Me ne stavo là, alla finestra, spettinata,a respirare quanto più aroma potevo dell'aria della che potevo.Davanti a me una voragine di oscurità e silenzio; a volte la solitudine è un privilegio.E arriva il sogno...ha piovuto da poco e gli ododri della terra ti assomigliano:forti ma addolciti dal vento.Adesso non vedo nulla.E penso a te.A te che hai gli occhi belli, padroni di una profonditàche lascia sospesi.Più vengo rapita da questa notte, più avverto la nostalgia di quelle luci preziose,che mi evocano la promessa,o il furto, di uno sguardoper un attimo davvero sincero.Sta cantando una civetta.Il nido è certo qui vicino: esco.E' difficile sorprenderla.Mi apposto ma inutilmente.Solo una volta l'ho vista, sembra un gatto,maquando apre le ali sperisce senza rumore.E tu sei qui, ora, con me in questa notte del mondo.Ti sento amico, sento di poter osare,di poter serenamente urlare,di poter gioiosamente piangere,di poter appartenere liberamente a tutto,anche a questo sogno, profano,delizioso, inutile. I contrasti se ne vanno e sento che ti sto abbracciando,forse per la prima volta...senza averlo mai fatto prima.