Creato da: je_est_un_autre il 04/11/2008
Date la colpa alla mia insonnia

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Succede di rado

Post n°473 pubblicato il 08 Agosto 2021 da je_est_un_autre

Succede di rado che una persona di cui stai parlando mentre stai in scena sia anche presente in platea, in carne e ossa. Mi è successo venerdì sera.
A dire il vero lo sapevo, che era presente, e se possibile il pensiero aggiungeva ansia ad una serata che si annunciava bella ma certamente non semplice, per svariate ragioni.
La persona in questione è stata l'ultima compagna di Horst Fantazzini, il protagonista del mio racconto, noto ai suoi tempi come "il rapinatore gentiluomo", figura sfaccettata, controversa, affascinante. Lei si chiama Patrizia, e quando, durante lo spettacolo, sono arrivato a parlare di lei, ho cercato di farlo con la massima cautela, con rispetto e, chissà se ci sono riuscito, con delicatezza.
Alla fine dello spettacolo, che si svolgeva in uno scenario incredibile (il cimitero monumentale della Certosa di Bologna) l'ho vista arrivare nel mio improvvisato "camerino", posto alla fine di un piccolo tunnel dove ci sono le lapidi di giovani morti nella Grande Guerra, tra le luci tenui, nel riverbero sfuocato della sera; è venuta da me, io non l'avevo mai vista, si è dovuta presentare. "Ciao, sono Patrizia". Ho avuto i brividi. Lei sorrideva, era contenta, molto, molto più di quanto avrei osato sperare; ha detto "Grazie, è stata una delle serate più belle della mia vita, ho rivisto lui". Ha cominciato a parlare di Horst, e si vede che ne aveva voglia di farlo, non smetteva più, e io gongolavo, più di quanto riesca a dire.
Sapete, un fardello che ti si toglie dalle spalle per far spazio a un felice, dolce sollievo? Questo mi è capitato.
"Grazie, è stata una delle serate più belle mia vita". Ha detto così.
Lei non lo sa, ero quasi senza parole, ma mi ha fatto il regalo più bello del mondo.
Il teatro che rinasce è anche una storia come questa, che non si cancellerà più dalla mia memoria.

 
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Uno non va in scena per dieci mesi e poi

Post n°472 pubblicato il 01 Agosto 2021 da je_est_un_autre

L'agghiacciante stupidità umana, della quale abbiamo sempre maggiori e notevoli riscontri, si è palesata tantissimo in questi giorni, ma quando ti tocca di persona riesce ancora a stupirti.
Di che parli? direte voi.
Ebbene: andare in scena dopo dieci mesi proprio nel giorno in cui diverrà obbligatorio l'utilizzo del green pass (e avendolo sottolineato nei canali social per dare modo ai potenziali spettatori di tenerlo presente) ha acceso molto gli animi ai devoti dell'insulto, ai nostalgici di un ribellismo comodo, meglio se da attuare in coro che è meno rischioso, senza tanto far caso alle ragioni, alle cause e agli effetti. Tra l'altro, in questo nostro mettere in scena (o meglio, nel raccontare) la vita di un uomo che si professava anarchico e nello stesso tempo richiedere come da disposizioni governative (non nostre) l'utilizzo del green pass, tutte queste belle anime rivoluzionarie trovano una contraddizione da ridicolizzare, disapprovare, offendere. Eppure in teoria non sarebbe così complicato da capire: siamo gente che fa teatro, siamo cantastorie: non è che se raccontiamo la storia di un anarchico vuol dire che siamo anarchici anche noi; per fare un esempio l'altro giorno abbiamo fatto uno spettacolo-degustazione e guarda un po', non siamo alcolisti. Urca, che contraddizione!
Perdonate. Avevo bisogno di uno sfogo.

