Lunedì sera mentre ti riportavo ho trovato molta coda in autostrada.Fortunatamente ti sei addormentata appena partiti.Come sempre il week end vola via e lunedì arriva veramente troppo veloce.In questo periodo percepisco molto distintamente il tuo affetto nei miei confronti.O meglio, sei tu che dimostri in maniera più evidente il tuo sentimento.Capita ad esempio che durante la notte mi sveglio e ti trovo attaccata a me oppure, talvolta, anche abbracciata.In auto poi, quando stai per addormentarti, vuoi che io ti porga la mano e quando la appoggio sulle tue ginocchia allora ci metti sopra le tue mani.Mi sto rendendo conto che, col passare del tempo, il malessere da distacco non affievolisce, anzi aumenta. E quel che è peggio, ora colpisce visibilmente anche te.Questo fatto accentua il mio dispiacere.Sapere che soffri della mia distanza mi fa stare più male. Lunedì sera ci siamo incontrati con la mamma di nuovo al mc donalds, dentro il centro commerciale le piramidi.All’uscita, anche se non ti avevo ancora salutata, sei voluta salire in braccio e non c’era verso di farti andare con la mamma. Non hai pianto ma eri molto incavolata e, anche se stavo da cani, ho dovuto fare appello a tutto il mio sangue freddo per non cedere alla emozione. Ho sfoderato il migliore dei sorrisi e ti ho raccontato un sacco di bugie e alla fine sei passata in braccio alla mamma, anche se si capiva che eri più rassegnata che convinta. Il momento del distacco da un caro, padre o figlio che sia, non è proprio una bella cosa, lo sappiamo tutti. Si soffre da adulti, ma delle volte sono la scuola o il lavoro che ci pongono davanti a delle scelte obbligate. Non possiamo dire di no e ne facciamo una ragione.Nessuno di noi due invece lo vorrebbe e non c’è ragione che giustifichi il nostro allontanamento. E all’età di neppure tre anni è assurdo che si debba soffrire per questo. Soprattutto perché tu non hai deciso; altri lo hanno fatto per te.L’unico conforto è che, per ora, il futuro lo posso ipotizzare solo io. Il tuo futuro per ora finisce di venerdì, perché tu sai che nel giorno che si chiama venerdì, "arriva papi". E sei felice quando te lo ricordo, anche se non capisci se venerdì è domani o tra undici giorni. E’ così che ti ho fregata lunedì sera…