Cosa dire e cosa no

Paolo Bonaiuti (fonte Wikipedia)


Laureato in diritto internazionale, ha insegnato inglese e lavorato come copywriter nel campo della pubblicità. Capo del servizio economico de "il Giorno", dal 1975 è inviato speciale, prima per l’economia e la finanza, poi per gli avvenimenti di politica internazionale. Nel 1984 entra al "Messaggero" come inviato e come editorialista, seguendo soprattutto i vertici del G7, gli eventi bellici, firmando inchieste sull’Europa che cambia, dalla caduta del Muro di Berlino a Maastricht. Nel 1992 diventa vicedirettore vicario. Ha collaborato anche con la BBC, con la Radio della Svizzera italiana e con altri media stranieri. Successivamente ha intrapreso la carriera politica: nel 1996 aderisce a Forza Italia e viene eletto deputato. Rieletto nel 2001, diventa sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, carica che conserva fino alla primavera del 2006.Rieletto il 22 aprile 2008 nella lista del Popolo della Libertà, viene nominato sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il 22 maggio 2008.Il termine berluscones definisce nel gergo giornalistico gli esponenti politici che condividono in larga parte la visione politica del leader del PdL, Silvio Berlusconi. È usato in genere con una connotazione negativa poiché sottintende un'adesione acritica alle tesi del leader e una fedeltà alla persona più che agli ideali[1][2], concetto che è già presente nel termine già ampiamente utilizzato nel gergo di giornalismo politico, ma più generico, peones. Il successo del termine rispetto a quello più generico è dovuto alla singolarità storica del movimento di Forza Italia e alla peculiarità dell'approccio mediatico dei suoi esponenti, in particolare dei sostenitori più fedeli di Berlusconi. Alcuni politici, come ad esempio Giuliano Ferrara si sono autodefiniti tali.[3] Nel giornalismo è invalso l'uso del termine berluscones per indicare uno sfegatato sostenitore del Cavaliere, anche per persone non appartenenti alla politica.In seguito all'ingresso di Silvio Berlusconi nel mondo della politica ed alla conseguente formazione di Forza Italia, fu subito evidente, secondo i suoi critici, che il partito si identificava completamente nelle posizioni del suo leader e fondatore e non sarebbe né nato né esistito senza di esso, cioè una sorta di partito personale[4][5]. Durante il corso degli anni, però, si sono formate diverse correnti che rappresentano l'origine culturale e politica dei membri di Forza Italia: vi sono due componenti socialiste, una socialdemocratica, una cristiano-democratica ed una liberale.Nessuna di esse - soprattutto durante i Congressi - ha mai manifestato posizioni distinte dal leader e per questo motivo (pur nella formale pluralità correntizia) i membri di Forza Italia venivano generalmente denominati "berluscones". Con il tempo, tuttavia, il termine è passato ad indicare una parte più ristretta dei membri di Forza Italia più fortemente legati alle posizioni di Silvio Berlusconi.