Per risplendere

Post N° 4


Quella era stata la sera più bella trascorsa negli ultimi mesi. Le cose  in  effetti  per  "lei"  parevano  andare  piuttosto  male  in  quel periodo.  Il  lavoro  era  un  vero  inferno,  il  suo  capoufficio  la odiava perché si ostinava a rifiutare le sue ricorrenti avances, il suo ragazzo l’aveva lasciata per una di dieci anni più giovane (una studentessa  di  giurisprudenza  zoccoletta  e  con  i  libri  portati sotto le ascelle per darsi un’aria da intraprendente avvocato sado-masochista), e le rate del mutuo si portavano via la maggior parte di quel poco di stipendio che ancora sapeva meritarsi scaldando la poltroncina  del  suo  ufficio  con  le  sue  giovani  ed  attraenti chiappine. Nessuno però se la filava. Tranne le sue nuove amiche, quelle incontrate in quel nuovo locale appena aperto nella zona più di  moda  della  città.  Perché  gli  uomini,  si  sa,  sono  interessati sempre e solo ad un’unica cosa, ma le donne sono diverse. Le donne tra di loro sanno amarsi veramente, mettere in comune le loro anime fino a diventare una cosa sola. Le donne si scambiano, senza farsi troppi problemi, pezzetti dei propri spiriti, senza secondi fini, senza altro scopo che non quello di essere amiche. Solidali. Unite. Le  donne  sanno  cos’è  l’amore  e  sanno  che  è  molto  di  più  di  due corpi  nudi  che  si  uniscono  in  un  unico  momento  di  pura  estasi fisica  per  provare  un’emozione  tanto  forte  quanto  breve.  E’  un questione di anima, non di muscoli…  Comunque che il mondo andasse a fottersi da qualche altra parte, lontano da lei: quella era stata proprio la miglior festa della sua vita. Le sue amiche, la musica forte e delicata, quello splendido appartamento  con  luci  soffuse  che  illuminavano  ogni  angolo,ogni anfratto  di  quell’alcova,  pieno  di  morbidi  cuscini  di  seta  e tappeti dal chiaro disegno orientale, tutto era perfetto. Compresi i liquori, senza i quali non sarebbe possibile allentare i propri freni  inibitori  di  quel  tanto  che  basta  a  lasciare  che  il divertimento  penetri  con  facilità  anche  nel  più  stressato  dei corpi.  Soprattutto  quella  splendida  vodka  alla  mela  grazie  alla quale, forse, quella sera si era lasciata andare più del solito ed aveva potuto finalmente godersi quella vita per cui era a questo mondo. Peccato solamente che il suo cervello si fosse completamente dimenticato  di  tutto  quello  che  era  successo  DOPO,  durante  la notte. L’unica cosa che si ricordava chiaramente Eva era di essersi risvegliata nel letto di qualcun altro…...(continua)