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Il Tevere di Capogrossi


È il periodo figurativo di Giuseppe Capogrossi (1900 - 1972), tra il 1929 e il 1946, prima della svolta all'astrattismo caratterizzato da un'unica forma-segno che lo ha reso celebre.Nel 1935 a Roma espone alla II Quadriennale d'Arte Nazionale "Piena sul Tevere", uno tra i suoi capolavori del periodo tonale, dove la critica lo riconosce tra i protagonisti del rinnovamento della pittura romana.Nel 1937 è presente sulla scena internazionale nel 'The 1937 International Exhibition of Paintings" di Pittsburgh dove "Ballo sul fiume" vince il secondo premio.I "Ponti sul Tevere" è il quadro col quale partecipa alla mostra su Roma organizzata da Cesare Zavattini nel 1946 per gli artisti del dopoguerra legati in qualche modo alla capitale. La personalità del grande artista esce fuori senza incertezze. Da una tavolozza limitata formato cartolina con pochi punti tonali, Capogrossi ricava una visione della zona di Castel Sant'Angelo diversa, vista in sfavore di corrente, con San Pietro alle spalle. L'impressione è che il quadro sia abbacinato di sole, s'intuisce che il tramonto è dietro la Basilica. Non c'è anima viva. Il grande fiume è ridotto al suo fondo limoso.  
Il temporale, 1933 
Festa sul Fiume, 1933 
Piena sul Tevere, 1933 
Ponti sul Tevere "La mia ambizione è di aiutare gli uomini a vedere quello che i loro occhi non percepiscono: la prospettiva dello spazio nel quale nascono le loro opinioni e azioni."Giuseppe Capogrossi