Dalla ultima udienza (20 giugno) si può ripartire mettendo un punto fermo: il giudice, per la prima volta, si è moderatamente arrabbiato nei confronti di tua madre per gli ostacoli posti sulla strada delle nostre vacanze. Qualche giorno prima avevo fatto un tentativo proponendo sette giorni a partire dal 29 giugno, pomeriggio (venerdì) fino al sabato successivo. Niente da fare… “sabato non ho la macchina, non posso venire a prenderla..”. Benissimo.., mi offro di riportarti io domenica pomeriggio, qual è il problema? Per un giorno in più con te faccio questo e altro. La risposta? Ovviamente è NO. Il “no” è accompagnato dai soliti deliri “quello è il mio fine settimana.. non deve stare distante da me più di sette giorni,…. ecc ecc”.Quindi niente accordo e palla passata al giudice,come sempre.Qui apro una parentesi; io mi avvilisco sempre più, per me è una umiliazione che si ripete ogni volta che un’altra persona decide per me togliendomi questo già misero e risicato ruolo di padre. A prescindere dal fatto che la decisione accontenti i miei voleri: è umiliante. Tuo padre e tua madre, che fanno oltre 75 anni in due non sono in grado di fare in comune accordo per te, nemmeno una scelta banale. Così è stato per tutte le cose che ci hanno attraversato in questi due anni e mezzo. L’accordo non si è raggiunto nemmeno per la tua salute, che dovrebbe rimanere assolutamente al di fuori da ogni ripicca e da ogni stupida rivendicazione. La mia volontà di approfondire l’ opportunità di asportare le adenoidi è stata letta (manco a dirlo) come una sfida. Da quel momento in poi le tue adenoidi sembrava dovessero essere causa di chissà quali terribili malattie e foriere di guai inenarrabili.. Estirparle ad ogni costo, questo il target irrinunciabile. Ad ogni piccolo raffreddore ecco che arrivano le rivendicazioni e le accuse. Possibile che l’odio accechi a tal punto una persona da farle desiderare che tu ti ammali per potermi rinfacciare qualcosa? E’ questo ciò che traspare…Chiudo questa allucinante parentesi.Per concludere oggi sei qui che dormi accanto a me mentre cerco di farmela passare tra questo caldo afoso e questa rabbia che mi monta in testa e tra poco ti sveglierò per partire in vacanza. Passeremo una settimana al mare,e ti riporterò io da tua madre, domenica prossima alle diciotto.Per me è la prima vacanza dopo l’estate 2003, dove io e tua madre andammo in Egitto; E’ li che, molto probabilmente, sei “nata” tu.
28 GIUGNO 2007
Dalla ultima udienza (20 giugno) si può ripartire mettendo un punto fermo: il giudice, per la prima volta, si è moderatamente arrabbiato nei confronti di tua madre per gli ostacoli posti sulla strada delle nostre vacanze. Qualche giorno prima avevo fatto un tentativo proponendo sette giorni a partire dal 29 giugno, pomeriggio (venerdì) fino al sabato successivo. Niente da fare… “sabato non ho la macchina, non posso venire a prenderla..”. Benissimo.., mi offro di riportarti io domenica pomeriggio, qual è il problema? Per un giorno in più con te faccio questo e altro. La risposta? Ovviamente è NO. Il “no” è accompagnato dai soliti deliri “quello è il mio fine settimana.. non deve stare distante da me più di sette giorni,…. ecc ecc”.Quindi niente accordo e palla passata al giudice,come sempre.Qui apro una parentesi; io mi avvilisco sempre più, per me è una umiliazione che si ripete ogni volta che un’altra persona decide per me togliendomi questo già misero e risicato ruolo di padre. A prescindere dal fatto che la decisione accontenti i miei voleri: è umiliante. Tuo padre e tua madre, che fanno oltre 75 anni in due non sono in grado di fare in comune accordo per te, nemmeno una scelta banale. Così è stato per tutte le cose che ci hanno attraversato in questi due anni e mezzo. L’accordo non si è raggiunto nemmeno per la tua salute, che dovrebbe rimanere assolutamente al di fuori da ogni ripicca e da ogni stupida rivendicazione. La mia volontà di approfondire l’ opportunità di asportare le adenoidi è stata letta (manco a dirlo) come una sfida. Da quel momento in poi le tue adenoidi sembrava dovessero essere causa di chissà quali terribili malattie e foriere di guai inenarrabili.. Estirparle ad ogni costo, questo il target irrinunciabile. Ad ogni piccolo raffreddore ecco che arrivano le rivendicazioni e le accuse. Possibile che l’odio accechi a tal punto una persona da farle desiderare che tu ti ammali per potermi rinfacciare qualcosa? E’ questo ciò che traspare…Chiudo questa allucinante parentesi.Per concludere oggi sei qui che dormi accanto a me mentre cerco di farmela passare tra questo caldo afoso e questa rabbia che mi monta in testa e tra poco ti sveglierò per partire in vacanza. Passeremo una settimana al mare,e ti riporterò io da tua madre, domenica prossima alle diciotto.Per me è la prima vacanza dopo l’estate 2003, dove io e tua madre andammo in Egitto; E’ li che, molto probabilmente, sei “nata” tu.