 
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Il decano

Post n°471 pubblicato il 18 Luglio 2021 da je_est_un_autre

Mi hanno chiesto di partecipare a una partita di calcio a 5. Io ero già scarso negli anni 70/80, figurati adesso, con lo stato di forma di uno che ha già cominciato a dire "oplà" quando si china per raccogliere una gruccia da terra al mercato.
Cionondimeno, ho detto sì, che parteciperò, è uno dei casi in cui amo rischiare. Del resto mi sembra un appuntamento imperdibile, non foss'altro per chi organizza la partita, ovvero dei detenuti a cui un collega dedica delle ore per insegnare loro un po' di recitazione. Chissà dove giocheremo, la cosa è in via di definizione. Non credo nel cortile dove si fa l'ora d'aria. O magari sì, guardati a vista dai secondini, armati e pronti a sparare. Probabilmente mi spareranno addosso vedendomi giocare.
Da ragazzino mi piaceva fare l'ala destra, mi immaginavo un po' come un 7, quando i numeri sulle maglie avevano un senso. Correvo abbastanza inutilmente in su e in giù sulla fascia destra. Era il mio pezzo forte. Adesso probablmente sono diventato un 7 più contemplativo, a volte forse un po' svagato. Insomma non credo convenga molto, avermi in squadra.
Comunque come dicevo ho accettato lo stesso, ma alle mie condizioni. Siccome mi ha sempre affascinato la figura della vecchia gloria, mi piacerebbe giocare solo uno scampolo di partita, magari gli ultimi minuti: il Decano che onora il campo con un'ultima apparizione, una specie di Altafini, che scendeva in campo a 5 minuti dal fischio finale, e segnava.
Ecco: capace che entro e faccio gol.
Beh, speriamo almeno sia nella porta giusta.

 
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Il mio dentista

Post n°470 pubblicato il 04 Luglio 2021 da je_est_un_autre

Il mio dentista - ebbi occasione di parlarne qui, parecchio tempo fa - è un tipo particolare. Gli piace così tanto chiacchierare che quando apre la porta dell'ambulatorio non ti fa entrare, ma viene a sedersi con te nella sala d'aspetto. Ogni cosa evidentemente rappresenta interessante materia di conversazione, per lui. Quando il dialogo langue, guarda fuori dalla finestra e dice cose come: "Non ci sei poi andato a controllare dove sono di preciso quei pioppi laggiù, quelli di cui si vede solo la punta? Eppure te lo avevo già prescritto, tre anni fa".
Quando finalmente ti fa sedere sulla sedia per metterti le mani in bocca, fa preamboli strani: "Lorenzo, io vivo su una nuvola, non son di questo mondo". Eppure io credo che a questo mondo ci stia benone, anche se certamente deve essere una seccatura ogni tanto doversi mettere a lavorare - anche se quando lo fa mi sembra competente assai.
"Ho notato delle micromacchioline, sui denti sotto, teniamole sotto controllo" mi ha detto l'altro giorno.
"Cosa? Accidenti. Ecco, sarà la senilità incipiente"
"Oh, non ti preoccupare, Lorenzo, tu non sei mai stato giovane" risponde lui. E tu non sai mai se ti sta prendendo per il culo o se è un uomo saggissimo e per stare tranquilli è il caso di andare a vedere quei pioppi dove sono.
Il mio dentista è strano.
Ma tutto sommato a me piace avere un dentista un po' dada.

 
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"Potete diventare qualunque cosa"

Post n°469 pubblicato il 13 Giugno 2021 da je_est_un_autre

Il titolo del post è una frase che dicevo spesso ai miei ragazzi, quando insegnavo. Oggi, l'ho provato personalmente.

In Sicilia, come è noto, una parola come "finestra" - per via di quell'incrocio di consonanti - diventa una cosa diversa: qualcosa come "finesc-cià", più o meno (mi perdoneranno i siciliani). Beh, ieri ho fatto per la prima volta nella mia vita la finesc-cià (e anche la portafinesc-cià) per una cliente agrigentina, indecisa sulle tende da comprare.
Ovvero io tenevo su le tende, con le braccia in alto, a guisa appunto di vetro di finestra, per mostrarle alla cliente. Lei mi dirigeva gentilmente, provando tutte le variazioni: "finesc-cià, vieni più a desc-cià", "portafinesc-cià, più a sinisc-cià", e così via.
Come detto, era la prima volta che interpretavo il ruolo di una finestra siciliana, ho cercato di fare del mio meglio.
La prossima volta lo aggiungo allo showreel, subito dopo la performance con Elio Germano.
 
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