Creato da giuseppedallamassara il 23/06/2010
Giuseppe

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SHAKESPEARE ITALIANO

 

Garibaldi Europeista Corriere d.V. 4/7/ 2007

Il 'risorgimento del Risorgimento': sembra uno slogan l'auspicio emerso dalla mostra di Garibaldi inaugurata a Brescia il 3 maggio 2007, per i duecento anni dalla nascita dell'eroe.Tre le mostre in programma per festeggiare il personaggio, da considerarsi l'unico vero mito italiano, mito conquistato e non imposto. Unico al mondo, il mito di Garibaldi è creato dalla gente, che in lui ha visto l'eroe senz'altri interessi tranne quello degli altri: lottò per la libertà di espressione, religiosa, commerciale, politica, culturale; lui, repubblicano, che diceva: "se agli Inglesi va bene la Regina Vittoria, regina sia". Quanti i miti imposti, come sempre, nell'interesse del vincitore o di chi vorrebbe essere il vincitore. Miti costruiti con i media, con l'immagine, con i monumenti o con la bugia. Garibaldi invece fu mito da vivo e da morto, sempre acclamato dal basso, dalla gente: e così la qualità delle memorie (quadri, busti e tanto altro) spesso ci appare popolare, anche di bassa qualità: ma ci sono tracce di lui diffuse nelle case, custodite come reliquie, solo raramente monumentali.

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QUALE ITALIANO

 

ARTICOLI

GIORGIONE E I SUOI PAESAGGI

del 29 ott. 2010  ( l'autore vi mostra come i grandi pittori già ai primi
del '500 ‘fotografavano' il paesaggio, già due secoli prima del Canaletto )

ALCIDE DE GASPERI
3/ 5 Novembre 2001
Quella sera di 75 anni fa o
Quella sera del 5 Novembre 1926


UN PONTE VICENTINO SULLE NUOVE EUROMONETE

pubblicato sul Giornale di Vicenza il 18.12.01

(Una ricerca fatta nel 2001 in occasione della nascita dell'EURO,
a quella potete tutti dare completezza, rintracciando le origini di quei disegni )


IL PATRIMONIO A RISCHIO

editoriale del Corriere d/S/Veneto del 12.03.2005

(Un'analisi sul futuro possibile di un patrimonio raccolto nel centodiecimila (110.000) chiese distribuite in Italia e che costituiscono il più grande museo al mondo . )

ANDREA MANTEGNA

 Editoriale del Corriere d/S/Veneto del 1.09.2006

( Anno di nascita del grande artista Veneto : mistero o errore )

ETICA, MORALE E WIKILEAKS

18.12.2010

(E' scoppiato il caso di Wikileaks: un fenomeno, un problema o cosa ?? )

 

TANTE PICCOLE PATRIE PER UNA SOLA ITALIA

 Corriere d./S/Veneto del 12.08.2009

(L'autore coglie l'occasione per sottolineare la ricchezza dei tanti campanili di una Italia unita)

QUALE  ITALIANO?
Ma che lingua usano i nostri lettori radio televisivi
(tra le concause alla disaffezione dalle notizie giornalistiche, dalla politica, dalla storia ecc.)

il 12 .04.2006
rivisto il 27.07.1010


 

 

UN PONTE IN VETRO

UN PONTE IN VETRO

Quanto ci vuole per fare un ponte nuovo

Quanti ponti in cantiere nel Veneto. I ponti segnano, dai tempi di Roma fino al secolo scorso, alcune tra le più belle pagine di architettura del Veneto. Tanti i veri capolavori, frutto dell'arte civile o militare: da quello di Rialto, al Ponte di Bassano, ai bei ponti di Chioggia, al veronese Ponte Pietra, passando per Ponte S. Michele a Vicenza. 

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UN PONTE VICENTINO SULLE NUOVE EUROMONETE

Post n°40 pubblicato il 10 Febbraio 2011 da giuseppedallamassara
 

(Una ricerca fatta nel 2001 in occasione della nascita dell'EURO,
a quella potete tutti dare completezza, rintracciando le origini di quei disegni )

pubblicato sul Giornale di Vicenza il 18.12.01

( già vedendo i faxsimili delle nuove cartemonete dalla Massara
volle riconoscere i monumenti da cui furono originate )

C'è un ponte che mi è famigliare tra i ponti posti sul retro delle nuove banconote Euro.

