CONTROSCENA

"Flashdance", teatro e musica in gara


L'orchestra si sente ma non si vede: per non sottrarre spazio all'impianto scenografico, l'hanno sistemata fuori della sala, accanto al bar. Ed è solo il primo assaggio della professionalità e dell'accuratezza tecnica che distinguono «Flashdance», il musical - tratto dall'omonimo film diretto nell'83 da Adrian Lyne - che la Stage Entertainment presenta all'Augusteo.   Così, la storia di Alex Owens - la ragazza di Pittsburgh che di giorno lavora in un'acciaieria, di notte fa la ballerina di lap-dance e giorno e notte sogna di essere ammessa alla prestigiosa accademia di danza Shipley - viene riproposta, certo, nel solco della fedeltà narrativa al film, ma reinventando con fantasia ed efficacia gli espedienti propri del cinema. Vedi la sequenza in cui Alex è ferma in sella alla bicicletta ma dà l'impressione di correre verso il proscenio grazie a una serie di semafori che s'accendono in progressione davanti a lei.   Di grande impatto, d'altronde, si rivela già la sequenza iniziale, con la protagonista che a cavalcioni di una trave sospesa in aria maneggia il cannello ossidrico (vero) investita da una pioggia di scintille. E il resto, s'intende, è affidato a canzoni intramontabili come «What a feeling», insignita dell'Oscar, «Maniac», «Manhunt» e «Gloria», affiancate da dodici brani nuovi che, ovviamente, ne ricalcano l'atmosfera e i ritmi.   Non da meno, s'intende, risultano le coreografie di Gail Davies. Ma la piacevolissima sorpresa è che nella circostanza appaiono esaltati allo stesso livello - sotto la guida del regista Federico Bellone e con la consulenza artistica di Glenn Casale - tutti e tre gli elementi costitutivi del musical: appunto la danza, il canto e la recitazione. Davvero non capita spesso. E al riguardo mi limito a citare la bella prova di Barbara Corradini nel ruolo di Hannah Owens, la madre di Alex.   Quest'ultima, poi, trova in Simona Samarelli un'interprete che non solo somiglia moltissimo a Jennifer Beals, l'indimenticabile protagonista del film di Lyne, ma si appropria del personaggio con una bravura accoppiata all'originalità: in una parola, è semplicemente deliziosa. Fra gli altri, sono da ricordare almeno Filippo Strocchi (Nick Hurley), Giada D'Auria (Gloria) e Massimiliano Pironti (Jimmy Kaminsky).   In conclusione, questo «Flashdance» (sono di Franco Travaglio la traduzione e l'adattamento del testo di Tom Hedley e Robert Cary) rappresenta uno degli esempi migliori fra le trasposizioni italiane dei musical celebri d'oltreoceano. Non a caso con la Stage Entertainment ha collaborato nell'occasione la Compagnia della Rancia, ovvero l'organismo produttivo che sul piano storico è, da noi, l'autentico «inventore» del genere.                                               Enrico Fiore(«Il Mattino», 23 marzo 2011)