M'è toccata in sorte una fine d'anno non banale, anzi persino confortante. Ed è giunta tanto più gradita in quanto, davvero, non c'erano molti motivi per aspettarsela. Ho ricevuto l'incarico, in vista del venticinquesimo anniversario della sua prematura e tragica morte, di rievocare Annibale Ruccello, che era, oltre che un grande drammaturgo, una persona dolce e allegra, che forse è morta giovane proprio di troppo amore per la vita. E mentre scrivevo, mi sono arrivati, via e-mail, gli auguri di Emilio Lupo, psichiatra e segretario nazionale di Psichiatria Democratica, sotto forma di una poesia o sospiro dell'anima o grido di rivolta che dir si voglia. Li giro, quegli auguri, a tutti quelli che si son collegati e si collegano con «Controscena», talvolta intervenendo con propri commenti di cui li ringrazio. E agli auguri di Emilio Lupo ne aggiungo da parte mia uno solo: che il 2011 ci porti un po' più di coraggio e un po' meno d'ipocrisia. Enrico Fiore «Auguri a chi sta sulla gru e non è gruista.Auguri a chi sta su l’isola e non è isolano.Auguri a chi sta sul tetto e non è antennista.Auguri a chi sta per strada e non è ambulante.Auguri a chi prega e non ha santi.Auguri a chi impreca e non ha fede.Auguri a chi alza le mani, ma non ha voglia di arrendersi.Auguri a chi sta nell’ospizio.Auguri a chi sta nella casa-famiglia.Auguri a chi sta in ospedale.Auguri a chi sta in carcere.Auguri a chi sta nei Centri di espulsione.Auguri a chi vive nei campi nomadi.Auguri a chi vive sotto i ponti.Auguri a chi non ha più la fabbrica.Auguri a chi non ha più la casa.Auguri a chi non ha più voce.Auguri a chi ci crede.Auguri a chi non ci crede più.Auguri a chi è sempre stato ed ora non è più.Auguri a chi non è mai stato e non sa se mai lo sarà.Auguri a chi aveva e non ha più.Auguri a chi non ha mai avuto e continua a non avere.Auguri a chi ha ancora lacrime e rabbia.Auguri a chi non ha più né lacrime e né rabbia.Auguri a chi non si leva più il cappello.Auguri a chi un cappello non l’ha mai avuto.Auguri a chi prendeva il pullman per andare in fabbrica e timbrava un cartellino.Auguri a chi un cartellino marcatempo non l’ha mai avuto.Auguri a chi sognava la spiaggia, il mare e il dopo sole.Auguri a chi un costume non l’ha mai posseduto.Auguri a chi oggi è a zero ore.Auguri a chi è stato sempre a zero ore.Auguri a chi è costretto a stare in tenda e non è campeggiatore.Auguri a chi è costretto a stare in macchina e non è pilota.Auguri a chi non si leva più dal letto ma non è malato.Auguri a chi sta sempre in piedi perché un letto non ce l’ha.Auguri a chi mangiava in mensa ed ora mangia dai preti.Auguri a chi ha sempre mangiato dai preti ma voleva mangiare anche lui in mensa.Auguri a chi dentro, ieri, produceva calze per fare gambe belle.Auguri a chi fuori, ora, sulle gambe infila i calzerotti.Auguri a chi srotola lo striscione con le mani sporche di vernice.Auguri a chi ha riposto lo striscione, ma ha ancora le mani imbrattate.Auguri a chi urla nel megafono la sua voglia di giustizia e libertà.Auguri a chi la voce l’ha persa: sono i suoi occhi che urlano contro tutte le iniquità.Auguri a chi dal manicomio, ieri, è uscito per garantire la libertà dell’altro.Auguri a chi nel manicomio a Napoli, oggi, vi è ritornato per garantire la sua e l’altrui dignità.Auguri a chi è arrivato per rifuggire da odio e morte.Auguri a chi è stato rimpatriato senza aver conosciuto né pace né speranza.Auguri a chi nonostante tutto non demorde e si schiera.Auguri a chi la dice tutta. Sempre.Auguri a chi ha ancora tutti i denti e non sorride più.Auguri a chi i denti li ha persi, ma continua a sorridere».
