DIAMONDS

La notte infinita


La notte infinita
Il  giorno del suo quarantesimo compleanno Sara non è particolarmente emozionata....... non sa ancora che sitratterà di un giorno speciale....un giorno che le cambierà la vita...Quarant'anni, insegnante, bella e molto corteggiata, Sara è sposata con Mauro, un architetto di qualcheanno più grande di lei. Sara è l'immagine discreta dellafemminilità, é molto dolce, non si arrabbia mai (se non c'è un motivo, almeno),disponibile, paziente esempre disposta a cogliere il latopositivo negli altri. Soprattutto é innamorata di suo marito malgrado gli riconosca tanti difetti. In amore é totalizzante e non ama il sesso senza amore. Con gli amici è brillante, estroversa e a volte può apparire civettuola. Le piace esserecorteggiata, ma non permette niente di più malgrado le innumerevoli occasioni che la inseguono con insistenza…. Sara crede molto nel suo lavoro e lo svolge con molta serietà e con  professionalità. E’ molto stimata dai colleghi per i suoi saldi principi morali, per la sua onestà, per la sua disponibilità e soprattutto perché odia  i sotterfugi e ogni forma di compromesso.   Mauro, al contrario,non disdegna le avventure, ma non ha mai avuto una relazionefissa. E' un uomo attraente, alto, molto preso dal suo lavoro.E' poco incline alle affettuosità e al sentimentalismo (affetto da una sano pragmatismo, dice Sara scherzando). Il giorno del suo compleanno suo marito è a Londra. I soliti affari, che non prevedono ritorni consolatori per “sentimentalizzare” (è un verbo inventato da lui) la banalità di un compleanno. Perfettamente coerente con lalogica del personaggio(è un’espressione di Sara).E’ pomeriggio inoltrato quando Sara esce da scuola, dopo una riunione; é in compagnia di un  collega corteggiatore. Che sta ten­tando per l'ennesima volta di convincerla ad accettare una cena….. Per l'ennesimavolta Sara rifiuta garbatamente. . … ”Al massimo – gli dice - ti   permetto di offrirmi un caffé".  Entrano in un bar. Siedono ad un tavolino. Prendono un caffé. Parlano per un po'. Ad un tavolino poco distante c'é Roby.E’ un ragazzo americano poco più che ventenne. Alto,capelli nerissimi ( più che altro sembra latino-americano) con un ciuffo ribelle che gli cade continuamente sugli occhie che continuamente lui riporta indietro, è in Italia per studiarestoria dell’arte Sta guardando Sara.... Sara se ne   accorge eprova un certo disagio. Nello stesso tempo, peró, non riescea fare a meno di incrociare il suo sguardo. Ed é proprio questo che le procura maggiormentefastidio(scoprirsi vulnerabile...). Ad un certo punto Sara diceal collega che deve tornare a casa perché aspetta una telefonata da suo marito che é a Londra per affari. Prima di alzarsi apre la borsetta per prendere un fazzoletto; non si accorge di far cadere la patente di guida sotto il tavolino. Se n’é accorto peròRoby. Sara e il collega escono. Roby raccoglie la patente e la apre. Sara saluta il collega. Si avvia verso la sua auto in un vicino parcheggio. Sta per aprire lo sportello quando appareRoby alle sue spalle."Scommetto che ti chiami Sara"...scusi ma come fa a ... “aspetta, forse riesco a vedere anche iltuo cognome. Fammi guardare bene i tuoi occhi:" Sara é ancoraperplessa e senza parole(non sa come reagire) "Ecco...il tuo cognome é...Mondini. Esatto?" Si ...ma..lei...mi staprendendo in giro. Come fa a conoscere il mio nome?" "Te l'ho detto; riesco a leggere dentro di te. E poi, dai, non sono tanto vecchio da meritare il "lei". Sara scoppiaa ridere: "Non so come fa ma certamente c'é un trucco". "Nessun trucco:é solo che si sta avverando una profezia". "Quale profezia?"  "Beh, una zingara tempo fa mi disseche se fossi riuscito a leggere i pensieri di unadonna allora me ne sarei innamorato". "Mi ha appena vista ed è già innamorato!?" "Forse"... "Bene, vedo che si è divertito abbastanza"."Allora ti faccio un'altra... come si dice ...divinazione: tu abiti al numero... (fa finta di pensare)352 di ...Viale Indipendenza". Saracomincia a spazientirsi, anche se in fondo si scopre stranamente indulgente e divertita. “Senti- gli dice passandodirettamente dal lei al tu – o mi dici dov’è il trucco oppure ...”,ma le viene da ridere e non finisce la frase. Roby, allora, scoppiando in una sonora risata le porge la patente.Rimangono per un po’ in silenzio. Ora Sara appare imbarazzata e cerca di nasconderlo aprendo la borsetta per rimettervi la patente.“Sai che potrei essere tua madre?”, Sara ha ripreso il controllo di sé stessa.“Si ma io non  potrei essere tuo figlio!!”.E conquesta provocazione Roby la fa ancora sorridere. Poi, tutto sembra precipitare come in una serie di sequenze di un film muto, il cui unico sonoro sono i rumori della strada. Sara e Roby nell’auto di lei. Fuori dal traffico fino al mare. Camminano lungo una spiaggia semideserta. Paul parla di sé(perché è in Italia e così via). Sara parla del suo lavoro e di suo marito. Siedono sulla sabbia...gabbiani contro un sole che sta per tramontare. Roby le prende la mano. Lei sta ferma per un attimo, poi si alza e si avvia verso l’auto. Roby la segue.Il silenzio è ancora una presenza fra di loro: ma lei ora non appare più imbarazzata; sul suo volto un’ombra di tristezza densa, però, di una nostalgia che non ha mai provato.E’ questa sensazione che la sconvolge.,scoprirsi indifesa,scalfita nei suoi principi, esposta agli attacchi di una forma di sensualità che non ha mai provato, e che,comunque, sembrava sapesse dominare. Nello stesso tempo, però,brividi sulla pelle le danno quasi un senso di euforica serenità.Prima di salire in auto si gira verso Roby, vicinissimo da sentire il suo respiro.“Devo tornarea casa, mio marito avrà già telefonato”. “Vengo con te”.“Sei pazzo”. Ma la sceneggiatura del film è già scritta. Un regista invisibile ha già deciso: Roby le afferra il voltocon le mani e la bacia. Lei non accenna neanche a sottrarsi. A lungo si baciano e ritornano i brividi sulla pelle a restituirle le ragioni della sua femminilità.  “Forse sono io la pazza”.E altre sequenze incalzano. Ancora in auto, in corsa con il tramonto e con gli ultimi gabbiani.La casa di Sara: è una villa stile mediterraneo. Roby  le accarezza i capelli. La bacia dolcemente. Squilla il telefono. Sara parla con suo marito: “come va….il lavoro…..che noia…..torno domani sera…ci vediamo…” Ma le parole di Mauro si perdono lungo i cavi telefonicicome un’eco indistinta e senza senso. Roby va in cucina e apre il frigorifero.Lei lo guarda come se lo conoscesseda sempre e lui si muove con la naturale impalpabile sicurezza dei giovani, padroni di un mondo che non conosce riserve. Vera prepara da mangiare.Mentre mangiano suonaancora il telefono. E' un'amica di Sara che la invita alcinema. Sara chiude il telefono; lui lo stacca e lasciache suoni "occupato".La spoglia lentamente ; lentamentesi avviano verso la camera da letto. Fanno l’amore a lungo, piano, dolcemente.  