PREMESSE PER UNA "PEDABLOGIA"Di passaggio noto che la prudenza è sempre d'obbligo in piattaforme che permettono l'inserimento di commenti, in quanto vi è la possibilità e spesso il rischio di finire vittime degli spacciatori di spam, cioè di messaggi non desiderati e a volte offensivi. Non si tratta di evitare l'uso dello strumento, bensì solo di prevenirne gli abusi, sia attraverso la scelta degli strumenti più sicuri, sia utilizzando le normali misure cautelari (utilizzo di password, scelta dei servizi più affidabili, ecc.)Vediamo ora alcune indicazioni per l’applicazione di una pedablogia che non abbia troppe pretese scientifiche, ma che possa radicare l'utilizzo del blog o del wiki in una sana pratica didattica, peraltro ormai diffusa anche per altri strumenti disponibili sul web, come le piattaforme e-learning, i webquest, i forum, gli e-groups, ecc.Il web con la sua interattività ha abituato ormai a saltare diversi livelli di intermediazione, sia per quanto riguarda la consultazione delle fonti, sia per le capacità espressive. Ciascuno può diventare scrittore, si è detto, e ciascuno può diventare un pittore digitale, senza bisogno di costose attrezzature, né di certificate attività preparatorie.continua...OGGI HO LETTO l'articolo di Gianluca Nicoletti sulla "Stampa": Di tutto un Blog, e contemporaneamente il saggio di Giuseppe Granieri, Blog Generation, Laterza, pp. 174, euro 10.La questione non ci riguarda da vicino; l'uso del blog a fini formativi, infatti riguarda comunque pochi lettori (fidelizzati magari, ma sempre pochi). Quello che però ho ricavato come impressione dai due testi (molto diversi) è che il primo veda il bicchiere mezzo vuoto, il secondo invece mezzo pieno. Questo succede, perché forse siamo a metà del guado... In realtà Granieri vede nel futuro di internet e nella blogosfera nel suo insieme, una rivoluzione (se è possibile usare questo termine) già iniziata; Nicoletti sembra piuttosto categorico nel dire che anche il blog è un fenomeno elitario.
I blog e i wiki in ambito didattico 7
PREMESSE PER UNA "PEDABLOGIA"Di passaggio noto che la prudenza è sempre d'obbligo in piattaforme che permettono l'inserimento di commenti, in quanto vi è la possibilità e spesso il rischio di finire vittime degli spacciatori di spam, cioè di messaggi non desiderati e a volte offensivi. Non si tratta di evitare l'uso dello strumento, bensì solo di prevenirne gli abusi, sia attraverso la scelta degli strumenti più sicuri, sia utilizzando le normali misure cautelari (utilizzo di password, scelta dei servizi più affidabili, ecc.)Vediamo ora alcune indicazioni per l’applicazione di una pedablogia che non abbia troppe pretese scientifiche, ma che possa radicare l'utilizzo del blog o del wiki in una sana pratica didattica, peraltro ormai diffusa anche per altri strumenti disponibili sul web, come le piattaforme e-learning, i webquest, i forum, gli e-groups, ecc.Il web con la sua interattività ha abituato ormai a saltare diversi livelli di intermediazione, sia per quanto riguarda la consultazione delle fonti, sia per le capacità espressive. Ciascuno può diventare scrittore, si è detto, e ciascuno può diventare un pittore digitale, senza bisogno di costose attrezzature, né di certificate attività preparatorie.continua...OGGI HO LETTO l'articolo di Gianluca Nicoletti sulla "Stampa": Di tutto un Blog, e contemporaneamente il saggio di Giuseppe Granieri, Blog Generation, Laterza, pp. 174, euro 10.La questione non ci riguarda da vicino; l'uso del blog a fini formativi, infatti riguarda comunque pochi lettori (fidelizzati magari, ma sempre pochi). Quello che però ho ricavato come impressione dai due testi (molto diversi) è che il primo veda il bicchiere mezzo vuoto, il secondo invece mezzo pieno. Questo succede, perché forse siamo a metà del guado... In realtà Granieri vede nel futuro di internet e nella blogosfera nel suo insieme, una rivoluzione (se è possibile usare questo termine) già iniziata; Nicoletti sembra piuttosto categorico nel dire che anche il blog è un fenomeno elitario.