Auguri
M'è toccata in sorte una fine d'anno non banale, anzi persino confortante. Ed è giunta tanto più gradita in quanto, davvero, non c'erano molti motivi per aspettarsela. Ho ricevuto l'incarico, in vista del venticinquesimo anniversario della sua prematura e tragica morte, di rievocare Annibale Ruccello, che era, oltre che un grande drammaturgo, una persona dolce e allegra, che forse è morta giovane proprio di troppo amore per la vita. E mentre scrivevo, mi sono arrivati, via e-mail, gli auguri di Emilio Lupo, psichiatra e segretario nazionale di Psichiatria Democratica, sotto forma di una poesia o sospiro dell'anima o grido di rivolta che dir si voglia. Li giro, quegli auguri, a tutti quelli che si son collegati e si collegano con «Controscena», talvolta intervenendo con propri commenti di cui li ringrazio. E agli auguri di Emilio Lupo ne aggiungo da parte mia uno solo: che il 2011 ci porti un po' più di coraggio e un po' meno d'ipocrisia. Enrico Fiore «Auguri a chi sta sulla gru e non è gruista.Auguri a chi sta su l’isola e non è isolano.Auguri a chi sta sul tetto e non è antennista.Auguri a chi sta per strada e non è ambulante.Auguri a chi prega e non ha santi.Auguri a chi impreca e non ha fede.Auguri a chi alza le mani, ma non ha voglia di arrendersi.Auguri a chi sta nell’ospizio.Auguri a chi sta nella casa-famiglia.Auguri a chi sta in ospedale.Auguri a chi sta in carcere.Auguri a chi sta nei Centri di espulsione.Auguri a chi vive nei campi nomadi.Auguri a chi vive sotto i ponti.Auguri a chi non ha più la fabbrica.Auguri a chi non ha più la casa.Auguri a chi non ha più voce.Auguri a chi ci crede.Auguri a chi non ci crede più.Auguri a chi è sempre stato ed ora non è più.Auguri a chi non è mai stato e non sa se mai lo sarà.Auguri a chi aveva e non ha più.Auguri a chi non ha mai avuto e continua a non avere.Auguri a chi ha ancora lacrime e rabbia.Auguri a chi non ha più né lacrime e né rabbia.Auguri a chi non si leva più il cappello.Auguri a chi un cappello non l’ha mai avuto.Auguri a chi prendeva il pullman per andare in fabbrica e timbrava un cartellino.Auguri a chi un cartellino marcatempo non l’ha mai avuto.Auguri a chi sognava la spiaggia, il mare e il dopo sole.Auguri a chi un costume non l’ha mai posseduto.Auguri a chi oggi è a zero ore.Auguri a chi è stato sempre a zero ore.Auguri a chi è costretto a stare in tenda e non è campeggiatore.Auguri a chi è costretto a stare in macchina e non è pilota.Auguri a chi non si leva più dal letto ma non è malato.Auguri a chi sta sempre in piedi perché un letto non ce l’ha.Auguri a chi mangiava in mensa ed ora mangia dai preti.Auguri a chi ha sempre mangiato dai preti ma voleva mangiare anche lui in mensa.Auguri a chi dentro, ieri, produceva calze per fare gambe belle.Auguri a chi fuori, ora, sulle gambe infila i calzerotti.Auguri a chi srotola lo striscione con le mani sporche di vernice.Auguri a chi ha riposto lo striscione, ma ha ancora le mani imbrattate.Auguri a chi urla nel megafono la sua voglia di giustizia e libertà.Auguri a chi la voce l’ha persa: sono i suoi occhi che urlano contro tutte le iniquità.Auguri a chi dal manicomio, ieri, è uscito per garantire la libertà dell’altro.Auguri a chi nel manicomio a Napoli, oggi, vi è ritornato per garantire la sua e l’altrui dignità.Auguri a chi è arrivato per rifuggire da odio e morte.Auguri a chi è stato rimpatriato senza aver conosciuto né pace né speranza.Auguri a chi nonostante tutto non demorde e si schiera.Auguri a chi la dice tutta. Sempre.Auguri a chi ha ancora tutti i denti e non sorride più.Auguri a chi i denti li ha persi, ma continua a sorridere».