MONICA

Considerazioni sconsiderate.


L’aria è fredda. Tagliente. Come il fremito che sento farsi spazio nel mio cuore. Nella mano sinistra una sigaretta ormai spenta. L’aria è pregna di fumo e silenzio.  C’è gente. Eppure sono sola. Sento i respiri. Eppure il mio emerge dalla sincronia dei polmoni. Immagini continue vengono proiettate dalla televisione. Cruda e insensibile scatola magica. Un film. Una finzione. Una realtà distorta. Un’immaginazione. E il pensiero vola attraverso cunicoli nascosti nella profondità della mente. Lungo rotaie consunte dei ricordi. Nei meandri più oscuri del cuore. Palpitante. Ritmo monotono e quasi noioso. Nenia notturna.Immagini di un viso. Di un nome.  Immagini associate a parole. Immagini dissociate ad un sentimento. Immagini e ancora immagini.Chiudo gli occhi ad intermittenze irregolari. Scindo i sorrisi dai dubbi del pensiero. E mi lancio attraverso voli pindarici nelle terre dei sogni. Attimi frammezzati. Intensi. Emotivamente unici. Eppure brevi come i battiti stessi delle ciglia. Ingurgitavo fiumi di felicità per poi scoprirmi in cascate di cruda realtà aperti gli occhi. E mi sento equilibrista sulla fune della follia.
Non sapere chi sei. Non sapere cosa sei. Non conoscere. Un’anima scompare se non ha radici nella quotidianità di un sentimento. Nulla è peggiore dell’incertezza che ti avvolge. Che ti veste con le sue fredde spire tentacolari. Che ti addormenta su un letto di fiori passiti. Fossili di un addio.Intanto le voci di sconosciute persone avvolgono i miei pensieri. Mi distraggono. M’illudono. Ma l’apatia emerge, dalle tasche nascoste dei miei sogni. Scrigni un tempo immensi e unici ma oggi consumati da lacrime mai versate. Trattenute come le paure o i desideri. Come l’amore o l’odio. Considerazioni sconsiderate. Eppure dentro sento morire qualcosa. Lo so. Fingo la realtà. Baro sulle carte dei tarocchi come per dissacrare una predizione.  Eppure sono sola. Mi sento sola. Solitudine. Deserto dove un tempo cresceva rigogliosa l’amicizia. Dove un tempo regnava sovrano l’amore. Dove un tempo…un tempo. È stato tanto tempo fa. Solo tempo. Remoto. Passato.Apro i pugni che a lungo avevano stretto preziose collane d’emozioni. Ruggine striate sui palmi. Residui calcificati. Impronte. Solo impronte tatuate. E tanta sabbia. Finissimi granelli che vengono rapiti dai venti invernali. Spazzati dalle intemperie degli anni.  Ricordo le parole. Ricordo le poesie. Ricordo i sorrisi. Ricordo i ricordi.  Oggi, con la mente annebbiata da uno smog personale, vivo la solitudine del silenzio.  E del non vivere. Oggi non è ieri.  E non vedo il domani.