Contro i pedofili

Quando la depressione porta al suicidio


 Che cosa è la depressione?A me mi dissero che ne soffrivo!!Avevo 13/14 anni, quando d'imprivviso una mattina qualunque, mi alzai dal letto e, sul cuscino vidi un tappeto di capelli...i miei capelli!!!!Tenevo hai miei capelli più che alla mia stessa vita!!!Lunghi fino sotto le spalle, pieni di lacca e gleatina, lucenti, con il famoso( all'epoca ) tirabaci, quel rigoletto che cadeva dalla fronte...Quindi vederli li, sul cuscino, ahimè fu un trauma, erano il mio primo approccio per le ragazzine...da li a qualche settimana, sempre più capelli nel cuscino e nella vasca...Andai in ospedale da un profesionista, esami su esami, per sentirmi dire che soffrivo di depressione che mi stava portando ad una lopecia, già, perchè la mia nuova pettinatura non è niente altro che una lopecia causata da una depressione interna mai capita...tutt'ora mi chiedo perchè!!La depressione ci costringe a rifugiarci dentro noi stessi, nascondendoci dal mondo intero.Ogni giorno diventa lunghissimo e affannante, ti toglie il respiro, ti impedisce di fare qualunque cosa.Niente e nessuno puo aiutarti, sei solo, non hai più progetti, non hai più interessi alcuni!!!Un certo grado di malinconia deve essere considerato un normale turbamento dell'umore, ma si cade nella depressione quando non è più possibile ripristinare un adeguato equilibrio affettivo. Esistono diverse forme di depressione, in parte differenziabili sulla base delle diverse possibili cause.Oltre il 70% delle madri, nei giorni immediatamente successivi al parto, manifestano sintomi leggeri di depressione.La depressione post-partum è una particolare forma di disturbo nervoso che colpisce alcune donne a partire dal 3° o 4° giorno seguente la gravidanza e che può avere una durata di diversi giorni, manifestandosi in qualche caso come depressione vera e propria, accompagnata da forme di psicosi.In alcuni casi può durare anche per un intero anno.I principali sintomi sono:indolenza, affaticamento, esaurimento,disperazione, inappetenza, insonnia o sonno eccessivo,confusione, pianto inconsulto, disinteresse per il bambino opaura di far male al bambino o a se stessa e improvvisi cambiamenti di umore.La medicina moderna, non è ancora riuscita realmente a conprendere quale sia il motivo, cercando di dare come possibile spiegazione il cambiamento ormonale.Quella del post-partum è una delle peggiormi forme di depressione e, richiede un intervento tempestivo per evitare che la madre sfoghi la sua depressione sul bambino, lasciandolo senza più le sue cure o addirittura uccidendolo, o ancor peggio suiccidandosi con il bambino.Questi sono i tremendi effetti della depressione per le neo mamme, ma assolutamente curabile ma sopratutto si puo prevenire, parlandone con un esperto prima del parto.La storia della depressione è la storia dell'umanità, anche se il termine depressione quale connotante una sindrome psichiatrica è stato introdotto solo negli anni ' 20 dallo psichiatra tedesco Meyer.La malattia è conosciuta fin dall'antichità e fin dall'antichità è descritta come un'anomalia rispetto alla normalità: un insieme di comportamenti affettivi che ora definiremmo depressione.Forse la prima descrizione di depressione è quella che Omero fa di Bellerofonte nell'Iliade:...ma quando viene in odio agli Dei, Bellerofonte solo e consunto di tristezza errava pel campo acheio l'infelice e l'orme dei viventi fuggìa...Insomma più o meno dice che con l'abbandono degli Dei si spegne il coraggio e la forza di vivere ed è il vuoto assoluto, la tristezza divorante in cui l'eroe si dibatte e si logora.Si citano anche l'opera di Durer, la Melanconìa che esemplifica il dolore paralizzante del depresso e Il Grido di Munch che comunica la squassante angoscia del depresso.5 o più dei seguenti sintomi devono essere presenti durante lo stesso periodo di due settimane e rappresentare un cambiamento rispetto alla funzionalità precedente; almeno uno dei sintomi deve essere l'umore depresso o la perdita di interesse o di piacere.1) Umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, come