MONICA

Ancora una volta.. come sempre... come la volta scorsa ...


Ancora una volta comincia all'improvviso, oggi come sempre, come la volta scorsa e la scorsa ancora, con lo scatto di un interruttore allucinato nascosto in qualche posto dentro di me.Ed ecco, inesorabili, compaiono i segnali conosciuti e temuti: la lieve vertigine che mi stordisce appena, la particolare, sottile eccitazione che s’infiltra sotto la pelle, la lugubre sirena che inizia il suo canto.Conosco questi segnali e li riconosco già al loro primissimo sorgere, ma, ancora una volta, ingenua faccio finta di niente, continuo a leggere, a scrivere, a vivere.Finche, ancora una volta, la mia vita si ferma, si sospende a mezz'aria ed io, pupazzetto caricato a molla, vado verso il nulla.Non c'è aria! Apro la finestra. Non c’è aria. Vado al balcone, qui si respira. Fa freddo ma adesso, in questa sospensione di vita, di pensieri, di sensazioni, non m’interessa, non ci penso, non ci posso pensare. I battiti aumentano, sono sempre più veloci. Devo cercare di star calmaEcco, in fondo, è tutto qui il problema, banale e semplice: non riesco, ma devo.Devo pensare a cose belle, pensare a quelle cose che ti riempiono l’anima d’allegria… una dietro l'altra. Non ci riesco… mi tornano in mente situazioni difficili da scordare, non mi piacciono! Continuo a pensare ossessivamente a quelle sensazioni e il tam-tam dentro di me aumentaDevo distrarmi e in fretta, e pensare ossessivamente a tutto ciò che di positivo mi circonda.Anche se so che sono ancora lì in agguato, sempre pronte a colpirmi. Rientro, continuo a tremare, la gola mi si chiude. Non respiro.
Vado in cucina, ingurgito velocemente qualcosa che in teoria mi dovrebbe far passare questa sensazione, e continuo pensare ossessivamente al mio piccolo uomo, al suo sorriso, alle sue risatine che ti fanno venire le lacrime agli occhi. Penso. Penso a quelle sere che c’eri tu con me, ricordo perfettamente le te parole, la pacatezza nella tua voce che cercava di nascondere la preoccupazione di non essermi realmente accanto in quel momento. Non ci sei più. Ora sono sola, come sempre, come prima di te. Non passa, esco ancora… il cielo è fantastico, la luna sembra guardarmi e dire qualcosa a me in questo momento incomprensibile. Sento meno freddo ma continuo a tremare. Nella mente ci sono ancora quelle immagini, indelebili, incise a fuoco.Ogni volta è così, credo, spero, m’illudo d’averle cancellate, ma, basta una parola che ritornano inesorabili a martellarmi il cervello.Comincio ad avere un po' di nausea e a sentire nello stomaco qualcosa che si ribella, ma non per questo smetto. Anzi la mia mente (quello che n’è rimasto di lucido), continua pensare, non smette di immaginare, febbrile, convulsa, affannata a cosa altro potrei far seguire a tutto questo per far sì che finisca alla svelta…di fretta, senza sentirne il sapore, senza differenze.Quanto dura? Un'ora, un'ora e mezza, mezz'ora?Per quanto tempo dura ogni volta? E per quante volte ancora durerà ?Le sensazioni sono fortissime e pesanti, mi torturano e m’invadono per ore come soldati vincitori che entrano nella città appena sconfitta e la bruciano e la saccheggiano. Mi sento morire.Mal di testa, ira, nausea, rabbia, voglia di piangere e di urlare, tristezza e disperazione: su queste rovine fumanti, ancora una volta, ricomincio a vivere. O a sopravvivere? Ad aspettare con terrore la prossima volta, ancora una volta ...