ritrovi tanto di me, in questo che scrivi, persino la i di imbuto...imbuto era la parola che preferivo scrivere e il cartello col disegno dell'imbuto era quello che guardavo più spesso ricordo che proprio mi piaceva e per tutti era la parola più ostica da scrivere e leggere...avrei dovuto capire forse da quello qualcosa di me...ma ci ho messo molto più tempo a capire e ancora non ho finito.mi piace quando scrivi di te, lo so che te l'ho già detto, ma ogni volta sento l'urgenza di ripeterlo.notte
 
* Tuo nome
Utente Libero? Effettua il Login
* Tua e-mail
La tua mail non verrà pubblicata
Tuo sito
Es. http://www.tuosito.it
 
* Testo
 
Sono consentiti i tag html: <a href="">, <b>, <i>, <p>, <br>
Il testo del messaggio non può superare i 30000 caratteri.
Ricorda che puoi inviare i commenti ai messaggi anche via SMS.
Invia al numero 3202023203 scrivendo prima del messaggio:
#numero_messaggio#nome_moblog

*campo obbligatorio

Copia qui: