A volte la paura del dolore è più forte del dolore, si trasforma in terrore al solo pensiero e solo quando si passa attraverso la sofferenza scopriamo che non era così terribile come ce l’aspettavamo,come l’avevamo immaginata, o forse come l’abbiamo già patita.Forse la paura che sentiamo ce la portiamo dietro come un bagaglio dal nostro passato ed è un sacco pieno di scommesse che si proietta sul futuro,il sussulto di un vissuto che ci accompagna sempre.Scommesse perse che hanno giocato nella nostra vitafacendoci perdere somme immense,a volte la vita.Supponiamo ci sia un seguito alle cose,li dove non sembrava possibile neanche scorgerle, che la gimcana che ci fa muovere ci porti davanti a quello che costituisce forse la più grande meraviglia: l’imprevisto.E poniamo il caso che questa volta abbiamo invece puntato i piedi per terra e deciso e promesso a noi stessi che non ci lasceremo fregare mai e poi mai.Ed allora gridiamo che non è possibile farci trascinare ancora una volta li dove il sentimento ci conduce. Supponiamo poi che tornino anche i sogni, ma che siano carichi di tutte le nostre paure, che si nutrano ora anche della consapevolezza,e che l’incanto sia anche rotto dal disincanto che colui che ci troviamo davanti ci offre.Supponiamo sia un uomo, e non una situazione o una cosa ,e supponiamo sia un essere per così dire infedele, ed allora si debba scegliere se diventare o meno la più cornuta del reame, essere l’altra o semplicemente il nulla.Ho scelto il nulla. Non essere volto, né nome, né specchio, in cui si veda di me anche solo il riflesso.
L'imprevisto
A volte la paura del dolore è più forte del dolore, si trasforma in terrore al solo pensiero e solo quando si passa attraverso la sofferenza scopriamo che non era così terribile come ce l’aspettavamo,come l’avevamo immaginata, o forse come l’abbiamo già patita.Forse la paura che sentiamo ce la portiamo dietro come un bagaglio dal nostro passato ed è un sacco pieno di scommesse che si proietta sul futuro,il sussulto di un vissuto che ci accompagna sempre.Scommesse perse che hanno giocato nella nostra vitafacendoci perdere somme immense,a volte la vita.Supponiamo ci sia un seguito alle cose,li dove non sembrava possibile neanche scorgerle, che la gimcana che ci fa muovere ci porti davanti a quello che costituisce forse la più grande meraviglia: l’imprevisto.E poniamo il caso che questa volta abbiamo invece puntato i piedi per terra e deciso e promesso a noi stessi che non ci lasceremo fregare mai e poi mai.Ed allora gridiamo che non è possibile farci trascinare ancora una volta li dove il sentimento ci conduce. Supponiamo poi che tornino anche i sogni, ma che siano carichi di tutte le nostre paure, che si nutrano ora anche della consapevolezza,e che l’incanto sia anche rotto dal disincanto che colui che ci troviamo davanti ci offre.Supponiamo sia un uomo, e non una situazione o una cosa ,e supponiamo sia un essere per così dire infedele, ed allora si debba scegliere se diventare o meno la più cornuta del reame, essere l’altra o semplicemente il nulla.Ho scelto il nulla. Non essere volto, né nome, né specchio, in cui si veda di me anche solo il riflesso.