Sul fronte principale delle nuove cartemonete, disposte bene davanti a me, noto che raccontano evidentemente la storia dell'Europa attraverso i segni-simbolo dell'architettura. L'Italia come la Francia gode di grande tradizione nei biglietti di Banca e penso a quella bellissima banconota da 20.000 Lire degli anni '70 '80 con riprodotto un capolavoro del Tiziano : Amor sacro e profano.
Ma è voltandoli, sempre ben allineati, che tra tutti mi colpisce il biglietto da 10 Euro, riconoscendovi subito qualcosa di famigliare, di già visto: ma si, questo è il Palladiano Ponte alle Torri o di Torri di Quartesolo, appena fuori Vicenza. È anche evidente che il tutto viene fatto con una grafia semplice, quasi banale, rifiutando di riprodurre ponti veri, ma più che altro rubando forse l'idea di un certo ponte, per non essere costretti a dargli un nome, una paternità.
Per esempio sul biglietto da 5 Euro il riferimento al famoso Pont du Gard (Francia) è evidente, ma questo viene prolungato quasi all'infinito, moltiplicandone il numero delle campate, tale da poter sembrare anche uno dei tanti ponti-acquedotti romani presenti in Spagna. Salto al biglietto da 20 Euro dove mi sembra di riconoscere il Ponte di Frias (Spagna), ma il condizionale è d'obbligo perché qui i manca la torre centrale. Il ponte presentato nel biglietto da 50 € mi fa pensare invece al Ponte della Carraia di Firenze, specie per la gobba centrale che lo caratterizza, differenziandolo da altri bellissimi ponti rinascimentali.
Difficile anche confermare il ponte barocco del biglietto da 100 € che può sembrare il parigino Pont Neuf però qui arricchito di statue che non ricordo e impoverito dei pulpiti sui piloni, confermandomi che un po' tutte le varianti siano scelte e volute per quanto detto sopra. Altra incertezza per l'ottocentesca campata del ponte in ferro che potrebbe essere una semplificata rappresentazione del parigino Pont de Austerlitz. Nel biglietto da 500 € vorrei invece riconoscere il moderno ponte strallato di Vigo (Spagna) che così stilizzato potrebbe anche rassomigliare a quello di Sivigila, ma anche a quello di Amburgo...
Tutta questa preliminare analisi per sottolineare la voluta rappresentazione simbolica degli ‘oggetti' architettonici riprodotti e la conseguente difficoltà di lettura e la evidente volontà di rappresentare l'unione tra le Nazioni e i Popoli della Nuova Grande Europa. Ma ritornando al biglietto da 10 € questo lo trovo decisamente e inconfutabilmente a rappresentare il Palladiano ‘Ponte alle Torri' in località Torri di Quartesolo, alle porte di Vicenza.
Dico inconfutabilmente, anche se il disegnatore di turno, si è preoccupato in questo caso di eliminare le ‘edicole' sopra i piloni, disegnate dal Palladio, costruite e tuttora lì presenti (vedi foto). Mentre la ‘gobba' leggibile nel disegno palladiano (Cap. 14 del Libro III del ‘Quattro Libri di Architettura) fu invece realizzata asimmetrica proprio come appare nel nostro biglietto. Così come la campata di destra risulta leggermente più piccola, come appare nelle foto dei nostri giorni.
Mi sembra quindi evidente che senza averlo cercato e nè voluto, la città di Vicenza, già città Unesco, si trova ben presente nella nuova moneta europea e proprio nel biglietto da 10, che sarà probabilmente il più diffuso, e diverrà così grande ambasciatore della cultura veneta e di Palladio nel Mondo.

Vicenza 18 dicembre 2001

Qui di seguito alcune delle ricostruzioni individuate in occasione della presentazione delle nuove cartamonete
e in anteprima, quella da 10 €, pubblicata dal Giornale di Vicenza il 28.12.2001.

 

Dal Giornale di Vicenza del 28.12.2001

 

 
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Teatro comunale Città di Vicenza

Nella primavera del 1978 l'imprenditore Gaetano Ingui rilanciò il dibattito sul teatro offrendo alla città una struttura "chiavi in mano" in cambio della realizzazione di un complesso commerciale-direzionale più albergo nell'area dell'ex Verdi. Il Comune prese tempo e bandì un altro concorso di idee. Fra i progetti spiccava quello del brasiliano Oscar Niemeyer, che prevedeva la costruzione di due torri cilindriche bianche in Campo Marzo; quello dei fratelli Dalla Massara, che disegnarono un complesso polifunzionale comprendente il teatro. Anche questo concorso tuttavia non ebbe esiti esecutivi. Sembra doveroso aggiungere che il progetto Niemayer non poteva essere realizzato perché proposto in area vincolata dal 1450 dalla famiglia Valmarana. come confermato dalle Sovrintendenze anche recenti. Il progetto dalla Massara era l'unico tra tutti i presentati: 'realizzabile'. Lo si costruiva infatti sulle orme del precedente Teatro Verdi e dove prima ancora era la vecchia Cavallerizza. Il progetto è ben illustrato nel bel volume di Antonio Di Lorenzo dal titolo "L'altalena dei sogni" , I 36 progetti per Vicenza. in questo si fa riferimento anche al Museo di Bilbao di F O Gehry , che però è del 1997.

https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_comunale_Citt%C3%A0_di_Vicenza

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