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Il mare


Per chi non lo frequenta che d'estate è simbolo di vacanza, di libertà, di trasgressione.Una scappatoia dalle costrizioni della vita di tutti i giorni, un'enorme pozzanghera d'acqua in cui giocare.Ma non è così il mare.Per chi lo frequenta da sempre il mare è un'entità indomita. E' stato l'assassino di qualcuno che conoscevamo, è stato quello che ha rovinato tante belle occasioni di divertimento, quello che ha devastato la macchina o la casa a qualcuno caro...il mare è salato, come lacrime di disperazioneMa è anche e soprattutto un compagno di giochi, un amico a cui confidare i pensieri più intimi, una musica da ascoltare, un odore da cui farsi rapire...il mare è salato, come lacrime di gioiaIl mare è un padre padrone che amiamo e odiamo, di cui raramente si riesce a farne a meno.Ogni volta che si parte lo si avvicina con rispetto, perchè sia clemente e ci conceda l'opportunità di tornare... non ci sono orari, planning, agende o corsie preferenziali.Il mare non è libertà, è deferenza, è riflessione, è il continuo ricordo della nostra fragilità, è il simbolo più chiaro del fatto che la nostra vita non dipende soltanto da noi.Il mare è infinitamente grande dinnanzi alla nostra piccolezza.Il mare è una metafora degli eventi... ed è per questo che la gente di pianura non capisce che fermarsi e godere di qualcosa di bello non è sempre un guaio... che si può rimandare qualsiasi cosa... soprattutto se lo decide il mare.E per voi, cos'è il mare?