"A un passo dal possibile, a un passo da te..."
Quello che mi sembrava solitudine, faceva parte di un progetto. Quello che volevo trovare in fondo al mio cuore, era sull'orlo, e mi sembrava trasparente."Paura di decidere, paura di me, di tutto quello che non so, di tutto quello che non ho..." Il vento mi scivolava sulla pelle, come le tue mani. E sentivo i tuoi occhi addosso, sorridenti, di un nero limpido, a strati, come la corteccia di un albero. Ogni cerchio, ogni tondo era pių sereno, e la vita sembrava pių facile. Ecco che il tempo riprende a scorrere, ecco che non ho pių un corpo, non ho pių necessitā, nč cibo di cui dovermi nutrire. Ecco che ho te. E sorrido, come fai tu, come in uno specchio in cui finalmente vedo me stessa, e poi te, e poi di nuovo me... chč tanto č la stessa cosa."Eppure sentire nei sogni in fondo a un pianto, nei giorni di silenzio c'č un senso di te". La melodia di questa voce mi ha accompagnata in questa Pasqua piccola e falsa, ma adesso il suono cambia, e diventa dolce come quello di un violino. "C'č un senso di te..."