Sara piange lentamente. Roby le chiede: "Perché Sara... Sono una stupida Roby ,è la prima volta che…..tradisco mio marito,  ma non sto piangendo per questo: é perché mi sembra di aver tradito me stessa". "E' solo questo?"  "Non so ma  sono felice!"Fuori il cielo è ormai un tappeto rosso. Altre sequenze sono già pronte.Una coppia di amici di Sara che bussa alla sua porta, insiste e poi se ne va... Immagini di suo marito a Londra, mentre discute con delle persone, mentre tenta ancora di telefonarle si alternano in un riquadro che il nostro regista immaginariovisualizza nella parte superiore dello schermo.Roby e Sara ascoltano della musica. Ballano. Sara racconta alcuni episodi della sua infanzia. Roby parla del suo paesesi addormentano sul tappeto. Sara si sveglia.Robydorme. Sara lo accarezza piano.  Roby si sveglia.Si accorgono che la stanza è inondata dalla luce dellaluna piena. Roby propone di andare fuori a correre sulla sabbia.Il mare è d’argento. Si prendono per mano e cominciano a correre.Rimangono nudi. Roby la trascina in acqua e si tuffano giocando, abbracciandosi e facendo l’amore.L’alba si fa strada lentamente.Le immagini, dal mare si spostano all’interno della villa.La luce filtra dalla finestra.Sara e Roby dormono. Sara si sveglia: riattacca la cornetta del telefono. Prepara il caffé. Roby si sveglia. Bevono il caffé.Fanno ancora l’amore: squilla il telefono. Sara non risponde.Si rivestono. Sara: "Dobbiamo andarcene". Roby” Ti rivedrò? Sara: "Non mi sembra ragionevole".  Roby..." E la profezia?" Sara non risponde. Si baciano e poi escono per salirein macchina.La ragione? Sara ricorda le paroledi quel filosofo francese…Déscartes? “il cuore ha delle ragioni che la ragione non conosce….”. Allora è vero! Mai usare la ragione come un principio inflessibile: e sefosse un bluff del cuore, un tentativo di abbattere i confini della realtà con la mistificazione del sogno. Ora Sara è confusa, e questa cosa la fa arrabbiare. Osserva sé stessa che si muove al rallenty….”Non sono io…..mi sono persa in un bosco che non conosco….ma da cui non vorrei più uscire….dovrei essere più arrabbiata….ma lo rifarei…dovrei forse cercare degli alibi?…questo mai….  Suona il telefono, ma nessuno risponde.L’auto raggiunge la periferia della città. Sara accosta l’auto vicino ad un punto di chiamata dei taxi, situato alla parte opposta della strada. Roby è sempre rimasto taciturno, ha solo guardato continuamente Sara mentre guidava.Ora Sara si gira a guardarlo, sorride mentre gli prende la mano: “Lo sai anche tu, non è vero? che non possiamo più rivederci”. Roby sembra rassegnato:” Ma non sono  tuo figlio, ripete!!” “Tu sei mio figlio”,le parole di Sara  suonano assurde, ma nonammettono replica. “Purtroppo si nasce una sola volta,ci si incontra solo una volta…”. Ma son pensieri che non diventano parole. Non è più tempo per le parole. I pensieri rimarranno ricordi e i ricordi sono la memoria di tutto ciò che non sarà mai più…..è un gioco che non abbiamo inventato noi: tutto questo mentre guarda ancora Roby con tenerezza. Non si baciano, non si abbracciano, solo i loro sguardi si sfiorano....lentamente e Roby scendedall’auto, ora sta attraversando la strada si gira per guardare ancora Sara, ancora una volta, poi legrida:"non sempre i sogni finiscono all'alba”...sale sul taxi e...... Come mi ha suggerito un'amica,"Donna vittoriana" visto che nemmenoa me piaceva come terminava la storia, il finale  di questo film non  ancora scritto, ma che,  in molti hanno vissuto, lo lascio alla vostra immaginazione ...ognuno di voi così potrà esserne ...protagonista!!!