indicato sia da un'osservazione soggettiva (sentirsi tristi o vuoti), sia osservato da altri (apparire piangente)N.B.: In bambini o adolescenti può essere osservata irritabilità.2) Marcata perdita di interesse o di piacere in tutte o quasi tutte le attività per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno (come indicato sia da un'osservazione soggettiva, sia osservato da altri).3) Significativa perdita di peso (quando non a dieta) o aumento di peso (per esempio un cambiamento di più del 5% di peso corporeo in un mese), o diminuzione o aumento dell'appetito quasi ogni giorno N.B.: In bambini considerare anche il mancato aumento ponderale atteso.4) Insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno.5) Agitazione o rallentamento psicomotorio quasi ogni giorno (osservabile da altri, non sensazioni meramente soggettive di di incapacità di rimanere fermo o di essere rallentati).6) Perdita di energia o stanchezza quasi ogni giorno.7) Sentimenti di mancanza di valore o di colpa eccessiva o inappropriata (che può essere delusionale) quasi ogni giorno (non meramente auto-punitivi o sul fatto di essere malati).8) Diminuita capacità di riflettere e concentrarsi , o indecisione, quasi ogni giorno (sia sensazioni soggettive, sia osservabili da altri).9) Pensieri ricorrenti di morte (non solo paura di morire), ricorrenti ideazioni di suicidio senza un piano specifico o tentativi di suicidio o piani specifici di suicidio. L'ambiente scolastico costituisce un luogo in cui si può produrre una depressione legata alla prestazione.Il piacere di studiare e il desiderio di sapere vengono così messi in secondo piano, o addirittura si perdono. Si crea, infatti, un circolo vizioso: ad una sofferenza, si aggiunge una cattiva prestazione, che accresce di fatto l'ansia successiva; in questa spirale, la persona non può fare altro che sottrarsi alle successive prove e verifiche, interrompendo di fatto la possibilità di proseguire il percorso scolastico.Quindi costringere nostro figlio a studiare quando ha uno dei sintomi sopra elencati puo essere controproducente, dobbiamo cercare di capirlo e intervenire al più presto per evitare che egli incomba in un drammatico finale che a volte puo essere il suicidio!Lo stesso discorso vale per le persone che nel mondo del lavoro cercano di arrivare a tutti i costi a quelle posizioni che a tutti fanno gola, avendo innumerevoli ostacoli da sorpassare, portando lo stesso( questo vale più per gli uomini che per le donne) ad un livello di depressione talmente alta che spesso ha un effeto contrario, perchè come già detto il risutato è opposto e quindi anche li il rischio dell'suiciodio anche in questo caso è alto.Tutti, di solito, ci sorprendiamo nel leggere che qualcuno che conosciamo si e’ suicidato o ha tentato di farlo, e la comune reazione di amici e conoscenti e’ la perplessita’ e lo stupore (“non lo avrei mai detto”).Nei Paesi occidentali, il suicidio rappresenta l’1% di tutti i decessi; secondo le recenti stime dell’OMS, si suicidano ogni anno nel mondo circa 800.000 persone. Per gli adolescenti, il suicidio costituisce la seconda-terza causa di morte; per gli anziani, la nona o la decima.In Europa, il maggior tasso di suicidi si ha nei Paesi Scandinavi e in Austria; mentre nel mondo e’ il Giappone uno dei Paesi piu’ colpiti,con oltre 33mila casi all’anno contro i 20mila di dieci anni fa.La maggior parte dei suicidi siano maschi di mezza eta’ che hanno perso il lavoro.Tutti gli studi concordano nell’attribuire agli eventi stressanti – i cosiddetti life events – un ruolo scatenante di primo piano nell’indurre suicidio. Primo fra tutti, qualunque evento che comporti una perdita, sia essa di una persona cara, del lavoro, della casa, del proprio precedente status, persino di un ideale o di un progetto.Pertanto, eventi scatenanti di massimo rischio saranno quindi la vedovanza, il pensionamento e il licenziamento, gli abbandoni, i tracolli economici e/o di immagine (si pensi ai suicidi degli adolescenti per un brutto voto a scuola). Qualunque perdita, di un essere