Mille dubbi, mille domande: poche risposte.Eh già, sembra quasi che a stento, riesca a capire cosa devo fare, dove devo andare. Forse, vado a istinto. Forse, sono guidata dalla mano invisibile di qualcun altro. Forse, inutili sono gli sforzi che si fanno, se poi, le cose, vanno quasi mai come si crede. E ogni volta ci si impegna, ogni volta, ci diciamo che sarà diverso perché siamo cresciuti e le esperienze ci hanno segnato e insegnato. Tutte cazzate!Il fatto è, che indipendentemente da ciò che cerchiamo di inculcare nel nostro cervello e da millenni proviamo a dimostrare, la Vita si svolge così; sembra quasi che manco si accorga di noi e noi invece, lì a pensare che ci aspetti, che rispetti i nostri tempi, i nostri pensieri e soprattutto i nostri desideri. Quando finirà l’ansia "del dove andrò, che farò, chi sarò, che m’aspetta", sarà sempre troppo tardi, rispetto a ciò che avremo nel frattempo vissuto, senza realmente capire che si è già tutto svolto mentre noi attendevamo di afferrare il nostro futuro.Nella nostra misera condizione umana, di fragilità estrema di fronte a certi eventi che arrivano, ci investono, ci invadono e nel bene o nel male ci stravolgono l’esistenza, ecco che flebile, avanza una luce. O forse non è vero, la vediamo solo per trovare il coraggio che serve a scacciare la paura, solo per rintracciare un segno minimo di speranza, utile a non fermare mai la nostra volontà.Ecco, quella luce io l’ho trovata quando non la cercavo e mi s’è accesa davanti senza che me ne rendessi conto.Ora ho paura di perderla, forse perché amo e amare significa anche rendersi e sentirsi ancor più vulnerabili di quanto solitamente siamo.Ora ho paura di perderla, forse perché ho perso la fiducia nei valori che mi hanno portato fin qui e che mi hanno permesso di sentirmi sempre ottimista.Ma quel che temo di più, nel tempo, è l’impossibilità di fare azioni, per me basilare, che convalidino le mie idee. Il motto "fatti, non parole" ora non calza più alla mia situazione, anzi si è completamente ribaltato, mettendomi kappao.E’ grassa se riesco ancora a parlare, ma quando le parole non bastano più, ci si sente costretti in ruoli che non appartengono, per natura, al nostro carattere e il senso di frustrazione inizia ad essere veramente troppo alto.Ho voglia di vivere sì, ho voglia, di essere felice, laddove la felicità, altro non è che una vita normale.E allora datemela ‘sta vita tranquilla, fatta di piccole cose anche non sempre gioiose, dove ci sia spazio per poter amare a 360 gradi e non costretta a stare lontana da quegli occhi che mi fanno guardare, da quelle mani che si stringono alle mie e da quella voce che ogni tanto, si fa persona.Mi chiedo perché ma non lo so.Per favore, non ditemi che la vita va vissuta giorno per giorno, per come ci arriva, perché questi sono bei discorsi filosofici, che quando si scontrano con la realtà effettiva di tutti i giorni, non valgono più.Come fa un uomo a non pensare mai al suo domani, anche quando non sa come doverci pensare? E’ una cosa che va contro la nostra natura.Siamo programmati per condividere e per progettare; non ci confà il ruolo di freddi esecutori di quello che abbiamo davanti: c’è sì, un cervello che gira come un hard disk, ma abbiamo anche un cuore che pulsando, resetta la logica.Pensate invece a quanto potremo essere e fare e invece, non possiamo essere e fare.E se un giorno non ci bastasse più il tempo, che ne sarebbe di tutti i nostri pensieri, del nostro arrabattarsi, dello scontrarsi, dell’impegnarci?Stamani c’è il sole qui; è riuscito a spuntarla su nuvolosi neri e gonfi di pioggia.Ha squarciato il cielo ed ora illumina e riscalda.Fatemi andare ad aprire la finestra, è già un nuovo giornoUn altro!