§ Si è tenuto a Francoforte sul Meno dal 4 all’8 agosto Wikimania 2005, la prima conferenza internazionale, dedicata al WikiWiki, di cui è disponibile il programma, anche in italiano.Interessante l’appuntamento e numerose le relazioni, alcune delle quali si sono distinte per il carattere organizzativo o tecnico, ma in alcune si sono affrontati temi vicini alla formazione o all’educazione. Vi sono stati anche laboratori e tutorial rivolti alla soluzione di problemi pratici che nella crescente comunità si rivelano ogni giorno più urgenti.Tra i numerosi argomenti, segnalo quello affrontato da Marco Prestipino dell’Università di Zurigo, sulla maggiore efficacia delle comunità virtuali rispetto alle guide turistiche ufficiali; quella di Limor Garcia sulla Cellphedia , e quella di Eugene Eric Kim, che fa il punto sugli strumenti collaborativi finora sperimentati, per la costruzione di comunità virtuali e di apprendimento (Blue Oxen Associates). §§ In vista di questa conferenza, La Civiltà Cattolica (2005 III 130-138 ) ha pubblicato l’interessante saggio WIKI Utopie e limiti di una forma di «intelligenza collettiva» di Antonio Spadaro, S.I. , che ha descritto con molta informazione il wiki e anche i rischi nei quali può incappare.Il saggio si raccomanda per la ricchezza delle notizie e anche per gli spunti di riflessione. Ovviamente, per il gesuita, il processo di costruzione della conoscenza può peccare di relativismo, ma nel complesso, direi che Spadaro ha molta simpatia per questo strumento, nonostante i suoi rischi, sperimentati anche di recente da alcuni autorevoli giornali.Ecco un passo dell’articolo di Spadaro: “Ciò che dunque identifica, al di là di ogni altro aspetto, Wikipedia è la sua natura di progetto totalmente decentralizzato e a base democratica. Questa è la natura propria di ogni wiki. Esso infatti è un sistema di co-publishing, cioè uno spazio collaborativo di pubblicazione. Consente a un gruppo di lavoro di collaborare su un progetto, gestendo in comune risorse, documentazione e riferimenti. Non esiste un «centro» o un «redattore capo» come in una rivista (cartacea o digitale), ma esiste una comunità che collabora al progetto. Quali la novità e il vantaggio di questa dimensione collaborativa? Non si tratta di una particolarità di tipo tecnologico, ma intellettuale: chiunque può diffondere quel che sa, mettendo a disposizione le proprie conoscenze e competenze. Così il progetto è, come si suol dire, bottom-up, cioè si sviluppa dal basso in alto: tanti piccoli contenuti vanno ad aggiungersi a un progetto generale ampio che cresce, potremmo dire, in maniera biologica.” §§§ Il terzo evento che vorrei segnalare è la nascita di WikiScuola, che si propone di intervenire direttamente nella formazione attraverso proposte di strumenti didattici: “Abbiamo intenzione di creare una scuola "on line" per scambiare liberamente non solo strumenti ma anche idee. Per questo WikiScuola, sottoprogetto di WikiBooks, si divide in una parte di Didattica (WikiSuperiori e WikiVersità) e in una parte di Ricerca (WikiRicerca). Se sei interessato, lascia un tuo commento nella discussione, e inserisci il tuo nome nella lista degli interessati.”
Conferenza WikiWiki, gesuiti, scuola
§ Si è tenuto a Francoforte sul Meno dal 4 all’8 agosto Wikimania 2005, la prima conferenza internazionale, dedicata al WikiWiki, di cui è disponibile il programma, anche in italiano.Interessante l’appuntamento e numerose le relazioni, alcune delle quali si sono distinte per il carattere organizzativo o tecnico, ma in alcune si sono affrontati temi vicini alla formazione o all’educazione. Vi sono stati anche laboratori e tutorial rivolti alla soluzione di problemi pratici che nella crescente comunità si rivelano ogni giorno più urgenti.Tra i numerosi argomenti, segnalo quello affrontato da Marco Prestipino dell’Università di Zurigo, sulla maggiore efficacia delle comunità virtuali rispetto alle guide turistiche ufficiali; quella di Limor Garcia sulla Cellphedia , e quella di Eugene Eric Kim, che fa il punto sugli strumenti collaborativi finora sperimentati, per la costruzione di comunità virtuali e di apprendimento (Blue Oxen Associates). §§ In vista di questa conferenza, La Civiltà Cattolica (2005 III 130-138 ) ha pubblicato l’interessante saggio WIKI Utopie e limiti di una forma di «intelligenza collettiva» di Antonio Spadaro, S.I. , che ha descritto con molta informazione il wiki e anche i rischi nei quali può incappare.Il saggio si raccomanda per la ricchezza delle notizie e anche per gli spunti di riflessione. Ovviamente, per il gesuita, il processo di costruzione della conoscenza può peccare di relativismo, ma nel complesso, direi che Spadaro ha molta simpatia per questo strumento, nonostante i suoi rischi, sperimentati anche di recente da alcuni autorevoli giornali.Ecco un passo dell’articolo di Spadaro: “Ciò che dunque identifica, al di là di ogni altro aspetto, Wikipedia è la sua natura di progetto totalmente decentralizzato e a base democratica. Questa è la natura propria di ogni wiki. Esso infatti è un sistema di co-publishing, cioè uno spazio collaborativo di pubblicazione. Consente a un gruppo di lavoro di collaborare su un progetto, gestendo in comune risorse, documentazione e riferimenti. Non esiste un «centro» o un «redattore capo» come in una rivista (cartacea o digitale), ma esiste una comunità che collabora al progetto. Quali la novità e il vantaggio di questa dimensione collaborativa? Non si tratta di una particolarità di tipo tecnologico, ma intellettuale: chiunque può diffondere quel che sa, mettendo a disposizione le proprie conoscenze e competenze. Così il progetto è, come si suol dire, bottom-up, cioè si sviluppa dal basso in alto: tanti piccoli contenuti vanno ad aggiungersi a un progetto generale ampio che cresce, potremmo dire, in maniera biologica.” §§§ Il terzo evento che vorrei segnalare è la nascita di WikiScuola, che si propone di intervenire direttamente nella formazione attraverso proposte di strumenti didattici: “Abbiamo intenzione di creare una scuola "on line" per scambiare liberamente non solo strumenti ma anche idee. Per questo WikiScuola, sottoprogetto di WikiBooks, si divide in una parte di Didattica (WikiSuperiori e WikiVersità) e in una parte di Ricerca (WikiRicerca). Se sei interessato, lascia un tuo commento nella discussione, e inserisci il tuo nome nella lista degli interessati.”