DM s Magazine

Il Gioco di Ruolo


Negli anni ’70 sono sorti i Giochi di Ruolo ed occorre certamente spiegare meglio di cosa parliamo affinché tutti, anche quelli che non hanno mai sentito parlare di “Role Game”, possano seguire con maggiore chiarezza gli argomenti trattati.Terre abitate da gnomi, elfi e uomini, gnomi, draghi, orchi e mostri di ogni genere sono diventate terreno ideale per la costruzione di un impero mediatico di ampie dimensioni. Dalla letteratura al cinema, passando per giochi da tavolo e tecnologici.La ricchissima produzione letteraria fantastica, che fonde gli elementi più classici delle saghe nordiche, dei cicli cavallereschi medievali e delle fiabe tradizionali, ha trovato terreno fertile, in una tipologia ludica tutta particolare: i GdR appunto.Il termine "Role-play" nasce negli anni '50 assieme all'allora innovativa tecnica di analisi psicologica, definita nel termine Psicodramma. Non dissimili le dinamiche in entrambe le situazioni, infatti, i partecipanti si trovano a dover interpretare situazioni e ruoli predefiniti.Progenitore, ufficialmente riconosciuto, di tutti i GdR fantasy è sicuramente il famosissimo D&D (Dungeons and Dragons), gioco-libro - sulla cui copertina si poteva leggere "Fantasy medieval wargame, playable with paper and pencil and miniature figures" - introdotto nel 1974 con il marchio TSR articolato su moduli appartenenti a generi o ambientazioni di fantasia , diversi tra loro ; le vittorie o le sconfitte dei giocatori venivano decise attorno a un tavolo e con il solo ausilio di una serie di lanci di dadi e della fantasia dei partecipanti. Scopo del gioco non  esclusivamente la soluzione di un'avventura ma anche, e soprattutto, l'acquisizione di esperienza da sfruttare in un livello di gioco superiore. Svolgimenti e dinamiche sono simili a tutti i GdR, dall'eliminazione dei mostri, all'uso delle armi e di vari oggetti che determinano e incrementano la forza del giocatore. Il boom era iniziato. Oggi i GdR hanno migliaia di appassionati estimatori in tutto il mondo; e il loro numero è cresciuto notevolmente tra la seconda metà degli anni ’70 e i primi anni ’80, quando apparvero i primi videogames basati su una meccanica di gioco in stile D&D. Questo gioco ha, in effetti, profondamente influenzato la collettività americana di quegli anni; basti pensare che ha ispirato molti cartoni animati e prodotti per l’infanzia (giocattoli & affini), e che ha lasciato un segno indelebile praticamente in tutta la letteratura fantasy del periodo.Con l'avvento della tecnologia, questo mondo affascinante ha cercato altre forme di traslazione ludica.Ausilio fondamentale di questo percorso è stata la rete (con i MUD ovvero i Multi User Dungeons cioé una categoria di GdR eseguiti su Internet attraverso il computer attraverso il computer di più utenti) e l'utilizzo dei nuovi supporti tecnologici (playstation, CD-Rom). Di ultimissima generazione sono i MMORPG - Massively Multiplayer Online Role Playing Games - del tutto simili a videogame tradizionali, all'interno dei quali sono creati degli ambienti perennemente attivi, che a differenza di altri GdR, non si interrompono mai.E a causa di questa caratteristica, che comporta dei costi di gestione elevatissimi, il giocatore si vede costretto a pagare una sorta di abbonamento mensile, che servirà appunto, a coprire i costi di gestione dell'altissima qualità del servizio. Il tutto a scapito della fantasia e della creatività propria dei GdR e dei MUD tradizionali.Voglio ora spendere alcune righe sull’importanza del gioco . Non è mia intenzione parlare di psicologia ma volevo ricordare che il giocare, rappresentato normalmente dall’infanzia, non è assente nell’età adulta . Ecco una bella definizione che ho trovato:"Un’azione libera, avvertita come fittizia e situata al di fuori della vita concreta, capace tuttavia di assorbire totalmente l’individuo che gioca; un’azione non legata ad interessi materiali o utilitari che si svolge in un tempo ed uno spazio espressamente definiti, secondo regole prefissate, e suscita rapporti sociali che facilmente si circondano di mistero o accentuano mediante travestimenti la loro diversità dal mondo ordinario." (Johann Huizinga, 1938).Il bambino gioca per rispondere ad un appello della natura, la quale ha disposto che egli promuova il suo primo