Concept store

"Apertura" dell'Ospedale Psichiatrico - 1973


 
Mostra di disegni e Marco Cavallo 
Sfilata di Marco Cavallo 
Bagno(fotografie di Ruggero Pozzar detto Geri)  "Come accade con tutti i libri singolari, il riassumerli li ammazza. Perché il fascino di Marco Cavallo sta nel racconto a diario, steso giorno per giorno, da quando la troupe si installa in un laboratorio del manicomio, a quando i vari degenti a poco a poco si avvicinano e cominciano a lavorare, mentre altri resistono, qualcuno fa ostruzionismo, altri ancora cedono via via, il nucleo di operatori iniziali aumenta, nascono manifesti, dipinti, giornali murali, ambienti favolosi, e si procede lentamente alla costruzione di un grande pupazzo in legno e cartapesta, un cavallo. Marco Cavallo, che diventa a poco a poco il simbolo di questa grande festa liberatoria, in cui accadono cose importanti per l’arte e la comunicazione, ma anche cose importanti per la psichiatria a quanto pare, e individui che sino ad allora erano rimasti chiusi a ogni rapporto dialogico, ritrovano una dimensione collettiva e persino si scopre che possono tornare a casa. "Umberto Eco, Corriere della sera, 6 luglio 1976 Trovo eloquente questo video suggeritomi da m.a.r.y.s.e in un suo commento,  in linea con quello l'orrore del manicomio che voglio denunciare.  Tuttora i "malatti di mente" comprende persone che nulla a che fare con essa.