La pagina di Repubblica comprata con i soldi dei lettori del blog di Beppe Grillo (www.beppegrillo.it) con l’appello “Fazio vattene!” ha fatto il giro di internet, ma ha trovato poca eco nella stampa tradizionale. Abbiamo da una parte cittadini qualsiasi, sensibilizzati da un comico (già famoso) che su internet riesce a raccogliere un cifra superiore a 15 mila euro per comprarsi una pagina che promuove sia l’appello sia il blog stesso, che giornalmente vede un numero di commenti crescente e che ha una invidiabile posizione anche in strumenti di rilevazione internazionale. Se non è il primo caso di “democrazia diretta” è tuttavia un caso di partecipazione reale che vede protagonista il popolo dei blog e della rete internet in maniera molto efficace. Tanto di cappello quindi ad un neofita del blog, come Beppe Grillo, e a quanti si sono tassati per la pubblicazione dell’appello! Beppe Grillo esulta e pubblica il grafico con la crescita esponenziale dei visitatori del suo blog rispetto ad altri giornali. I soldi avanzati da questo acquisto, saranno resi disponibili per pubblicare i nomi dei parlamentari con condanna definitiva. Il bisogno di informazione cresce, e noi cittadini dobbiamo esser disposti a pagare per far affermare un diritto? Tempi duri! C’è effettivamente una discrasia fra il sentire della gente e il modo di fare informazione? Sembrerebbe proprio di sì.
Informazione: diritto da pagare?
La pagina di Repubblica comprata con i soldi dei lettori del blog di Beppe Grillo (www.beppegrillo.it) con l’appello “Fazio vattene!” ha fatto il giro di internet, ma ha trovato poca eco nella stampa tradizionale. Abbiamo da una parte cittadini qualsiasi, sensibilizzati da un comico (già famoso) che su internet riesce a raccogliere un cifra superiore a 15 mila euro per comprarsi una pagina che promuove sia l’appello sia il blog stesso, che giornalmente vede un numero di commenti crescente e che ha una invidiabile posizione anche in strumenti di rilevazione internazionale. Se non è il primo caso di “democrazia diretta” è tuttavia un caso di partecipazione reale che vede protagonista il popolo dei blog e della rete internet in maniera molto efficace. Tanto di cappello quindi ad un neofita del blog, come Beppe Grillo, e a quanti si sono tassati per la pubblicazione dell’appello! Beppe Grillo esulta e pubblica il grafico con la crescita esponenziale dei visitatori del suo blog rispetto ad altri giornali. I soldi avanzati da questo acquisto, saranno resi disponibili per pubblicare i nomi dei parlamentari con condanna definitiva. Il bisogno di informazione cresce, e noi cittadini dobbiamo esser disposti a pagare per far affermare un diritto? Tempi duri! C’è effettivamente una discrasia fra il sentire della gente e il modo di fare informazione? Sembrerebbe proprio di sì.