sviluppo mediante quest’attività. Nei primi anni di vita compaiono i giochi di immaginazione e di fantasia: il bambino si crea compagni, personaggi e situazioni immaginarie, rispetto ai quali si comporta come se fossero realmente esistenti. Dopo qualche anno cominciano i giochi con le regole che costituiscono i primi tentativi di avvicinamento alle attività proprie degli adulti. L’attività ludica dell’adulto è invece orientata a sviluppare capacità potenziali, a permettere lo spirito d’emulazione o ad esprimere istinti sociali, e soddisfa queste esigenze per mezzo delle difficoltà, delle gare, dei premi.Nel caso vi capitasse di presenziare ad una partita, giocata da ragazzi o da adulti, è probabile che vi sembrino due giochi diversi; è evidente che il modo di raffrontarsi verso i compagni e verso l’avventura sarà diverso soprattutto in considerazione dell’età dei giocatori. La prima grossa differenza che salterà subito agli occhi sarà lo scopo del gioco. Il giocatore del gruppo più giovane cercherà di risolvere l’avventura mettendosi in mostra e facendosi vedere come il migliore, il più forte, quello indispensabile al gruppo. Persone più adulte, normalmente, vedono il GdR in modo diverso.L’importante non sarà dominare gli altri giocatori ma cooperare con loro. A volte le differenze non sono così evidenti; si possono facilmente trovare adulti che giocano come bambini e che sono pronti a lasciare il gruppo, frignando e battendo i piedi a terra, quando qualcosa non va come loro vorrebbero.Posso garantirvi che è molto divertente giocare anche con queste persone, ed è inoltre molto interessante studiare il comportamento dei nostri amici in situazioni che poi potremmo ritrovare anche nella vita reale. Quello che spesso manca nel gioco dei bambini è l’interpretazione del personaggio, in pratica il vivere la situazione come sarebbe vissuta dal personaggio interpretato. Persone che giocano da molto tempo preferiscono frequentemente giocare personaggi particolari o con grossi problemi alle spalle. L’importante è divertirsi con gli amici e non dimostrare di dovere essere  sempre il più forte.Venendo più specificatamente ai Giochi di Ruolo anticipiamo subito che è sempre difficile spiegare in che cosa consistano a chi non ne sa proprio nulla. Molto probabilmente il concetto sarebbe più chiaro se la traduzione di 'role-playing game' fosse corretta: infatti la giusta versione in italiano di questo termine suonerebbe come gioco (game) di interpretazione (playing, che in inglese ha diversi significati, quali giocare, suonare e, appunto, recitare) di una parte (role). Semplice, quindi: si fa finta di essere qualcun altro, magari in qualche altro mondo o qualche altro tempo. A questo punto solo la fantasia pone un limite alla gamma dei ruoli interpretabili: un detective della scuola dei 'duri' come Spade, un mercenario spaziale spaccone come Han Solo, un eroe moderno dai superpoteri come l'Uomo Ragno, un guerriero selvaggio come Conan, un brillante studioso d'azione come Indiana Jones e tanti ancora. Certamente esistono definizioni tecniche migliori, ma il succo è proprio questo: nel Gioco di Ruolo ognuno interpreta una parte, cercando di interagire con altri che, a loro volta, interpretano la propria parte. Il tutto immaginando di vivere una avventura in un mondo di fantasia.Immaginate di viaggiare per il mondo sul vostro cavallo, con una spada luccicante a pendere dalla cintura, un pugnale ben nascosto nei vostri stivali, e un sacchetto di pietre preziose trovate chissà dove. Immaginate che sia il crepuscolo, e che vi siate fermati al limitar del bosco preparandovi un fuoco per la notte, e ad un certo punto di sentire un battito d'ali, un rumoraccio quasi cavernoso, e, d'un tratto, una folata di vento: alzate gli occhi al cielo, e vedete filar via un enorme drago di color rosso vermiglio, tanto veloce e leggiadro quanto non avreste mai creduto che potesse esserlo una creatura così grande!Se riuscite a vedere tutto questo... allora forse la televisione non vi ha ancora  intorpidito il cervello e avrete capito cosa intendo con la parole GdR. Intuite allora quanto possano essere magici questi mondi, creati e modellati sui più segreti sogni di ognuno.Tratto da: Legami fra medioevo, immaginario fantasy e GdR di Daniele Maviglia Viguzzolo il 10 Settembre 2005-