DM s Magazine

DALLA FIABA AI ROMANZI


Un contributo determinante al genere fantasy è stato dato sicuramente dalle fiabe. L'origine della fiaba si perde nell'antichità stessa del mito. Il mondo delle fiabe è pieno di draghi, di mostri, di creature fantastiche e personaggi che assomigliano molto ad eroi dal cuore impavido. Tutte prerogative che ritroviamo nelle maggiori opere fantasy. L’origine del fantasy da ricondurre alla mitologia antica dunque? Sicuramente si, perché lì è l’origine stessa di tutte le storie del mondo. Le origini del fantasy risalgono dunque all'infanzia dell'umanità, nella forma del mito e dell'epica, e solo successivamente all'epopea medievale e ai suoi canti di gesta.Un capostipite del fantasy può essere considerato "il poema di Beowulf", il più antico testo poetico europeo scritto in lingua volgare, una delle opere più importanti della letteratura anglosassone. Beowulf, come punto di partenza è il Medioevo come commistione simbolica di fiaba e leggenda, di mito ed epica, di lotta costante tra bene e male. Il Medioevo come luogo simbolico in cui la natura è rappresentata come elemento essenziale della narrazione, permeata di presenze soprannaturali e fantastiche, ereditate dal mondo della mitologia. E successivamente nasce il mito di Re Artù e della ricerca del Sacro Graal - che si trova alla radice della cultura europea - e il mondo della cavalleria, che ritroviamo all'origine del fantastico contemporaneo.Tra i poemi cavallereschi troviamo la Chanson de Roland del ciclo carolingio, imperniato sulle vicende di Carlo Magno e dei suoi paladini; questo insieme di canzoni di gesta nasce nel nord della Francia, come poema epico in lingua d'oil, in origine tramandato oralmente. Questo ciclo celebra i valori della cavalleria: nobiltà, coraggio, forza fisica, fedeltà fino alla morte. Man mano che queste vicende vengono tramandate, e infine messe per iscritto, si arricchiscono di episodi aggiuntivi finché si perde di vista la versione originale.Il ciclo bretone o ciclo arturiano si sviluppa in Bretagna, ed è dedicato alle vicende di Artù e della Tavola Rotonda. Questo ciclo si colloca nel genere del romanzo cortese, nato per rispondere all'evoluzione del gusto del XII secolo. In esso sono narrate le avventure di singoli cavalieri che perseguono una propria meta individuale, piuttosto che imprese militari collettive come era nelle canzoni di gesta. Molto spazio è dato agli amori cortesi e agli elementi fiabeschi. Il ciclo Arturiano ha come sfondo geografico un'isola imprecisata chiamata Avalon, un tempo considerata solo un parto della fantasia degli autori di saghe e leggende e tradizionalmente associata con il magico mondo ultraterreno.Le opere Fantasy attingono spesso da generi preesistenti, come mitologia, poemi cavallereschi, fiabe e si ispirano, almeno in parte, al romanzo 'nero' o 'gotico' della seconda metà del Settecento. E' un genere di narrazione intermedio tra l'epico e il fantastico, che dà ampio spazio al misterioso, al magico, al soprannaturale, accettati come dati di fatto al di là di ogni possibile comprensione, siano essi favorevoli oppure ostili all'uomo. Tutto il genere Fantasy si può far risalire alle opere di William Morris e Lord Dunsany e, anche se i suoi prodotti migliori riecheggiano le fantasie medioevali e del Tardo Romanticismo inglese, in realtà attingono alla mitologia barbarica, al racconto dell'Orrore.Il primo vero scrittore di fantasy moderno nel senso appena accennato fu William Morris il quale, in una serie di romanzi tra cui Il pozzo alla fine del mondo (The Well at the World's End) e Il bosco oltre il mondo (The wood beyond the world), composti verso il 1880, pone le basi del fantasy moderno. Con lui la storia del genere fantastico prende la piega decisiva: diventa fondamentale la creazione di una vicenda fantastica ambientata in un mondo e in un tempo immaginario, dove vigono le leggi della magia e dell'irrazionale, e regole non scientifiche e scientificamente inspiegabili.Questo genere, nato in Europa nelle sue configurazioni cavalleresche e gotiche, e ricreato dagli Americani nella paradossale ricerca di loro antiche, inesistenti radici, arricchisce i temi di questa tradizione reinnestandovi degli umori più genuini, e tempera molte oscurità gotiche e molte tenebre piene di gorgoglii fatiscenti, in una luce solare che, se da un lato ricaccia indietro il Soprannaturale, dall'altro rivaluta l'umanità dei suoi personaggi, spesso più malinconici che trionfanti, anelanti più alla spiritualità, anche pagana, che non alle stragi sanguinolente. Il sorgere negli anni Venti e Trenta di nuove riviste come Weird Tales e successivamente Unknown Worlds aprì nuovi orizzonti agli scrittori fantasy cui seguirono, alla fine degli anni '30 i cosiddetti pulp magazines con i fantastici Miti di Cthulhu di H.P.Lovecraft, considerato il maggiore narratore del genere fantastico americano del secolo assieme a Tolkien.Finita la Seconda Guerra Mondiale, mentre gli autori di cui si è detto continuavano nella loro produzione con immutato favore da parte dei lettori, ecco fare la sua comparsa un altro autore destinato a diventare un "mostro sacro" della Narrativa Fantastica in genere e, in particolar modo, del Heroic Fantasy. Si tratta di Paul Anderson, un nome ben noto a tutti gli appassionati di Fantasy e di Fantascienza, cui vanno ascritte opere di sicuro valore quali La Spada Spezzata e Tre cuori e tre leoni che, assieme a Crociata Spaziale, costituiscono delle vere e proprie gemme che rischiarano tutto il panorama di questo genere di letteratura.  Tratto da: Legami fra medioevo, immaginario fantasy e GdR di Daniele Maviglia Viguzzolo il 10 Settembre 2005-