L’aria è fredda. Tagliente. Come il fremito che sento farsi spazio nel mio cuore. Nella mano sinistra una sigaretta ormai spenta. L’aria è pregna di fumo e silenzio. C’è gente. Eppure sono sola. Sento i respiri. Eppure il mio emerge dalla sincronia dei polmoni. Immagini continue vengono proiettate dalla televisione. Cruda e insensibile scatola magica. Un film. Una finzione. Una realtà distorta. Un’immaginazione. E il pensiero vola attraverso cunicoli nascosti nella profondità della mente. Lungo rotaie consunte dei ricordi. Nei meandri più oscuri del cuore. Palpitante. Ritmo monotono e quasi noioso. Nenia notturna.Immagini di un viso. Di un nome. Immagini associate a parole. Immagini dissociate ad un sentimento. Immagini e ancora immagini.Chiudo gli occhi ad intermittenze irregolari. Scindo i sorrisi dai dubbi del pensiero. E mi lancio attraverso voli pindarici nelle terre dei sogni. Attimi frammezzati. Intensi. Emotivamente unici. Eppure brevi come i battiti stessi delle ciglia. Ingurgitavo fiumi di felicità per poi scoprirmi in cascate di cruda realtà aperti gli occhi. E mi sento equilibrista sulla fune della follia.
Considerazioni sconsiderate.
L’aria è fredda. Tagliente. Come il fremito che sento farsi spazio nel mio cuore. Nella mano sinistra una sigaretta ormai spenta. L’aria è pregna di fumo e silenzio. C’è gente. Eppure sono sola. Sento i respiri. Eppure il mio emerge dalla sincronia dei polmoni. Immagini continue vengono proiettate dalla televisione. Cruda e insensibile scatola magica. Un film. Una finzione. Una realtà distorta. Un’immaginazione. E il pensiero vola attraverso cunicoli nascosti nella profondità della mente. Lungo rotaie consunte dei ricordi. Nei meandri più oscuri del cuore. Palpitante. Ritmo monotono e quasi noioso. Nenia notturna.Immagini di un viso. Di un nome. Immagini associate a parole. Immagini dissociate ad un sentimento. Immagini e ancora immagini.Chiudo gli occhi ad intermittenze irregolari. Scindo i sorrisi dai dubbi del pensiero. E mi lancio attraverso voli pindarici nelle terre dei sogni. Attimi frammezzati. Intensi. Emotivamente unici. Eppure brevi come i battiti stessi delle ciglia. Ingurgitavo fiumi di felicità per poi scoprirmi in cascate di cruda realtà aperti gli occhi. E mi sento equilibrista sulla fune della follia.