CONTROSCENA

Suoceri alle prese col tantra


Dunque, Gianfranco D'Angelo ha dichiarato d'essersi convinto a fare questo spettacolo - «Suoceri sull'orlo di una crisi di nervi», ora in scena all'Augusteo per la regia di Giovanni De Feudis - perché, girando l'Italia, si è «reso conto che, a fronte dei tanti problemi, la gente ha bisogno di divertirsi». Ma sospetto che, dopo aver visto lo spettacolo di cui parliamo, la gente (in veste di pubblico) non abbia molti più motivi per stare allegra. Questo, almeno, mi sembra che suggerissero le risatine, come dire?, blande e gli applausi, come dire?, timidi registrati alla «prima».   La storia (diciamo così) verte sulle diatribe fra due consuoceri vicini di villa ma per carattere e attività lontani quanto il Polo Nord dal Polo Sud: l'uno è il colonnello Bartellin che ogni santa mattina alle sei e mezzo rompe i... timpani con la tromba dell'alzabandiera e l'altro è Giovanni, uno scrittore in crisi che, non riuscendo a far parlare i suoi personaggi sulla pagina, ne assume gli abiti nella realtà. E il testo (diciamo così) di Mario Scaletta si rivela perfettamente in linea.   Che ve ne pare, poniamo, del «cane che guarda in cagnesco»? e del distico «Al virile colonnello / piace tanto il culatello»? e dello scambio di battute: «Io sono Cassio»-«Si vede dalla testa»? Senza contare le supposte che, guardando in giro amareggiate, si chiedono: «Dove andremo a finire?». E non rimane, insomma, che il mestiere dello stesso D'Angelo, qui nel ruolo di Giovanni. Accanto a lui, negli altri ruoli principali, Nini Salerno (Bartellin), Eleonora Giorgi (Teresa, la moglie di Giovanni) e Paola Tedesco (Clarissa, la moglie di Bartellin).   Completano il quadro Durpak, il genero indiano che poi si scoprirà essere figlio adottivo del colonnello (è un seguace dello yoga tantrico, ma solo per dar modo al suocero di uscirsene con un «se tantra mi dà tantro»), la figlia dello scrittore Leti (rimasta incinta di Durpak mentre provavano in ascensore una posizione tantrica particolarmente intorcinata), il maggiordomo James diviso fra le cure alla rosa da concorso di Giovanni e il prosecchino da servire fulmineamente appena s'apre la porta e Sallusti, il paziente-tormentone di Teresa che di mestiere è psicoterapeuta. Ad accollarsi questi personaggi sono, nell'ordine, Domenico De Santi, Simona D'Angelo, Andrea Garinei e Francesco Velo.   Ah, dimenticavo. Giovanni di cognome fa Ranu. E sapete perché? Perché ogni volta che telefona gli chiedono i tortellini.                                                 Enrico Fiore(«Il Mattino», 1 dicembre 2010)