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Il Drago


Il mostro più classico del fantasy è un autentico tormentone,dall’antichità al medioevo.L’origine dei draghi si perde nei meandri della storia dell’uomo: infatti compaiono nelle leggende di popoli del passato, sia europei che orientali, ma la loro concezione è notevolmente differente; mentre nelle zone occidentali i draghi erano considerati l’incarnazione del male, portatori di distruzione e morte, in oriente erano visti come potenti creature benefiche.Nelle leggende mesopotamiche, si narra di Tiamat; una creatura fatta dall’unione di parti del corpo di tutte le creature che dovevano nascere: possedeva le fauci del coccodrillo, i denti del leone, le ali del pipistrello, le zampe della lucertola, gli artigli dell’aquila, il corpo del pitone e le corna del toro. Se formiamo un’immagine mentale di questa creatura, ci accorgeremo che risponde perfettamente alla descrizione medievale del drago ed alla copertina di ogni manuale di Gioco di Ruolo che si rispetti.Il drago, come il coccodrillo e il serpente, è una presenza ambigua nel bestiario medievale. Nemico di Dio è tuttavia dotato al tempo stesso di una saggezza profonda, custode di segreti ancestrali, potenzialità sconfinate, che avvolge nelle sue spire l’intero cosmo. Lo stesso oceano è raffigurato dagli antichi geografi come un enorme serpente circolare. Se l’iconografia medievale lascia la porta aperta alla paura nella semplice visione della bestia, d’altra parte poi, un corredo di favole e miti relativi al drago neutralizzano la sua carica negativa. Così, nella Lettera del Prete Gianni leggiamo di draghi portati a spasso da principi indiani nelle feste nuziali e nei banchetti, di draghi cavalcati da guardiani con tanto di morso e sella. Tratto da: Legami fra medioevo, immaginario fantasy e GdR di Daniele Maviglia Viguzzolo il 10 Settembre 2005-