Gran giorno di mobilitazione quello di domani 27 gennaio, giorno in cui, con le nostre azioni Agit Prop, informeremo la cittadinanza e la inviteremo a partecipare insieme a noi, agli studenti, agli operatori sociali, ai ricercatori, allo sciopero generale, in cui saremo tutti un po’ artisti e un po’ operai. Il senso del nostro lavoro si fa partecipazione concreta alle lotte operaie, scende in strada e diventa controinformazione, rivitalizza i suoi cardini fondativi (provocazione, stimolo alla riflessione, gioco), rende giustizia all'importanza sociale e civile della parola «cultura», sconfigge per un giorno l'autoreferenzialità cieca di chi vive nelle torri eburnee dell'autocompiacimento e dell’autoreferenzialità. Riproviamo la piacevole sensazione di far parte di una comunità solidale, di una forza collettiva. Ci ritroveremo, per un giorno, insieme a tanti stimati compagni di lavoro e, per una volta, senza dover reclamare ciascuno la propria visibilità creativa, la mostreremo a tutti, pratica e palpitante, collettiva e collaborativa, solidale e potente, al fine di reclamare il più importante dei diritti, quello alla dignità di tutti. Nessun discorso sulla cultura e sullo spettacolo può prescindere dal nostro rapporto con il Paese reale, altrimenti, continuando a non farne parte, saremo indifendibili e deboli bersagli del potere, che ne approfitterà per archiviarci come esseri inutili, parassitari e invisibili. Se siamo coscienti che cultura e creatività sono il motore propulsivo di qualsiasi società, dobbiamo ritenere necessario che il nostro lavoro sia identificabile con i processi migliorativi civili e sociali del Paese, che tutti lo possano sentire necessario e indispensabile alla crescita individuale e collettiva della comunità. Perciò domani, 27 gennaio, saremo dovunque. Andremo sulle Funicolari, sulla Metro, sulla Cumana, sulla Circumvesuviana, per dire alla città che il 28 gennaio gli «artisti» non resteranno a guardare, ma staranno con gli operai, con la Costituzione, per difendere i diritti e la dignità di tutti. Carlo Cerciello
Gli "artisti" Agit Prop
Gran giorno di mobilitazione quello di domani 27 gennaio, giorno in cui, con le nostre azioni Agit Prop, informeremo la cittadinanza e la inviteremo a partecipare insieme a noi, agli studenti, agli operatori sociali, ai ricercatori, allo sciopero generale, in cui saremo tutti un po’ artisti e un po’ operai. Il senso del nostro lavoro si fa partecipazione concreta alle lotte operaie, scende in strada e diventa controinformazione, rivitalizza i suoi cardini fondativi (provocazione, stimolo alla riflessione, gioco), rende giustizia all'importanza sociale e civile della parola «cultura», sconfigge per un giorno l'autoreferenzialità cieca di chi vive nelle torri eburnee dell'autocompiacimento e dell’autoreferenzialità. Riproviamo la piacevole sensazione di far parte di una comunità solidale, di una forza collettiva. Ci ritroveremo, per un giorno, insieme a tanti stimati compagni di lavoro e, per una volta, senza dover reclamare ciascuno la propria visibilità creativa, la mostreremo a tutti, pratica e palpitante, collettiva e collaborativa, solidale e potente, al fine di reclamare il più importante dei diritti, quello alla dignità di tutti. Nessun discorso sulla cultura e sullo spettacolo può prescindere dal nostro rapporto con il Paese reale, altrimenti, continuando a non farne parte, saremo indifendibili e deboli bersagli del potere, che ne approfitterà per archiviarci come esseri inutili, parassitari e invisibili. Se siamo coscienti che cultura e creatività sono il motore propulsivo di qualsiasi società, dobbiamo ritenere necessario che il nostro lavoro sia identificabile con i processi migliorativi civili e sociali del Paese, che tutti lo possano sentire necessario e indispensabile alla crescita individuale e collettiva della comunità. Perciò domani, 27 gennaio, saremo dovunque. Andremo sulle Funicolari, sulla Metro, sulla Cumana, sulla Circumvesuviana, per dire alla città che il 28 gennaio gli «artisti» non resteranno a guardare, ma staranno con gli operai, con la Costituzione, per difendere i diritti e la dignità di tutti. Carlo Cerciello