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Fragile come un maschio


 
 I maschi non sono forti come vorrebbero apparire né come le donne vorrebbero che fossero.I maschi sono, anche e soprattutto fragili.E sono stati educati a temere la fragilità come un segno di debolezza, di impotenza,di inadeguatezza.Ma oggi hanno una possibilità: indagare, accettare e riconoscere quella fragilità. Scoprire la "forza" della loro fragilità per riconoscersi e cambiare profondamente. Il loro cambiamento è necessario per cambiarealla radice la loro società tutta.Infatti, nel cuore dei maschi, quella nascosta, rinnegata fragilità s'è fatta, nel corso del tempo,troppe volte, luciferina invidia, paura delle donne e della loro potenza, competizione costantecon altri maschi, ambivalenza, senso di inadeguatezza, arroganza, bisogno di dominare, sottomettere, ferire. S'è fatta dispotismo, crudeltà, abbandono, perversione, violenza, rapinosodiritto a giudicare e gestire lavita, ma, soprattutto a decretare la morte per se stessi e per gli altri. S'è fatta oppressione e si è indirizzata a combatterela fragilità negli altri e degli altri, la fragilità dei "designati" a essere fragili: delle donne, dei bambini, dei deboli, dei diversi, dei perdenti. Accettare la propria fragilità può essere, allora, per imaschi, una liberazione; può essere il primo passo verso una straordinaria rivoluzione sociale e umana. Può consentire agli uomini diemanciparsi dall'angoscia delle sfide senza limiti, delle guerre, della perenne "misurazione dei corpi", dell'esibizione megalomane della mente e della costante competizione.  Maria Rita Parsi, Fragile come un maschio, Mondadori 2000