umano o situazione, che colpisca una persona soprattutto nelle fasi evolutive o involutive dell’esistenza, quando si e’ fisiologicamente piu’ immaturi e piu’ fragili, e nel complesso piu’ bisognosi di conferme (vale a dire quei sintomi, o comportamenti, che non appaiono direttamente depressivi ma che nascondono un disturbo dell’umore latente, come ad es. alcuni sintomi ossessivi o alcuni tratti del carattere).Va precisato, in ogni caso, che tutte le patologie psichiatriche aumentano il rischio di suicidio.Dobbiamo inoltre distinguere, all’interno dei comportamenti suicidiari, anche il tentato suicidio, ritenuto piu’ frequente nella popolazione femminile (mentre il suicidio riuscito sarebbe piu’ frequente nei maschi), e il mancato suicidio, che si riferisce invece ad un esito suicidario che non e’ stato portato a termine, ma che avrebbe potuto.Ma le cause del suicidio restano cosi’ profonde e numerose, cosi’ intimamente connesse alla vita emotiva di ciascuno di noi, che e’ difficile immaginare un rimedio valido per tutti.La chiave della depressione è la perdita di un affetto. Il depresso sente se stesso, la propria vita, la realtà circostante secondo una trasformazione peggiorativa che colora tutto di qualità spiacevoli e dolorose. L'esistenza del depresso si svuota di significato e di interesse, è vissuta nella solitudine, la morte è vista come liberatrice. Cambia il modo di essere nel mondo, soprattutto nei parametri del tempo e dello spazio. C'è la paralisi del divenire, il peso del passato si dilata, pochi atti del passato connotano tutta la storia personale e si caricano di negatività, il passato non ha più esperienze piacevoli, la nostalgia è dolorosa, il futuro inaccessibile, sbarrato, non c'è più progettualità, il presente si contrae, diventa immodificabile. Lo spazio è ristretto, angusto, chiuso, immobile, vuoto, gli oggetti diventano irraggiungibili.Possiamo solo tentare di avvicinarci ad una maggiore comprensione del fenomeno attraverso la conoscenza approfondita e il rapporto di fiducia con la persona che abbiamo di fronte, non sottovalutando mai la disperazione, il senso di vuoto, e le minacce di ‘farla finita’ che possono cumularsi, nel tempo, nella psiche di ognuno di noi.La malinconia o depressione endogena o maggiore: Profondo e doloroso scoramento, un venir meno all'interesse per il mondo esterno, perdita delle capacità di amare, inibizione di fronte a qualsiasi attività, avvilimento del sentimento di sé che si esprime in autorimprovero o autoingiurie e culmina in un grandioso senso di colpa con l'attesa delirante di una punizione.Depressione reattiva: attenuatasi la dolorosa disperazione sulla propria disgrazia, riasciugate le lacrime, quando il peggio sembra superato, lo sventurato si ritrova come impietrito, non ha più gli interessi di prima, niente più lo può rallegrare e avvincere, i familiari gli sono indifferenti la vita ha perduto ogni attrazione, le percezioni hanno perso rilievo e plasticità.Depressione cronica o depressione residua Permangono con minor gravità i sintomi della fase acuta soprattutto il ritiro sociale, l'apatia, la scontentezza, il pessimismo. Il paziente non riesce a superare la perdita dell'oggetto, che continua a cercare ed a rimpiangere, rimproverando di continuo le persone con le quali entra in relazione, di non essere all'altezza dell'oggetto perduto o non raggiunto.Depressione mascherata Prevale il disturbo somatico sui sintomi psichici.Depressione senile Possono essere presenti inquinamenti paranoidei, ipocondria marcata, a volte confusione. Alcuni quadri devono essere differenziati dalla demenza.Depressione organica E' quella secondaria all'assunzione di alcuni farmaci di allucinogeni o ad alcune patologie.Il miracoloso dono della serenità può essere conquistato sempre in qualsiasi luogo, anche in quelli apparentemente più improbabili e anche nelle situazioni più tristi, dobbiamo cercare di stare il più possibile vicino a loro e ad aiutali, insieme a degli specialisti, ad uscire da questo tunnel infernale.
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