Non è nuova a proteste clamorose ma stavolta ha sconvolto il mondo intero facendosi mettere dei ganci nella schiena per protestare contro la caccia agli squali, che stanno rischiando di scomparire del tutto.
Alice Newstead artista britannica di 26 anni ha scelto di farlo ad Hong Kong perché il cuore del problema è la Cina, la causa dell'estinzione infatti è causata dalla zuppa di pinne di squali, pietanza molto prelibata ed apprezzata sin dai tempi di Ming.La zuppa di pinne di squali viene fatta solo in particolari occasioni come feste nuziali e banchetti perché è simbolo di salute e prestigio. Pur trattandosi di occasioni speciali se pensiamo che la Cina è uno dei Paesi più popolati al mondo una pietanza può creare effettivamente un problema mondiale. Si è stimato che dal 1970 diverse specie di squali si sono ridotte del 90%.La giovane donna, dopo essersi sottoposta al Body Piercing (Pulling), si è fatta appendere per 15 minuti ad un'impalcatura mediante due ganci, dello stesso tipo di quelli utilizzati per la pesca dello squalo, conficcati nella pelle della schiena ad emulare il finning a cui vengono sottoposti i pescecani quando vengono catturati ed ha detto: "Essere appesa dal torace è più doloroso e limita la respirazione, i ganci inseriti nella schiena sono più sopportabili". La Newstead per la protesta ha indossato una coda da sirena per rievocare lo squalo ed ha nuotato in aria sospesa ai ganci dichiarando: "Mi sono affidata ad un gruppo specializzato con i ganci inseriti nella pelle delle persone, sanno quello che fanno per garantire il massimo della sicurezza. Sto facendo questo per protestare contro la pratica del finning. La domanda di zuppa di pinne ha drasticamente ridotto la popolazione degli squali".
Il finning è un modo crudele di cacciare questi esemplari marini perché consiste nel tagliare le pinne dello squalo ancora vivo che, mutilato, viene rigettato in mare. Al pesce predatore dopo questa operazione non rimane molto da vivere.La performance della Newstead ha dato il via a una settimana dedicata alla salvaguardia degli squali: una lunga mostra d'arte caratterizzata dalla presenza di diversi artisti e fotografi locali e internazionali, nata dalla collaborazione tra il gruppo ambientalista degli Shark Savers, impegnati per la conservazione marina, e l'azienda cosmetica Lush (nota per non testare i suoi prodotti sugli animali), che stanno per lanciare una campagna globale per la protezione degli squali, che di certo non lascerà indifferente la Peta (la più grande organizzazione per quanto riguarda la difesa dei diritti degli animali).COMMENTO PERSONALE:Una protesta plateale e per certi versi scioccante ma che sicuramente denota grande forza di volontà e profondo convincimento della causa abbracciata. Speriamo riesca a risvegliare le coscienze affinché cada in disuso questa pratica tribale e che la pietanza venga se non abolita almeno rivista e sostituita con altri ingredienti.E VOI INVECE COSA PENSATE DI QUESTA ESTREMA FORMA DI PROTESTA?Pubblicato da Staff Radio DgVoice, Rossella